L'estate alla fine del secolo

Di

Editore: Dalai (Romanzi e racconti; 541)

4.1
(324)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8866202126 | Isbn-13: 9788866202127 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nell’ultima estate del XX secolo un nonno e un nipote si incontrano per la prima volta, dopo che una lunga serie di incomprensioni famigliari li ha tenuti distanti. Il nonno, ebreo, nato il 5 settembre 1938, giorno in cui in Italia vengono promulgate le leggi razziali, ha trascorso la propria vita senza sentirsi autorizzato a esistere. Ormai anziano, ha scelto la piccola borgata di montagna dove durante la guerra aveva trascorso la clandestinità con la famiglia, per uccidersi. Il ragazzino, un adolescente sensibile ed estroverso che viene affidato a lui perché il padre, malato, deve sottoporsi a una delicata terapia, entra in quell’ultima stagione del vecchio in modo perentorio e imprevisto. E mentre sulle rive del lago artificiale in cui si specchia il paesino riceve la sua iniziazione alla vita, riuscirà, forse, a far uscire il nonno dalla sua condizione di fantasma. Il nuovo romanzo di Fabio Geda è una storia narrata a due voci – quella del nipote ormai diventato adulto e quella del nonno – dove il mondo innocente dei bambini, tema tanto caro all’autore, si incontra con quello dei vecchi «dipingendo» un abbraccio tra l’inizio e la fine della vita. Ancora una volta una parte della vicenda – quella del nonno – ha una forte componente reale… ma il perché verrà spiegato in seguito.
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  • 5

    Un romanzo di formazione

    Letto superbamente da Pierpaolo De Mejo (Zeno) e Alberto Rossatti (Simone), la narrazione in audiolibro mi ha fatto compagnia durante le mie camminate mattutine o serali.
    Un ragazzino di 12 anni alle ...continua

    Letto superbamente da Pierpaolo De Mejo (Zeno) e Alberto Rossatti (Simone), la narrazione in audiolibro mi ha fatto compagnia durante le mie camminate mattutine o serali.
    Un ragazzino di 12 anni alle prese con un problema di salute del padre, un nonno fino a quel momento ignoto, le loro due storie che si intrecciano, due vite che cambiano, una storia che si dipana nel corso del XX secolo e che ha il suo culmine nell'estate del 1999. Che dire? Fabio Geda continua a sorprendermi e commuovermi. Una lettura consigliatissima dall'adolescenza alla vecchiaia, quando si dice "dai 9 ai 99", perché ciascuno ci ritroverà un po' di sé.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, bello, bello! Con una scrittura essenziale e asciutta Geda ci racconta l’incontro tra un nonno ormai con lo sguardo rivolto esclusivamente ad un drammatico passato e incapace di guardare al fu ...continua

    Bello, bello, bello! Con una scrittura essenziale e asciutta Geda ci racconta l’incontro tra un nonno ormai con lo sguardo rivolto esclusivamente ad un drammatico passato e incapace di guardare al futuro e un nipote che invece è il futuro stesso. I due impareranno a conoscersi e a volersi bene trovando un terreno comune sul quale riannodare affetti e storie passate che si erano sfilacciati a causa di incomprensioni e silenzi mai interrotti. Molto belli i paesaggi, che ritraggono l’Appennino ligure nel suo fulgore estivo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ho comprato questo libro spinta soprattutto dal piacevole ricordo della lettura di altri libri di Geda. Il suo stile scorrevole, essenziale ma carico di emozione mi ha conquistata anche questa volta.
    ...continua

    Ho comprato questo libro spinta soprattutto dal piacevole ricordo della lettura di altri libri di Geda. Il suo stile scorrevole, essenziale ma carico di emozione mi ha conquistata anche questa volta.
    La storia, ben scritta, narra dell'incontro tra un giovane ragazzino e un nonno, di cui fino a quel momento ignora l'esistenza. Si dipanano da qui le memorie del nonno che, lentamente, costruiscono in maniera sempre più completa il quadro di una storia di famiglia che arriva ai giorni nostri: una sorta di genogramma letterario che da senso alla storia di vita di ciascuno dei due personaggi, dipinti con cura e delicatezza dall'autore. Degne di nota le delicate descrizioni dei paesaggi che, con le luci, i suoni, i silenzi accompagnano e descrivono i gesti.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto con molta cura, scegliendo frasi e parole ed eliminando il superfluo. Procede raccottando, alternando le due storie nei vari capitoli, prima le vicende che hanno portato un ragazzino a conosce ...continua

    Scritto con molta cura, scegliendo frasi e parole ed eliminando il superfluo. Procede raccottando, alternando le due storie nei vari capitoli, prima le vicende che hanno portato un ragazzino a conoscere il nonno che credeva morto e poi la vita del nonno ebreo dalla sua nascita (avvenuta nell'anno in cui sono state promulgate le leggi raziali) ai giorni nostri. Ad un certo punto ho sorriso riconoscendo lo zampino (citazione?) di Baricco che in Totem parlando di Gadda commentava un passaggio di "La condizione del dolore" nel quale l'autore utilizza una frase in cui l'alba elencava i gelsi. Geda ha utilizzato nel libro una frase simile, sicuramente presa a prestito da Gadda (e Baricco).

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo

    Ben scritto, con alcune piccole chicche di scrittura decisamente belle. Ottimo anche l'aspetto emozionale che pervade tutto il libro. Sono rimasto un pò con la bocca asciutta per il finale, mi sarei a ...continua

    Ben scritto, con alcune piccole chicche di scrittura decisamente belle. Ottimo anche l'aspetto emozionale che pervade tutto il libro. Sono rimasto un pò con la bocca asciutta per il finale, mi sarei aspettato qualcosa di più intenso. Però direi che nessuna delusione da uno scrittore che promette decisamente bene.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto molto, nonostante partissi prevenuta perchè “Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani” primo libro di Geda non mi aveva entusiasmato.
    Invece in questo romanzo ho trovato un po' t ...continua

    Mi è piaciuto molto, nonostante partissi prevenuta perchè “Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani” primo libro di Geda non mi aveva entusiasmato.
    Invece in questo romanzo ho trovato un po' tutto quello che si cerca in una bella storia: scrittura che scorre semplice, un intreccio di epoche e di vite, una storia familiare, un giovane ed un vecchio, uno che guarda al futuro e l'altro che non riesce a voltarsi al passato.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto molto, nonostante partissi prevenuta perchè “Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani” primo libro di Geda non mi aveva entusiasmato.
    Invece in questo romanzo ho trovato un po' t ...continua

    Mi è piaciuto molto, nonostante partissi prevenuta perchè “Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani” primo libro di Geda non mi aveva entusiasmato.
    Invece in questo romanzo ho trovato un po' tutto quello che si cerca in una bella storia: scrittura che scorre semplice, un intreccio di epoche e di vite, una storia familiare, un giovane ed un vecchio, uno che guarda al futuro e l'altro che non riesce a voltarsi al passato.

    ha scritto il 

  • 4

    Dolce e malinconico

    Davvero un bel libro. Bellissima tanto la storia del nonno quanto l'atmosfera dell'estate a colle ferro, a cui non è difficile relazionarsi avendo passato lunghe estati nelle valli sopra genova. Un li ...continua

    Davvero un bel libro. Bellissima tanto la storia del nonno quanto l'atmosfera dell'estate a colle ferro, a cui non è difficile relazionarsi avendo passato lunghe estati nelle valli sopra genova. Un libro emozionante che mi fa venire voglia di leggere altro dello stesso autore, bravo Fabio Geda.

    ha scritto il 

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