L'autunno del patriarca

Di

Editore: Mondadori (I Miti)

3.8
(1384)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Portoghese , Lettone , Finlandese , Greco

Isbn-10: 880451454X | Isbn-13: 9788804514541 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enrico Cicogna

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un libro estremamente complesso, mi sono costretto a leggerlo in poco tempo per poterlo assaporare a pieno, ma regge il ritmo è impegnativo, vi si trova un punto ogni 3 pagine circa, ed il narratore è ...continua

    Un libro estremamente complesso, mi sono costretto a leggerlo in poco tempo per poterlo assaporare a pieno, ma regge il ritmo è impegnativo, vi si trova un punto ogni 3 pagine circa, ed il narratore è in continua rotazione a seconda della scena rappresentata, che cambia continuamente assieme all' epoca storica delle vicende!
    Detto questo il libro comunque è eccezionale, mi sembra di aver trascorso anch'io qualcuno degli anni descritti assieme al protagonista, e viene tratta poesia dalla vita quotidiana come nessuno, nemmeno Pascoli o Bukowski riuscirono mai. Un analisi fantastica del potere che a tratti lo fa odiare e a tratti ne fa avere compassione, il resto del libro lo si può scoprire solo leggendolo!

    ha scritto il 

  • 3

    La técnicas es deslumbrante, pero el universo narrativo es reiterativo. De alguna manera, es el mismo que García Márquez definió con maestría en Cien años de soledad: tenemos eventos sorprendentes uni ...continua

    La técnicas es deslumbrante, pero el universo narrativo es reiterativo. De alguna manera, es el mismo que García Márquez definió con maestría en Cien años de soledad: tenemos eventos sorprendentes unidos (los «gringos» se llevan el mar) a la descripcion de sucesos de la vida cotidiana; una constante hiperbolización de los acontecimientos y personajes, que adquieren una dimensión mítica; el empleo del humor y, por instantes, del absurdo como elementos constituyentes de la narración. A nivel técnico, esta novela le permitió a García Márquez pulir su técnica de la narración circular y del realismo mágico (elemento central de su imaginario), así como su singular apropiación de elementos melodramáticos. Pero, a diferencia de otras obras suyas, en esta novela se logra asimilar las voces de los personajes en el «flujo» (me parece que es el término más apropiado para definir ese torrente de anécdotas, emociones, diálogos y pensamientos) narrativo. La narración se enriquece con un continuo cambio de los puntos de vista y de las voces narrativas. La sintaxis se vuelve compleja y demanda del lector un compromiso mayor. Es una buena novela, pero que, por momentos, se siente como una repetición de los tópicos e imágenes que le dieron la consagración a García Márquez.

    ha scritto il 

  • 4

    PIACEVOLE RIVISITAZIONE.

    Dopo un'estate di letture non entusiasmanti ho deciso di riprendere dalla mia libreria questo romanzo pubblicato in Italia per la prima volta da Feltrinelli nell'ottobre del 1975 e scritto da Gabriel ...continua

    Dopo un'estate di letture non entusiasmanti ho deciso di riprendere dalla mia libreria questo romanzo pubblicato in Italia per la prima volta da Feltrinelli nell'ottobre del 1975 e scritto da Gabriel Garcia Marquez tra il 1968 ed il 1975, dopo la pubblicazione di "Cent'anni di solitudine".
    Ed ho ritrovato la magia della narrazione fiume e la metafora, potente, del Potere e della sua disgregazione, parallelamente a quella fisica.
    La figura del Patriarca, ma anche quello del suo sosia, della madre Benedicion Alvarado, del primo grande amore Manuela Sanchez e dell'unica moglie Leticia Nazareno rimangono impressi nella mente e nel cuore.
    Impossibile riportare la trama, i ricordi a più voci di chi ha vissuto tra i 107 e i 232 anni.
    Ciò che conta è l'unicità della narrazione, la creazione di un nuovo stile (che a quarant'anni di distanza mostra i suoi anni), di questo narrare impetuoso, senza interruzioni, epico e coinvolgente.
    Una piacevole rivisitazione per me che potrebbe rappresentare una scoperta per chi non l'ha mai letto.

    Blue Tango

    ha scritto il 

  • 3

    Di testa, sì. Ma di pancia,no.

