Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'educazione sentimentale

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.0
(1924)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Greco , Olandese

Isbn-10: A000205379 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beniamino Dal Fabbro

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

Ti piace L'educazione sentimentale?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Di una sorprendente attualità.
    Non una lettura facile: Flaubert è avaro di spiegazioni didascaliche e l'uso eccessivo di pronomi rischia di confondere.
    Classico romanzo ottocentesco, con intrighi amor ...continua

    Di una sorprendente attualità.
    Non una lettura facile: Flaubert è avaro di spiegazioni didascaliche e l'uso eccessivo di pronomi rischia di confondere.
    Classico romanzo ottocentesco, con intrighi amorosi, tradimenti, politica, sommosse popolari, cene e feste aristocratiche, amicizie lunghe una vita. E poi il fluire cinico del Tempo, vero protagonista del racconto, che tutto logora e disillude.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Gustave Flaubert - L'educazione sentimentale

    Capolavoro. Era da parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di Flaubert e devo dire di aver aspettato anche troppo. Autore famoso per Madame Bovary (che leggerò quanto prima) che mi ha incantato c ...continua

    Capolavoro. Era da parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di Flaubert e devo dire di aver aspettato anche troppo. Autore famoso per Madame Bovary (che leggerò quanto prima) che mi ha incantato con questo L'educazione sentimentale, vero e proprio percorso amoroso di Frederic Moreau ma anche ritratto di una Parigi di metà 1800 con tutti i suoi problemi politici e non.

    Partiamo proprio da Parigi e dintorni. Flaubert è delizioso nel descriverla, le sue pagine trasudano fascino e le descrizioni (anche della campagna) sono preziose e ricche di dettagli e sfumature. Caratteristiche che spesso si sono perse nei romanzi moderni ma che mi ha fatto enormemente piacere ritrovare in questo grande classico.

    Dicevo che L'educazione sentimentale è un po' il percorso amoroso del giovane Frederic, personaggio che in certi momenti mi ha un po' irritato per via del suo modo tutto borghese di atteggiarsi e comportarsi, quasi che ogni cosa gli sia dovuta di diritto, compresa la possibilità di avere ben quattro donne ai suoi piedi o comunque innamorate di lui e corrisposte ad intervalli saltuari. Sullo sfondo la società parigina mostra tutta la sua opulenza prima per poi abbandonarsi alle sommosse della rivoluzione del 1848. Ma ciò che colpisce e che mi ha catturato è proprio la perizia con cui Flaubert descrive i comportamenti amorosi del giovane Frederic. I suoi tormenti per Madame Arnoux, la sua ricerca affannosa di complicità femminile ma soprattutto l'estrema freddezza nell'usare le persone a proprio tornaconto e vantaggio. Un ritratto che è attuale anche ai nostri giorni e che dimostra quindi la granitica attualità di questo romanzo.

    Come ho detto in apertura per me è un capolavoro senza tempo. Un grande classico impreziosito da uno stile narrativo che è invecchiato benissimo e che scorre come un fiume impetuoso. Consigliato a tutti con l'unica riserva che in certi momenti questo personaggio inconcludente, lascivo a tratti ed altezzoso un po' di antipatia la suscita.

    ha scritto il 

  • 5

    Tornavo a casa dal mio terzo lavoro quello dove mi fanno ascoltare certa musica abominevole roba da prendere i pali a testate è l'unico modo per farsela piacere o bere, e io personalmente scelgo sempr ...continua

