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L'educazione sentimentale

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1931)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 387 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Greco , Olandese

Isbn-10: 8806188488 | Isbn-13: 9788806188481 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
La storia della passione, mai appagata e mai sopita, del giovane FrédéricMoreau per Madame Arnoux è la rappresentazione universale dell'amorepossibile, intravisto e sognato. E non vissuto.
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  • 0

    Una recensione in itinere

    Per resistere alla tentazione di smollare il vacuo Frédéric Moreau al suo destino, mi accingo a un esperimento: la recensione "in itinere", per testare se è vero - come ho letto - che il romanzo va mi ...continua

    Per resistere alla tentazione di smollare il vacuo Frédéric Moreau al suo destino, mi accingo a un esperimento: la recensione "in itinere", per testare se è vero - come ho letto - che il romanzo va migliorando. Ché per ora, scusatemi, leggerlo mi pare una punizione.
    Ah, ovviamente ci sono tracce di SPOILER nelle righe sottostanti.
    ---
    Pag. 104 (primi 5 capitoli).
    Il romanzo è noioso. Non trovo altro aggettivo per descriverlo.
    Il protagonista fa una sola cosa notevole, più o meno due pagine dopo la sua apparizione, ovvero si innamora. Altrettanto rapidamente si disinnamora, o meglio, si dimentica dell'oggetto del suo innamoramento, e la storia precipita nel baratro del nulla. Frédéric inizia a ciondolare nella vivace Parigi, frequentando gente che non gli piace, facendo cose che non gli piacciono, studiacchiando (stancamente) una materia che non gli piace.
    Al lettore, giocoforza, un protagonista così *non* piace.
    Poi capita che egli incontri di nuovo la sua bella ormai dimenticata, e il nostro eroe va in fissa di paranoie che manco sotto trip di oppio. Il livello di noia triplica, finché (secondo lieve fremito di interesse in 100 pagine), la madre del giovanotto gli comunica «Cicciobello mio, non ci hai più una lira». Alle paranoie d'amore si aggiungono le paranoie da povertà incombente e orgoglio distrutto, con domande del tipo: "Come farò a salvare la faccia davanti ai miei amici (che però non mi piacciono neanche tanto)?"
    Ecco, questo per ora è quanto accaduto.
    Livello di interesse suscitato su una scala da 1 a 10 -> 3.
    ---
    Pag. 323 (fine seconda parte).
    Il romanzo effettivamente va migliorando, ma non il mio interesse né il mio umore di lettrice.
    Ogni scelta che Frédéric compie (prestare soldi ferendo un amico; scegliersi un'amante; dare la sua mezza parola per un matrimonio ecc.) è frutto del capriccio, del momento. L'immagine che ne rimanda è quella di un uomo fatuo anche nelle passioni più profonde, come quella per Madame Arnoux, che non superano la prova della maturità: somigliano più a ostinazioni giovanili che ad amori immortali capaci di trasfigurare l'anima. Questa è la ragione principe (ma non l'unica) per cui trovo irritante il protagonista e le sue gesta.
    Da un punto di vista stilistico, confermo il giudizio che mi ero fatta da ragazzina leggendo Madame Bovary - che comunque avevo apprezzato molto più di questo: la narrativa di Flaubert mi avvince più o meno come la lettura dei bugiardini. Mi rendo conto che scrive benissimo, ma la sua arte per me ha la qualità fredda e asettica del vivisettore.
    ---
    Fine
    Bye Bye Frédéric Moreau. Vado a consolare il mio disappunto fra le braccia di Philip Carey [Schiavo d'amore, Somerset Maugham]. Non voglio spoilerare più di quanto io abbia già fatto, ma aspettatevi il grosso degli eventi in questa terza parte. Purtroppo io vi sono giunta troppo esasperata, annoiata e carica di pregiudizi per poterne godere, quindi è con molto rammarico che chiudo il romanzo. Oddio, non che gli eventi che accadono abbiano alzato anche solo di una tacca il giudizio che mi ero ormai formata sull'ondivago Freddy, per carità. Voglio solo dire che mi spiace che il mio cattivo umore per Flaubert, germogliato nel primo capitolo, sia cresciuto pian piano sino a diventare odio schietto nell'ultimo capitolo (che ho trovato francamente ipocrita e irritante).
    Finisce così, con delusione e amarezza, quest'educazione sentimentale in cui tante aspettative di delizie letterarie avevo incautamente posto. Quel dommage!

