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L'entrata in guerra

Di

Editore: Mondadori

3.7
(137)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 78 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804382589 | Isbn-13: 9788804382584 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Niente di eccezionale come racconti, ma la bravura dello scrittore emerge nel rendere in modo credibile i pensieri dell'adolescente che è stato, tutto preso da se stesso anche nei primi mesi della guerra che, poi, gli cambierà la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Una linea d'ombra nell'Italia di Mussolini

    Tre racconti asciutti ma lucidi per raccontarci un passaggio, un attraversamento di un confine, il superamento di quella Linea d'ombra di conradiana memoria dove un ragazzo diviene uomo - è un passaggio che coincide con un passaggio simile per l'Italia che entra in guerra, una guerra che comincia ...continua

    Tre racconti asciutti ma lucidi per raccontarci un passaggio, un attraversamento di un confine, il superamento di quella Linea d'ombra di conradiana memoria dove un ragazzo diviene uomo - è un passaggio che coincide con un passaggio simile per l'Italia che entra in guerra, una guerra che comincia in sordina, come un trionfo lontano di cui si sentono solo smorzarti echi e che poi diventerà una trauma epocale. Ma non c'è nulla del nero futuro in queste poche pagine di Calvino, solo un ragazzo davanti alla sua età e al fascismo che cerca di arruolarlo nel suo ordine sociale posticcio e nei suoi valori di saccheggio vigliacco.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno spettacolo il primo racconto che parla di guerra, di umanità, di adolescenza con una maestria che solo lui, solo Calvino. Gli altri due racconti un pochino cerebrali anche se a momenti davvero intensi. Forse l'adolescenza non è il migliore dei temi per Calvino.

    ha scritto il 

  • 4

    Lieve romanzo sull'adolescenza

    Nel 1940 il passaggio dall'adolescenza all'età adulta non può non passare dall'entrata in guerra dell'Italia. E dal clima fascista, ma al tempo stesso provinciale che si legge nei dialoghi, nelle cose fatte, negli atteggiamenti guerreschi, ma di chi finge, di chi sa che è tutto un bluff destinato ...continua

    Nel 1940 il passaggio dall'adolescenza all'età adulta non può non passare dall'entrata in guerra dell'Italia. E dal clima fascista, ma al tempo stesso provinciale che si legge nei dialoghi, nelle cose fatte, negli atteggiamenti guerreschi, ma di chi finge, di chi sa che è tutto un bluff destinato a smontarsi alla prima difficoltà. Questo era il fascismo e questi furono i giovani che vissero quel periodo.

    ha scritto il 

  • 5

    "io l'avevo appena visto. mi colpì quand'era giovane: un ragazzo, un ragazzo pareva,sano come un pesce, con quella collottola rapata, la pelle tesa e abronzata,lo sguardo scintillante di gioia ansiosa: c'era la guerra , la guerra fatta da lui, e lui era in macchina con i generali; aveva una divis ...continua

    "io l'avevo appena visto. mi colpì quand'era giovane: un ragazzo, un ragazzo pareva,sano come un pesce, con quella collottola rapata, la pelle tesa e abronzata,lo sguardo scintillante di gioia ansiosa: c'era la guerra , la guerra fatta da lui, e lui era in macchina con i generali; aveva una divisa nuova, passava le giornate più attive e trafelate, traversava in corsa i paesi riconosciuto dalla gente, in quelle sere estive. e come in un gioco, cercava solo la complicità degli altri,poca cosa, tanto che quasi si era tentatidi concedergliela, per non guastargli la festa, tanto che quasi si sentiva una punta di rimorso, a sapersi più adulti di lui, e a non stare al gioco"

    ha scritto il 

  • 4

    la guerra vista da vicino, ma non troppo

    bel libro, con tre brevi racconti un po' autobiografici (se ho capito bene, ma non ne sono così sicuro) ambientati nel '40 lungo la costa ligure italo-francese (di quà e di là del confine) con l'Italia appena entrata in guerra


    è la mia prima lettura di Calvino (finalmente...) e in effetti ...continua

    bel libro, con tre brevi racconti un po' autobiografici (se ho capito bene, ma non ne sono così sicuro) ambientati nel '40 lungo la costa ligure italo-francese (di quà e di là del confine) con l'Italia appena entrata in guerra

    è la mia prima lettura di Calvino (finalmente...) e in effetti ho potuto constatare che sa scrivere bene

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro si inserisce nel filone Neorealista dell'autore, in quella voglia di raccontare e ricordare quello che era avvenuto durante e prima della Seconda Guerra Mondiale.
    I racconti sono tre, e in tutti è forte l'esperienza giovanile dell'autore, le sue considerazioni su ciò che causa la guerra, ...continua

    Il libro si inserisce nel filone Neorealista dell'autore, in quella voglia di raccontare e ricordare quello che era avvenuto durante e prima della Seconda Guerra Mondiale. I racconti sono tre, e in tutti è forte l'esperienza giovanile dell'autore, le sue considerazioni su ciò che causa la guerra, i suoi rapporti con i coetanei, in special modo quelli con gli amici di sempre, elettrizzati dal Fascismo ma persi nell'animo e completamente distanti dall'essere del protagonista ragazzo. Lo stile è alto, poetico, riflessivo ed evocativo. Su tutto: "Dal buio d'un arcata sbucai alla fine sotto il cielo aperto, che solo allora vidi senza stelle ma chiaro tra le foglie di un enorme carrubo. La città lì finiva l'aggrumo delle case e cominciava a seminarsi nella campagna, ad allungare le disordinate propaggini su per le vallate". Esemplare. Calvino.

    ha scritto il 

  • 4

    Gusci vuoti

    La spiaggia vuota, ombrelloni chiusi sotto il cielo plumbeo, una apatia stagnante; la cittadina confinaria con le case abbandonate esposte allo sciacallaggio di una banda di avanguardisti spacconi, brufolosi, "storti come un gancio"; una scuola chiusa, i bui corridoi col rimbombo dell'eco. Un tri ...continua

    La spiaggia vuota, ombrelloni chiusi sotto il cielo plumbeo, una apatia stagnante; la cittadina confinaria con le case abbandonate esposte allo sciacallaggio di una banda di avanguardisti spacconi, brufolosi, "storti come un gancio"; una scuola chiusa, i bui corridoi col rimbombo dell'eco. Un trittico di 'gusci vuoti', dove Calvino tratteggia (insuperabile, quando dimette i panni del "saggio saggista") il sentore della Guerra, senza scoppi di bomba, le goliardate di improbabili nidiate fasciste, un senso di malinconia italiana che pervade l'anima di lettori sensibili alle vecchie cartoline ingiallite.

    ha scritto il 

  • 4

    Certamente non è uno dei capolavori di Calvino così come non è forse memorabile, però oltre ad essere scritto bene (e ci mancherebbe, è di Calvino, è anche superfluo specificarlo) riesce ad intrattenere piacevolmente: la Storia si intreccia benissimo con le vicende dei protagonisti e con un modo ...continua

    Certamente non è uno dei capolavori di Calvino così come non è forse memorabile, però oltre ad essere scritto bene (e ci mancherebbe, è di Calvino, è anche superfluo specificarlo) riesce ad intrattenere piacevolmente: la Storia si intreccia benissimo con le vicende dei protagonisti e con un modo di scrivere poetico, soave, incantevole.

    ha scritto il 

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