    Tornavo a casa dal mio terzo lavoro quello dove mi fanno ascoltare certa musica abominevole roba da prendere i pali a testate è l'unico modo per farsela piacere o bere, e io personalmente scelgo sempre la seconda, ma tornavo a casa e mi chiama un amico senti ci possiamo vedere?, dice lui, sì che è successo?, dico io, vediamoci, mi dice lui, poi ti dico, aggiunge lui e attacca il telefono. Quando ci vediamo mi dice che ha parlato con una nostra amica lui si è dichiarato e lei gli ha detto che è innamorata di me. Amici come prima fratello ma che ti devo fare?, ho detto io, ma lui è un ragazzo semplice l'ha presa sul personale e ora dice a tutti che io sono uno stronzo, che lei è un cesso, che lui se lo voleva solo far succhiare. Ho spiegato questa situazione a Nola e lui mi ha detto che prendere il palo fa male io non ci ho mai creduto che fa così male ma a quanto pare a volte è fatale e se sei semplice non ti riprendi più. Nola mi ha spiegato che dalle sue parti prendere il palo si dice per moltissime cose e io gli ho detto fratello, pure dalle mie, ma lui dai che insisteva che dalle sue parti si usa per più cose, ma tu sei stato dalle mie parti?, gli ho detto io, no, ha detto Nola, e allora come cazzo fai a sapere se dalle tue parti si prende il palo per più cose?, ho detto io e lui non ha risposto e abbiamo litigato io su queste cose ormai mi incazzo colpa di Elvira. Stamattina mi chiama Melbourne, senti, siediti, mi dice, perché?, dico io, ho brutte notizie, dice lui, siediti porca puttana, aggiunge. Melbourne non ripete mai le cose e non dice parolacce allora mi sono seduto. Il nostro primo amore è morto, mi dice lui. Ho subito cominciato a fare domande del cazzo, stupide irrilevanti domande che si fanno davanti a una birra ma come è successo?, gli chiedo io tra le altre cose, si è schiantata contro un palo, dice lui e io ho staccato, ho pensato alla mia negazione, la vedo forte, incrollabile, divina proprio come un palo di diametro infinito e ci vado contro spero che non crolli mai il palo spero che quel giorno che il palo crolla non arrivi mai perché di quel giorno il giorno in cui il palo crolla ho paura so che saranno cazzi amari e che forse neanche i pop corn potranno salvarmi e se lo faranno saranno pop corn orrendi dolciastri e neri, le mie schifose lacrime di stronzo quelle che quando mi ricordo che c'è ancora solo la morte sono nere e mi sporcano i vestiti, la pelle, il sangue, il piscio, tutto quello che tocco diventa merda tutto è merda e faccio intere costruzioni di merda stop!, ha detto la mia pianta di pomodoro, don't be a pussy. Se non ero una fottuta pussy neanche scrivevo, ho detto io, infatti basta, enough, ha detto lei, e mi ha preso il computer e me l'ha lanciato fuori dalla finestra fuori contro un palo il computer si è spezzato in due come fosse d'ossa ha fatto crack ed è morto bye bye see you later my love.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono avvicinata a questo libro convinta di leggere il capolavoro di Flaubert, ma poi mi sono accorta che non era l’edizione del 1869, bensì quella del 1845, tradotta da Giorgio Caproni. Protagon ...continua

    Mi sono avvicinata a questo libro convinta di leggere il capolavoro di Flaubert, ma poi mi sono accorta che non era l’edizione del 1869, bensì quella del 1845, tradotta da Giorgio Caproni. Protagonisti sono infatti Henri e Jules, due amici con sensibilità molto diverse .
    Ho letto e riletto molti punti poiché volevo fissare espressioni, pensieri, sensazioni… e non ho resistito alla tentazione di sottolineare alcune frasi. Davvero superba la caratterizzazione dei personaggi!!
    Se questa edizione è considerata un’opera minore,l’opera maggiore sarà fantastica!
    Sono così curiosa che la leggerò al più presto… 

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro si può dividere in due parti :la prima più noiosa dove e' difficile farsi piacere un personaggio come Federico ; la seconda più scorrevole che non vi fa amare di più Federico ma almeno lo fa ...continua

    Il libro si può dividere in due parti :la prima più noiosa dove e' difficile farsi piacere un personaggio come Federico ; la seconda più scorrevole che non vi fa amare di più Federico ma almeno lo fa uscire dall'apatia w la monotonia di un unico amore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    All'inizio, e per buona parte del romanzo, il protagonista, Frédéric Moreau, mi ha suscitato un'istintiva antipatia; mi sembrava uno smidollato, un individuo le cui buone o cattive azione fossero dete ...continua

    All'inizio, e per buona parte del romanzo, il protagonista, Frédéric Moreau, mi ha suscitato un'istintiva antipatia; mi sembrava uno smidollato, un individuo le cui buone o cattive azione fossero determinate dagli eventi esterni e mai dalla sua volontà. Poi, mettendo da parte i miei pregiudizi, ho capito che si trattava di un giovane di vent'anni, libero e benestante, dunque senza preoccupazioni di natura materiale, e alla ricerca del soddisfacimento del proprio piacere inteso come unica via per la felicità. Attraverso le sue storie amorose ho visto la natura, sempre attuale, di varie tipologie femminili. Per quanto riguarda lo stile, non ho apprezzato le lunghe e dettagliate descrizioni che mi facevano perdere il filo del racconto; mentre ho apprezzato il linguaggio veritiero e mai edulcorato dell'autore anche a riguardo di situazioni scabrose, il che rende il romanzo davvero moderno. Va detto, infine, come spesso il racconto prenda delle svolte improvvise e impensabili, una cosa decisamente inconsueta. Ad ogni modo, un romanzo che lascia il segno e che va a lungo meditato, specie se lo si legge da giovani.

