L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1244)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 3

    Romanzo-verità

    Difficile valutare. Racconta, in modo fedele e circostanziato, un fatto assurdo e terribile realmente accaduto. Come reportage giornalistico è eccellente. Misurato, acuto, mai commiserevole, non giudi ...continua

    Difficile valutare. Racconta, in modo fedele e circostanziato, un fatto assurdo e terribile realmente accaduto. Come reportage giornalistico è eccellente. Misurato, acuto, mai commiserevole, non giudicante. Non li amo molto i romanzi-verità, preferisco la finzione letteraria, ma questo libro è godibilissimo e si legge in un baleno.

    ha scritto il 

  • 3

    70% ansia/30% boh

    Inizialmente pensavo che fosse il primo libro di Carrere della mia libreria, poi leggendo pagina dopo pagina mi sono ricordato di un libro che lessi anni fa, Baffi e così ho scoperto che è il mio seco ...continua

    Inizialmente pensavo che fosse il primo libro di Carrere della mia libreria, poi leggendo pagina dopo pagina mi sono ricordato di un libro che lessi anni fa, Baffi e così ho scoperto che è il mio secondo Carrere. E per un 70% del libro ne sono stato rapito, proprio come con Baffi. Carrere sembra scrivere in maniera distaccata, didascalica, racconta i fatti in maniera inizialmente poco avvincente ma piano piano sale un ansia forte, hai voglia di sapere, di capire. Poi le ultime pagine si smorzano un po', anche perchè in fondo non c'è più niente da dire.

    ha scritto il 

  • 4

    I più grandicelli tra gli anobiani ricorderanno Jean Claude Romand, il francese che nel 1993 uccise la moglie, i figli e i genitori dopo aver finto per anni di essere un medico ricco e famoso, mentre ...continua

    I più grandicelli tra gli anobiani ricorderanno Jean Claude Romand, il francese che nel 1993 uccise la moglie, i figli e i genitori dopo aver finto per anni di essere un medico ricco e famoso, mentre in realtà trascorreva le sue giornate nei boschi o negli hotel.
    La sua vicenda ha ispirato a Carrere questo libro, il primo che leggo dell'autore e che mi ha davvero favorevolmente colpita! Lo stupore genuino dell'autore traspare da ogni riga: come può un uomo mentire sulla propria identità con amici, parenti e conoscenti per anni e anni, e non essere mai smascherato? Per cercare di scoprirlo seguiamo l'autore in un'analisi minuziosa della vita di Romand, dall'infanzia in un paesino francese agli studi di medicina interrotti improvvisamente senza che nessuno venisse mai a saperlo (ma una festa di laurea i francesi non se la concedono??) fino ad arrivare al tragico epilogo di una menzogna sempre più insostenibile. Un libro da leggere assolutamente perché, anche se non offre risposte certe, è quantomeno molto attuale e insegna a stare in guardia contro l'Avversario (sottilissimo e geniale il riferimento al diavolo, considerato il padre della menzogna).

    ha scritto il 

  • 4

    La paura degli esseri umani è essere umani

    Non era facile raccontare questa orrenda storia di cronaca: si respira a pieni polmoni tutta la fatica di Carrère nel riuscire a mettere insieme gli elementi surreali della vita di un uomo mediocre ch ...continua

    Non era facile raccontare questa orrenda storia di cronaca: si respira a pieni polmoni tutta la fatica di Carrère nel riuscire a mettere insieme gli elementi surreali della vita di un uomo mediocre che giunto inevitabilmente alla disperazione distrugge l'unica speranza che ha di sopravvivere.

    ... mi chiedo solo se il bugiardo che è in lui non lo stia ingannando.

    ha scritto il 

  • 4

    Agli inizi del 1993...

    ...Jean Claude Romand uccise la moglie, i due figli piccoli, i genitori e tentò di uccidere anche la ex amante prima di tentare il suicidio lui stesso. Soccorso e salvato, quella che sembrava una trag ...continua

    ...Jean Claude Romand uccise la moglie, i due figli piccoli, i genitori e tentò di uccidere anche la ex amante prima di tentare il suicidio lui stesso. Soccorso e salvato, quella che sembrava una tragica fatalità si trasformò ben presto in una storia inquietante. Per quasi 20 anni quest'uomo aveva mentito metodicamente a parenti, amici e conoscenti, inventandosi una carriera fittizia, successi e conquiste senza che nessun sospettasse mai di nulla. Carrère ne racconta la storia, senza enfasi, interrogandosi non tanto sul perché una persona sceglie di rinchiudersi in una tale rete di bugie e omissioni, quanto sul come possa aver resistito tutti quegli anni. Romand usciva da casa regolarmente tutte le mattine per andare a lavorare, faceva anche dei viaggi di lavoro per partecipare a convegni e seminari, come riusciva a passare il tempo in queste ore in cui era in una sorta di limbo? Come poteva mantenere la propria identità quando i 3/4 dei fatti che la componevano era falsa e inventata? Non sono domande a cui è facile dare risposta, Carrère sa bene che è impossibile e neanche ci prova, prova ad interrogarsi sul perché ha sentito il bisogno di raccontarla e forse lo trova nello stupore per come Romand ha potuto sopportare il vuoto che lo circondava mentre si trovava lontano da coloro a cui mentiva.

    ha scritto il 

  • 4

    La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gab ...continua

    La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro.

    E' un incipit felice: accattivante e agghiacciante nello stesso tempo riesce nello scopo di tirarti dentro la storia e soprattutto di portare in evidenza fin da subito quel legame che Carrere sente con il killer di cui intende raccontare la storia, che poi è il legame tra un autore e il suo personaggio. Quella che racconta Carrere perciò non è solo la storia documentata con scrupolo giornalistico e oggettivo della vita condotta all'insegna dell'impostura e del delitto di Romand, ma anche la descrizione della propria ossessione di narratore nel voler percorrere, non senza esserne in qualche modo affascinato, i meandri più tortuosi di una mente criminale, forse diabolica, forse soltanto malata.
    Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera. conclude lo scrittore.
    E ci lascia nel dubbio.

    ha scritto il 

  • 5

    Il coraggio

    Ciò che più mi ha colpito del libro di Carreré, più dello stile (ottimo e personale), più della storia (avvincente e profonda), è stato il coraggio dell'autore di entrare in una vita e raccontarla, co ...continua

    Ciò che più mi ha colpito del libro di Carreré, più dello stile (ottimo e personale), più della storia (avvincente e profonda), è stato il coraggio dell'autore di entrare in una vita e raccontarla, comprendendola, ma non per questo giustificandola. L'omicidio Romand viene mostrato in tutta la sua atrocità e con altrettanta chiarezza, però, emerge dalle righe anche il percorso che ha portato a quell'evento. In questo modo, il lettore incontra l'uomo che ha guidato la mano omicida e da lì è costretto a guardarsi dentro e trovarne similitudini e differenze.
    Veramente, uno dei migliori romanzi (questo è un romanzo?) che abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Si legge d'un fiato, in quanto un fatto del genere è talmente strano e incomprensibile che accende la curiosità. Carrère scrive sempre molto bene e cerca di essere imparziale , ma devo ammettere che i ...continua

    Si legge d'un fiato, in quanto un fatto del genere è talmente strano e incomprensibile che accende la curiosità. Carrère scrive sempre molto bene e cerca di essere imparziale , ma devo ammettere che il protagonista della vicenda mi ha piuttosto disgustata.

    ha scritto il 

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