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L'elefante scomparso

E altri racconti

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (Supernani)

3.7
(1528)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Tedesco , Olandese , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8884905419 | Isbn-13: 9788884905413 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Diciassette racconti narrano un bizzarro universo di situazioni al limite della normalità, i cui protagonisti, diversi di carattere ma simili per attitudini e sensibilità, hanno tutti un identico codice, l'accettazione del disordine, e una stessa manchevolezza, la fragilità della ragione. A casa, nei loro interni urbanizzati, dove accanto al televisore sempre acceso si stipano i cd di Mozart e le polo di Ralph Laurent, costoro si muovono come pesci in un acquario con la stessa impassibile maniacalità di dislocazione, come scossi, spaventati da questioni troppo grandi: la morte, la vita, il coraggio, l'amore.
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  • 2

    Mah!

    Sono tutti dei racconti, un pò tutti particolari, che a volte lasciano intravedere dei punti di contatto (che io speravo, che poi avessero magari un pò di senso legati) ma invece muoiono li, come molti di essi, alcuni più decenti ci sono, ma poca roba... mi ha deluso molto.

    ha scritto il 

  • 3

    Murakami è uno scrittore che ha su di me un effetto particolare. Mi calma, mi distende, le sue storie mi scivolano addosso come una calda coperta in inverno. Stranamente non mi importa molto del contenuto delle sue storie basta che che continui a regalarmi questa sensazione di piacevole torpore. ...continua

    Murakami è uno scrittore che ha su di me un effetto particolare. Mi calma, mi distende, le sue storie mi scivolano addosso come una calda coperta in inverno. Stranamente non mi importa molto del contenuto delle sue storie basta che che continui a regalarmi questa sensazione di piacevole torpore. La raccolta, come già evidenziato da molti altri lettori, non mantiene sempre lo stesso livello: alcuni racconti non brillano pur intrattenendo piacevolmente ma disseminate qui e là troviamo vere perle come "Sonno" e soprattutto "Silenzio".

    ha scritto il 

  • 5

    Murakami ha un vero talento anche per i racconti. Freschissimi, scorrevoli. Permeati di quotidiana soprannaturalità. C'è sempre qualcosa nella routine, che rivela un mondo nascosto, spesso irrazionale. Bellissimi.

    ha scritto il 

  • 2

    DELUSIONE

    Tutto questo parlare di Murakami, alla fine mi sono incuriosita e voluto cominciare da questo, ma forse era il libro sbagliato. Arrivato al sesto racconto veramente ho alzato le mani e ho lasciato il colpo. I suoi racconti sono, come descriverli?, si un sogno, avete presente nei sogni quanto nn c ...continua

    Tutto questo parlare di Murakami, alla fine mi sono incuriosita e voluto cominciare da questo, ma forse era il libro sbagliato. Arrivato al sesto racconto veramente ho alzato le mani e ho lasciato il colpo. I suoi racconti sono, come descriverli?, si un sogno, avete presente nei sogni quanto nn c'è un perchè nè un per come, ecco la stessa cosa, nn si sa mai dove vanno a parare, e poi nn vanno a parare da nessuna parte, finiscono così, senza una risposta, lasciandoti con tante domande. Se questo è il suo stile penso proprio che sia il primo e l'ultimo che leggo.

    ha scritto il 

  • 4

    ... noi non creiamo gli elefanti dal nulla. Per l'esattezza, li scomponiamo rendendoli meno densi.

    Nell'arco di un anno, ho letto quasi tutti i romanzi di quest'autore.
    Dovevo avere venti o ventuno anni quando lessi per la prima volta qualcosa di suo e, nonostante ogni tanto mi capita di pensare che un anno non sia poi molto, riesco a sentirlo come appartenente a un passato lontano. Era l'epoc ...continua