    ha scritto il 

  • 5

    Be', esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. - Manhattan

    Se ne intuisce la grandezza fin dalle prime pagine. La conferma però si ha alle ultime. Storia di tutti gli uomini e le donne di sentimento, di tutte le personalità tarate dall'insieme di dogmi morali ...continua

    Se ne intuisce la grandezza fin dalle prime pagine. La conferma però si ha alle ultime. Storia di tutti gli uomini e le donne di sentimento, di tutte le personalità tarate dall'insieme di dogmi morali di cui è intrisa la storia dell'uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Di una sorprendente attualità.
    Non una lettura facile: Flaubert è avaro di spiegazioni didascaliche e l'uso eccessivo di pronomi rischia di confondere.
    Classico romanzo ottocentesco, con intrighi amor ...continua

    Di una sorprendente attualità.
    Non una lettura facile: Flaubert è avaro di spiegazioni didascaliche e l'uso eccessivo di pronomi rischia di confondere.
    Classico romanzo ottocentesco, con intrighi amorosi, tradimenti, politica, sommosse popolari, cene e feste aristocratiche, amicizie lunghe una vita. E poi il fluire cinico del Tempo, vero protagonista del racconto, che tutto logora e disillude.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Gustave Flaubert - L'educazione sentimentale

    Capolavoro. Era da parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di Flaubert e devo dire di aver aspettato anche troppo. Autore famoso per Madame Bovary (che leggerò quanto prima) che mi ha incantato c ...continua

    Capolavoro. Era da parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di Flaubert e devo dire di aver aspettato anche troppo. Autore famoso per Madame Bovary (che leggerò quanto prima) che mi ha incantato con questo L'educazione sentimentale, vero e proprio percorso amoroso di Frederic Moreau ma anche ritratto di una Parigi di metà 1800 con tutti i suoi problemi politici e non.

    Partiamo proprio da Parigi e dintorni. Flaubert è delizioso nel descriverla, le sue pagine trasudano fascino e le descrizioni (anche della campagna) sono preziose e ricche di dettagli e sfumature. Caratteristiche che spesso si sono perse nei romanzi moderni ma che mi ha fatto enormemente piacere ritrovare in questo grande classico.

    Dicevo che L'educazione sentimentale è un po' il percorso amoroso del giovane Frederic, personaggio che in certi momenti mi ha un po' irritato per via del suo modo tutto borghese di atteggiarsi e comportarsi, quasi che ogni cosa gli sia dovuta di diritto, compresa la possibilità di avere ben quattro donne ai suoi piedi o comunque innamorate di lui e corrisposte ad intervalli saltuari. Sullo sfondo la società parigina mostra tutta la sua opulenza prima per poi abbandonarsi alle sommosse della rivoluzione del 1848. Ma ciò che colpisce e che mi ha catturato è proprio la perizia con cui Flaubert descrive i comportamenti amorosi del giovane Frederic. I suoi tormenti per Madame Arnoux, la sua ricerca affannosa di complicità femminile ma soprattutto l'estrema freddezza nell'usare le persone a proprio tornaconto e vantaggio. Un ritratto che è attuale anche ai nostri giorni e che dimostra quindi la granitica attualità di questo romanzo.

    Come ho detto in apertura per me è un capolavoro senza tempo. Un grande classico impreziosito da uno stile narrativo che è invecchiato benissimo e che scorre come un fiume impetuoso. Consigliato a tutti con l'unica riserva che in certi momenti questo personaggio inconcludente, lascivo a tratti ed altezzoso un po' di antipatia la suscita.

    ha scritto il 

  • 5

    Tornavo a casa dal mio terzo lavoro quello dove mi fanno ascoltare certa musica abominevole roba da prendere i pali a testate è l'unico modo per farsela piacere o bere, e io personalmente scelgo sempr ...continua

