L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1440)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 4

    Peggio che a sangue freddo

    Ricorda molto il reportage di Truman Capote questo libro. Ma, se possibile, l'orrore è ancora più profondo, venendo da un protagonista "gentile". Una persona descritta dai modi squisiti, garbati, padr ...continua

    Ricorda molto il reportage di Truman Capote questo libro. Ma, se possibile, l'orrore è ancora più profondo, venendo da un protagonista "gentile". Una persona descritta dai modi squisiti, garbati, padre figlio e marito affettuoso e presente. Eppure anche un lucido assassino, un accurato mentitore, capace di tenere in piedi per 18 anni un incredibile castello di carte false.
    L'immagine che me ne viene è quella di un ragno che tesse la sua robusta tela in cui invischia tutti coloro i quali si legano a lui, finendo per ucciderli e rimanendone inconsapevolmente soffocato. Inconsapevole perché incapace di sentimenti reali, teso esclusivamente a rendere credibile la propria vita di falsità.
    Ho voluto leggere questo libro perché sono rimasta colpita dalla recente vicenda di Trento, quella dell'ex carabiniere che nel giorno in cui tutti credevano avrebbe concluso l'acquisto dell'elegante appartamento di cui invece aveva lo sfratto esecutivo, ha ucciso i 2 figli piccoli a martellate.
    Mi domando... quante maschere ci sono intorno a noi?
    P.S. Carrère bravissimo a rendere senza retorica tutto l'orrore e la gentilezza di questo assassino. La sua abilità rende agghiacciante una scrittura pacata, priva di orpelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Il buio dentro

    Vorrei intanto dire che è un libro che ho trovato bellissimo, proprio in termini di scrittura.
    A metà strada tra il reportage e il romanzo, un po' come 'A sangue freddo' di Capote.
    Certo è un viaggio ...continua

    Vorrei intanto dire che è un libro che ho trovato bellissimo, proprio in termini di scrittura.
    A metà strada tra il reportage e il romanzo, un po' come 'A sangue freddo' di Capote.
    Certo è un viaggio davvero agghiacciate, si finisce di leggerlo e la sensazione che là fuori sia davvero un brutto mondo, si fa un po' fatica a scrollarsela di dosso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un tentativo, come pochi altri, di comprendere ciò che davvero, della nostra natura umana, è incomprensibile.
    Un libro per me inatteso, sconvolgente, potente, disturbante, che di certo rileggerò, rile ...continua

    Un tentativo, come pochi altri, di comprendere ciò che davvero, della nostra natura umana, è incomprensibile.
    Un libro per me inatteso, sconvolgente, potente, disturbante, che di certo rileggerò, rileggerò, rileggerò.
    Un tentativo di accostarsi alla complessità contraddittoria di due anime con l'intento di scoperchiarle fino alle viscere, d'indagarne le più remote circonvoluzioni cerebrali e metterne a nudo anche solo una parte.
    Una è quella dell'assassino e bugiardo (è un eufemismo per un uomo che è stato capace di mentire su ogni aspetto della sua esistenza e pressoché a chiunque per oltre vent'anni), Jean Claude Romand, (il libro tratta di una di un'incredibile storia di cronaca, realmente accaduta, nella Francia degli anni '80 e '90) attraverso i fatti accertati dalle indagini, alcune ricostruzioni dei fatti restanti, gli atti processuali, i carteggi privati e le poche e molto spesso evasive parole dell'assassino stesso.
    L'altra è quella dell'autore, Carrere (al quale mi accostavo per la prima volta, e che di sicuro rileggerò, rileggerò, rileggerò in altre sue opere) sul quale tutto si può dire tranne che non sia un intellettuale, anzi, un uomo, assolutamente coraggioso.
    Un'opera ammirevole e angosciante come raramente mi è capitato di leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ci sono libri che, per qualche ragione, sono potenti. Ti sorprendono, ti sconvolgono, ti interrogano. A questo genere appartiene il libro di Carrere. Le domande sono tante e provo a selezionarne alcu ...continua

