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L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Einaudi

4.0
(989)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Svedese , Catalano

Isbn-10: A000009864 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biography , Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

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  • 3

    Che ansia questo libro! Mi ha lasciato dentro un'angoscia tremenda il fatto che si tratti di una storia vera. E' agghiacciante sapere che può succedere a chiunque ma quello che mi lascia perplessa non ...continua

    Che ansia questo libro! Mi ha lasciato dentro un'angoscia tremenda il fatto che si tratti di una storia vera. E' agghiacciante sapere che può succedere a chiunque ma quello che mi lascia perplessa non è tanto il comportamento di Jean-Claude, certamente frutto di un disagio psicologico non riconosciuto e quindi sfuggito al controllo di chiunque, ma il comportamento di tutti coloro che lo conoscevano. E' mai possibile che per 17 anni una moglie non abbia mai sentito la necessità di conoscere un collega di lavoro del marito? Che non gli abbia mai telefonato in ufficio?Che decine di persone gli abbiano affidato centinaia di migliaia di franchi intestandoli a lui (!!!) senza farsi mai fare un estratto conto? Si parla di 17 anni!!!! Alla fine mi è difficile credere che il Jean-Claude di oggi non stia continuando a fingere, in fondo è l'unico modo di (soprav)vivere che conosce, ma mi viene da pensare che se fosse stato smascherato prima forse quella tragedia non si sarebbe compiuta. Un "bravo all'autore" per aver saputo descrivere i fatti in modo imparziale ma empatico. A tratti ho provato fastidio nel leggerlo, immagino lui cosa possa aver provato scrivendolo.

    ha scritto il 

  • 2

    Inutile, ennesima, altra opportunità concessa a Carrere. Fossi il direttore responsabile di un grande giornale francese, farei a pugni per averlo in redazione. Carrere è 'solo' un ottimo giornalista: ...continua

    Inutile, ennesima, altra opportunità concessa a Carrere. Fossi il direttore responsabile di un grande giornale francese, farei a pugni per averlo in redazione. Carrere è 'solo' un ottimo giornalista: come un pianeta, riflette gli Splendori (Limonov) e la Miserie (Jean-Claude Romand de L'Avversario) che descrive. Ma la sua, di voce, dov'è?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bello e inquitante

    Bel libro inchiesta che racconta la storia vera di un uomo apparentemente normale che all'improvviso ha sterminato la sua famiglia. Ricostruendo la storia dell'assassino emerge una vita di bugie, un c ...continua

    Bel libro inchiesta che racconta la storia vera di un uomo apparentemente normale che all'improvviso ha sterminato la sua famiglia. Ricostruendo la storia dell'assassino emerge una vita di bugie, un castello che stava per crollare che l'ha portato al gesto estremo. Ho apprezzato il fatto che l'autore riesca a rimanere abbastanza "oggettivo" nella descrizione dei fatti ovvero non prenda una posizione rispetto al presente carcerario dell'omicida e alla sua presunta redenzione. La domanda che rimane in testa a me come lettore è: quante bugie ha raccontato l'assassino e quante ne sta ancora raccontando? Bello e inquietante

    ha scritto il 

  • 0

    da leggere anche se supervalutato. non ho avuto una giovinezza spensierata e facile, ma di certo non devo ammazzare moglie e figli per "rivelare l'abisso che si cela nell'animo umano" cit.
    carrére è u ...continua

    da leggere anche se supervalutato. non ho avuto una giovinezza spensierata e facile, ma di certo non devo ammazzare moglie e figli per "rivelare l'abisso che si cela nell'animo umano" cit.
    carrére è un supermercato della comprensione senza farla tanto lunga

    ha scritto il 

  • 0

    Una parola. Un dettaglio. Una piccola correzione della realtà. Che sarà mai una bugia. Un granello si sabbia che finisce nell'ingranaggio di una vita fino a diventare la valanga che travolgerà tutto. ...continua

    Una parola. Un dettaglio. Una piccola correzione della realtà. Che sarà mai una bugia. Un granello si sabbia che finisce nell'ingranaggio di una vita fino a diventare la valanga che travolgerà tutto. Questo racconta Carrère, con lo spaventato stupore di chi intravede l'Avversario. E lo racconta con grande maestria e neanche una parola in più del necessario.