    ha scritto il 

  • 5

    Flaubert è Flaubert e per quanto il capolavoro assoluto sia Madame Bovary è indubbio che L'educazione sentimentale debba entrare di diritto nel pantheon dei grandi. Oltre alla tecnica innovativa (la r ...continua

    Flaubert è Flaubert e per quanto il capolavoro assoluto sia Madame Bovary è indubbio che L'educazione sentimentale debba entrare di diritto nel pantheon dei grandi. Oltre alla tecnica innovativa (la realtà presentata attraverso gli schemi interpretativi del protagonista) oltre alla costruzione del personaggio poco eroico di Frédéric, che appare sfaccettato, mutevole e decisamente portato alla menzogna e all'autoinganno, qui abbiamo un affresco preciso della società francese di metà Ottocento, della turbolenta situazione politica parigina (le famigerate rivoluzioni del '48) ma anche dei modi, delle usanze, delle parole che appartengono alla borghesia cittadina e provinciale. Vengono tratteggiati inoltre i contorni di una elementare ma forse archetipica struttura della psicologia "sentimentale" maschile.
    Le belle speranze del giovane Frédéric, di cui seguiamo la parabola evolutiva -appunto- sono destinate a incepparsi contro i diversi scogli rappresentati dalla dura realtà e tuttavia la sostanza romantica del personaggio: il suo attaccamento al primo amore (mai approfondito, mai consumato) e quello per l'amico Deslauries (un discreto farabutto, in realtà, profittatore senza tanti scrupoli) rimangono inscritti in un orizzonte ideale dove il periodo migliore della vita è collocato nell'adolescenza più acerba, quando l'imbarazzata fuga dei due imberbi giovanetti (Frederic e l'amico) dall'agognato postribolo viene commentato con "Non abbiamo avuto di meglio". Il meglio cioè è quel che non viene vissuto, quel che non viene raccontato; insomma quello "spazio bianco" che, secondo Proust, è la parte migliore del romanzo: un improvviso salto di tempi e vicende che, dopo molte pagine dedicate a raccontare una meticolosa sequela di eventi, viene scritto così:
    "Viaggiò.
    Conobbe la malinconia dei piroscafi, i freddi risvegli sotto le tende, lo smarrimento dei paesaggi e delle rovine, l'amarezza delle amicizie interrotte.
    Ritornò".
    Partecipò alla vita di mondo ed ebbe altri amori. "

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/08/16/leducazione-sentimentale-gustave-flaubert/

    “Voleva gettarsi ai suoi piedi: ma qualcosa scricchiolò nel corridoio e gli mancò il coraggio.
    A trattenerlo c’ ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/08/16/leducazione-sentimentale-gustave-flaubert/

    “Voleva gettarsi ai suoi piedi: ma qualcosa scricchiolò nel corridoio e gli mancò il coraggio.
    A trattenerlo c’era anche una specie di timore religioso. Quella veste che si confondeva con le tenebre gli sembrava smisurata, infinita, impossibile a sollevarsi; e proprio per questo, il suo desiderio cresceva. Ma la paura di fare troppo o di non fare abbastanza gli toglieva ogni discernimento.
    “Se le dispiaccio”, pensava, “che sia lei a cacciarmi via; se non le sono indifferente, tocca a lei incoraggiarmi!”
    E con un sospiro, disse:
    - Allora, voi non ammettere che si possa innamorarsi di una donna?
    Lei rispose: - Se è da sposare, la si sposa: e se appartiene a un altro, ci si allontana.
    - E così, la felicità non è possibile?
    - Non voglio dire questo. Però non la si trova certo nella menzogna, nelle inquietudini, nel rimorso.
    - Che cosa importa, se ci ricompensa con gioie sublimi?
    - È un’esperienza che costa troppo.
    Cercò di attaccarla con l’ironia.
    - Virtù, allora, non sarebbe altro che vigliaccheria!
    - Dite piuttosto chiaroveggenza. Anche per quelle che arrivassero a dimenticare il dovere e la religione, sarebbe sufficiente il buon senso. E l’egoismo costituisce una base solida per la saggezza.
    - Son proprio borghesi, i vostri principi!
    - Non ho mai preteso di essere una gran dama.
    In quel momento entrò di corsa il bambino.
    - Mamma, non vieni a mangiare?
    - Sì, subito.
    Frédéric si alzò, mentre arrivava anche Marthe.
    Non poteva risolversi ad andare via; e, con uno sguardo supplichevole: - Le donne di cui parlate sono proprio del tutto insensibili?
    - No, ma sorde quando necessario.
    (Gustave Flaubert, “L’educazione sentimentale”

