L'eleganza del riccio

Di

Editore: E/O (Dal mondo)

3.9
(25424)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Portoghese , Svedese , Galego , Slovacco , Russo , Olandese , Finlandese , Sloveno , Ceco

Isbn-10: 8876417966 | Isbn-13: 9788876417962 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuelle Caillat , Cinzia Poli

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l'esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.L'eleganza del riccio, una raffinata commedia francese, è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Premio dei Librai assegnato alle librerie.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Sopravvalutato

    Le due protagoniste si propongono di ridicolizzare la borghesia di sinistra radical-chic, così ipocrite, mentre loro sussiegose, complessate, livorose e arse dall'invidia sociale, loro sì che sarebber ...continua

    Le due protagoniste si propongono di ridicolizzare la borghesia di sinistra radical-chic, così ipocrite, mentre loro sussiegose, complessate, livorose e arse dall'invidia sociale, loro sì che sarebbero la sinistra dei liberi e forti, dei giusti, dei veri comunisti senza comunismo. In realtà sono esattamente la versione sfigata dei radical-chic, dove si aggiunge anche il nichlismo.
    Le anime belle ci leggeranno una storia acida e amara, in ogni caso struggente; e tuttavia è dall'inizio alla fine una trombonata nichilista e un inno al nulla cosmico. Che non mi sembra una bella alternativa ai radical-chic fortunati.
    Per non parlare poi degli interi capitoli dedicati a pipponi filosofici confusionari. E all'insopportabile ragazzina poco ragazzina che tiene diari dove parla di massimi sistemi.
    Decisaemente meglio il film. Più umano anche, più poetico.
    Queste due hanno la figa di legno. Al pari dell'autrice, sospetto.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura eccellente, trama accattivante e introspettiva. Ho amato moltissimo Renèe e Paloma, due menti eccelse che ben si nascondono nella mediocrità che le circonda. Sarà un outsider, che in un cres ...continua

    Scrittura eccellente, trama accattivante e introspettiva. Ho amato moltissimo Renèe e Paloma, due menti eccelse che ben si nascondono nella mediocrità che le circonda. Sarà un outsider, che in un crescendo di pathos e poesia farà emergere la vera natura delle due donne, con un finale commovente.
    Un capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Gli ingredienti di questo libro sono molteplici: la solitudine, la necessità di estraniarsi da un mondo superficiale rintanandosi nell'arte e nella letteratura, il timore di doversi incasellare in una ...continua

    Gli ingredienti di questo libro sono molteplici: la solitudine, la necessità di estraniarsi da un mondo superficiale rintanandosi nell'arte e nella letteratura, il timore di doversi incasellare in una posizione sociale e il terrore di non fuoriuscirne per non alterare l' equilibrio di una società che si ferma alle apparenze. Nel complesso è un libro eccezionale, magistrale la prosa e che suscita emozioni estremamente raffinate

    ha scritto il 

  • 5

    "Ma il mondo, così com'è, non è fatto per le principesse."

    Due le voci narranti di questo romanzo la prima quella di Renèe la portinaia, vedova da molto tempo che affronta la solitudine coccolando il suo gattone e immergendosi nella lettura appena ha un attim ...continua

    Due le voci narranti di questo romanzo la prima quella di Renèe la portinaia, vedova da molto tempo che affronta la solitudine coccolando il suo gattone e immergendosi nella lettura appena ha un attimo di inattività, così come non rinuncia al gusto della sua immancabile tavoletta di cioccolato.
    La seconda quella di Paloma, bambina dodicenne sempre in conflitto con la sua famiglia che mal sopportando la mediocrità della gente, deciderà di suicidarsi il giorno del suo compleanno.
    Renèe e Paloma sono destinate ad incontrarsi e a rendersi conto di quanto siano simili e di come tutte e due cerchino di nascondere la loro vera essenza di persone estremamente sensibili, fino all'arrivo del nuovo inquilino che riuscirà a tirar fuori la loro vera personalità.
    Molto ben scritto secondo me, il libro, e ricco di riferimenti filosofici molto ben spiegati dall'autrice, come anche le molte citazioni a cui fa riferimento la portinaia. Bella la storia, ben strutturata e piena di risvolti piacevoli, se non fosse per la rabbia che ho provato nel finale quando in una sola riga l'autrice ha sconvolto tutto, ma… come sempre... non tutto il male viene per nuocere...

