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L'elenco telefonico di Atlantide

Di

Editore: Sironi

3.6
(1516)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 530 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 885180012X | Isbn-13: 9788851800123 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La Cassa di credito cooperativo del Tagliamento e del Piave, nel cui ufficiolegale lavora Giulio Rovedo, il protagonista, viene repentinamente assorbitada Bancaalleanza. Amon Gottman, l'uomo che ha guidato la fusione, è una figuraspietata e ambigua. Cecilia Mazzi, il nuovo capo del personale, circuisceRovedo e fa in modo che la cosa giunga alle orecchie della moglie di lui, chenon esita a metterlo alla porta. Ma dietro questo inspiegabile comportamentonon si cela un modo per far fuori un dipendente scomodo, ma qualcosa di moltopiù misterioso, e infatti proprio lo stabile dove Giulio Rovedo stabilisce ilsuo alloggio temporaneo diviene l'epicentro di strani accadimenti.
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  • 3

    Il romanzo inizialmente propone storie sparse, che fanno sentire il lettore, più che un "viaggiatore" tra le pagine della "Stella del mare", un naufrago in cerca di un approdo logico, ma storie ed esi ...continua

    Il romanzo inizialmente propone storie sparse, che fanno sentire il lettore, più che un "viaggiatore" tra le pagine della "Stella del mare", un naufrago in cerca di un approdo logico, ma storie ed esistenze via via si coagulano in significativi nodi e, sorprendentemente, si chiarificano.
    Così la varia umanità viaggiante
    - fatta di nobili decaduti, di finti potenti e, soprattutto, di umili abbrutiti dalla fame e dal bisogno, all'apparenza disaggregati tra loro ed invece legati da sotterranei vincoli - è colta sia nel suo indistinto brulicare sia nelle sue vicissitudini individuali, nei suoi drammi economici, nei suoi odi ed amori che covano nel chiuso, nei suoi segreti dolorosi e violenti, che - sapientemente maneggiati dall'autore con una giusta dose di suspense - si risolvono in genere diversamente da come ci saremmo aspettati.
    La Stella del mare nella sua condizione di sospensione tra vecchio e nuovo continente è metafora della drammatica incertezza esistenziale di una umanità sofferente e dal molto incerto futuro, costretta a lasciare l'Irlanda divorata dalla terribile carestia del 1847. Ed il tema dell'emigrazione , tratteggiata nella sua realistica tragicità, ci spinge a guardarci attorno e a capire meglio l'oggi.
    La molteplice materia è sapientemente tenuta insieme mediante il "diario di bordo" del capitano della nave, vera "cornice" unificante, dal sapore un po' classico.
    18 novembre 2008

    ha scritto il 

  • 3

    Davvero troppi abbonati in questo elenco telefonico! Per tutto il romanzo si ha la spiacevole sensazione che nemmeno l'autore sappia dove si andra' a parare. C'e' dentro di tutto; troppo. Troppe possi ...continua

    Davvero troppi abbonati in questo elenco telefonico! Per tutto il romanzo si ha la spiacevole sensazione che nemmeno l'autore sappia dove si andra' a parare. C'e' dentro di tutto; troppo. Troppe possibile trame, troppi fili falsamente intricati che sono solo percorsi confusionari. Eppure qualche bella pagina c'e': l'interessante descrizione della vita di provincia, le trame complottiste giustamente calibrate tra il serio e il faceto, l'idea del mistero esotico che si cela dietro l'angolo. A mio modesto parere, una onesta ripulitura finale avrebbe prodotto una trama molto piu' stringente e un libro piu' riuscito.

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo è accattivante, lo stile è graffiante ed ironico, la trama è ben congegnata e compatta seppur con qualche eccessiva divagazione non funzionale. Quindi lo leggi in fretta, arrivi in fretta al ...continua

    Il titolo è accattivante, lo stile è graffiante ed ironico, la trama è ben congegnata e compatta seppur con qualche eccessiva divagazione non funzionale. Quindi lo leggi in fretta, arrivi in fretta al finale, sorridi, ti meravigli, impari cose nuove.
    Eppure non mi ha convinto al 100% credo per la superficialità con cui ha tratteggiato il protagonista nel finale (rispetto alla quantità di pagine utilizzate per farlo nella parte iniziale) e soprattutto perché quando si ha a che fare con tematiche di questo tipo (esoteriche) le cui radici affondano un po' nella notte nei tempi e un po' nell'immaginario onirico di non si sa bene chi, è e resta difficile offrire soluzioni ben inquadrabili.
    La non inquadrabilità di fenomeni come l'Arca dell'Alleanza, il magismo hitleriano, il Grande Ordine Egizio, l'Acqua di vita eterna, ma anche alcuni meccanismi condominiali che molti di noi conoscono bene, ha contribuito alla fortuna degli stessi ed ogni tentativo di chiarimento ha prestato il fianco a banalità ed insignificanti svelamenti.

    ha scritto il 

  • 3

    ... da impiegato ad avventuriero, ci vuole un attimo proprio...

    Tullio Avoledo mi aveva sempre affascinata. Quando mi sono imbattuta nei suoi libri durante le mie infinite ore di ricerche bibliografiche, mi aveva sempre profondamente incuriosita. Per questo, qualc ...continua

    Tullio Avoledo mi aveva sempre affascinata. Quando mi sono imbattuta nei suoi libri durante le mie infinite ore di ricerche bibliografiche, mi aveva sempre profondamente incuriosita. Per questo, qualche tempo fa ho comprato questo libro, il suo primo romanzo. Ma mai me lo sarei aspettato così.
    Ho iniziato a leggerlo il primo aprile, e forse me la sono voluta, perché sembra un grande scherzo.
    Il protagonista è un uomo abbastanza comune, che di particolare e invidiabile ha solo il senso dell'umorismo, impiegato nell'ufficio legale di una banca, che si ritrova coinvolto in un... come chiamarlo?... caso quantomai bizzarro che arriva a coinvolgere dei egizi, vecchi misteri irrisolti e miracoli. Devo dirlo subito, un po' troppo per i miei gusti ordinari. Per quanto, devo ammetterlo, non mi è mai passato per la testa di abbandonare la lettura, per sapere dove si andava a a parare. Ma poi il finale mi ha soddisfatto, o per lo meno, l'ho capito? Domande che rimarranno irrisolte.
    Comunque ci sono un paio di cose che non posso proprio perdonare al nostro Tullio Avoledo: prima di tutto, come al solito, ci risiamo, un altro libro scritto da un uomo in cui le donne o sono mogli rompiscatole, infelici e che non hanno nulla di meglio da fare che perseguitare i propri mariti per telefono, oppure sono donne fatali che non aspettano altro che approfittarsi di un uomo per il loro appagamento sessuale.... avoledo: non ti sembra di essere un po' limitato?
    Cresciamo, signori miei.

    ha scritto il 

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