L'esclusa

Di

Editore: Orsa Maggiore Editrice

3.8
(1421)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8823903335 | Isbn-13: 9788823903333 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La prima volta che lessi un libro di Pirandello fu volontariamente a dodici anni; scelsi Il fu Mattia Pascal e fu tra i primi romanzi che mi cambiarono la vita.
    Spesso nel corso della mia vita ho pens ...continua

    La prima volta che lessi un libro di Pirandello fu volontariamente a dodici anni; scelsi Il fu Mattia Pascal e fu tra i primi romanzi che mi cambiarono la vita.
    Spesso nel corso della mia vita ho pensato, collegato e citato tale libro nella realtà quotidiana, ascoltando un telegiornale o leggendo certe storie realmente accadute.
    Qualche anno più tardi, mi fu chiesto di leggerlo per scuola, ma rifiutai poiché già letto e ben impresso nella memoria, scegliendo in cambio un altro romanzo di un altro scrittore.
    Da che son ragazzina quindi ho sempre amato platonicamente Luigi Pirandello e i suoi scritti. Spesso mi sono capitate tra le mani altre sue opere che, se studiate a scuola, non ci fu consentito di approfondire più di qualche pagina (romanzo citato qualche riga fa escluso). Così ricordo a grandi linee le trame della maggior parte dei suoi testi teatrali, ma mai realmente approfonditi.
    Di recente dunque ho inserito nella mia lista personale dei libri da leggere insieme a tanti altri scrittori, molti scritti di Pirandello.

    Sono partita da L'esclusa, romanzo che non avevo ancora letto e di cui non ricordavo nulla dai tempi della scuola, né la trama né il titolo.
    Lo stile di Pirandello è come lo ricordavo: diretto, immediato, un mix perfetto tra sarcasmo e cinismo, accompagnato da uno spietato quanto ingombrante patos, tipico dei testi del grande scrittore siciliano. Riesce impeccabile a descrivere così bene gli ambienti circostanti (luoghi, stanze, personaggi) e le emozioni dei protagonisti che sebbene il lettore non li abbia mai visti, è in grado di immaginarli nitidi, immaginarne i colori, i profumi, gli sguardi, le anime che lo popolano. Ed è questa la grandissima forza di Pirandello.
    E dopo aver letto Grazia Deledda, ho mentalmente associato spesso i due stili narrativi, accomunandoli e trovando qualche somiglianza.
    Il primo tuttavia, Luigi Pirandello, nonostante le eloquenti descrizioni, lascia più spazio alla trama e i fatti sono più fluidi e repentini, la seconda invece, Grazia Deledda, dedica ancora più cura e dedizione alle descrizioni e ai particolari dello scenario, a discapito dei fatti e della storia stessa.
    Tuttavia, scrittori veristi entrambi della fine dell'Ottocento, primi del Novecento ed entrambi premi Nobel della Letteratura.

    L'esclusa, per quanto assurdo si possa pensare è come Il fu Mattia Pascal, un romanzo ancora attuale e narra la storia di Marta, una giovane moglie siciliana che viene ingiustamente accusata di adulterio dal marito che la ripudierà, sbeffeggerà e umilierà continuamente in più occasioni di fronte a tutto il paese.
    Se nei primi giorni Marta aspetta che il marito, così come il proprio padre, le credano poiché innocente, per tutto il resto del libro si rimboccherà le maniche per cercare di risalire, per cercare di guadagnarsi con il suo più onesto sudore una posizione e un riscatto da tutte le ingiustizie subite. Il padre per la disperazione dell'umiliazione della figlia ripudiata dal marito nel mentre morirà e Marta dovrà occuparsi anche economicamente della madre e della sorella Maria. Così studia, si prende il diploma (abbandonò gli studi proprio in vista del matrimonio con Rocco) e diviene professoressa.
    Per tutti gli scandali, le vergogne e le ingiustizie subite è costretta a cambiare paese per poter lavorare. E sarà nel nuovo paese che Marta approfondirà la conoscenza di colui che ha rappresentato per suo marito e per il proprio padre l'amante.
    Il romanzo si conclude con il perdono di Rocco, suo marito e con la coppia che si riconcilia.
    Ma rimane l'amaro in bocca nel pensare che Marta, oramai donna emancipata, non ama più quell'uomo che l'ha costretta a troppe umiliazioni e sofferenze e che si ritrova alla fine a dover tornare insieme ad esso soltanto per salvaguardare sua madre e sua sorella. Una vita di sacrifici, di ingiustizie, di umiliazioni e per ultimo da esclusa dall'inizio alla fine.