    ...liberato finalmente dal suo potere assoluto dopo tanti anni di prigionia reciproca che risultava impossibile stabilire chi era la vittima di chi in quel cimitero di presidenti vivi...

    ha scritto il 

  • 4

    Ed è ancora solitudine

    Certamente è molto facile fare parallelismi con la sua opera più famosa, ma forse sono anche necessari, perché siamo sempre sulla grande tela della solitudine. Parla ancora una volta della Colombia "a ...continua

    Certamente è molto facile fare parallelismi con la sua opera più famosa, ma forse sono anche necessari, perché siamo sempre sulla grande tela della solitudine. Parla ancora una volta della Colombia "arenosa", sabbiosa, perché le atmosfere di Marquéz non si può non immaginarsele come villaggi sperduti nel deserto, ancorati al mare. Il patriarca, l'uomo più potente in tutto il paese, è anche quello più solo e si è portati a comprenderne la ferocia, a vederla come necessità di difendersi o vendetta, anche futile, ma pur sempre necessaria per placare l'animo. Ci viene mostrato in tutta la sua brutalità, ma anche nella sua piccolezza nei confronti delle donne che riescono a dominarlo, le uniche di cui decide di fidarsi realmente e tutto ciò su cui ripone fiducia è però destinato a morire. Leggerlo in spagnolo rende completamente nella sua poesia e si sente il mare rubato in lontananza, perché sotto la storia di un uomo potente, vi è anche quella nascosta di una Colombia povera e ricca allo stesso tempo, dominatrice e schiava. Marquéz è molto coraggioso nei suoi periodi infiniti, in cui raccoglie dialoghi, pensieri, azioni, descrizioni, con virgole che sono punti e spazi che sono virgole, consegnando tutte le pause, le riflessioni, le attese, al lettore, il quale deve essere capace di non perdersi neanche una parola, perché in questo libro anche le singole lettere diventano eterni sapori da gustare. Qui la solitudine diventa un'eterna condanna, senza che la morte possa alleviarla, perché arriva sempre nel momento sbagliato, quando non era attesa.

    ha scritto il 

  • 5

    "parlando soli, morendo morti"

    “…era giunto senza sorprese alla finzione d’ignominia di comandare senza potere, di essere esaltato senza gloria e di essere ubbidito senza autorità quando si convinse nel rivolo di foglie gialle del ...continua

    “…era giunto senza sorprese alla finzione d’ignominia di comandare senza potere, di essere esaltato senza gloria e di essere ubbidito senza autorità quando si convinse nel rivolo di foglie gialle del suo autunno che non sarebbe mai stato padrone di tutto il suo potere, che era condannato a conoscere la vita solo al rovescio, condannato a decifrare le cuciture e a correggere i fili della trama e i nodi dell’ordito dell’arazzo di illusioni della realtà senza sospettare mai, nemmeno troppo tardi, che l’unica vita vivibile era quella da mostrare, quella che noi vedevamo da questa parte che non era la sua signor generale…”

    Un flusso di coscienza inarrestabile, una deriva tumultuosa di pensieri, fatti e parole con picchi di puro incanto, in cui la vita del dittatore Zacarias viene declinata in un continuo passaggio tra la prima e la terza persona, tra episodi esilaranti e terribili, tra toni malinconici, grotteschi, comici e feroci, in una narrazione a grandi cerchi impreziosita dalle espressioni cadenzate come rituali, a scandire il testo con un ritmo incantatorio, come “i tre paletti, i tre chiavacci, i tre chiavistelli” e tutta la sequenza di operazioni compiute nella casa prima di andare a dormire ogni sera, o le ripetute invocazioni a “madre mia Bendicion Alvarado”.

    Che malìa, che portento. Che esperienza di lettura sorprendente, ricca, imponente.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo pensiero, leggendolo, è volato al coraggio necessario per scrivere così. Periodi eterni, con pochissimi punti fermi, e con dentro repentini e continui cambi di prospettiva di soggetti, da ...continua

    Il mio primo pensiero, leggendolo, è volato al coraggio necessario per scrivere così. Periodi eterni, con pochissimi punti fermi, e con dentro repentini e continui cambi di prospettiva di soggetti, dall'io al noi al loro al lui despota e minotauro, al lei lui degli infiniti rocamboleschi personaggi che gli ruotano intorno, e non solo: anche l'io è mutevole, impersona una volta una bambina, una volta un generale, qualcun altro. Rivoluzionario, ho pensato subito dopo. Coraggioso e rivoluzionario, e travolgente. Anche proprio per il modo in cui è scritto - il modo in cui obbliga chi legge a precipitare avanti nella lettura senza quasi prendere fiato, rodendosi nella bellezza delle perfette scelte di termini e di modi e di ambienti, e nell'ingegno abbagliante delle iperboli, delle immagini, e della comicità macabra che fa sgranare tanto d'occhi. Incredulità senza fine - è lo stato d'animo con cui ho finito di leggere l'ultima pagina, a malincuore.

    ha scritto il 

  • 4

    un pugno nello stomaco

    Di non facile lettura a causa di questi punti distribuiti a una media di uno ogni due-tre pagine e, a tratti, anche di più... Però è veramente intenso e di grande impatto... Non adatto ai depressi ...continua

    Di non facile lettura a causa di questi punti distribuiti a una media di uno ogni due-tre pagine e, a tratti, anche di più... Però è veramente intenso e di grande impatto... Non adatto ai depressi

    ha scritto il