    ha scritto il 

  • 4

    E' stata una fortuna che io abbia letto questo libro proprio ora, alla mia età, dopo aver raggiunto un certo grado di consapevolezza e lucidità sul mondo e su me stesso. Sono innumerevoli le volte in ...continua

    E' stata una fortuna che io abbia letto questo libro proprio ora, alla mia età, dopo aver raggiunto un certo grado di consapevolezza e lucidità sul mondo e su me stesso. Sono innumerevoli le volte in cui nei pensieri delle protagoniste ho rivisto me stesso, il mio disincanto verso l'esistenza, il mio costante senso di inadeguatezza, i miei demoni interiori, ma anche la stessa volontà (o necessità) di cercare in questo ineluttabile fluire del tempo la mia camelia sul muschio, l'impronta dell'eternità, il mio sempre nel mai.

    ha scritto il 

  • 0

    Libro semplicemente bellissimo! Bello l'intreccio fra le 2 protagoniste dotate di una fine e spiccata intelligenza, oltre che di una profonda cultura e sensibilità verso il mondo. Belle le riflessioni ...continua

    Libro semplicemente bellissimo! Bello l'intreccio fra le 2 protagoniste dotate di una fine e spiccata intelligenza, oltre che di una profonda cultura e sensibilità verso il mondo. Belle le riflessioni e le disquisizioni sulla lingua, l'arte, la musica.. la vita. Io ho trovato questo libro straordinario. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    La mia opinione su questo famoso romanzo è cambiata almeno tre volte nol corso della lettura. Mi ha continuamente sorpreso, suscitando un turbinìo di senzazioni ogni volta diverse. Sono partita con gr ...continua