    Nell'arco di un anno, ho letto quasi tutti i romanzi di quest'autore. Dovevo avere venti o ventuno anni quando lessi per la prima volta qualcosa di suo e, nonostante ogni tanto mi capita di pensare che un anno non sia poi molto, riesco a sentirlo come appartenente a un passato lontano. Era l'epoca in cui conoscevo Murakami solo per sentito dire, in cui non mi sembrava di essere tanto diversa da adesso. Anzi, no. Forse, in questo lasso di tempo, qualcosa in me è certamente cambiata. Altrimenti ci sarebbero alcune cose che riuscirei a spiegarmi. L'elefante scomparso e altri racconti è un altro tassello che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nell'universo letterario di Murakami. Personaggi e fili argomentativi gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa a se stessa. Ci sono vasti richiami a Norwegian Wood, L'uccello che girava le viti del mondo, Kafka sulla spiaggia romanzi stupefacenti sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri", il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, l'amore. Rivisitazioni di epoche irraggiungibili che scivolano nel passato. In questa sua ennesima straordinaria opera, mi ha emozionato. Ha riempito le mie giornate con quella particolare aura di mistero a cui siamo ormai abituati. Mi ha catapultato nella splendida, immensa e inafferrabile città di Tokyo. Lo spettacolo che ci offre, infatti, possiede qualcosa di malinconico a cui fanno da sfondo: palazzine e abitazioni strette l'une alle altre, file di automobili che liberano nell'aria i gas di scarico. Personaggi descritti come anime perdute che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa malinconia torbida come gelatina. Consapevoli del loro triste vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono nella sala d'aspetto di un dentista o allo sportello di una banca. Avvertono la presenza di una nuova realtà, che sarebbe presto diventata loro e a cui devono adattarsi il più fretta possibile, e che avrebbe colmato quel senso d'incompletezza delle loro esistenze. La sua lettura è stata quasi come un sogno tranquillo ma emozionante, intrigante, profondo, benefico, durato due intensissimi giorni e giunto dopo una sfilza di letture di vario genere. Ennesimo straordinario e stupefacente quadro dell'autore giapponese più amato degli ultimi tempi che trascina il lettore in un mondo in cui si fondono realtà e finzione. Dove l'amore funge - a tratti - da bisogno primordiale di appartenenza, in cui l'uno non riesce a vivere senza l'altro. Autobiografia - forse - dello stesso Murakami, ricco d'immagini impressioniste, il romanzo si ammanta di una scrittura semplice e pulita, di lunghi e profondi dialoghi interiori, confessioni sussurrate nel cuore della notte ad un vecchio e logoro diario e osservazioni sul senso della vita. Un viaggio che continua oltre la carta, dove fanno da cornice ambientazioni realiste che sembrano nascondere qualcosa di magico e che trascinano il lettore in un vortice di sensazioni altalenanti da lasciarlo quasi senza parole. La solitudine, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono piuttosto forti, così come il desiderio di trovare il compagno, la compagna perfetta, ed essere travolti da lui. Tematiche queste in cui, essere travolti, è quasi un lusso. Il titolo, riferimento piuttosto esplicito a una questione realistica a cui l'autore attribuì un forte interesse personale, è una sorta di resoconto preciso degli eventi che, anche se il discorso rischia di divenire lungo e noioso, non è escluso che ci sia una nesso tra il modo in cui il problema fu risolto e la scomparsa dell'elefante. In alcuni punti mi ha fatto sentire estremamente affamata. Pizze calde e belle fumanti, panini pieni e saporiti, salsicce gustose. Il temperamento di due sposini dall'animo semplice in cerca di un avventura notturna. L'elefante scomparso e altri racconti è una miriade di situazioni di svariato genere. Un immenso contenitore di riflessioni e idee su ciò che ha riservato la vita all'autore che, tra circostanze straordinarie e situazioni diverse, condensa in quasi 300 pagine, attraverso una sorta di monologo interiore che mette a nudo una parte della sua anima. Un harem fatto di lettere, come un oratoria zeppa, semplice e reale che, col caldo che diminuisce ogni giorno che passa e i raggi del sole in cui ultimamente si percepisce un lieve sentore di autunno, ho visto aggrovigliarsi come un formicaio costruito in fretta e furia. Trovare il bandolo della matassa sembra impossibile, qualcosa che suggerisca quale sia la causa del problema altrettanto. Situazioni che oscillano tra il reale e il possibile che sono pieni di una libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti di tutti i tipi, dall'84 al '99. Murakami scrive quasi sempre benissimo, quindi l'intrattenimento in generale è piacevole, poi dipende dal racconto...alcuni sono proprio belli, altri scialbi e piatti, altri ancora non capisci dove vadano a parare e infatti poi non vanno da nessuna parte, ...continua

