L'era del porco

Di

Editore: TEA (Tadue; 1532)

3.8
(990)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8850214030 | Isbn-13: 9788850214037 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Tra passioni calcistiche e letterarie, immerso nella vita bohémienne di una Bologna seducente, che regala forti emozioni musicali e frequenti trasgressioni alcoliche, un giovane scrittore appena abbandonato dalla ragazza (che gli ha preferito un ultrà neonazista) riesce a far pubblicare il suo libro da un piccolo editore locale. Sembra un primo importante successo, ma è in realtà l'inizio di una serie di avventure al limite del surreale, con il protagonista costretto a promuovere da solo il romanzo, girando con una vecchia Panda nelle librerie di provincia e facendo fronte a ogni tipo di scherzo del suo destino bizzarro. Un romanzo dalla scrittura rapida e efficace, il ritratto di una Bologna giovane, piena di vita e di passioni.
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  • 3

    comprato perchè ne avevo sentito leggere un capitolo nel primo tour di spartiti (cioè il progetto di max collini degli offlaga disco pax e jucca reverberi dei giardini di mirò) mi ci sono buttato su q ...continua

    comprato perchè ne avevo sentito leggere un capitolo nel primo tour di spartiti (cioè il progetto di max collini degli offlaga disco pax e jucca reverberi dei giardini di mirò) mi ci sono buttato su questo "l'era del porco" senza davvero sapere di cosa parlasse.
    e alla fine, appurato che il capitolo scelto da collini è il migliore in assoluto del libro, sono rimasto perplesso: non so, forse ora sono troppo vecchio e determinate cose che probabilmente all'uscita del libro mi avrebbero divertito (i riferimenti musicali, la fascinazione per cose trash come le telenovele da tv locale o le trame dei film porno e soprattutto la descrizione dell'umanità che popola il sottobosco giovanile, tutti ovviamente con l'immancabile soprannome, tutti con storie pazzesche eppure verosimili per chi conosce l'ambiente, tutti con lavori da eterno adolescente) ora mi sembrano scontate se non noiose.
    e più che welsh sembra un andrea pazienza periodo "zanardi" (c'è un riferimento/omaggio grosso come una casa nel libro) depurato dell'amoralità e del nichilismo a cui son stati sostituiti un culto della sfiga da storia di paperino: ora, questo non è un male, e anzi si ride di gusto diverse volte e non mi stupirei del fatto che diversi miei conoscenti possano adorarlo.

    ha scritto il 

  • 0

    null

    Leggere questo libro, per un bolognese rockettaro come me, è quasi surreale. Si riconoscono i luoghi in cui si svolge la storia e sembra di conoscere personalmente i protagonisti. Un libro che mi è di ...continua

    Leggere questo libro, per un bolognese rockettaro come me, è quasi surreale. Si riconoscono i luoghi in cui si svolge la storia e sembra di conoscere personalmente i protagonisti. Un libro che mi è dispiaciuto finire, sarà che sono di parte per il suo trasudare "underground bolognese" ma per me la valutazione è completamente positiva.

    ha scritto il 

  • 2

    Rispetto a Blackout direi che qui Morozzi ha fatto un bel passo avanti, perlomeno per quanto riguarda lo stile divertente e fresco. La trama, invece, è inesistente. Come inesistenti sono gli spunti di ...continua

    Rispetto a Blackout direi che qui Morozzi ha fatto un bel passo avanti, perlomeno per quanto riguarda lo stile divertente e fresco. La trama, invece, è inesistente. Come inesistenti sono gli spunti di riflessione che offre. Troppe poi sono le digressioni che ok che sono scritte bene, ma sono talmente lunghe che esasperano visto che non aggiungono niente alla caratterizzazione dei personaggi o alla trama. E' semplicemente un libro da leggere sotto l'ombrellone per farsi una risata. Per il resto non lascia completamente nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Esagerato, strabordante, incontenibile.
    Un romanzo così ti prende dalla prima pagina e ti molla solo alla fine, quando però sei tu a non volerlo mollare.
    I libri migliori sono proprio questi, quelli c ...continua

