Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'eredità del colonnello

Di ,

Editore: Coniglio Editore

4.1
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8860632242 | Isbn-13: 9788860632241 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Barbera

Genere: Comics & Graphic Novels , History , Political

Ti piace L'eredità del colonnello?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Elvio Guastavino ha ricevuto da suo padre, colonnello della giunta militare argentina, una pesante eredità. Ricorda le bambole su cui il padre si allenava alla tortura e le prigioniere che portava a casa per gli interrogatori. Eventi atroci, che si sono cristallizzati nella sua memoria come gli istanti dorati di una vita di famiglia santa ed esemplare. Oggi Elvio Guastavino è innamorato di una bambola di porcellana, e farà di tutto per conquistare il suo cuore. Un libro sarcastico, spietato e crudelmente catartico che fa i conti con l'eredità malata della dittatura.
Ordina per
  • 0

    Carlos Trillo è morto due mesi fa, 8 maggio 2011. Questo suo libro lo aveva aperto alla memoria degli anni di piombo argentini. Di tutte le sue storie di fantasia, spesso piene di riferimenti anche a quegli anni, questa è la prima esplicita, eppure sempre fantastica, crudele, ironica e simbolica. ...continua

    Carlos Trillo è morto due mesi fa, 8 maggio 2011. Questo suo libro lo aveva aperto alla memoria degli anni di piombo argentini. Di tutte le sue storie di fantasia, spesso piene di riferimenti anche a quegli anni, questa è la prima esplicita, eppure sempre fantastica, crudele, ironica e simbolica. Da avere. E non avremmo voluto che fosse senza un futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un'eredità pesante quela che il torturatore Aaron Guastavino ha lasciato al figlio Elvio, un'eredità terribile, un peso sulla coscienza, una bestia scura che divora la debole psiche del grigio e pavido impiegato di mezza età Elvio. Un'eredità senza possibilità di redenzione: l'unica soluzione ...continua

    E' un'eredità pesante quela che il torturatore Aaron Guastavino ha lasciato al figlio Elvio, un'eredità terribile, un peso sulla coscienza, una bestia scura che divora la debole psiche del grigio e pavido impiegato di mezza età Elvio. Un'eredità senza possibilità di redenzione: l'unica soluzione ammessa sarà la tragica espiazione finale, con l'annullamento della propria identità in quella ingombrante del padre e la conseguente morte. E' stata la lettura della rivista Animals a stimolarmi l'acquisto di L'eredità del colonello, di Carlos Trillo autore della storia e di Lucas Varela responsabile dei disegni. Avevo letto due brevi racconti di Trillo pubblicati su due numeri diversi del mensile a fumetti, ambientati durante i bui anni della dittatura argentina. Devo dire però che questo romanzo a fumetti mi ha colpito come un pugno nello stomaco. Non che non conoscessi i fatti storici che costituiscono il tema dell'opera, ma la rappresentazione dell'orrore che ne fa Trillo è veramente particolare ed efficace. Seguendo l'evoluzione dello sconvolgimento psichico di Elvio, accompagnato dai suoi frequenti flash-back/deliri con cui rivive i momenti terribili dell'infanzia e dell'adolescenza quando assisteva alle torture del padre nei confronti di sospetti prigionieri politici, Trillo ci trascina in un pozzo nero abitato da orrore e depravazione. L'effetto ancor più dirompente nella coscienza del lettore è ottenuto dal disegno che ha un tratto grottesco, quasi caricaturale a volte, ma che fa risaltare ancor di più l'efferatezza degli atti e il successivo dolore. Ammetto di aver chiuso il libro con un certo sollievo, dovuto al fatto di aver finalmente terminato una lettura così dura e pesante. Trillo ha quindi colto nel segno, perché immagino che fosse proprio quello che voleva provocare nel lettore: urtarlo profondamente nella sua coscienza per ricordargli ciò che è stata la dittatura argentina, quale sia stato il carico di orrore e morte, quale sia l'abiezione che si nasconde dentro l'uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    La comicità del tragico quando lo si disegna grottesco

    Be' sì, forse il titolo è un po' confuso, ma rispecchia abbastanza bene il fumetto che, magari in maniera a volte maldestra (nei dialoghi in particolare), ci racconta ridendo il dramma della dittatura.
    In un'Argentina odierna in cui i militari, un tempo ('70-'80) assoluti dominatori della scena p ...continua

    Be' sì, forse il titolo è un po' confuso, ma rispecchia abbastanza bene il fumetto che, magari in maniera a volte maldestra (nei dialoghi in particolare), ci racconta ridendo il dramma della dittatura. In un'Argentina odierna in cui i militari, un tempo ('70-'80) assoluti dominatori della scena politica e sociale, si sono fatti prudentemente da parte per far dimenticare con un po' di sano trambusto democratico gli orrori della dittatura, il ragionier Guastavino si muove con sguardo allucinato e passo sostenuto quanto zigzagante tra un'umanità che non gli interessa: tutte le sue aspettative, i suoi sogni, sono rivolti nei confronti di una sola cosa, una bambola di porcellana, antica e costosissima, "rinchiusa" nel negozio di un avido commerciante ebreo. Ma non è l'amore per il collezionismo a spingere lo sconclusionato omuncolo, ma una vera e propria attrazione erotica verso quell'elegante oggetto senza vita, che nella sua immaginazione turbata da un'infanzia difficile, prende parola rovesciandogli addosso tutto lo sdegno e la riprovazione che un pupazzo irredento potrebbe rivolgere al suo carceriere (Toy Story 3 docet). Riuscirà il nostro antieroe, immondo e riprovevole come pochi altri, a liberare la sua amata e a riuscire, finalmente, a godere quella felicità che "tutti si meritano" scacciando i fantasmi di una vita da figlio della dittatura? Leggete e scopritelo, ma non è mai sano riporre troppe aspettative in una bambola.

