L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1480)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 5

    "E quando rimani incastrato in questo ingranaggio, per non deludere, la prima bugia chiama la seconda e poi via per tutta la vita.".

    Quanto pesa in questo dilemma la paura di deludere o piuttosto la l ...continua

    "E quando rimani incastrato in questo ingranaggio, per non deludere, la prima bugia chiama la seconda e poi via per tutta la vita.".

    Quanto pesa in questo dilemma la paura di deludere o piuttosto la la paura che gli altri ti vedano per quello che sei, meno perfetto, che può sbagliare?

    Quante volte da una piccola bugia "fatta a fin di bene" si arriva a vivere o creare una vita parallela. Ma in questa chi poi è davvero vittima è difficile da determinare. Forse tutti. Bel libro, crudo, cinico.

    ha scritto il 

  • 2

    Informe

    Ho letto che Carrere era indeciso rispetto alla forma da dare a questo libro che, infatti, è informe. Non è un romanzo né un reportage giornalistico; non è scorrevole ed è arricchito da riflessioni d ...continua

    Ho letto che Carrere era indeciso rispetto alla forma da dare a questo libro che, infatti, è informe. Non è un romanzo né un reportage giornalistico; non è scorrevole ed è arricchito da riflessioni dell'autore a mio parere del tutto inutili; inoltre mi infastidisce il suo voler in qualche modo essere in scena. La seconda stella è esclusivamente dovuta al fatto che questa lettura mi ha dato modo di scoprire una storia vera che, come spesso accade nella realtà, supera la più fervida immaginazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Oh, Truman, dove sei?

    Mi sono decisa a prendere in mano questo libro dopo che è stato inserito dalla mia amica Polimena, del blog Trecuggine, in uno dei nostri #5libri su #PDR sui romanzi non fiction. Mi fido moltissimo de ...continua

    Mi sono decisa a prendere in mano questo libro dopo che è stato inserito dalla mia amica Polimena, del blog Trecuggine, in uno dei nostri #5libri su #PDR sui romanzi non fiction. Mi fido moltissimo della Polly e mi sono detta "grosso errore, non aver mai letto Carrère!"
    Ed invece...
    Ho due problemi con questo libro.
    Il primo problema è che conosco molto bene la storia, ricordo benissimo di aver visto, quando vivevo in Francia una lunghissima puntata di "Faites entrer l'accusé" - e poi ho visto anche il film con Daniel Auteuil, quando è uscito;
    Il secondo problema è che il mio termine di paragone per una storia come questa è Capote. E per quanto Carrère possa scrivere bene, il libro non è né più né meno che un lungo, accurato reportage su un fatto sconvolgente. In cold blood è invece un viaggio terribile nella mente umana, in cui Capote ti trascina con una scrittura lucida e fredda e vischiosa come lava.

    In realtà avrei anche un terzo problema, he attiene alla dimensione religiosa della spiegazione sul "male". Non condivido l'aspetto religioso, ma se il libro fosse stato migliore, l'avrei accettata di buon grado.
    Ora capisco perché mi ero sempre tenuta alla larga da questo libro, temevo la delusione che infatti è arrivata. Questa mi sembra una cronaca che avrebbe potuto fare più o meno chiunque.

    Qui trovate i #5libri non fiction https://parladellarussia.wordpress.com/2017/05/22/5romanzi-non-fiction/

    Qui il reportage fatto molto bene su quanto raccontato ne "l'Avversario"
    https://www.youtube.com/watch?v=DN7IGyNmp4I

    ha scritto il 

  • 2

    Sotto le aspettative

    Primo libro che leggo di Carrère. Mi intrigava come uno scrittore potesse scavare nelle emozioni di un omicida dalle motivazioni tanto particolari come Romand, un uomo vissuta quasi suo malgrado nella ...continua