    Ci sono libri che, per qualche ragione, sono potenti. Ti sorprendono, ti sconvolgono, ti interrogano. A questo genere appartiene il libro di Carrere. Le domande sono tante e provo a selezionarne alcune.
    L'uomo che inganna tutti e commette delitti terribili è solo un essere spregevole, cinico, criminale? O la sua vicenda è legata in modo indissolubile a chi, vivendo accanto a lui per anni e anni, non è stato capace di comprendere la miseria della sua esistenza e a porgergli una mano compassionevole?
    La posizione di vittima e quella di carnefice sono facilmente distinguibili l'una dall'altra o c'e' qualcosa che impedisce di adottare un verdetto netto e inequivocabile?
    E' ancora credibile chi, avendo rovinato la propria e l'altrui vita con l'inganno e la menzogna, manifesta, nel momento più buio della sua esistenza, l'intenzione di mettersi sulla "via della verità"? E' questa la menzogna che si perpetua in una sorta di coazione a ripetere, o, viceversa, denota il paradosso di chi cerca il riscatto proprio sulla stessa strada che lo aveva portato alla degradazione più assoluta?
    La scrittura è piana ed elegante.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia incredibile e terribile, tanto più perché vera. A detta del miglior amico, Jean-Claude Romand “era un tipo profondamente gentile”, nel corso dei diciott'anni trascorsi a mentire come un att ...continua

    Una storia incredibile e terribile, tanto più perché vera. A detta del miglior amico, Jean-Claude Romand “era un tipo profondamente gentile”, nel corso dei diciott'anni trascorsi a mentire come un attimo prima di diventare un pluriomicida. Anche i suoi famigliari più stretti avrebbero detto bene di lui se interrogati in tempo. Conosciamo solo in parte noi stessi, davvero pochissimo gli altri.

    ha scritto il 

  • 2

    null

    È difficile scrivere una recensione su questo libro. Al di là del valore letterario, per me francamente modesto dal momento che si tratta di poco più di una mera cronaca dei fatti, provo un profondo s ...continua

    È difficile scrivere una recensione su questo libro. Al di là del valore letterario, per me francamente modesto dal momento che si tratta di poco più di una mera cronaca dei fatti, provo un profondo sconcerto per l'atteggiamento assunto da Carrère nei confronti di Romand.
    Probabilmente sono manichea, ma non capisco e non condivido la comprensione che si legge tra le righe.

    ha scritto il 

  • 0

    da ragazzo prendevo lezioni di pianoforte. sono sempre stato uno studente incapace e svogliato in tutte le materie, ma riuscivo a nascondere i difetti con la parlantina. a 10-11 anni ero già un sofist ...continua

    da ragazzo prendevo lezioni di pianoforte. sono sempre stato uno studente incapace e svogliato in tutte le materie, ma riuscivo a nascondere i difetti con la parlantina. a 10-11 anni ero già un sofista, avevo appreso non so dove i pochi metodi di una dialettica miserabile che ti consentono di affrontare con baldanza ogni argomento, sostenendo prima una tesi e poi magari quella opposta: invece di conoscere le cose per poi trarne considerazioni generali e discorso, avevo imparato direttamente a discutere senza sapere quasi nulla dell'oggetto, e tutto questo funzionava, passavo per un ragazzo intelligente, più avanti della sua età.

    ma con la musica ovviamente non funzionava. finchè si era trattato delle prime esercitazioni e del solfeggio, non c'erano stati problemi. il solfeggio in particolare non è altro che una notazione, una lingua molto semplice, pochi elementi infinitamente combinabili, proprio come le mie nozioni generalissime e vuote, ma per suonare qualcosa di appena complesso ci vuole esercizio, proprio esercizio fisico, materiale: le dita, le mani, devono muoversi in un certo modo e non c'è modo di simulare o di nascondersi, questa volta bisogna scendere faticosamente nella materia e io non ne avevo voglia né capacità.

    col tempo quindi decaddi da bravo studente di musica a mediocre, e poi a francamente scarso. mio fratello, che suonava anche lui, era molto più capace, come del resto in tutte le materie: io lo sapevo, potevo forse ingannare gli altri ma sapevo che tra i due quello capace era lui, a dispetto dei miei voti a scuola, che erano persino migliori dei suoi, e delle speculazioni stratosferiche che impressionavano tanto gli insegnanti, la categoria di persone più stupide che ho mai incontrato.

    e così mentre il tempo passava io facevo sempre più fatica a sopportare lo sguardo di disapprovazione del mio maestro, che era deluso. anche lui all'inizio si era lasciato ingannare, poi aveva pensato che mi stava prendendo dal lato sbagliato ma infine aveva capito che semplicemente non ero dotato e non ci provavo neanche. non mi rimproverava nemmeno più.

