L'esattore

Di

Editore: Bompiani (Narratori stranieri)

3.8
(541)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 343 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Catalano

Isbn-10: 8845270378 | Isbn-13: 9788845270376 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrea Di Gregorio

Disponibile anche come: eBook , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il commissario Charitos è di nuovo alle prese con le conseguenze della grande crisi economica. Nell’ombra agisce un “Esattore”, un vendicatore che invia a noti evasori fiscali una lettera in cui li invita a saldare quanto devono al fisco; ma se non ottiene quanto chiede, l’Esattore uccide i malcapitati con una iniezione di cicuta. Kostas Charitos si immerge nel nuovo caso con un senso di smarrimento: gli omicidi si susseguono in un clima di tensione sociale estrema, in cui vittime e colpevoli si scambiano continuamente di ruolo. Anche Caterina, sua figlia, è sul punto di andarsene, accettando un posto offertole dall’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati. Intanto, l’“Esattore” riesce a far restituire alle casse dell’erario quasi otto milioni di euro in soli dieci giorni, e il popolo scende in piazza per inneggiare all’eroe, al santo, che è riuscito là dove il potere costituito ha colpevolmente fallito. Nel mezzo di questo dilemma etico si trova il commissario Charitos: smascherare il colpevole e consegnarlo alla giustizia oppure stare dalla parte della gente dimenticata da quella stessa giustizia? Petros Markaris non perde un colpo. Col tocco del grande romanziere, del giallista esperto, con la materia incandescente della situazione mondiale che stiamo vivendo, dà vita a un nuovo, magistrale noir.
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  • 4

    In ogni vacanza estiva in Grecia devo leggere un libro di markaris è più forte di me! Concordo con chi scrive che il giallo è carino ma nulla di più mentre più interessante l 'ambientazione nella Grec ...continua

    In ogni vacanza estiva in Grecia devo leggere un libro di markaris è più forte di me! Concordo con chi scrive che il giallo è carino ma nulla di più mentre più interessante l 'ambientazione nella Grecia della crisi. Piacevole come sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Il più bello letto finora forse perché qui Markaris entra con più decisione e dovizia di particolari nel problema della crisi greca coinvolgendo il lettore molto realisticamente nell'angoscia e nell'a ...continua

    Il più bello letto finora forse perché qui Markaris entra con più decisione e dovizia di particolari nel problema della crisi greca coinvolgendo il lettore molto realisticamente nell'angoscia e nell'ansia per il futuro degli ateniesi.

    ha scritto il 

  • 4

    Dà un quadro preciso della situazione e dello stato d'animo della Grecia in crisi finanziaria. Come con uno stradario, si seguono scioperi, manifestazioni, blocchi stradali ad Atene.

    ha scritto il 

  • 4

    Quante analogie tra Grecia e Italia....

    Ribadisco il concetto: Màrkaris usa lo stile del giallo per raccontare la sua Grecia. Il giallo magari non è tecnicamente perfetto ma la descrizione della situazione politico-economico-sociale greca è ...continua

    Ribadisco il concetto: Màrkaris usa lo stile del giallo per raccontare la sua Grecia. Il giallo magari non è tecnicamente perfetto ma la descrizione della situazione politico-economico-sociale greca è lucidissima e da 10 e lode. L'Esattore, pur criminale, diventa eroe nazionale. Più o meno come succederebbe in Italia, dove si munge all'osso il piccolo contribuente e si lasciano "incredibilmente" liberi i pesci grossi. Màrkaris for President!

    ha scritto il 

  • 4

    "Questo Paese non può tollerare la sconfitta di un'altra generazione."
    A tavola cala il silenzio. Forse perché ognuno di noi pensa a una sconfitta differente. La sconfitta di Zisis non è quella di Adr ...continua

    "Questo Paese non può tollerare la sconfitta di un'altra generazione."
    A tavola cala il silenzio. Forse perché ognuno di noi pensa a una sconfitta differente. La sconfitta di Zisis non è quella di Adriana e mia, e neppure quella di Fanis e Caterina. Quello che abbiamo in comune è che siamo tutti sconfitti: ognuno a modo suo, e dal suo punto di vista.

    ha scritto il 

  • 2

    Non per la storia, ma per la Storia

    Ho letto già diversi libri di Markaris e, in tutta onestà, non mi fa impazzire come scrittore: le storie sono spesso banali, con pochi (per non dire nessuno!) colpi di scena e assassini di scarso spes ...continua

    Ho letto già diversi libri di Markaris e, in tutta onestà, non mi fa impazzire come scrittore: le storie sono spesso banali, con pochi (per non dire nessuno!) colpi di scena e assassini di scarso spessore.