    Il mio primo incontro con Flaubert non fu entusiasmante, perché “Madame Bovary” non mi colpì. Ho talvolta pensato di rileggerlo, perché magari non era il momento “adatto”, ma finora non l’ho fatto. “Bouvard e Pécuchet”, invece, mi piacque di più. Tornando all’attualità, scrivo subito che “L’educazione sentimentale” mi ha sorpreso in positivo e che, al netto di qualche descrizione paesaggistica che non mi è andata giù (ma ciò fa parte di un discorso più generale, quello tra me e le descrizioni paesaggistiche), lo considero un grande romanzo. Flaubert ne scrisse una prima edizione oltre vent’anni prima di quella che poi fu la definitiva, edita nel 1869.
    Il romanzo è considerato un fulcro della sua produzione e la lettura appena fatta mi ha fatto comprendere il perché. Il protagonista principale è il giovane Frédéric Moreau, del quale cominciamo a seguire le vicende sentimentali nel 1840, appena diciottenne, e che accompagniamo fino a un’età più matura, seguendolo nel suo percorso di educazione (o diseducazione) sentimentale. Se il romanzo si limitasse a narrarci le vicende di cuore del giovane, potremmo definirlo un classico “romanzo di formazione”; Flaubert, però, non si limita a questo, ma inserisce la vicenda del singolo all’interno di una cornice storica rappresentata dai moti rivoluzionari del 1848 e da ciò che ne seguì. Inoltre, Frédéric è attorniato da una serie di personaggi che rendono il romanzo corale e più avvincente. In primo luogo, le donne che costituiscono il percorso dell’educazione sentimentale del protagonista, molto diverse tra loro. Innanzitutto M.me Arnoux, che rappresenta l’amore ideale, quello totalizzante e irraggiungibile per eccellenza, la donna alla quale Frédéric non sa dichiararsi, il sogno che, qualora diventasse realizzabile, sarebbe degradato e che quindi è destinato a restare in una sfera di nostalgia e rimpianto non rimediabile. Rosanette invece è la cortigiana svampita, “convinta che il Libano fosse in Cina”; poi c’è la signora Dambrouse, la donna di classe che è anche un mezzo per introdursi negli ambienti che contano; infine Louise, la giovane e ingenua ragazza di campagna.
    Come scritto, l’educazione sentimentale di Frédéric s’intreccia a vicende sociali più ampie e gli altri personaggi, oltre che impelagarsi anch’essi nelle questioni di cuore, sono esponenti di tipologie umane che, mutato ciò che c’è da mutare, non appartengono certo solo all’epoca in cui è ambientato il romanzo. Deslauriers è il povero che smania di diventare ricco e non si preclude mezzi per il suo fine; Dussardier è il rivoltoso ingenuo, convinto davvero che la lotta politica possa mutare in meglio il mondo; Pellerin è l’artista in perenne ricerca di ispirazione; Arnoux è il marito della donna idealizzata da Frédéric, maldestro commerciante d’arte; poi ci sono i giornalisti in cerca di collocamento che fiutano il vento politico, cospiratori che si riuniscono al “Circolo dell’intelligenza” non mostrando di rendere onore al nome, e tanti altri soggetti che Flaubert ritrae con maestria, alternando ironia, sarcasmo e compassione umana.
    Ho l’impressione che se l’avessi letto un paio di decenni fa, l’avrei apprezzato ancora di più, ma siccome non posso saperlo, mi fermo qua, evito le inutili elucubrazioni mentali che potrebbero portarmi “fuori tema” e mi limito a confermare che “L’educazione sentimentale” mi è piaciuto molto.

    ha scritto il 

Ordina per