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L'egemonia sottoculturale

L'italia da Gramsci al gossip

Di

Editore: Einaudi

3.6
(102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806204831 | Isbn-13: 9788806204839 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Non-fiction , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Una volta il nazionalpopolare era una categoria gramsciana, i giornali e la televisione pubblica erano pieni di scrittori e intellettuali, la sinistra (si dice) dominava la produzione culturale. Oggi nazionalpopolari sono i reality show pieni di volgarità, la televisione (pubblica o privata) è quella che è, e la sinistra pure. Ma si può paragonare l'Italia di Pasolini, Calvino, Moravia con quella di "Striscia la notizia", Alfonso Signorini, "Amici" di Maria De Filippi ? La tesi provocatoria di questo libro è che il confronto non solo è possibile, ma è illuminante. Perché oggi, finita e strafinita l'egemonia culturale della sinistra, trionfa un'egemonia sottoculturale prodotta dall'adattamento ai gusti nostrani del pensiero unico neoliberale, in quel frullato di cronaca nera e cronaca rosa, condito da vip assortiti, che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione, ormai definitivamente dei "mezzi di distrazione di massa". E il paradosso è che molte delle tecniche di comunicazione che oggi innervano la società dello spettacolo sono nate dalla contestazione del Sessantotto, dai movimenti degli anni Settanta e dalle riflessioni sul postmoderno degli anni Ottanta. E cosi, in un cortocircuito di tremenda forza mediatica, il situazionista Antonio Ricci produce televisione commerciale di enorme popolarità, Signorini dirige con mano sicura il suo postmodernissimo impero "nazional-gossiparo", i reality più vari sdoganano il Panopticon di Bentham e Foucault per le masse.
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  • 0

    live free kill TV

    Panarari passa al tritacarne svariati programmi televisivi dagli anni '80 ad oggi dimostrando che da lì parte il nostro rincitrullimento politico e la carriera di conformisti consumatori che ci contraddistingue. Vabbé niente di nuovo mi pare... si potrebbe cominciare con spegnere la tv e smetterl ...continua

    Panarari passa al tritacarne svariati programmi televisivi dagli anni '80 ad oggi dimostrando che da lì parte il nostro rincitrullimento politico e la carriera di conformisti consumatori che ci contraddistingue. Vabbé niente di nuovo mi pare... si potrebbe cominciare con spegnere la tv e smetterla, egregio prof., di ammiccare: la scrittura accademica tutta citazioni e nomi di serie A mal si lega allo stile "coatto" fatto da intercalari e dialettismi che impastano tutto il libello. SOCIOLOGICO

    ha scritto il 

  • 4

    Viviamo tempi di pensieri debolissimi e condizionamenti fortissimi.
    Buon libro che contestualizza periodi storici passati e recenti della sinistra sprecona italiana, capace di disperdere decenni di storia ed un patrimonio immenso di parziale egemonia culturale (è vero, c'era in alcuni setto ...continua

    Viviamo tempi di pensieri debolissimi e condizionamenti fortissimi.
    Buon libro che contestualizza periodi storici passati e recenti della sinistra sprecona italiana, capace di disperdere decenni di storia ed un patrimonio immenso di parziale egemonia culturale (è vero, c'era in alcuni settori della società sì ed in altri no).
    L'analisi gramsciana della - presunta - auto-superiorità morale della sinistra, mi riporta alla mente il bellissimo brano dei Quaderni sulla tendenza a diminuire l'avversario: http://bit.ly/ISvuyq

    ha scritto il 

  • 4

    Analisi interessante . . . ma...

