L'entrata di Cristo a Bruxelles - Senza nome

Racconti d'autore, 7

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.6
(727)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Capuani

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Due racconti, due storie di redenzione. Da una colpa: un giovane compie un gesto criminale per gelosia e fugge lontano, fino a quando non decide di tornare a casa... E da una vita senza passione: un uomo vaga alla ricerca dell'amore assoluto tra gli spazi sconfinati della Finlandia. Lo troverà, ma in una forma che mai avrebbe sospettato.
Ognuno è libero, e questo è uno dei grandi temi di Amélie Nothomb: se è il caso a scombinare le nostre vite, siamo noi ad assecondarlo sino alle sue estreme conseguenze.
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  • 3

    Pensavo meglio

    E' la prima cosa che leggo di lei e quindi non partirò in quarta né con gli osanna né con le critiche. Certo da un nome come il suo mi sarei sinceramente aspettato di meglio. Sicuramente le metafore s ...continua

    E' la prima cosa che leggo di lei e quindi non partirò in quarta né con gli osanna né con le critiche. Certo da un nome come il suo mi sarei sinceramente aspettato di meglio. Sicuramente le metafore saranno geniali, la scrittura sarà ricercatissima, i personaggi introspettivi ma a me, di primo acchito, è sembrata solo una scrittrice un po' sopravvalutata per un pubblico snob. Non posso dire male di questi due racconti e della prosa della Nothomb ma avete mai letto la Munro o qualche racconto di Murakami Haruki? Rivedibile.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non sapere dove stessi andando non mi impediva di andarvi”

    Molto positiva questa mia prima lettura di Amélie Nothomb!
    Due racconti che ho apprezzato in ugual modo: il primo è la storia di una colpa e della sua espiazione, d’ambientazione parigina passando att ...continua

    Molto positiva questa mia prima lettura di Amélie Nothomb!
    Due racconti che ho apprezzato in ugual modo: il primo è la storia di una colpa e della sua espiazione, d’ambientazione parigina passando attraverso qualche anno di volontario esilio a Hong Kong; il secondo s’avventura tra gli innevati silenzi della gelida Finlandia inseguendo romanticamente (e scioccamente) una indefinita dama dei sogni. Entrambi i protagonisti si mettono in viaggio, alla ricerca di qualcosa o di qualcuno, anzitutto di se stessi.
    Una scrittura interessante e decisamente affascinante che sa tenere desta l’attenzione, anche quando racconta situazioni surreali e in apparenza improbabili. Senz’altro, un’autrice da approfondire.

    ha scritto il 

  • 4

    Non posso dar meno stelle.

    In realtà ho impiegato più tempo a portare a termine questo piccolo libricino di quanto ne avrei usato per un libro più grande. Non mi ha preso come gli altri dell'autrice. Le storie non mi hanno fatt ...continua

    In realtà ho impiegato più tempo a portare a termine questo piccolo libricino di quanto ne avrei usato per un libro più grande. Non mi ha preso come gli altri dell'autrice. Le storie non mi hanno fatto impazzire. Eppure non posso dar meno stelle perché come ogni racconto della Nothomb anche questi sono profondamente significativi, istruttivi, introspettivi e traboccanti di messaggi che per essere colti vanno analizzati più e più volte. Ci vuole talento per fare ciò, e di sicuro ad Amelie non manca.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile rimanere delusi da Amélie Nothomb, a patto che si accetti di abbandonarsi al surreale, cedendo alle lusinghe di una narrazione eccentrica e, nella sua accezione più vera, originale. Questo v ...continua

    Difficile rimanere delusi da Amélie Nothomb, a patto che si accetti di abbandonarsi al surreale, cedendo alle lusinghe di una narrazione eccentrica e, nella sua accezione più vera, originale. Questo volume di Voland raccoglie due romanzi brevi, i cui titoli, anche se in apparenza sembrano pura irrazionalità, ne racchiudono già la trama.
    Il primo, L'entrata di Cristo a Bruxelles, narra la fuga e la redenzione di Salvator, uno dei protagonisti più detestabili che la letteratura ricordi, antieroe per eccellenza e colpevole per antonomasia. La sua storia di odio e amore sembra una fiaba in chiave contemporanea.
    Sempre fiabesco e parimenti intriso di elementi simbolici è il secondo racconto-romanzo, Senza nome, dove il titolo non allude alla pigrizia dell'autrice, quanto piuttosto a una singolare caratteristica del protagonista, incapace di conservare la propria identità. Ambientato in una Finlandia magica e inospitale questa è una briosa divagazione sul tema del piacere e dell'unicità.
    Come sempre i testi di Amélie Nothomb hanno un doppio livello di lettura: da una parte il puro gusto della trama e i risvolti imprevisti delle sue storie, dall'altra l'inquietudine che esercita il suo mondo paradossale eppure non così tanto distante dal reale (basti pensare al ruolo della televisione nel racconto conclusivo). Bello da togliere il fiato.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2015/05/lentrata-di-cristo-bruxelles-anno-iv.html

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura capace di trasportarti in un mondo bizzarro, due racconti che ti tengono incollato alle pagine che scorrono troppo veloci. Un ritmo ottimo, una esposizione disinvolta, un' atmosfera surr ...continua

    Lettura capace di trasportarti in un mondo bizzarro, due racconti che ti tengono incollato alle pagine che scorrono troppo veloci. Un ritmo ottimo, una esposizione disinvolta, un' atmosfera surreale che ti coinvolge. Novelle fresche, dirette e veloci ma anche originali ed imprevedibili.
     

    ha scritto il 

  • 4

    “Chiunque abbia camminato a lungo nella notte e abbia visto infine una luce sa quale emozione si prova. Urlai di gioia.”

    Il favoloso mondo di Amelie. No, non sto parlando del film di Jeunet, ma del mondo di questa originale e simpatica scrittrice, un mondo che una volta conosciuto, una volta frequentato è davvero diffic ...continua

    Il favoloso mondo di Amelie. No, non sto parlando del film di Jeunet, ma del mondo di questa originale e simpatica scrittrice, un mondo che una volta conosciuto, una volta frequentato è davvero difficile dimenticare.
    Un libricino di appena settantanove pagine contenente appena due racconti lunghi, ma che fanno riflettere, molto.
    Il primo, “l’entrata di Cristo a Bruxelles”(il titolo è stato ispirato alla scrittrice dall’omonimo dipinto di James Ensor), vede come protagonista un uomo che, in preda a una fortissima gelosia per una donna che ama alla follia, compie un terribile omicidio ed è quindi costretto a scappare dalla sua città natia. Inizia una nuova vita in un’altra città dove, oltre a una nuova pace, troverà anche l’amore.
    Il secondo, “Senza nome”, vede come protagonista un uomo che giunge nella gelida e bellissima Finlandia alla ricerca della donna della sua vita, della sua fata dell’amore.
    Due racconti che, seppur diversi nei contenuti e nelle ambientazioni, hanno molto in comune, la disperata ricerca dell’amore, questo sentimento così puro e a volte inaccessibile per qualcuno, il viaggio, più che altro concepito come unica via di fuga da una vita triste, solitaria, grigia e monotona, il sentirsi diversi e il conseguente confronto con gli altri, temi che Amelie Nothomb ha sviscerato anche in passato nei suoi romanzi e nei suoi racconti, nei quali si può leggere, dietro quella sottile ironia che la nasconde, una critica verso la nostra società odierna.
    Due racconti particolari, affascinanti, onirici, surreali, due racconti in pieno stile Nothomb, quello stile che o si ama o si odia, mai lascia indifferenti.

    ha scritto il 

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