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L'eleganza del riccio

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(24361)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Portoghese , Svedese , Galego , Slovacco , Russo , Olandese , Finlandese

Isbn-10: A000120467 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emanuelle Caillat , Cinzia Poli

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
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  • 1

    Scadente e snob...

    E' un libro che mi ha suscitato noia ed anche un po' di perplessità.
    I personaggi secondo me non sono verosimili e non rispecchiano la realtà. Ma andiamo! una portinaia indottrinata e un'adolescente figlia di un ministro che vuole morire per motivi di rifiuto del mondo e che decide di uccid ...continua

    E' un libro che mi ha suscitato noia ed anche un po' di perplessità.
    I personaggi secondo me non sono verosimili e non rispecchiano la realtà. Ma andiamo! una portinaia indottrinata e un'adolescente figlia di un ministro che vuole morire per motivi di rifiuto del mondo e che decide di uccidersi a 13 anni il giorno del suo compleanno!!
    Mah! Se l'autrice doveva per forza scatenare la sua fantasia, avrebbe potuto inventare qualcosa di più creativo.
    Inoltre trovo snob e poco fantasiosa tutta la vicenda.
    Non riesco a capire, infine qual'è il messaggio che scaturisce da questo libro.
    Che cosa ci vuol dire l'autrice?
    Non mi ha dato nulla questa lettura e l'ho trovata scialba e inutile..
    Uno spreco di tempo.
    Per ovvie ragioni non mi sento di consigliarlo come lettura agli altri.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo gioiello, una poesia dal cuore, non dò l'ultima stellina solo per alcuni passaggi estremamente filosofici e quindi un pò troppo difficili da seguire per i miei gusti

    ha scritto il 

  • 3

    I primi tre quarti del libro mi hanno annoiata. Una dodicenne saccente e una portinaia acculturata che si lamentano continuamente della mediocrità del resto del mondo. Cosa può esserci di appassionante?!
    L'ultima parte si risolleva, forse perché si risollevano i personaggi principali.
    ...continua

    I primi tre quarti del libro mi hanno annoiata. Una dodicenne saccente e una portinaia acculturata che si lamentano continuamente della mediocrità del resto del mondo. Cosa può esserci di appassionante?!
    L'ultima parte si risolleva, forse perché si risollevano i personaggi principali.
    Sinceramente non saprei dire se effettivamente mi è piaciuto o meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno strumento per riflettere

    Renée Michel cinquantenne di umili origini, vedova, padrona di un gatto di nome Lev, portinai di un lussuoso palazzo al numero 7 di rue de Granelle, agli occhi dei condomini sembra corrispondere con precisione alla portinaia perfetta, una persona qualunque dai pochi interessi e dalle ridotte capa ...continua

    Renée Michel cinquantenne di umili origini, vedova, padrona di un gatto di nome Lev, portinai di un lussuoso palazzo al numero 7 di rue de Granelle, agli occhi dei condomini sembra corrispondere con precisione alla portinaia perfetta, una persona qualunque dai pochi interessi e dalle ridotte capacità di astrazione, ma come si è soliti dire: l'apparenza inganna. Madame Michel, invece, di interessi ne ha molti che variano dalla letteratura russa alla filosofia, da Mozart al cinema giapponese, dalla pittura olandese alle camelie, ma non vuole che gli estranei si accorgano di questa sua fame di libri, lei che è nata e cresciuta in una famiglia di contadini, lei che non ha studiato fino alla quinta elementare, vuole rimanere clandestina.
    Qualche piano sopra la sua testa vive Paloma Josse, una dodicenne in continuo disappunto con la sua famiglia, con la sua condizione privilegiata, con il mondo, che mostra una consapevolezza non confacente alla sua età. Questa ragazzina crede nel fatto che, a un certo punto della vita, ci si renda conto che è assurda e che non ha alcun senso, programma così un gesto estremo per curare i suoi familiari dall'illusione di cui si sono circondati. Nell'attesa del fatidico momento appunta su due diari, Pensiero profondo e il Diario del movimento del mondo, tutto ciò che potrebbe convincerla a cambiare idea.
    Le vite di Renée e Josse nelle loro assomiglianze e differenze, sembrano esser destinate a non incrociarsi mai, fino a quando...

    L'eleganza del riccio è uno di quei romanzi che per essere letto deve trovare il momento giusto per essere aperto, e per me quel momento è arrivato in queste settimane, dopo anni di presenza nella mia libreria, dopo esser stato sfogliato solo per le prime venti pagine, finalmente è arrivato il momento perfetto per leggerlo. Non me ne sono pentita affatto, anzi mi son pentita di non averlo portato a termine prima.

    C'è da dire che non è un libro facile, la lettura non è scorrevole, i riferimenti sono molto ricercati e spesso non affini al mio bagaglio culturale, ma in compenso dona un'infinità di spunti di riflessione che ho dovuto tenere a portata di mano una matita per potermi segnare tutto ciò che stimolava il mio interesse.
    A caratterizzare questo libro non è di certo l'azione ma il pensiero che a tratti dona sfumature filosofiche come quelle sulla grammatica, i ruoli sociali, la bellezza, l'istruzione, i fiori, l'arte, l'amore insomma, la vita. Non a caso l'autrice Muriel Barbery è stata docente di filosofia (lo so perché a meno di metà del libro sono andata a cercare informazioni).
    A dare luce al racconto è il linguaggio, preciso, ricercato, che dà ancor più piacere alla lettura, regalando la consapevolezza che esistono termini che occupano il posto che devono occupare.
    La linearità della trama non scade mai nella banalità ma anzi rafforza il tutto, rafforza le due protagoniste dando loro un corpo non solo fisico ma anche caratteriale e, soprattutto, di pensiero.

    Un romanzo che deve trovare il tempo concreto e la predisposizione mentale di essere letto.

    Consigliato a  …
    Chi vuole avere spunti di riflessione, a chi piace filosofeggiare

    Sconsigliato a …
    Chi cerca una storia avvincente o vuole una lettura scorrevole e veloce

    ha scritto il 

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