    Tornavo a casa dal mio terzo lavoro quello dove mi fanno ascoltare certa musica abominevole roba da prendere i pali a testate è l'unico modo per farsela piacere o bere, e io personalmente scelgo sempre la seconda, ma tornavo a casa e mi chiama un amico senti ci possiamo vedere?, dice lui, sì che è successo?, dico io, vediamoci, mi dice lui, poi ti dico, aggiunge lui e attacca il telefono. Quando ci vediamo mi dice che ha parlato con una nostra amica lui si è dichiarato e lei gli ha detto che è innamorata di me. Amici come prima fratello ma che ti devo fare?, ho detto io, ma lui è un ragazzo semplice l'ha presa sul personale e ora dice a tutti che io sono uno stronzo, che lei è un cesso, che lui se lo voleva solo far succhiare. Ho spiegato questa situazione a Nola e lui mi ha detto che prendere il palo fa male io non ci ho mai creduto che fa così male ma a quanto pare a volte è fatale e se sei semplice non ti riprendi più. Nola mi ha spiegato che dalle sue parti prendere il palo si dice per moltissime cose e io gli ho detto fratello, pure dalle mie, ma lui dai che insisteva che dalle sue parti si usa per più cose, ma tu sei stato dalle mie parti?, gli ho detto io, no, ha detto Nola, e allora come cazzo fai a sapere se dalle tue parti si prende il palo per più cose?, ho detto io e lui non ha risposto e abbiamo litigato io su queste cose ormai mi incazzo colpa di Elvira. Stamattina mi chiama Melbourne, senti, siediti, mi dice, perché?, dico io, ho brutte notizie, dice lui, siediti porca puttana, aggiunge. Melbourne non ripete mai le cose e non dice parolacce allora mi sono seduto. Il nostro primo amore è morto, mi dice lui. Ho subito cominciato a fare domande del cazzo, stupide irrilevanti domande che si fanno davanti a una birra ma come è successo?, gli chiedo io tra le altre cose, si è schiantata contro un palo, dice lui e io ho staccato, ho pensato alla mia negazione, la vedo forte, incrollabile, divina proprio come un palo di diametro infinito e ci vado contro spero che non crolli mai il palo spero che quel giorno che il palo crolla non arrivi mai perché di quel giorno il giorno in cui il palo crolla ho paura so che saranno cazzi amari e che forse neanche i pop corn potranno salvarmi e se lo faranno saranno pop corn orrendi dolciastri e neri, le mie schifose lacrime di stronzo quelle che quando mi ricordo che c'è ancora solo la morte sono nere e mi sporcano i vestiti, la pelle, il sangue, il piscio, tutto quello che tocco diventa merda tutto è merda e faccio intere costruzioni di merda stop!, ha detto la mia pianta di pomodoro, don't be a pussy. Se non ero una fottuta pussy neanche scrivevo, ho detto io, infatti basta, enough, ha detto lei, e mi ha preso il computer e me l'ha lanciato fuori dalla finestra fuori contro un palo il computer si è spezzato in due come fosse d'ossa ha fatto crack ed è morto bye bye see you later my love.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono avvicinata a questo libro convinta di leggere il capolavoro di Flaubert, ma poi mi sono accorta che non era l’edizione del 1869, bensì quella del 1845, tradotta da Giorgio Caproni. Protagon ...continua

    Mi sono avvicinata a questo libro convinta di leggere il capolavoro di Flaubert, ma poi mi sono accorta che non era l’edizione del 1869, bensì quella del 1845, tradotta da Giorgio Caproni. Protagonisti sono infatti Henri e Jules, due amici con sensibilità molto diverse .
    Ho letto e riletto molti punti poiché volevo fissare espressioni, pensieri, sensazioni… e non ho resistito alla tentazione di sottolineare alcune frasi. Davvero superba la caratterizzazione dei personaggi!!
    Se questa edizione è considerata un’opera minore,l’opera maggiore sarà fantastica!
    Sono così curiosa che la leggerò al più presto… 

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro si può dividere in due parti :la prima più noiosa dove e' difficile farsi piacere un personaggio come Federico ; la seconda più scorrevole che non vi fa amare di più Federico ma almeno lo fa ...continua