    ha scritto il 

  • 5

    Magnifico. Carrere è uno di quegli autori illuminati, con una dote nel raccontare anche le storie più abiette in modo semplice, lineare e di impatto. Così ci troviamo qui, immersi nella storia di Jean ...continua

    Magnifico. Carrere è uno di quegli autori illuminati, con una dote nel raccontare anche le storie più abiette in modo semplice, lineare e di impatto. Così ci troviamo qui, immersi nella storia di Jean Claude Romand, a cercare di capire cosa può portare un essere umano a compiere azioni contro natura, oltre ad una miriade di altre azioni che vediamo così fuori da noi, da sembrare inaccettabili, inumane. E Carrere fa questo nel modo migliore possibile, contaminando il racconto con i suoi vissuti, i suoi pensieri ma mai i suoi giudizi. Perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Angosciante. A tutti capita di dire una balla, una volta ogni tanto. E, almeno a chi non è mentitore abituale, capita anche di sentirsi a disagio per ciò che si è detto. E se mi scoprono? Che bisogno ...continua

    Angosciante. A tutti capita di dire una balla, una volta ogni tanto. E, almeno a chi non è mentitore abituale, capita anche di sentirsi a disagio per ciò che si è detto. E se mi scoprono? Che bisogno avevo di dirla? Perché l'ho detta? Come mi giustifico? Non sto parlando di balle eccezionali, ma di piccole bugie, sciocchezzuole. Niente che rovini la nostra vita sociale. Ecco, scordatevi queste balle da quattro soldi. Immaginate una vita basata sulla menzogna totale, dove non vi potete confidare con nessuno. Avete una moglie, dei figli, dei genitori, degli amici, dei vicini di casa. Tutti loro credono che voi siate qualcuno che in realtà non siete e non siete mai stato. Neanche lontanamente. Uscite per andare a lavoro - ma un lavoro non ce l'avete - e passate il tempo a costruire sotterfugi per rendere credibile (vivibile?) la vostra menzogna. Una fatica immane, anche perché siete consapevoli che non può durare all'infinito, sapete che prima o poi finirà.
    Carrère riesce bene a ricostruire questa sensazione di angoscia tanto che, con un po' di vergogna, una volta finito il libro ho provato più una sensazione di compassione per il carnefice che di pietà per le vittime. Un racconto che toglie il fiato e che mi ha ricordato, per la stessa sensazione di asfissia, la storia di Alfredino Rampi dentro un pozzo.

    Non leggetelo, se avete voglia di dormire bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo banale, un assassino

    Meglio dotarsi, prima della lettura, d’un casco da speleologo con luce frontale perché in queste pagine l’autore ci porta nelle profondità tortuose dell’anima di un assassino reo confesso d’un delitto ...continua

    Meglio dotarsi, prima della lettura, d’un casco da speleologo con luce frontale perché in queste pagine l’autore ci porta nelle profondità tortuose dell’anima di un assassino reo confesso d’un delitto abominevole.
    I passaggi sono stretti, talvolta ci pare di toccare con mano una parete di roccia umida infiltrata da viscide colure di sentimenti repressi e arcaici che forse tutti almeno una volta abbiamo provato, allontanandoli da noi perché vi abbiamo riconosciuto il male.
    Anche Jean-Claude, l’assassino, li ha riconosciuti ma vi ha convissuto lasciando che lo conducessero alla perdizione di un peccato che non può avere redenzione anche se lui è persona devota che non avendo trovato i sentieri spesso non agevoli che portano alla comunicazione con gli altri uomini, prova la strada di dio, un dio privato a proprio uso e consumo.
    La scrittura di Carrère è cristallina, la narrazione avvincente e si ritorna alla luce, dopo aver percorso questo inquietante budello nella coscienza di un assassino, con brividi ghiacciati lungo la schiena.
    Alla fine l’autore trova la radice del male che ha armato la mano omicida di Jean-Claude in un remoto senso di colpa che il tempo e la sua coscienza religiosa hanno alimentato a dismisura.
    Una prova, se ancora ce n’era bisogno, di come le religioni istituzionalizzate siano delle perfette macchine di produzione di sensi di colpa, alimentando come antidoto sentimenti di bontà che sono in realtà la distorsione del bene.

    ha scritto il 

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