    Primo libro che leggo di Carrère. Mi intrigava come uno scrittore potesse scavare nelle emozioni di un omicida dalle motivazioni tanto particolari come Romand, un uomo vissuta quasi suo malgrado nella menzogna divenuta infine insostenibile.
    Il paragone con Capote mi è sorto spontaneo e inarrivabile. Carrère narra mantenendo un certo distacco, ma senza riuscire a farti entrare davvero nella storia e nella psiche di Romand, come invece, in modo magistrale, riusciva a Capote nel capolavoro "A sangue freddo".
    Un libro dunque che mi ha abbastanza delusa , tanto nella forma quanto nella sostanza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    il male

    Carrere e' uno scrittore anomalo, non proprio il classico romanziere. E' prima di tutto un uomo che ha fatto il suo percorso di vita e che ha preso coscienza di se stesso. Forse proprio per questo ogn ...continua

    Carrere e' uno scrittore anomalo, non proprio il classico romanziere. E' prima di tutto un uomo che ha fatto il suo percorso di vita e che ha preso coscienza di se stesso. Forse proprio per questo ogni suo libro diventa un evento. Qui' il protagonismo e' un puro fatto di cronaca francese degli anni ’90. “L’avversario” e’ altresi’ un titolo altamente eloquente e fortemente evocativo. Per definire il protagonista della vicenda occorre necessariamente leggere in proprio le pagine del libro. Suscita infatti un forte impatto e un inevitabile riflesso emotivo, che ognuno puo’ interpretare. Nel libro ci si imbatte brutalmente con il concetto di male, “concreto” e “banale”…come solo sa essere!! Il protagonista e’ un “malato”, o un vero carnefice? Risposte che ogni lettore sapra’ cogliere in se'. La mia impressione e’ la pochezza di un’anima e della sua povera miseria, tanto da essere portatrice di carita’ cristiana. Una poverta’ umana abissale che si concretiza in un fatto concreto. Ma dove finisce il limite spirituale di un’anima, e dove altresi’ inizia e si manifesta il nulla di un essere vivente? Il protagonista come agisce qui? Non in maniera “naturale”, cioe’ secondo regole di natura. No! Il suo comportamento prende la forma di un istinto “strutturato” culturalmente che si manifesta nella forma piu’ pura del significato di “male”. E’ il concetto stesso di male che assurge a protagonista della vicenda. E’ l’"avversario"…il suo e il nostro avversario ad essere il vero ed unico soggetto protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Carrère scrive un libro intenso, cronachistico e freddo soltanto all’apparenza. La dimensione agghiacciante del racconto è infatti non alleviata, ma supportata dalla tecnica del racconto in forma di c ...continua

    Carrère scrive un libro intenso, cronachistico e freddo soltanto all’apparenza. La dimensione agghiacciante del racconto è infatti non alleviata, ma supportata dalla tecnica del racconto in forma di cronaca, la quale infatti dà risalto alla verità dei fatti raccontati, ricordando costantemente al lettore quanto ci sia di vero in ciò che sta leggendo, e per questo terrorizzando a una dimensione alternativa e credo superiore rispetto a ciò che un comune prodotto di letteratura gialla oppure horror siano in grado di fare.
    L’autore, inoltre, non si pone come figura onnisciente, ma si riduce a elemento della narrazione, al rango di uomo comune coinvolto quanto e come il lettore in un percorso di scoperta progressiva dei fatti narrati, acuendo efficacemente lo smarrimento del fruitore del testo: non ci sono entità onniscienti, non ci sono deus ex machina, tutti sono accomunati nell’impotenza dell’uomo della strada, che quasi sta leggendo un giornale o seguendo una trasmissione televisiva, di fronte all’efferatezza della crudele follia.
    Tutto è coerente, in questo piccolo racconto, e funzionale in maniera estremamente intelligente rispetto a quelli che sono i fini della narrazione, ovvero alla commistione fra fiction e realtà, volta a dimostrare quanto la seconda sia a volte più inverosimile e sconvolgente della prima.

    ha scritto il 

  • 4

    l'avversario

    Sono una new entry e quindi ho fatto degli errori di digitazione: risulta che il libro l'ho letto tre volte. Non è vero ...però è uno di quei libri che rileggerei. Sono affascinata dal mondo - per me ...continua

    Sono una new entry e quindi ho fatto degli errori di digitazione: risulta che il libro l'ho letto tre volte. Non è vero ...però è uno di quei libri che rileggerei. Sono affascinata dal mondo - per me assurdo e incomprensibile - dei bugiardi. La menzogna eretta a stile di vita , tanto da non essere più riconosciuta come tale. Non fa pena il protagonista è l'autore fa trapelare tutta la sua pochezza. Un libro da rileggere. Fa entrare nelle vite altrui. Un gran merito.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    ll tempo vuoto

    "La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Ga ...continua

    "La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro."