    a questo punto sarebbe stato meglio smettere, ma come dire ai miei che non volevo più prendere lezioni? avevano comprato subito un pianoforte, pagavano già da anni le mie lezioni, pensavano anche loro che sarei stato abile come nelle altre materie, lo davano praticamente per scontato. insomma io non avevo il coraggio di dirlo e forse presentivo che un giorno o l'altro si sarebbero accorti che ero scarso in generale e non solo in quel campo. oppure no, forse attribuisco al me di allora pensieri che sono venuti dopo, quando ho dovuto constatare che non sapevo granchè e non avrei realizzato granchè. probabilmente mi ingannavo come ingannavo gli altri.

    ad ogni modo, non sopportando di essere considerato un incapace, cominciai a fingere di andare a lezione. uscivo di casa e invece di andare dal maestro restavo per un'ora a girare avanti e indietro in uno spiazzo non lontano da casa, col terrore di essere visto. per quanto durasse solo un'ora, quel tempo era una vera sofferenza. la noia terribile, angosciante, unita al senso di colpa, mi stancava al punto che quando tornavo a casa volevo solo mettermi a letto. mio fratello, che sapeva, non diceva una parola e forse mi compativa ma era anche senza volere un rimprovero costante e mi faceva quasi paura.

    che cosa facevo durante quell'ora? non me lo ricordo. forse guardavo gli oggetti attorno a me senza nessun bisogno di guardarli, solo perchè non avevo altro da fare, e forse immaginavo un'altra vita. sicuramente facevo qualcosa del genere ma ho cancellato quasi tutto, per la vergogna e la sofferenza. può sembrare ridicolo chiamarla così, erano solo le bizze di un adolescente che recalcitra davanti alla realtà, ma faceva male lo stesso, in un modo del tutto sproporzionato.

    questa cancellazione non è stata la prima, credo, ma è stata così profonda che non ricordo nemmeno come ne venni fuori. non ricordo quando e come dissi che non volevo più prendere lezioni, né se lo dissi. è anche possibile che il mio maestro abbia parlato coi miei genitori e che tutto sia finito così. non ricordo ramanzine o punizioni, il che non esclude che ci siano state. forse i miei hanno avuto la sensibilità di non mandarmi più a lezione senza neppure rimproverarmi. fatto sta che non ricordo davvero, questo è uno dei vari vuoti che col tempo sarebbero diventati sempre più numerosi.

    e siccome non ricordo, per descrivere quello che sentivo dovrei inventare, o cercare di guardare in un luogo dove non voglio guardare, due cose altrettanto inutili e, ognuna a modo suo, dolorose. io non ho la forza, come non l'avevo allora, di inventare o di non inventare, di seguire la mia illusione o la verità. ero e sono in uno spazio intermedio, nello spiazzo abbandonato e sporco vicino casa, a guardare senza vederle cose che non voglio guardare.

    il protagonista de "l'avversario" è andato molto oltre. da piccole e stupide, inutili menzogne, è arrivato a creare un'intera vita fasulla, e quando è iniziato il crollo di questa illusione semi cosciente ha ucciso i suoi familiari, sua moglie, i figli, i suoi genitori, il cane. ha cancellato persone reali, che credeva realmente di amare. credo che dopo vent'anni sia ancora in galera, dove probabilmente si trova bene. la sua mente, che è impenetrabile come quella di chiunque altro, è allo stesso tempo solo una versione più completa della mia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che ti scava nelle ossa e arriva a spiegare, con grande finezza, la macabra passione per la cronaca nera, quì nerissima, che spesso ci rapisce. Non solo scritto divinamente con il giusto punt ...continua

    Un libro che ti scava nelle ossa e arriva a spiegare, con grande finezza, la macabra passione per la cronaca nera, quì nerissima, che spesso ci rapisce. Non solo scritto divinamente con il giusto punto di vista e registro ma anche strutturato benissimo: dopo un incipit disturbante dal punto di vista dell'amico Luc si passa alla scoperta dell'inganno e via via si inizia a delineare il profilo del mostro attraverso una cronaca acuta e scorrevole fino agli esiti del processo e agli interogativi morali su ciò che rimane dell'individuo.

    ha scritto il 

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