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L'epoca geniale

e altri racconti

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori, 1585)

4.1
(51)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806200887 | Isbn-13: 9788806200886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Vivanti Salmon ; Curatore: David Grossman

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Accompagnato da un ampio e toccante saggio di David Grossman, questo volume raccoglie dieci racconti di Schulz, frutto di una scelta di Grossman stesso, racconti che provengono dalle due raccolte "Le botteghe color cannella" e "II Sanatorio all'insegna della Clessidra". Schulz, insieme a Gombrowicz e Witkiewicz, completa la grande triade della letteratura polacca del Novecento. I suoi racconti costituiscono un unico ciclo di ricordi d'infanzia, un album di abbaglianti quadretti a colori dove la fanciullezza riappare rimescolata e incongrua come nei sogni. I racconti che compongono il volume sono: "La visitazione", "Gli uccelli", "La notte della Grande Stagione", "Le botteghe color cannella" e "La Via dei Coccodrilli", "II Libro", "L'epoca geniale", "Mio padre entra nel corpo dei pompieri", "La stagione morta" e "L'ultima fuga di mio padre".
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  • 4

    Quello che più sorprende in questa bellissima raccolta di Bruno Schulz, selezione dai due volumi di racconti "Le botteghe color cannella" e "Il Sanatorio all'insegna della Clessidra", è il ...continua

    Quello che più sorprende in questa bellissima raccolta di Bruno Schulz, selezione dai due volumi di racconti "Le botteghe color cannella" e "Il Sanatorio all'insegna della Clessidra", è il caleidoscopio che la fantasia dell’autore è in grado di creare e rappresentare. Un viaggio nell’infanzia, soprattutto attraverso la figura del padre e della sua bottega, che alternandosi tra sogno ed incubo non rinuncia a fornire un quadro lucidissimo della realtà di un’epoca che fu. Quasi un gioco di specchi, se non fosse che ogni suono, voce, colore viene scolpito in profondità, perfettamente riconoscibile nonostante le tante sfaccettature. I racconti sono tutti ottimi, ma tra quelli che mi hanno colpito maggiormente segnalo: “La visitazione”, “L’epoca geniale” e “La stagione morta”.

    http://www.subliminalpop.com/?p=8594

    “In ogni pagina di Schulz, infatti, in ogni suo brano, la vita esplode ed è degna di questo nome. È Ricca di contenuto, di significato e avviene simultaneamente in tutti i substrati del conscio e dell’inconscio, dell’illusione, del sogno, dell’incubo, dei sensi, dei sentimenti, di un linguaggio ricco di sfumature. [...] È questa la forza di uno scrittore che non si fa illusioni circa la natura arbitraria, caotica e casuale della vita eppure è determinato a costringere quell’esistenza banale e indifferente a capitolare, a spalancarsi, a rivelare ai nostri occhi il nucleo del significato celato nelle sue profondità. Oserei dire: il nucleo di un’umanità nascosta.” – dalla postfazione di David Grossman

    ha scritto il 

  • 4

    Durante la lettura mi sono spesso chiesto che forma avrebbe avuto la traduzione (che si sforza con una certa efficacia di rendere la lingua ricca e immaginifica, traboccante di aggettivi e ...continua

    Durante la lettura mi sono spesso chiesto che forma avrebbe avuto la traduzione (che si sforza con una certa efficacia di rendere la lingua ricca e immaginifica, traboccante di aggettivi e similitudini, di Schulz) se non fosse esistito l'avverbio 'come', a cui il traduttore ha fatto ricorso con abbondanza nel corso di tutta la sua fatica, anche due tre quattro volte in un'unica frase. A parte le battute, un libro così meriterebbe di esser letto, al di là del suo valore intrinseco, anche solo per la postfazione di David Grossman, nella quale viene riferita la vita tragica dell'autore e la storia del suo libro perduto, "Il messia", che da decenni costituisce una suggestione letteraria per scrittori e bibliofili.

    ha scritto il 

  • 4

    Una selezione di racconti di Schulz tratti dalle due raccolte precedenti, "Le botteghe color cannella" e "Il Sanatorio all'insegna della Clessidra"; la scelta è ad opera di Grossman che firma anche ...continua