    La mia opinione su questo famoso romanzo è cambiata almeno tre volte nol corso della lettura. Mi ha continuamente sorpreso, suscitando un turbinìo di senzazioni ogni volta diverse. Sono partita con grandi aspettative perché ha avuto uno straordinario successo al suo esordio, avvenuto nel 2006, e da quel giorno la sua fama è cresciuta senza sosta. L'autrice, Muriel Burbery, ha ottenuto una grande notorietà a livello internazionale, al punto che oramai tutta la sua produzione (non molta a dire il vero) viene identificata con “l'Eleganza del riccio”. Non so se sia una cosa positiva per lei, ma ora che il libro l'ho letto anche io comprendo bene come mai si è messa in moto una tale macchina da guerra, con i suoi molteplici risvolti. Il motivo per cui io invece mi sono decisa a leggerlo dieci anni dopo la sua pubblicazione è uno di quei misteri da lettrice che non sono in grado di spiegare. Non mi ero mai presa la briga nemmeno di buttare un occhio alla trama, niente di niente. I bestsellers scatenano in me una specie di allergia, per cui ci giro alla larga fino a quando l'entusiasmo non si placa almeno un po'. Alla fine comunque ho iniziato a leggerlo. Con un certo dispiacere mi ero quasi convinta ad abbandonarlo, cosa che detesto fare e che riservo solamente ai libri che mi procurano più fastidio che gioia. Il motivo è presto detto: la prima parte è tanto, troppo infarcita di filosofia, e chi come me non ha mai avuto un buon rapporto con la materia è facile che trovi i pensieri riportati un po' ostici e faticosamente assimilabili.
    Le protagoniste del romanzo sono due donne, una appena dodicenne e l'altra nel pieno della sua maturità. Sono estremamente diverse tra loro, non solo per un fattore anagrafico ma anche e soprattutto per la loro estrazione sociale e per il ruolo che loro malgrado rivestono nella comunità. Paloma è una ragazzina molto matura per la sua età, che abita con la famiglia in un lussuoso palazzo della “parigi bene”; Renèè invece è la portinaia. Nonostante la palese diversità, esiste qualcosa di insospettabile che accumuna le due donne: sono entrambe dotate di una spiccata intelligenza, molto superiore alla media, e possiedono una profonda cultura che per motivi diversi si ostinano a nascondere al prossimo. Paloma ha un rapporto difficile con la propria famiglia. La osserva con gli occhi di un'aliena, assolutamente incapace di adattarsi alla loro mediocrità: il padre è un parlamentare perennemente assente, la madre è superficiale e schiava di antidepressivi e sonniferi, mentre la sorella maggiore, Colombe, è una studentessa di filosofia della Sorbona che di intellettuale ha solo il titolo. E' proprio lei quella che Paloma maggiormente disprezza, perché non riesce ad accettare il suo vuoto interiore e trova assurdo che una materia tanto nobile come la filosofia sia utilizzata da Colombe sono per darsi un tono, senza capirne l'immenso valore. Paloma cerca di nascondersi ai loro occhi e si sforza di apparire un'adolescente come le altre, infarcita di sottocultura come la maggior parte dei suoi coetanei. Abbassa il suo rendimento scolastico, legge fumetti a tavola e sostanzialmente non interagisce mai con i familiari, i quali non sospettano minimamente la verità. E' convinta che la sua straordinarietà, se costretta a doverla condividere con i suoi familiari, le farebbe viviere un vero e proprio incubo. Paloma purtroppo pensa che la sua famiglia non sia altro che lo specchio della società in cui è costretta a vivere: sono gli esponenti a lei più prossimi, ma in generale non nutre una grande fiducia nell'essere umano. Condannata dalla sua profonda ed acuta sensibilità ad isolarsi dal marciume di cui è circondata, prende una decisione lucida e cruda, con la quale si apre il romanzo. Prima di portare a compimento la sua opera decide però di scrivere un diario in cui annotare i suoi pensieri, le sue riflessioni più profonde riguardo l'animo umano e riguardo le cose tangibili, appartenenti al corpo, che sono in grado di instillare in lei la percezione della bellezza. E' l'ultimo tentativo che è disposta a compiere per capire se dopo tutto la vita ha un senso che ancora le sfugge, qualcosa che la allontani da tutta quella mediocrità.
