L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1188)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 5

    Il coraggio

    Ciò che più mi ha colpito del libro di Carreré, più dello stile (ottimo e personale), più della storia (avvincente e profonda), è stato il coraggio dell'autore di entrare in una vita e raccontarla, co ...continua

    Ciò che più mi ha colpito del libro di Carreré, più dello stile (ottimo e personale), più della storia (avvincente e profonda), è stato il coraggio dell'autore di entrare in una vita e raccontarla, comprendendola, ma non per questo giustificandola. L'omicidio Romand viene mostrato in tutta la sua atrocità e con altrettanta chiarezza, però, emerge dalle righe anche il percorso che ha portato a quell'evento. In questo modo, il lettore incontra l'uomo che ha guidato la mano omicida e da lì è costretto a guardarsi dentro e trovarne similitudini e differenze.
    Veramente, uno dei migliori romanzi (questo è un romanzo?) che abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Si legge d'un fiato, in quanto un fatto del genere è talmente strano e incomprensibile che accende la curiosità. Carrère scrive sempre molto bene e cerca di essere imparziale , ma devo ammettere che i ...continua

    Si legge d'un fiato, in quanto un fatto del genere è talmente strano e incomprensibile che accende la curiosità. Carrère scrive sempre molto bene e cerca di essere imparziale , ma devo ammettere che il protagonista della vicenda mi ha piuttosto disgustata.

    ha scritto il 

  • 2

    'Anatomia di una menzogna' anzi di un menzognero, il GRIDO usato dalla stampa credo sia il titolo perfetto.
    E' talmente perfetto da esser divertente: il gioco di parole, lui sedicente medico, falso, m ...continua

    'Anatomia di una menzogna' anzi di un menzognero, il GRIDO usato dalla stampa credo sia il titolo perfetto.
    E' talmente perfetto da esser divertente: il gioco di parole, lui sedicente medico, falso, mentitore, assassino...
    Non fosse che c'è poco da ridere, la vicenda è agghiacciante!
    Questo libro non è un romanzo, non ritengo sia nemmeno un saggio, come ho letto essere stato inquadrato.
    E' la cronaca di una vicenda giudiziaria, come A sangue freddo di Truman Capote, ma a mio modesto parere, molto meno riuscita.
    Quello lo regalerei, l'ho anche regalato.
    Gran Libro.
    Questo me lo sono fatto regalare.
    Tuttavia contiene spunti interessanti; pagine di una lucidità spiazzante (ci sentiamo speciali e diverse, poi leggiamo la foto alla vita -come sarebbe potuto essere- di Florence e la mente corre a chi conosci e pare sempre la stessa storia!); incisi che denotano grande intelligenza e compostezza (come quello su Bernard su tutti).
    In definitiva non mi ha esaltato, ma sono contenta di averlo letto.
    Sono sempre contenta quando realizzo di non aver ancora smesso di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    letto di un fiato. senza scomodare spiriti e fede, penso che sia una lucida follia a guidare questi disgraziati a commettere certe atrocità.
    ottima opera che con sapienza riesce a essere romanzo ma an ...continua

    letto di un fiato. senza scomodare spiriti e fede, penso che sia una lucida follia a guidare questi disgraziati a commettere certe atrocità.
    ottima opera che con sapienza riesce a essere romanzo ma anche saggio, senza cadere in pietismi e sentimentalismi, imprime saldamente sulla carta le gesta criminali, contestualizzandole in maniera perfetta.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto tante critiche negative o tiepide nei riguardi di questa sorta di biografia dell'assassino ma io l'ho trovato talmente avvincente, inquietante e crudo da divorarlo in un lampo. La scrittura è ...continua

    Ho letto tante critiche negative o tiepide nei riguardi di questa sorta di biografia dell'assassino ma io l'ho trovato talmente avvincente, inquietante e crudo da divorarlo in un lampo. La scrittura è puntuale e scarna, ideale per riportare la cronaca dei fatti. Agghiacciante che la storia sia vera ma questo genere mi intriga.

    ha scritto il 

  • 4

    se Carrere all'interno dei suoi libri si limitasse a narrare le storie che sceglie sarebbe forse uno degli scrittori più interessanti di inizio millennio. invece si ostina a fare noiose regressioni su ...continua

    se Carrere all'interno dei suoi libri si limitasse a narrare le storie che sceglie sarebbe forse uno degli scrittori più interessanti di inizio millennio. invece si ostina a fare noiose regressioni su di se. La vita di Jean Claude Romand è davvero pazzesca (nel senso clinico del termine), solo una persona fuori di senno può fare quel che lui ha fatto ai propri figli e non mi riferisco solo all'omicidio ma a tutte le menzogne in mezzo alle quali li ha costretti a vivere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Fin dalla prima pagina, Carrère mette in chiaro che "L'avversario" sarà un libro sì sulla terribile strage compiuta da Claude Romand (che aveva sterminato la sua famiglia), ma in relazione alla propri ...continua

    Fin dalla prima pagina, Carrère mette in chiaro che "L'avversario" sarà un libro sì sulla terribile strage compiuta da Claude Romand (che aveva sterminato la sua famiglia), ma in relazione alla propria vita. Anche nei momenti in cui l'io di Carrère sembra farsi da parte, esponendo fatti più o meno oggettivi, più o meno cronachistici (per esempio, la routine vuota nelle giornate dell'impostore Romand), ciò che emerge è il terrore e l'inquietudine, a mala pena nascoste, di Carrère di fronte all'Avversario che è dentro ognuno di noi. La domanda, che non è mai veramente formulata, è: quanto siamo veramente distanti dall'essere anche noi come Romand? La risposta è netta: un'infinità. Ma nasce un'ennesima domanda: perché. E qua non c'è risposta. Nonostante la ricerca di Carrère, e le vaghe motivazioni più o meno portate. Romand è l'uomo che ha costruito la sua vita su una menzogna, incapace di desiderare, ma desiderando soltanto ciò che gli altri volevano che lui desiderasse. E quando tutto è iniziato a crollare (paradossalmente, ma nemmeno troppo, proprio nel momento in cui lui ha amato una donna, e quindi desiderato di sua spontanea volontà), non ha trovato altra soluzione che distruggere tutto ciò che vedeva intorno a sè. Una risposta di una banalità che non può non terrorizzare, tanto è sottole (e scontata) la separazione fra lui e noi.
    Con "L'avversario", Carrère inizia una seconda fase della propria produzione letteraria, dove al centro vi è egli stesso e tutto è filtrato attraverso il suo ego e la sua personalità. Sia per esempio un piccolo paesino sperduto della Russia o i primi cristiani. O, come in questo caso, la vita di Romand. Uno scavo impietoso e crudele, ma proprio per questo estremamente affascinante.

    ha scritto il 

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