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L'eclissi della borghesia

Di ,

Editore: Laterza

3.9
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842097934 | Isbn-13: 9788842097938 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Political , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    La drammatica realtà o l'irrealtà del Potere?

    E' indubbio che negli ultimi anni si sia manifestato un vero e proprio cambiamento di rotta dal punto di vista culturale: il periodo postmodernista ha lasciato il posto all'era dell'eclissi. Più di un libro ha nel proprio titolo questo termine, che indica uno stato di profonda lacerazione all'int ...continua

    E' indubbio che negli ultimi anni si sia manifestato un vero e proprio cambiamento di rotta dal punto di vista culturale: il periodo postmodernista ha lasciato il posto all'era dell'eclissi. Più di un libro ha nel proprio titolo questo termine, che indica uno stato di profonda lacerazione all'interno della società italiana. Uno di questi libri è proprio quello scritto a quattro mani da Giuseppe De Rita ed Antonio Galdo. I due scrittori testimoniano di un'assenza drammatica all'interno dell'Italia: quella della borghesia, il cosiddetto ceto dirigenziale, l'elité che dovrebbe guidare un paese verso la modernizzazione. Questa eclissi si sviluppa in modo macroscopico tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta - tanto per capirci con l'ascesi dell'individualismo egoistico e dello yuppismo dovuto al fallimento del riformismo craxiano. Direi che questa eclissi, in modo quasi invisibile ma latente, sia cominciata già con il boom economico - come aveva magnificamente profetizzato Pier Paolo Pasolini - e con quell'innalzamento dei consumi che ha portato all'espansione della classe media, mentre le elité cominciavano ad arroccarsi per mantenere i propri posti, perdendo però un vero senso politico e comunitario ... Ed è così che l'Italia si trova ormai da trent'anni in una situazione stagnante, dove i consumi sono calati solo sensibilmente mentre è crollata drasticamente la crescita. Illuminanti le pagine dedicate ai giovani e all'università, una delle fortezze più inespugnabili ... Purtroppo in Italia ogni riforma è morta prima ancora di nascere così l'ascensione sociale - idea tanto cara tra anni sessanta e settanta - ha dovuto fare i conti con una società piatta e logorata. Non è un caso che il 44 per cento degli architetti sono figli di architetti, il 42 per cento degli avvocati sono figli di avvocati e il 40 per cento dei medici sono figli di medici ... Basterebbe ascoltarsi l'album del 1982 di Francesco De Gregori "Titanic", per capire che l'Italia stava inesorabilmente andando verso il suo iceberg, verso il suo declino ... Ma ora la domanda da porsi, e da porre anche a De Rita e Galdo è questa, parafrasando il titolo del romanzo di Paolo Di Paolo: dove eravate tutti? Avete tutti sguazzato nell'idea di uno Stato iperburocratizzato ed iperassistenziale. Tutti eravate dentro questo grande declino civile del Paese. E forse è troppo tardi per Voi per sputare sentenze dall'alto di una cattedra su cui vi appoggiate tenacemente, con il dichiarato scopo di mantenerla in eterno. Ed ecco perché forse in questo libro non è dipinta solo una drammatica realtà, ma anche l'irrealtà di un Potere ormai asfittico che tenta, almeno in alcuni suoi esponenti, di cercare soluzioni che in realtà non sono per la comunità, ma solo per loro stessi, in quella sorta di pentimento cristiano e piccolo-borghese (visto che anche loro non fanno parte della borghesia, ormai dissanguata e morente). Comunque un libro da leggere almeno per le riflessioni che ne possono scaturire ...

    ha scritto il 

  • 4

    L'ardore che consegue all'operare della mente...

    Un'analisi acuta e interessante, esposta con chiarezza, lucidità e brevità esemplari, del male che affligge la società italiana - quel soggettivismo esasperato che ha portato al personalismo e all'egoismo assoluto in tutti i campi, non solo in quello politico, del vivere civile. Il relativismo et ...continua

    Un'analisi acuta e interessante, esposta con chiarezza, lucidità e brevità esemplari, del male che affligge la società italiana - quel soggettivismo esasperato che ha portato al personalismo e all'egoismo assoluto in tutti i campi, non solo in quello politico, del vivere civile. Il relativismo etico che ne consegue (tutto è lecito, perché io solo sono arbitro di ciò che è giusto o sbagliato, e dunque tutto quel che mi fa comodo è giusto e lecito) non soltanto ha svuotato dall'interno le istituzioni, dalla Chiesa alla famiglia alla scuola alla vita politica, ma ha portato per l'appunto a quell'eclissi menzionata nel titolo. L'eclissi di una borghesia intesa come classe dirigente illuminata e interessata al bene e al progresso non solo economico ma civile ed etico della società intera.

    Ma la parola "eclissi" è ben diversa da "morte" e anche da "scomparsa", in quanto contiene in sé la possibilità che l'oggetto eclissato possa riemergere dalle tenebre. Su questa possibilità si concentrano in particolare le ultime pagine, particolarmente stimolanti e interessanti.

    "Per uscire dalla palude e dall'immobilismo abbiamo bisogno di ardore, di qualcosa che brucia dentro di noi. Non servono intuizioni profetiche [...] ma dobbiamo contare sulla leva di forze che custodiamo nel dna di un popolo e che possono riaccendersi in qualsiasi momento".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Per uscire dalla palude dell'immobilismo non servono intuizioni profetiche, anche perché profeti in giro non se ne vedono, ma dobbiamo contare sulla leva di forze che custodiamo nel dna di un popolo e che possono riaccendersi in un qualsiasi momento. Sperando che nel fuoco del cambiamento si for ...continua

    "Per uscire dalla palude dell'immobilismo non servono intuizioni profetiche, anche perché profeti in giro non se ne vedono, ma dobbiamo contare sulla leva di forze che custodiamo nel dna di un popolo e che possono riaccendersi in un qualsiasi momento. Sperando che nel fuoco del cambiamento si formi quella borghesia di cui oggi siamo orfani e la cui assenza sentiamo come un vuoto nel quale l'Italia è sospesa."

    ha scritto il 

  • 0

    E' un bel libro, veloce, succinto e la cui tesi è semplice : il caos italiano è dovuto al ritrarsi di una classe dirigente capace di fare del senso di responsabilità nazionale una bandiera. A fronte di una borghesia che si dedicava al particulare la scena politica è stata occupata da demagoghi da ...continua

    E' un bel libro, veloce, succinto e la cui tesi è semplice : il caos italiano è dovuto al ritrarsi di una classe dirigente capace di fare del senso di responsabilità nazionale una bandiera. A fronte di una borghesia che si dedicava al particulare la scena politica è stata occupata da demagoghi da una parte ossessionati dal casting e dall'altra dall' ossessione per il sessantotto conseguita con altri mezzi (tribunali). In mezzo nulla. Io sono d'accordo.

    ha scritto il