L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1337)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 4

    Storia vera

    Per anni JC Romand ha mentito sulla sua vita. Cosa succede quando viene scoperto dalla sua famiglia???? Agghiacciante sapere che è una storia vera. Mi ha appassionato tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Carrere si conferma un grande scrittore

    ‘Le bugie hanno le gambe corte’. Nel caso di Jean-Claude Romand la menzogna ha dominato la sua vita per più di un decennio. Bugie che alimentavano altre bugie in un castello che alla fine è stato impo ...continua

    ‘Le bugie hanno le gambe corte’. Nel caso di Jean-Claude Romand la menzogna ha dominato la sua vita per più di un decennio. Bugie che alimentavano altre bugie in un castello che alla fine è stato impossibile da tenere in piedi. E. Carrere sta diventando uno tra i miei autori preferiti. Questa volta lo scrittore francese affronta la storia di un caso di cronaca nera degli anni 90, cercando di indagare le ragioni più intime del gesto estremo dell’omicida Jean-Claude Romand, che uccise la moglie, i due figli e i genitori, ignari della sua doppia vita.

    ha scritto il 

  • 4

    L'avversario

    La drammatica vicenda di Jean Claude Romand, che, al culmine di un'esistenza basata sulla menzogna, stermina genitori, moglie e figli, suscita nello scrittore il desiderio di approfondire e scrivere s ...continua

    La drammatica vicenda di Jean Claude Romand, che, al culmine di un'esistenza basata sulla menzogna, stermina genitori, moglie e figli, suscita nello scrittore il desiderio di approfondire e scrivere su ciò che è avvenuto, in un resoconto quanto più oggettivo e lontano da sentimentalismo o facile comprensione umana.
    Ne esce un quadro fortemente drammatico in cui le aspettative di chi ci ama possono essere talmente schiaccianti da farci percorrere una strada parallela a quella che invece la vita reale ci prospetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Nessuno tocchi Caino ... e neppure Carrere

    Mi piace la scrittura di Carrere.
    Anche qui attinge da un fatto di cronaca vera per raccontare, analizzare, sviluppare, farne una sua continuazione, partecipando direttamente nel contesto, componendo ...continua

    Mi piace la scrittura di Carrere.
    Anche qui attinge da un fatto di cronaca vera per raccontare, analizzare, sviluppare, farne una sua continuazione, partecipando direttamente nel contesto, componendo così il suo romanzo.
    "Storia di un uomo che finge per un'intera vita e alla fine, non trova più il confine tra realtà e finzione, neppure con se stesso."

    pag. 22 Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome.

    ha scritto il 

  • 3

    Curioso.... ma

    il libro è interessante, la storia anche, la psicologia della menzogna è il filo che scorre in questo romanzo, però c'è qualcosa che non mi ha convinto, forse sono io che mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • 5

    "la letteratura [...] deve essere vita; ovvero vita inquieta. Non può essere un territorio di esercizio passivo, ma attivo; non un luogo di consolazione, ma di crisi." (*)

    Di norma una bugia serve a nascondere una verità, magari qualcosa di vergognoso, ma reale. La sua non nascondeva nulla. Sotto il falso dottor Romand non c’era un vero Jean-Claude Romand.
    Questa è l ...continua

    Di norma una bugia serve a nascondere una verità, magari qualcosa di vergognoso, ma reale. La sua non nascondeva nulla. Sotto il falso dottor Romand non c’era un vero Jean-Claude Romand.
    Questa è la storia (vera) che narra “L’avversario”: non il mero fatto di cronaca nera, tragico e aberrante, ma le sue sconcertanti radici.

    Nella consapevolezza che “in una vicenda come questa l’obbiettività è una mera illusione”, Carrère lascia spazio alla pletora di sentimenti, anche contrastanti, che una simile esperienza umana può suscitare; dà voce al turbamento suo e di chiunque non abbia la presunzione di potersi sempre ergere a giudicante.
    Perché è vero, prima di tutto si pensa alle vittime – dirette e indirette – e alla perdita della fiducia.
    (“I Ladmiral vivevano come chi ha rischiato di morire in un terremoto e non può più fare un passo senza provare ansia. Si dice ‘terraferma’, ma si sa bene che è solo un’illusione. Non c’è più nulla di fermo, nulla di affidabile. ”)
    E però poi si pensa anche a quel carnefice che al contempo è vittima di se stesso e di un meccanismo sfuggitogli di mano: "perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata.
    Non ci si schiera dalla parte di Romand – ovvio – ma ci si angoscia per lui: come si fa a vivere così? E come si fa a vivere dopo”?

    Se l’inquietudine e il turbamento che disturbano il sonno sono indice di sconvolgimento emotivo, in base al mio consueto metro di giudizio non posso che dargli 5 stelle.

    (*) da "Manuale di lettura creativa" di Marcello Fois

    ha scritto il 

  • 2

    allungando il braccio avrei potuto toccarle la spalla, eppure tra di noi c'era un abisso ( p.34 )
    i massaggi gli davano la sensazione di esistere, di avere un corpo ( p.100 )
    ritiene di essere uscito ...continua

    allungando il braccio avrei potuto toccarle la spalla, eppure tra di noi c'era un abisso ( p.34 )
    i massaggi gli davano la sensazione di esistere, di avere un corpo ( p.100 )
    ritiene di essere uscito dal labirinto delle apparenze per abitare un mondo doloroso ma vero ( p.134 )
    non ha accesso alla propria verità ( p.135 )
    dopo aver ucciso anche i propri genitori, continua a non avere la minima fretta di raggiungerli all'altro mondo ( p.146 )
    la morte non ne ha voluto sapere di lui ( p.147 )

    ha scritto il 

  • 4

    Ero restìa a leggere questo libro, così come ho sempre procrastinato la lettura del capolavoro di Truman Capote, non avevo voglia di leggere di omicidi efferati. Quello che mi ha convinto, però, è ...continua

    Ero restìa a leggere questo libro, così come ho sempre procrastinato la lettura del capolavoro di Truman Capote, non avevo voglia di leggere di omicidi efferati. Quello che mi ha convinto, però, è la capacità di Carrère di entrare nelle vite per raccontare l'uomo, o meglio i meandri oscuri della psiche umana, e questa è una della attrattive più grandi della letteratura. In questo libro, poi, si limita a rimanere ai margini, mettendo a fuoco il dramma dell'animo umano, raccontando la storia di un perdente su tutti i fronti, che non si sa se è un narcisista manipolatore, un depresso cronico in via di pentimento o entrambi. Dopo aver letto questo libro e l'Impostore di Cercas, penso che alla fin fine sia proprio questo che attira il romanziere e i lettori: la capacità di fingere, di costruirsi una vita che non è la propria per essere amato, stimato, apprezzato è quello che si nasconde dietro ogni narratore?

    ha scritto il 

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