    ha scritto il 

  • 4

    Un modo originale, sarcastico, surreale e al tempo stesso relistico di parlare di quello che fu la dittatura in Argentina a cavallo tra anni settanta e ottanta.
    A dispetto di un disegno "fumettoso" del bravo Lucas Varela la storia colpisce come un pugno allo stomaco.
    Di padre in figlio la mostru ...continua

    Un modo originale, sarcastico, surreale e al tempo stesso relistico di parlare di quello che fu la dittatura in Argentina a cavallo tra anni settanta e ottanta. A dispetto di un disegno "fumettoso" del bravo Lucas Varela la storia colpisce come un pugno allo stomaco. Di padre in figlio la mostruosità di un'ideologia disumanizzante e generatrice di violenza e orrore. Violenza, aberrazione, machismo estremo non così lontani da noi - non abbastanza da ritenerci al sicuro da tutto ciò.

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo abituati a storie sulle ditatture in cui viene messa in mostra la spietatezza e la violenza civile, sociale e psicologica delle varie dittature, ma Trillo decide di spiazzare e costruisce un racconto su un personaggio misero e folle, figlio, non solo in senso carnale, delle azioni brutali ...continua

    Siamo abituati a storie sulle ditatture in cui viene messa in mostra la spietatezza e la violenza civile, sociale e psicologica delle varie dittature, ma Trillo decide di spiazzare e costruisce un racconto su un personaggio misero e folle, figlio, non solo in senso carnale, delle azioni brutali del padre, in cui il sarcasmo iniziale si trasforma sempre piu' in una viaggio verso la pazzia con tanto di finale beffardo verso il passato. Nel mezzo si tratta della difficoltà di parlare del proprio passato e saperlo superare senza dimenticare o travisarlo, perche' poi le verita' tornano a galla e conducono alla morte. Un grande fumetto dal tratto ingannevolmente dolce e umoristico.

    ha scritto il 

  • 4

    Lui, il protagonista impiegatuccio di stato in argentina, è figlio del capitano Gustavino, torturatore zelante durante la dittatura. E l'impiegatuccio nega, finge di non ricordare, si trincera dietro il perbenisimo e sviluppa un delirio. Il suo danno non fa pena, nè suscita empatia. L'impiegatucc ...continua

    Lui, il protagonista impiegatuccio di stato in argentina, è figlio del capitano Gustavino, torturatore zelante durante la dittatura. E l'impiegatuccio nega, finge di non ricordare, si trincera dietro il perbenisimo e sviluppa un delirio. Il suo danno non fa pena, nè suscita empatia. L'impiegatuccio fa orrore, fa schifo, è il risultato della mediocrità del male, la sua non è originalità bensì perversione, lui è l'ultimo scalino dell'umanità. Nausea.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo graphic novel prende spunto dalla dittatura argentina per trattare le nefaste conseguenze che un regime tanto efferato e crudele ha avuto sulla psicologia collettiva, in particolare su quella di un adolescente che ha come unica colpa quella di essere il figlio di uno spietato colonnello de ...continua

    Questo graphic novel prende spunto dalla dittatura argentina per trattare le nefaste conseguenze che un regime tanto efferato e crudele ha avuto sulla psicologia collettiva, in particolare su quella di un adolescente che ha come unica colpa quella di essere il figlio di uno spietato colonnello della giunta militare argentina. Un libro sarcastico che fa molto riflettere ...

    ha scritto il 

  • 0

    Storia per forza di cose scura, con personaggi “sporchi” e figure tetre che si rincorrono nei ricordi del figlio di un colonnello torturatore del regime dittatoriale argentino, scritta da uno dei personaggi che hanno fatto la storia del fumetto sudamericano. Suoni e visioni da un mondo orribile c ...continua

    Storia per forza di cose scura, con personaggi “sporchi” e figure tetre che si rincorrono nei ricordi del figlio di un colonnello torturatore del regime dittatoriale argentino, scritta da uno dei personaggi che hanno fatto la storia del fumetto sudamericano. Suoni e visioni da un mondo orribile che nelle pagine disegnate trovano una strada nuova per raccontare l’orrore.

    ha scritto il 

  • 5

    quando i mostri del circeo stavano al potere

    Personaggi grotteschi e surreali, perfino ridicoli, immersi nel clima plumbeo degli strascichi della dittatura militare argentina e dei suoi torturatori. Si respira la follia e la perversione e per fortuna anche la vendetta. Bel regalo da parte di un personaggio dalla discutibile moralità.

    ha scritto il