    Una selezione di racconti di Schulz tratti dalle due raccolte precedenti, "Le botteghe color cannella" e "Il Sanatorio all'insegna della Clessidra"; la scelta è ad opera di Grossman che firma anche un commosso saggio finale. I racconti hanno come tema comune i ricordi d'infanzia al centro dei quali c'è la figura paterna, invadente e sfuggente al tempo stesso con la sua progressiva deriva nella follia. E poi il negozio di tessuti a gestione familiare con i suoi commessi e le sue tele stipate fino al soffitto, la onnipresente e sensuale cameriera Adela e Schulz stesso, il bambino ricco di sensibilità che in autunno nutriva le mosche con granelli di zucchero per farle sopravvivere all'inverno. Sullo sfondo Drohobycz, la cittadina natale della Galizia orientale ( oggi Ucraina) con le sue botteghe color cannella, vecchie e dignitose come i suoi venditori, contrapposte alla pretenziosa e volgare Via dei Coccodrilli. Il carattere che rende unico questo libro è nella sua prosa ricca di ornamenti, onirica e visionaria che amplifica e ridisegna la realtà attraverso una straordinaria moltiplicazione sensoriale. "Mi piaceva stare tra le ginocchia di mio padre, abbracciandole di qua e di là come colonne. A volte scriveva lettere. Sedevo alla scrivania e seguivo estatico gli svolazzi della firma, contorti e volteggianti come trilli di un soprano leggero. Nelle tappezzerie germogliavano sorrisi, si schiudevano occhi, rimbalzavano scherzi. Per farmi divertire, mio padre lanciava da una lunga cannuccia bolle di sapone nello spazio dell'arcobaleno. Andavano a sbattere contro la parete e scoppiavano lasciando nell'aria i loro colori" O ancora: "Metallici e luccicanti i tafani solcavano guizzando la soglia del negozio, si fermavano un attimo sull'intelaiatura della porta, come soffiati dal vetro metallico: bolle di vetro uscite dalla cannuccia ardente del sole, dalla fucina di quel giorno fiammeggiante, si fermavano con le aluccie spiegate, vibranti di volo e di velocità, scambiandosi il posto con furiosi zig zag". In contrapposizione ad una realtà così vivida, la realtà di Schulz è dimessa prima, di assoluta tragicità poi. Timido insegnante di disegno e applicazioni tecniche nella città natale che non si decide ad abbandonare malgrado la minaccia dell'occupazione tedesca, verrà ucciso nel '42 da un ufficiale della Gestapo. Il gesto è una provocazione nei confronti di un altro ufficiale tedesco che, avendo apprezzato il suo talento di disegnatore, gli aveva fatto decorare le pareti della sua casa. "Ho ucciso il tuo ebreo", si dice sia stata l'atroce rivendicazione. Dice Grossman: "Da qualche tempo ho preso l'abitudine di rileggere, più o meno una volta all'anno, i racconti di Schulz. E' una sorta di "revisione periodica" per me, un modo di rinforzare gli anticorpi contro la tentazione di cadere nell'apatia e nella grettezza. Ogni volta che apro un suo libro mi sorprende come questo autore, quest'uomo che raramente aveva lasciato la sua città natale, abbia creato un mondo intero per noi, una realtà unica nel suo genere, e come ancora oggi, molti anni dopo la sua morte, continui a nutrirci con granelli di zucchero per irrobustirci in previsione di un gelido e infinito inverno ".

    ha scritto il 

  • 4

    Un'antologia di 10 racconti del grande Bruno Schulz (già apparsi nei volumo "Le botteghe color cannella" e "Il sanatorio all'insegna della clessidra") inquietanti, onirici, con i colori, i sapori ...continua

    Un'antologia di 10 racconti del grande Bruno Schulz (già apparsi nei volumo "Le botteghe color cannella" e "Il sanatorio all'insegna della clessidra") inquietanti, onirici, con i colori, i sapori e il lessico di un mondo ormai perduto per sempre. La scelta antologica è stata curata da David Grossman che chiude il volume con un toccante saggio su questo autore che "molti anni dopo la sua morte continua a nutrirci con granelli di zucchero e briciole di pane per irrobustirci in previsone di un gelido e infinito inverno".

    ha scritto il 

  • 4

    Assoluta Infanzia n°3

    Forse l'epoca geniale a cui allude Schultz è "una sorta di fanciullezza perfetta, limpida, soffusa di luce dorata", come sottolinea Grossmann nel commento a questa raccolta di racconti. Un'epoca di ...continua