    Esagerato, strabordante, incontenibile.
    Un romanzo così ti prende dalla prima pagina e ti molla solo alla fine, quando però sei tu a non volerlo mollare.
    I libri migliori sono proprio questi, quelli che quando finiscono non sei sazio, vuoi ancora leggere i destini e le avventure di quei protagonisti a cui ti sei affezionato.
    Lajos calamita per matte (un pò come tutti i maschietti), Lobo malinconico romantico, La Betty mangiauomini e su tutti lui:
    il mostruoso L'Orrido, di cui ci si innamora fin dalle prime battute.
    Spero un domani di trovarli di nuovo in libreria, non mi stancherò mai di leggere le loro assurde e stravaganti storie.

    ha scritto il 

  • 3

    spessa furbizia

    Il mio percorso morozziano va a gambero: quest'estate ho letto RADIOMORTE e adesso mi imbatto in questo.
    Anche a ritroso si possono analizzare certi autori per vedere cosa si è mantenuto nel tempo e c ...continua

    Il mio percorso morozziano va a gambero: quest'estate ho letto RADIOMORTE e adesso mi imbatto in questo.
    Anche a ritroso si possono analizzare certi autori per vedere cosa si è mantenuto nel tempo e cosa si è trasformato.-
    Una cifra che cintraddistingue lo scrittore è l'immediatezza: la scena, lunga o concitata nel suo essere, ti arriva subito, esce dalla pagina. l'atmosfera è sempre abbastanza comico umoristica. Tant'è vero che all'inizio il libro sembra molto più 'volatile' nella sua evoluzione e facile ad essere considerato inconsistente. Non è che il lettore medio non abbia mai letto una storia del genere: resta da dire che la sfaccettatura della protagonista femminile è molto interessante e verosimile. Bello anche il fatto di cambiare repentinamente il punto di vista dell'io narrativo (cambia due o tre volte ma per poche righe.
    Scartavetrando un po' tutte queste belle cose, però, ci si accorge che l'autore ha nel suo DNA il fatto di ammiccare al lettore per intortarlo un po'...
    Comunque, sia detto che questo libro è decisamente migliore di RADIOMORTE. E' vero: ho dato ad entrambi i libri quattro stelle, ma nel caso di radiomorte si trattava di un 'quattro' per arrotondamento, invece in questo caso sono quattro stelle tutte meritate.

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco.
    A Gianluca Morozzi, io, vorrei stringergli la mano.
    Che di storie smielate e romantiche, ne avevamo le palle piene.
    Poi, gliela vorrei stringere per la storia della candela.
    Quanto, quanto la co ...continua

    Ecco.
    A Gianluca Morozzi, io, vorrei stringergli la mano.
    Che di storie smielate e romantiche, ne avevamo le palle piene.
    Poi, gliela vorrei stringere per la storia della candela.
    Quanto, quanto la condivido. Oh sì. :D

    E già che ci sono, se volesse darmi il numero dell'Orrido... sarei perfetta per il suo periodo "ciccione". :D
    Mh.
    Chissà, però, che ne pensa l'Orrido delle candele.
    Mmm... :D

    ha scritto il 

  • 3

    Bologna. Il protagonista è uno scrittore. Riesce a farsi pubblicare con una piccola casa editrice.Entra in contatto con persone decisamente strambe e viene a trovarsi in siutazioni paradossali, soprat ...continua

    Bologna. Il protagonista è uno scrittore. Riesce a farsi pubblicare con una piccola casa editrice.Entra in contatto con persone decisamente strambe e viene a trovarsi in siutazioni paradossali, soprattutto con una ragazza...
    Non è tanto il mio genere, ma assegno 4 stelle perché questo scrittore è spiritosissimo e da tempo non ridevo tanto leggendo un libro :-)

    ha scritto il 

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