    È quello che fa da contorno alla storia che mi spinge a leggere Markaris: il crollo della società greca e le conseguenze drammaticamente evidenti nella vita quotidiana del protagonista e dei personaggi che gli ruotano attorno.

    Più che gialli Markaris scrive (buoni) saggi di sociologia.

    ha scritto il 

  • 0

    Intanto bellissima sorpresa, Markaris.

    Avevo scaricato parecchi sui libri in offerta, ma non mi decidevo a cominciare, così, avevo qualche resistenza. Non volevo trovarmi di fronte al Camilleri greco. E ai Camilleri di tutto il mondo, per ...continua

    Avevo scaricato parecchi sui libri in offerta, ma non mi decidevo a cominciare, così, avevo qualche resistenza. Non volevo trovarmi di fronte al Camilleri greco. E ai Camilleri di tutto il mondo, per ora ho già dato. Invece no. Markaris non ha niente a che fare con Camilleri, e pur non essendo un grandissimo, ti prende e ti tiene incollato al libro, almeno con questo e a dispetto dei tanti difetti che ci sono dentro.
    Le cose positive sono il ritmo e la storia. Il ritmo è bellissimo. Ha il suo tempo e non scarta mai di un millimetro. Non è uno che accavalla gli eventi del giallo per la semplice ragione che nel libro non c'è solo un giallo ma anche considerazioni di vita e di politica. E questo permette di mixare la narrazione con tante cose, capaci alla fine, anch'esse, di mascherare le debolezze del lato thriller.
    La storia, è quanto meno innovativa. In questo caso profondamente radicata nella realtà greca, tanto che ambientata in un altro paese perde la maggior parte della sua forza. E aggiungo anche che ho imparato più da questo libro, sulla situazione greca, di quanto mi abbiano dato le centinaia di analisi economiche o giornalistiche che ho letto. Formidabile la descrizione del paese, e una frase su tutte merita di essere citata: la Grecia è l'unica mafia che è riuscita a fare fallimento.
    Poi, naturalmente, ci sono le debolezze. Per esempio troppe ripetizioni, cose che succedono o vengono ribadite più volte. E i metodi di indagine. Markaris ha quasi 80 anni, che non è esattamente l'età dell'adolescenza. E i metodi sono quelli di 40 anni fa. Certo, poteva documentarsi e non l'ha fatto. Cerca di pararsi il colpo ribadendo che il metodo del commissario è decisamente vecchio e superato. Ma non è accettabile che nel caso di delitti come quelli di questo libro la scientifica non abbia praticamente ruolo o si pensi a ricorrere a uno psicologo per un ritratto psicologico dell'assassino solo alla fine. Sì, lo stesso Markaris anche lì lo ammette, in una indagine americana gli psicologi sarebbero in scena dalla prima pagina, ma il suo commissario è all'antica. Ma come scusa è debole, non basta. Piuttosto non capisco perché non abbia scelto di ambientare le sue storie in un passato recente, quando lo stato delle sue conoscenze in materia di indagine avrebbe garantito verosimiglianza. O meglio, non capisco ma lo intuisco. Markaris è uno scrittore impegnato. Non era pensabile per lui non parlare della Grecia di oggi. E sono certamente queste le pagine migliori di tutto il libro. Quelle che giustificano il successo di questo scrittore e che mi spingono a leggere molto presto anche gli altri titoli.

    ha scritto il 

  • 2

    Tecnicamente Obsoleto e quindi Scarsissimo

    Magari è colpa del traduttore, non posso saperlo.

    Però, di sicuro, sto libro è scritto da uno delle medie. Tonnellate di articoli in più, virgole non necessarie, frasi con 12 parole che potevano esser ...continua

    Magari è colpa del traduttore, non posso saperlo.

    Però, di sicuro, sto libro è scritto da uno delle medie. Tonnellate di articoli in più, virgole non necessarie, frasi con 12 parole che potevano essere di 7 senza minare il significato.
    Mi sembrava di leggere un libro dei primi del 900, e ciò non è bene per niente.

    Una stella in più solo perchè la Grecia di questi anni è un tema interessantissimo, anche se essere nato lì non è che sia un merito dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    davvero interessante, non come giallo - ne ha scritti di migliori - ma perché fa comprendere la difficile situazione che i cittadini greci stanno vivendo, ad ogni livello

    ha scritto il 

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