    Forse l'epoca geniale a cui allude Schultz è "una sorta di fanciullezza perfetta, limpida, soffusa di luce dorata", come sottolinea Grossmann nel commento a questa raccolta di racconti. Un'epoca di creatività spontanea e illimitata, grazie alla quale è possibile disegnare con le parole la percezione del mondo come una fantasmagoria arabescata e musicante, affermazione perentoria della dismisura infantile. Entro questa dimensione attingono perennemente vita e colore un indimenticabile, irresistibile padre-uccello tra gli uccelli (il condor "asceta magro" "era il "fratello maggiore di mio padre"), granchio redivivo alla fine dei suoi giorni, schiumante di una follia da tutti accettata nella sua palteale inconoscibilità e poi i commessi irridenti, la cameriera-archetipo di una femminilità astuta e ridondante, le stoffe multicolori e danzanti e le famose botteghe color cannella, costellazioni terrestri e rifugi di sogni tutti realizzabili. Forse l'epoca geniale è una dimensione mitica e archetipica, una improbabile età dell'oro che somiglia ad un'infanzia assoluta. Di sicuro, però, quella di Schultz è una scrittura geniale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    "Compresi allora perché le bestie hanno le corna. Era... era quell'incomprensibile che non poteva trovar posto nella loro vita, un capriccio selvaggio e ostinato, un'irragionevole e cieca ...continua

    "Compresi allora perché le bestie hanno le corna. Era... era quell'incomprensibile che non poteva trovar posto nella loro vita, un capriccio selvaggio e ostinato, un'irragionevole e cieca testardaggine. Una specie di 'idée fixe', cresciuta oltre i confini del loro essere, al di sopra della testa, e immersa a un tratto nella luce, fissata in una materia palpabile e dura. Là assumeva una forma strana, incalcolabile e inverosimile, contorta in un fantastico arabesco, invisibile ai loro occhi e pur terrificante, in una cifra ignota sotto il cui terrore vivevano. Capii perché quegli animali erano inclini al panico irragionevole e selvaggio, allo smarrimento e alla follia: trascinati dalla loro furia, non riuscivano a districarsi dal groviglio di quelle corna, fra le quali - chinando il capo - guardavano con aria triste e feroce, come cercando un passaggio fra i loro rami. Quelle bestie cornute erano lontane dell'emancipazione e portavano con tristezza e rassegnazione sulla testa le stimmate del loro errore." [Bruno Schulz, L'epoca geniale]

    ha scritto il 

  • 5

    La caratteristica che rende unico Schulz è la sua straordinaria capacità di animare i colori: nei suoi racconti anche il nero della notte, approfittando di una finestra dimenticata aperta può ...continua

    La caratteristica che rende unico Schulz è la sua straordinaria capacità di animare i colori: nei suoi racconti anche il nero della notte, approfittando di una finestra dimenticata aperta può sgattaiolare dentro casa danzando, ricoprendo oggetti, persone e pensieri.

    ha scritto il 

  • 5

    Vi fu mai un'epoca geniale? Vi fu.

    Nella postfazione al libro, David Grossmann racconta che molte persone variamente legate all'opera di Schulz, egli incluso, hanno conosciuto questo scrittore - morto nel '42 durante il rastrellamento ...continua

    Nella postfazione al libro, David Grossmann racconta che molte persone variamente legate all'opera di Schulz, egli incluso, hanno conosciuto questo scrittore - morto nel '42 durante il rastrellamento nazista in Polonia - in maniera particolare, quasi favolistica, come se fosse l'autore ad aver scelto il lettore. A me è capitato, semplicemente, quest'estate, in una libreria, sedotto dal titolo di questa raccolta di racconti, e dalla domanda "vi fu mai un'epoca geniale? E quando fu?", che non è solo l'interrogativo espresso in un singolo racconto, ma il leitmotiv di tutta la narrazione dell'immaginifico scrittore polacco, sospeso nella rappresentazione e continua ricerca di un tempo, che in tanti fanno coincidere con l'infanzia, in cui la vita, ancora in potenza, si apriva al possibile, ed alle sue sconfinate varianti, reali ed immaginifiche. Lascio ad ognuno il gusto di scoprire Schulz e la creatività dei suoi particolari racconti, a volte ostici ma scritti con uno stile funambolico ed una ricerca ossessiva sulla simbologia di ogni parola, in cui realtà e fantasia coesitono nello stesso istante e nello stesso luogo, fino ad essere l'una ossigeno per l'altra.

    ha scritto il