    Una lettura eccezionale, come lo è -per me- Pirandello stesso. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    gran bella lettura con un finale sorprendente
    personaggi femminili più che raccontati dipinti con colori cupi e sfumature che paiono pennellate profonde e rabbiose;ambientazione e contesto sociale son ...continua

    gran bella lettura con un finale sorprendente
    personaggi femminili più che raccontati dipinti con colori cupi e sfumature che paiono pennellate profonde e rabbiose;ambientazione e contesto sociale sono sia sfondo che coprotagonisti
    di una modernità sconvolgente

    ha scritto il 

  • 3

    L’esclusa è il primo romanzo scritto da Pirandello, pubblicato però appena otto anni dopo.
    Il tema generale è l’indagine sull’amore nel rapporto matrimoniale nella società borghese siciliana di fine s ...continua

    L’esclusa è il primo romanzo scritto da Pirandello, pubblicato però appena otto anni dopo.
    Il tema generale è l’indagine sull’amore nel rapporto matrimoniale nella società borghese siciliana di fine secolo. Racconta la storia di un supposto tradimento, del ripudio della donna da parte del marito, accusata di adulterio.
    Marta Ajala, la protagonista, è una giovane donna che cerca di reagire all’emarginazione cui è condannata la donna nella società siciliana della fine dell’Ottocento, studiando e cercando di sostenersi da sé, e provocando quindi lo scandalo in paese. Il suo riscatto, in seguito al ripudio, è un vero affronto alla società borghese, che disapprova le sue gesta.
    Nella seconda parte Marta, quasi spinta dalle considerazioni e dei giudizi della gente, finirà per commettere quel peccato di cui era stata ingiustamente accusata; ma, alla fine, riaccettata dal marito, resosi conto del suo errore, sembra rientrare nel mondo da cui era stata esclusa, con un ribaltamento della situazione iniziale che ha quasi del paradossale.
    Il “fatto” non viene raccontato dal narratore, ma attraverso il ricordo dei due protagonisti, prima di Rocco e poi di Marta. È evidente che l’evento non può che essere raccontato con relativismo: la verità oggettiva non è più ricostruibile. Più che capire qual è la verità, vi è l’intenzione di cercarla.
    Pubblicato inizialmente a puntate, quando viene raccolto in un unico volume Pirandello fa precedere al romanzo una lettera a Capuana, in cui prende ufficialmente le distanze dal naturalismo. Contrappone ai principi naturalistici l’idea che la vita non sia determinabile, regolata da leggi fisse, bensì determinata dal caos, dal caso.
    La novità, rispetto ai romanzi naturalistici, sta nel fatto che la consequenzialità degli eventi non è di carattere sociale o naturale; ma è dovuta ai pregiudizi, al caso, agli abbagli che prendono i personaggi, alle loro miopie. La logica è deterministica, ma la leggi non sono più le stesse. Tutto quindi appare alla fine privo di senso. Come ad esempio la vicenda di Marta, che, alla fine del romanzo, appare paradossale.
    Le due parti dell’Esclusa prevedono un rovesciamento delle premesse iniziali: se la prima parte è basata su un fatto non avvenuto, nella seconda il fatto avviene senza però che la società ne prenda atto. Viene così messa in discussione la realtà oggettiva dei fatti. Nonostante le premesse veriste, il risultato è ben altro dell’oggetto del verismo e del determinismo.
    Un romanzo sicuramente diverso dai soliti due che si leggono di Pirandello (vedi Il fu Mattia Pascal o Uno, nessun e centomila), dove l’umorismo è più presente o meglio, più facilmente riconoscibile. Però una lettura imprescindibile soprattutto se si ama la letteratura italiana e la sua evoluzione.