    Il libro si può dividere in due parti :la prima più noiosa dove e' difficile farsi piacere un personaggio come Federico ; la seconda più scorrevole che non vi fa amare di più Federico ma almeno lo fa uscire dall'apatia w la monotonia di un unico amore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    All'inizio, e per buona parte del romanzo, il protagonista, Frédéric Moreau, mi ha suscitato un'istintiva antipatia; mi sembrava uno smidollato, un individuo le cui buone o cattive azione fossero dete ...continua

    All'inizio, e per buona parte del romanzo, il protagonista, Frédéric Moreau, mi ha suscitato un'istintiva antipatia; mi sembrava uno smidollato, un individuo le cui buone o cattive azione fossero determinate dagli eventi esterni e mai dalla sua volontà. Poi, mettendo da parte i miei pregiudizi, ho capito che si trattava di un giovane di vent'anni, libero e benestante, dunque senza preoccupazioni di natura materiale, e alla ricerca del soddisfacimento del proprio piacere inteso come unica via per la felicità. Attraverso le sue storie amorose ho visto la natura, sempre attuale, di varie tipologie femminili. Per quanto riguarda lo stile, non ho apprezzato le lunghe e dettagliate descrizioni che mi facevano perdere il filo del racconto; mentre ho apprezzato il linguaggio veritiero e mai edulcorato dell'autore anche a riguardo di situazioni scabrose, il che rende il romanzo davvero moderno. Va detto, infine, come spesso il racconto prenda delle svolte improvvise e impensabili, una cosa decisamente inconsueta. Ad ogni modo, un romanzo che lascia il segno e che va a lungo meditato, specie se lo si legge da giovani.

    ha scritto il 

  • 5

    Flaubert è Flaubert e per quanto il capolavoro assoluto sia Madame Bovary è indubbio che L'educazione sentimentale debba entrare di diritto nel pantheon dei grandi. Oltre alla tecnica innovativa (la r ...continua

    Flaubert è Flaubert e per quanto il capolavoro assoluto sia Madame Bovary è indubbio che L'educazione sentimentale debba entrare di diritto nel pantheon dei grandi. Oltre alla tecnica innovativa (la realtà presentata attraverso gli schemi interpretativi del protagonista) oltre alla costruzione del personaggio poco eroico di Frédéric, che appare sfaccettato, mutevole e decisamente portato alla menzogna e all'autoinganno, qui abbiamo un affresco preciso della società francese di metà Ottocento, della turbolenta situazione politica parigina (le famigerate rivoluzioni del '48) ma anche dei modi, delle usanze, delle parole che appartengono alla borghesia cittadina e provinciale. Vengono tratteggiati inoltre i contorni di una elementare ma forse archetipica struttura della psicologia "sentimentale" maschile.
    Le belle speranze del giovane Frédéric, di cui seguiamo la parabola evolutiva -appunto- sono destinate a incepparsi contro i diversi scogli rappresentati dalla dura realtà e tuttavia la sostanza romantica del personaggio: il suo attaccamento al primo amore (mai approfondito, mai consumato) e quello per l'amico Deslauries (un discreto farabutto, in realtà, profittatore senza tanti scrupoli) rimangono inscritti in un orizzonte ideale dove il periodo migliore della vita è collocato nell'adolescenza più acerba, quando l'imbarazzata fuga dei due imberbi giovanetti (Frederic e l'amico) dall'agognato postribolo viene commentato con "Non abbiamo avuto di meglio". Il meglio cioè è quel che non viene vissuto, quel che non viene raccontato; insomma quello "spazio bianco" che, secondo Proust, è la parte migliore del romanzo: un improvviso salto di tempi e vicende che, dopo molte pagine dedicate a raccontare una meticolosa sequela di eventi, viene scritto così:
    "Viaggiò.
    Conobbe la malinconia dei piroscafi, i freddi risvegli sotto le tende, lo smarrimento dei paesaggi e delle rovine, l'amarezza delle amicizie interrotte.
    Ritornò".
    Partecipò alla vita di mondo ed ebbe altri amori. "

    ha scritto il 

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