    Al piano terra del lussoso palazzo abita invece la portinaria Reneè, altra anima solitaria e custode di un tesoro prezioso, costruito con anni di silenzioso apprendistato. Reneè è vedova da diversi anni, ma nonostante una vita umile fatta di onesto lavoro e privazioni non ha mai vissuto la sua condizione piangendosi addosso, affliggendosi per il suo magro destino. Al contrario, ha fatto di tutto questo il suo scrigno. Ha cullato la sua solitudine arricchendola di conoscenza, imparando da autodidatta tutto quello che di meraviglioso ha creato l'uomo attraveso i secoli: filosofia, arte, letteratura, musica, cinema. Figlia di contadini della campagna francese, Reneè ha dovuto abbandonare presto gli studi per affrancarsi dalla famiglia, nonostante avesse ricevuto in dono un'intelligenza fuori dal comune. Questa sua predisposizione per lo studio, unita ad un amore per l'arte in tutte le sue forme, l'hanno portata nel corso degli anni a costruirsi una solida ed ampia cultura, che si è sempre preoccupata di nascondere al prossimo. Anche per Reneè infatti la superiorità del suo intelletto è vista come un qualcosa da proteggere, che se svelata porterebbe soltanto problemi. Un pensiero distorto che affonda le sue radici in un dolore antico, che ci verrà rivelato soltanto alla fine del romanzo. Reneè cerca di impersonare fino in fondo il ruolo della portinaia, adattando persino il suo aspetto all'immaginario collettivo: si trascura, è sciatta, veste male e non va dal parrucchiere da anni. Nascosta sotto uno strato di vecchi indumenti e celata dietro uno sguardo allenato a mantersi inespressivo, la sua anima si nutre di quella bellezza che Paloma non sa più trovare. Per Renèè tutto è bellezza, perché la sua anima ne è intrisa.
    Il romanzo è un alternarsi tra i diari di Paloma e i pensieri di Renèè, che nella prima parte mi hanno quasi mandato fuori strada. Come dicevo all'inizio ero sul punto di mollare, perché ho trovato quel continuo filosofeggiare di Reneè eccessivo e senza uno scopo narrativo. Mi sembrava di girare in tondo, persa nei ragionamenti complicati che la portinaia esterna anche quando compie i gesti più semplici. Ogni considerazione, anche la più banale, è ridondante di pensiero filosofico. Ho pensato che se il libro era davvero un continuo rimbalzare tra il rimuginare di Paloma e il filosofeggiare spinto di Renèè, non ce l'avrei fatta a proseguire e mi sarei arenata su una pagina a caso. Poi improvvisamente tutto cambia ed acquista un senso, cambia il ritmo del romanzo e cambia anche la mia opinione sulla faccenda. Nella vita delle due donne irrompe un ricco signore giapponese, Monsieur Ozu, nuovo inquilino del lussoso palazzo. E' colto, affascinante, e come Reneè ha una passione per Anna Karenina. E' proprio una citazione del romanzo, buttata lì per caso da Monsieur Ozu, ad innescare la miccia del cambiamento: sentendo quella frase così nota Reneè ha un lieve sussulto, che le illumina gli occhi. Nessun condomino se ne sarebbe mai accorto, tranne Monsieur Ozu. Lui è diverso, perché sa guardare oltre le apparenze e perché i preconcetti non fanno parte della sua natura. Ha riconosciuto in Reneè una persona a lui affine, e per questo desidera approfondire la sua conoscenza: la inviterà a pranzo nel suo appartamento, e poi ad un tè pomeridiano per godersi insieme uno di quei film giapponesi che Reneè ama tanto. E' proprio vero che quando si innesca la miccia del cambiamento gli avvenimenti cominciano a susseguirsi con una rapidità sconcertante, come se il tempo prima fosse stato immobile, congelato nelle vecchie abitudini. Dopo aver fatto amicizia con Monsieru Ozu Reneè farà la conoscenza anche di Paloma, che riconoscerà come spirito affine: due anime solitarie costrette a nascondere la loro cultura al mondo, paradossi viventi in una società in cui l'apparenza conta molto di più della sostanza.
    Il romanzo si conclude in modo inaspettato, almeno per quanto riguarda Reneè, che ho finalmente imparato ad amare e a comprendere nella sua stravaganza e nel suo chiudersi al mondo. Per quanto riguarda Paloma invece ho tirato un sospiro di sollievo: quello che cercava, quello su cui ha provato a riflettere per mesi attraverso le pagine del suo diaro, l'ha trovato infine nella guardiola di una portinaia sciatta ed invisibile agli occhi dei ricchi condomini. In lei ha trovato l'autentica bellezza, quella che non arriva dagli abiti assurdamente costosi di sua madre o dai lineamenti perfetti di sua sorella, ma quella che arriva dall'amore e dal rispetto per la vita. L'esistenza di tutti è pregna di dolore e sofferenza, ma se nel pieno delle nostre tragedie siamo in grado di scorgere anche un solo istante di pura bellezza, allora forse saremo padroni del vero significato della vita. Quell'istante diventerà eterno: un sempre nel mai.

    ha scritto il 

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