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L'erede perduto

Di

Editore: Harlequin - Mondadori (I Grandi Romanzi Storici, 689)

3.8
(97)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000205158 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Serie Matchmaker n.2

Inghilterra, 1816

Lady Irene Wyngate non ha alcuna intenzione di sposarsi e allontana ogni possibile corteggiatore con i suoi modi bruschi e la lingua tagliente. Solo Gideon, entrato da poco in possesso del titolo di Conte di Radbourne, non si lascia scoraggiare da quell'atteggiamento scostante. Tuttavia, essendo cresciuto nei bassifondi di Londra, non appare certo il marito ideale, e lei lo respinge sdegnata. Solo quando altre fanciulle si fanno avanti, dimostrandosi interessate al matrimonio con il novello conte, Irene comincia a dubitare della propria decisione. Ma oscuri segreti di famiglia minacciano di compromettere la loro speranza d'amore.
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  • 4

    Erano anni che non leggevo un libro della Camp, mi era venuta a noia, questo libro invece mi ha sorpresa piacevolmente. Prossimamente leggerò altro di questa autrice, speriamo in bene.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    SERIE MATCHMAKER n. 2

    ok la trama è sempre quella..lei single che non vuole sposarsi e poi incontra lui..e cambia idea.


    però l'ho trovato divertente, romantico e con un pò di mistero al punto giusto.


    si lei è troppo indiepndente per essere uan vera dama dell'epoca..ma i sui battibecchi con lui sono stati ...continua

    ok la trama è sempre quella..lei single che non vuole sposarsi e poi incontra lui..e cambia idea.

    però l'ho trovato divertente, romantico e con un pò di mistero al punto giusto.

    si lei è troppo indiepndente per essere uan vera dama dell'epoca..ma i sui battibecchi con lui sono stati davvero esilaranti.

    La parte più divertente? ovviamente lei che si ostina a dire che non prova interesse per lui e poi appena lo vede va in brodo di giuggiuole..e si fa un saccodi storie mentali..vi giuro sono troppo divertenti! forse perchè un pò mi sono rivista in lei, forse perchè è leggero e si legge in velocità e miha fatto dimenticare i pensieri quotidiani..m ale quattro stelle per me se le è meritate.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia è molto carina e i personaggi simpatici, adoro poi quando le serie hanno protagonisti così tanto in comune e non solo una vaga traccia d'ambientaziome, come capita spesso. Forse rispetto al precedente sono un po' meno definiti i caratteri dei personaggi, ma quello a cui punto ...continua

    La storia è molto carina e i personaggi simpatici, adoro poi quando le serie hanno protagonisti così tanto in comune e non solo una vaga traccia d'ambientaziome, come capita spesso. Forse rispetto al precedente sono un po' meno definiti i caratteri dei personaggi, ma quello a cui punto e spero, non ho letto le trame, apprezzo gli spoiler solo durante la lettura effettiva del libro e quasi mai per i romanzi rosa così brevi, è la storia d'amore tra il duca e Francesca, cosa che l'autrice sta insinuando sempre di più.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho sbagliato a leggere questo romanzo a così poca distanza da Matrimonio all’inglese, ho infatti avuto una perenne sensazione di deja vu. La Camp era una delle mie autrici preferite, ma trovo che ultimamente stia perdendo i colpi. La trama di questo romanzo è banale e i personaggi sono monodimens ...continua

    Ho sbagliato a leggere questo romanzo a così poca distanza da Matrimonio all’inglese, ho infatti avuto una perenne sensazione di deja vu. La Camp era una delle mie autrici preferite, ma trovo che ultimamente stia perdendo i colpi. La trama di questo romanzo è banale e i personaggi sono monodimensionali, e non vi dico il fastidio di trovare di nuovo tutto narrato dal solo punto di vista della protagonista! Non do un voto basso solo perché il libro è scritto bene, ma sono rimasta molto delusa.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo secondo capitolo della saga mi è piaciuto molto, l'unica pecca che vi ho trovato è la scrittura lenta in certi punti, ma nel complesso devo dire che uno tira l'altro come fanno le ciliegie ;).

    ha scritto il 

  • 3

    Un'occasione persa

    Nulla di eccezionale se non il personaggio di Francesca.
    Irene troppo testarda e sfacciata ( anche per i nostri di tempi), irritante quasi. Perchè ill conte si innammori di questa bisbetica non è dato sapere, ma d'altronde neanche lui spicca per carattere: passivo/attivo, aggressivo/remissi ...continua

    Nulla di eccezionale se non il personaggio di Francesca.
    Irene troppo testarda e sfacciata ( anche per i nostri di tempi), irritante quasi. Perchè ill conte si innammori di questa bisbetica non è dato sapere, ma d'altronde neanche lui spicca per carattere: passivo/attivo, aggressivo/remissivo sembra un personaggio con poco spessore e con le vicessitudini che ha avuto è apparso opaco rispetto a uomini, ad esempio come il duca. La Camp avrebbe potuto rendere più enigmatico questo personaggio dall'oscro passato. Peccato..

    ha scritto il 

  • 4

    W le zie bisbetiche!!!

    Secondo volume di una tetralogia, migliore del primo, anche se non mi ha soddisfatta fino in fondo. A suo merito va che la protagonista ha abbastanza lisca, e il belloccio non la tratta come una povera deficente, che deve tacere, obbedire e stare nel suo letto...stop. Valore aggiunto la terribile ...continua

    Secondo volume di una tetralogia, migliore del primo, anche se non mi ha soddisfatta fino in fondo. A suo merito va che la protagonista ha abbastanza lisca, e il belloccio non la tratta come una povera deficente, che deve tacere, obbedire e stare nel suo letto...stop. Valore aggiunto la terribile zia Odelia: adoro le zie tiranniche nella letteratura inglese, partendo da lady Catherine De Burgh di jane Austen e arrivando a quelle di P.G. Wodehouse, passando assolutamente per zia Augusta di Oscar Wilde. La trama del rapimento è deboluccia deboluccia, ma almeno non è la solita di ogni romance.

    ha scritto il