    Credo che nessun aggettivo sia più adeguato per definire questo libro di sconcertante.

    Sconcertante la storia [vera], che banalmente fa riflettere su come sia impossibile conoscere chi ci stia al fianco.
    Sconcertante per chi in vita rimane, per chi gli è stato amico, per chi non potrà più guardare il suo prossimo ed evitare di pensare chi gli stia effettivamente di fronte.

    "I Ladmiral vivevano come chi ha rischiato di morire in un terremoto e non può più fare un passo senza provare ansia. Si dice ‘terraferma’, ma si sa bene che è solo un’illusione. Non c’è più nulla di fermo, nulla di affidabile."

    Sconcertante il sotterfugio e la truffa economica perpetrata ai danni di famigliari, amante e amici al fine di sostenersi nella finzione.
    Sconcertante il gesto efferato e il suo compimento.
    Sconcertante il link ad alcuni fatti di cronaca recentemente avvenuti. [Ex carabiniere pieno di debiti che uccide i figli a martellate]
    Ma per me ancora più sconcertante la modalità in cui quest'uomo ha condotto la sua vita, fatta di nulla, di tempo trascorso a vuoto, vivendo con l'unico obiettivo di far passare il tempo [completamente solo in boschi, stanze d'albergo, senza alcuna possibilità di relazionarsi con alcuno] tempo trascorso, forse, a inventarsi una vita che non era la sua. Portando da solo il peso della propria inconsistenza. Possibile che chi gli stava di fianco non si sia reso conto di nulla?

    "Una bugia serve a nascondere una verità, magari qualcosa di vergognoso, ma reale. La sua non nascondeva nulla. Sotto il falso dottor Romand non c’era un vero Jean-Claude Romand. ”

    E quando questa grossa bolla di sapone costituita da menzogne e finzione, esplode, ecco che, nella folle (?) mente di quest'uomo, il disegno che si compie non è il suicidio, ma lo sterminio. Perché semplicemente non porre fine alla propria esistenza? Quasi che Romand per darsi consistenza, per finalmente sentirsi finalmente vero, avesse bisogno di porre in atto un gesto spettacolare.

    "Lì dentro credono di trovarsi davanti a un uomo, ma quello non è più un uomo, è un pezzo che ha smesso di essere un uomo. È come un buco nero, e vedrà che ci esploderà in faccia. La gente non sa cosa sia la pazzia. È terribile. È la cosa più terribile che ci sia al mondo"

    Carrere racconta questa storia in maniera magistrale: lucido, senza alcun accanimento sui particolari più trucidi. Un libro che non si riesce ad abbandonare fino al suo completamento anche se dall'incipit la fine è nota. Infatti ciò che tiene avvinti è l'ossessione di Carrere, il cercare di entrare nella mente di chi ha condotto simili gesta: una mente malata, una mente criminale, una mente folle, una mente disperata? Un uomo che tutti definivano gentile e mite, albergato da un alter ego interiore [l'avversario] che lo ha condotto per tutta la sua vita? E ora in carcere chi guida le gesta di Romand? La redenzione in una dimensione religiosa che sta ricercando è credibile? Non sarà ancora l'avversario che lo conduce? O in realtà tra lui e l'avversario non c'è distinzione? E ancora quale leva del lettore sta premendo Carrere per tenerlo incollato? Perché Carrere è interessato a raccontare questo genere di storie?

    "Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera."

    E il dubbio rimane. Dubbio non solo su Roland. Ma pure su Carrere. E su noi stessi che leggiamo Carrere.

    ha scritto il 

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