    ha scritto il 

  • 4

    L'esclusa

    Altro romanzo notevole che lessi tanto tempo fa di Pirandello dove denunciava la difficoltà di essere donna. Venire esclusa, sentirsi colpevole quando non si è', e sperare nel perdono per cose mai fa ...continua

    Altro romanzo notevole che lessi tanto tempo fa di Pirandello dove denunciava la difficoltà di essere donna. Venire esclusa, sentirsi colpevole quando non si è', e sperare nel perdono per cose mai fatte!
    Un gran bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi aspettavo peggio!

    Si esatto,ero già pronta ad annoiarmi dopo 'uno,nessuno e centomila' ma la verità è che alla fine non è stato così brutto,anzi...mi è piaciuta come è stata delineata la figura della donna che nonostan ...continua

    Si esatto,ero già pronta ad annoiarmi dopo 'uno,nessuno e centomila' ma la verità è che alla fine non è stato così brutto,anzi...mi è piaciuta come è stata delineata la figura della donna che nonostante tutto riprende in mano la sua vita e si dà da fare soprattutto per la sua famiglia. E' un romanzo che sotto alcuni punti di vista è anche moderno in particolar modo per quanto riguarda i pregiudizi della gente che influenzano la vita delle persone e la condizionano. Unica pecca il finale che sinceramente è stato di difficile interpretazione per un po' di tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Pirandello non delude mai, non c'è niente da fare. Questo libro è stupendo, per niente noioso e con una figura femminile fantastica!
    Unica delusione, purtroppo, il finale, che mi ha lasciata un po' co ...continua

    Pirandello non delude mai, non c'è niente da fare. Questo libro è stupendo, per niente noioso e con una figura femminile fantastica!
    Unica delusione, purtroppo, il finale, che mi ha lasciata un po' così...
    Per tutto il resto lo consiglio a tutti!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Una stupenda figura femminile, che attraverso l'orgoglio e la coscienza di sè lotta contro una profonda ingiustizia. Un libro che definirei "femminista" pur in un contesto che oggi appare incomprensib ...continua

    Una stupenda figura femminile, che attraverso l'orgoglio e la coscienza di sè lotta contro una profonda ingiustizia. Un libro che definirei "femminista" pur in un contesto che oggi appare incomprensibile, nonostante la società odierna rimanga profondamente e radicatamente maschilista.

    ha scritto il 

  • 3

    3 e mezzo

    La storia di una donna che viene creduta colpevole di tradimento del marito, e per questo calunniata, esclusa dal paese e gettata nella miseria insieme alla sua famiglia. Ho apprezzato molto il person ...continua

    La storia di una donna che viene creduta colpevole di tradimento del marito, e per questo calunniata, esclusa dal paese e gettata nella miseria insieme alla sua famiglia. Ho apprezzato molto il personaggio di Marta, che prova in tutti i modi ad alzare la testa e a reagire, ma nel complesso il libro non mi ha coinvolta particolarmente, forse perché quel tipo di mentalità è oggi, fortunatamente, lontana.

    ha scritto il 

  • 3

    orazio sol contro beozia tutta

    deduco da quest'opera che in un paesino di provincia un evento può segnarti per tutta la vita. o che basta una sola maldicenza per ritrovarsi tutti contro. o che contro l'ignoranza le armi non sono ma ...continua

    deduco da quest'opera che in un paesino di provincia un evento può segnarti per tutta la vita. o che basta una sola maldicenza per ritrovarsi tutti contro. o che contro l'ignoranza le armi non sono mai abbastanza, che forse la misera condizione del singolo è seconda soltanto a quella della collettività. Marta è l'unica che esce trasformata da questa esperienza, per il resto non c'è niente da fare.

    ha scritto il 

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