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L'essenza del cristianesimo

Di

Editore: Laterza (Biblioteca universale, 469)

4.3
(70)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 367 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842052116 | Isbn-13: 9788842052111 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Francesco Tomasoni

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Textbook

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Descrizione del libro
Quest'opera ha influito sulle correnti filosofiche e culturali più diverse, dal positivismo all'esistenzialismo, dal marxismo all'individualismo coinvolgendo anche la teologia protestante e cattolica in un dialogo serrato. "Tra i filosofi recenti non c'è forse nessuno che, come Feuerbach, si sia interessato così intensamente del problema teologico, anche se l'ha fatto con un amore infelice... Chi volesse attaccarlo, dovrebbe attaccare la sua terapia, la sua dottrina positiva dell'essenza dell'uomo intesa come essenza divina" (Karl Barth).
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  • 5

    Solitamente si dice che per guardare più lontano basti salire sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduti. Bene, Feuerbach è un gigante che ti può portare in giro per un bel viaggio. Feuerbach è un gigante che molti hanno già cavalcato.


    "La personalità di Dio null'altro è che la person ...continua

    Solitamente si dice che per guardare più lontano basti salire sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduti. Bene, Feuerbach è un gigante che ti può portare in giro per un bel viaggio. Feuerbach è un gigante che molti hanno già cavalcato.

    "La personalità di Dio null'altro è che la personalità dell’uomo proiettata fuori dall'uomo ed oggettivata". Il libro ruota attorno a questa reificazione, a questa cosciente falsificazione posta in essere dalla mente religiosa. Lettura vivamente consigliata.

    ha scritto il 

  • 5

    L'uomo è il principio della religione, l'uomo è il mezzo della religione, l'uomo è il fine della religione - L. A. Feuerbach


    Poco ma sicuro, non ho avuto bisogno di Feuerbach per capire che il cristianesimo (e la religione in generale) non è che una pagliacciata, un monolite puzzole ...continua

    L'uomo è il principio della religione, l'uomo è il mezzo della religione, l'uomo è il fine della religione - L. A. Feuerbach

    Poco ma sicuro, non ho avuto bisogno di Feuerbach per capire che il cristianesimo (e la religione in generale) non è che una pagliacciata, un monolite puzzolente di incenso e ipocrisia che cerca di darsi importanza(e ci riesce benissimo, chapeau!). Non credo di aver avuto più di 10, 11 anni quando, nell'ennesima domenica in cui i miei genitori bussarono alle 8 di mattina per dirmi di andare a messa, risposi loro: "VAFFANCULO!". Da quel giorno il mio rapporto con il Padreterno non è stato dei migliori. E nemmeno quello con i miei genitori. Non che prima fossero rose e confetti. Quelli con Dio intendo, non quelli con i miei genitori. Penso che tutti siano passati per quelle noiosissime ore di catechismo per ragazzini, nelle quali pensavi solo ai compiti di scuola che non avevi ancora fatto... no, bugia... guardavi con invidia i ragazzi più grandi al campo di calcetto a fianco. Insomma, digressioni a parte, non serviva certo Feuerbach a farmi scoprire tutte queste cose. Serviva però a spiegarmele. Perché qui siamo fuori dalle ombre della religione, fuori dalla luce abbagliante della filosofia speculativa; siamo invece a metà strada tra le due, in un lounge con luce soffusa che F. chiama antropologia. Non è Dio il centro del discorso, ma l'Uomo. Noi.

    Chi o che cosa sia Dio non ha alcuna importanza. Se esiste o no, se possibile, ne ha ancora meno. Le contraddizioni della religione cristiana sono solamente simpatici esercizi per la ragione. Tentare di confutare la Trinità o la divinità di Cristo o altro non ha alcuna importanza quando ti trovi di fronti alla fortezza granitica della fede. Finché il dubbio non sgorga dal nucleo stesso della fede, questa rimane inespugnabile dall'esterno. Per questo tutti questi discorsi sono pressoché inutili, se l'intento è quello di sbattezzare.

    Perché il centro di tutto non è Dio o Cristo, ma l'amore. E' qui che il cristiano (cristiano vero, non il cristiano della domenica alla Formigoni)dovrebbe sentirsi tirato in causa. Ma come? Il cristianesimo è proprio la religione dell'amore! Mmh no! Cioè sì, ma no! C'è sì scritto da qualche parte nel vostro libro, ma se l'amore è subordinato alla fede, non è vero amore. Per amor di Dio si è inserito da chissà quanto tempo, di prepotenza, tra le locuzioni idiomatiche di diverse lingue. Ma l'amor di Dio non è vero amore, ma fede. Il vero amore è il sentimento di simpatia, immediato, tra uomo e uomo, in particolar modo tra uomo e donna. L'amore non è divino perché è un attributo di Dio ma, esattamente il contrario, l'amore è un attributo di Dio perché è divino. Deal with it. Ma ovviamente F. è molto più competente di me per spiegarvi tutto questo!

    ha scritto il 

  • 5

    S.Paolo dice (e Ratzinger conferma): "date ragione della speranza (o della fede) che è in voi". Questo testo rende la ragione un atto di fede come il miglior criterio in possesso dell'uomo per comprendere il mondo che lo circonda. Ad es. F. su fede e amore dice: "La fede pone in intima discordia ...continua

    S.Paolo dice (e Ratzinger conferma): "date ragione della speranza (o della fede) che è in voi". Questo testo rende la ragione un atto di fede come il miglior criterio in possesso dell'uomo per comprendere il mondo che lo circonda. Ad es. F. su fede e amore dice: "La fede pone in intima discordia l'uomo con sé stesso, e di conseguenza anche con gli altri uomini; l'amore invece sana le ferite che la fede apre nel cuore dell'uomo. La fede si erige a legge, l'amore invece è libertà'." Grande.

    ha scritto il 

  • 4

    Capisaldo dell'ateisno ottocentesco è anche un libro non solo filosoficamente importante ma anche estremamente interessante ; letto in coppia con "l'essenza della religione" risulta essere decisivo per capire l'evoluzione del pensiero di Feuerbach ; a volergli trovare difetti è molto analitico ne ...continua

    Capisaldo dell'ateisno ottocentesco è anche un libro non solo filosoficamente importante ma anche estremamente interessante ; letto in coppia con "l'essenza della religione" risulta essere decisivo per capire l'evoluzione del pensiero di Feuerbach ; a volergli trovare difetti è molto analitico nell'esame di tutti gli aspetti della teologia cristiana ma è un libro di filosofia ,un pò di sforzo deve esserci

    ha scritto il