    Racconti di tutti i tipi, dall'84 al '99. Murakami scrive quasi sempre benissimo, quindi l'intrattenimento in generale è piacevole, poi dipende dal racconto...alcuni sono proprio belli, altri scialbi e piatti, altri ancora non capisci dove vadano a parare e infatti poi non vanno da nessuna parte, altri non parlano di niente ma per alcune ore dopo che li hai finiti ti lasciano una bella sensazione...

    A ogni modo, ce ne sono tre in particolare che mi sono piaciuti tantissimo e di cui vorrei parlare, che vorrei passare. Il primo, "Vedendo una ragazza perfetta al 100%, in una bella mattina di aprile": romantico e struggente, in poche pagine tratteggia quelle occasioni che nella vita ci lasciamo scappare per timidezza, o paura di risultare inopportuni o di sembrare pazzi; il secondo, "Affare di famiglia", divertentissimo, da non sembrare neanche di Murakami, che nelle sue narrazioni ha un tono sempre delicato e sommesso: racconta di un ragazzo a cui interessa solo bere e fare sesso, che si ritrova a dover incontrare più volte il fidanzato della sorella, noioso e per nulla interessante. Non si impegna per nulla per essere simpatico o un po' più che semplicemente educato e le sue battutacce e i suoi comportamenti incuranti di tutto sono uno spasso.

    Ma il terzo racconto, quello che davvero io ho trovato meraviglioso, si chiama Silenzio: tra i racconti più belli letti in vita, e sicuramente la cosa più bella mai letta di Murakami. E' la storia di Ozawa, che da ragazzo prova antipatia per un compagno di classe particolarmente popolare. Lui vede benissimo che il tale (Aoki) è una di quelle persone paracule che assecondano sempre gli altri, furbo abbastanza da capire cosa pensi o desideri il proprio interlocutore e adattarsi di conseguenza. Agli occhi di Ozawa l'inganno, l'egocentrismo, la tendenza a voler piacere a tutti, più che a voler piacere per come si è davvero, è evidente, lampante, ma anche se è così chiara solo lui se ne accorge. Poco tempo dopo, arriva allo scontro con Aoki per una stupidaggine,e questi aspetterà per anni di vendicarsi nel modo più subdolo, riuscendo a mettergli contro praticamente tutti. Ozawa soffrirà moltissimo per questa situazione, ma alla fine vincerà la consapevolezza di avere la coscienza pulita e che se qualcuno ti butta addosso del fango per cose che non hai fatto, allora non vale la pena sprecare neanche un minuto del proprio tempo e un briciolo delle proprie energie per rammaricarsi o per capirlo.

    Da leggere per tantissime persone: quelle rarissime che fiutano immediatamente chi vuole solo piacere, che si tratti del lecchino che è gentile con tutti per conquistarsi pubblico o del leader naturale e carismatico che nessuno osa contraddire, neanche quelli capaci di vedere "che il re è nudo" e partecipano all'inganno collettivo; e quelli che fanno parte della cerchia di tutti gli Aoki di questo mondo, perché a fare paura non sono davvero gli Aoki, che valgono poco o nulla, ma quelli con le fette di salame sugli occhi (o prosciutti interi...) che li seguono senza il minimo discernimento.

    Un grazie a Murakami per un racconto così bello, profondo e toccante: per tutti gli outsider che sono tali non per partito preso o per voler fare quelli che si distinguono a tutti i costi, ma che semplicemente hanno il coraggio di pensare con la propria testa e sanno che è un compito faticoso, e che molte volte ci farà correre il rischio di procurarci dei nemici, ma è anche l'unico che ci permetta di essere davvero limpidi, davvero noi stessi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono portata per le raccolte di racconti....mi pare manchi sempre qualcosa: ....un approfondimenti, un finale...mi pare siano l'anteprima di un romanzo, come il trailer di un film e poi vorrei quindi assaporarne lo sviluppo.

    ha scritto il 

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