    l'arretramento culturale della sinistra non è dovuto soltanto all'afonia di quest'ultima di fronte all'arrembaggio delle TV commerciali - in primis di Berlusconi - e poi delle TV toutcourt. Tale ripiegamento culturale è figlio di un ripiegamento politico di fronte al riorganizzarsi e al rilancio ...continua

    l'arretramento culturale della sinistra non è dovuto soltanto all'afonia di quest'ultima di fronte all'arrembaggio delle TV commerciali - in primis di Berlusconi - e poi delle TV toutcourt. Tale ripiegamento culturale è figlio di un ripiegamento politico di fronte al riorganizzarsi e al rilancio della destra nato all'inizio degli anni '80 in america con la vittoria di Reagan. Tale modello liberista fu esportato in Europa e la sinistra provò ad opporsi senza però proporre un progetto di società altrettanto forte ed innovativo, e la sinistra italiana poco potè fare, vedi anche la sconfitta al referendum sulla scala mobile dell'84. Poi nell'89 crollo il muro di Berlino, e allora...

    ha scritto il 

  • 4

    Che tristezza.

    Si finisce questo libro con l'amaro in bocca. L'ho letto nella primavera 2011, quando nelle nostre tv non si faceva che sentire il nome di B. per ogni cosa. Feste, escort, tribunali, leggi ad personam. E si è certi che l'unica salvezza possibile per questo stato di cose (nel frattempo B. è caduto ...continua

    Si finisce questo libro con l'amaro in bocca. L'ho letto nella primavera 2011, quando nelle nostre tv non si faceva che sentire il nome di B. per ogni cosa. Feste, escort, tribunali, leggi ad personam. E si è certi che l'unica salvezza possibile per questo stato di cose (nel frattempo B. è caduto ma noi italiani siamo sempre gli stessi) è la cultura ed il mettersi in gioco in prima persona.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che non ammicca

    Questo libro ha un grande pregio: non ammicca al gossip, al nazional-popolare; non cede cioè a quella forma di autoconsolazione in voga negli ambienti "progressisti" e che spinge a giudicare snob chi ritiene disdicevole e maligna la prevalenza dell'intrattenimento volgare, del pettegolezzo, del d ...continua

    Questo libro ha un grande pregio: non ammicca al gossip, al nazional-popolare; non cede cioè a quella forma di autoconsolazione in voga negli ambienti "progressisti" e che spinge a giudicare snob chi ritiene disdicevole e maligna la prevalenza dell'intrattenimento volgare, del pettegolezzo, del disprezzo per la cultura. Pensiamo a com'è ridotto il sistema dell'informazione: ha assommato ai suoi mali storici - il legame troppo stretto con il potere politico, la soggezione diretta ai poteri economico-finanziari - l'assimilazione di quella che Panarari chiama "egemonia sottoculturale" e che si esprime attraverso la politica-spettacolo, il considerare fatti di cronaca gli "avvenimenti" del Grande Fratello o di altri programmi tv, la legittimazione di figure mediocri e manipolatrici. E' un giornalismo, fra l'altro, che in questo modo uccide la sua stessa ragion d'essere.

    ha scritto il 

  • 4

    Interpretazioni e chiavi di lettura sulle cause di questa nostra mediacrazia

    Oanarari fornisce interessanti interpretazioni e chiavi di lettura sulle cause di questa nostra mediacrazia.

    ha scritto il 

  • 3

    Gossipocrazia politica

    C'era una volta l'egemonia culturale della sinistra, egemone solo a sinistra. Poi si levo' il progetto sottoculturale della destra neo-liberal-liberista-libertina, egemone a destra/sinistra/avanti/dietro cambiando radicalmente la narrazione del mondo e della politica. 130 pagine un po' ostiche ma ...continua

    C'era una volta l'egemonia culturale della sinistra, egemone solo a sinistra. Poi si levo' il progetto sottoculturale della destra neo-liberal-liberista-libertina, egemone a destra/sinistra/avanti/dietro cambiando radicalmente la narrazione del mondo e della politica. 130 pagine un po' ostiche ma decisamente interessanti per comprendere come l'industria dei simboli abbia scavato nel solco dell'edonismo postmoderno per rendere desiderabile e desiderata una sciagurata idea di societa' e della sua espressione politica. Gossipocrazia politica.

    ha scritto il