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L'estate del mundial

Di

Editore: Net

3.8
(285)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885152324X | Isbn-13: 9788851523244 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Comincia l'estate del 1982, l'estate del mundial, e Pietro Binda, che tra unpaio d'anni andrà in pensione per raggiunti limiti d'età, è un onesto ecoriaceo maresciallo alla squadra Omicidi. Ha due indagini di cui occuparsi:una gli viene affidata dal suo superiore, il generale Casiraghi, ed è legataalla misteriosa morte del banchiere Roberto Calvi, impiccato a Londra sotto unponte; inoltre, perché gliel'ha chiesto Loris, il suo amico anarchico,s'impegna nel giallo che gli sta più a cuore: l'inspiegabile omicidio di un'exsoubrette dell'avanspettacolo, Lavinia Marbella, uccisa dopo aver passato laserata in una sala da ballo.
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  • 4

    L'estate del Mundial

    Umanamente meraviglioso e meravigliosamente umano. Binda prima di essere carabiniere è uomo, marito e con i suoi sottoposti anche un po' padre.
    Bella l'ambientazione un po' vintage di questa Milano primi anni '80.
    Intelligente e accattivante l'indagine.

    ha scritto il 

  • 2

    Dialoghi

    Questo è il quinto, e ultimo, giallo di Colaprico che leggo. E' uno scrittore che mi fa arrabbiare, o meglio dispiacere, perché ha un grande talento per l'intreccio giallo, per il poliziesco, per le strutture della suspense: è uno dei pochissimi giallisti in grado di portare tutta un'Italia dentr ...continua

    Questo è il quinto, e ultimo, giallo di Colaprico che leggo. E' uno scrittore che mi fa arrabbiare, o meglio dispiacere, perché ha un grande talento per l'intreccio giallo, per il poliziesco, per le strutture della suspense: è uno dei pochissimi giallisti in grado di portare tutta un'Italia dentro un giallo, orchestrare personaggi di per sé ben contornati, tenere in piedi fino all'ultimo trame perfette e ben oliate. Però ha un grosso handicap: il problema suo, enorme, è che è uno scrittore - letterariamente, stilisticamente - assai mediocre, se non proprio pessimo. Ha la costante paura degli scrittori poco capaci, di non caratterizzare abbastanza bene personaggi e situazioni, e allora li fa parlare oltremisura, oltre il verosimile, di cose ed eventi, tra di loro, come espediente per chiarire bene - ma bene, bene, benissimo, che più bene non si può - i contorni delle situazioni, del momento storico, o delle vicende fra i personaggi. Il risultato è una messe di dialoghi del tutto inverosimili, didascalici, che nella realtà mai avrebbero luogo, usati a pretesto - palese, hollywoodiano - di "spiegare" al lettore certe dinamiche storiche, certi fatti di cronaca (il che è anche un mezzo insulto al lettore). Ambientare un romanzo in momenti "caldi" della storia italiana, da Piazza Fontana all'omicidio Calvi e alla P2, è un'idea carina, che funziona per agganciare il lettore con qualcosa di culturalmente familiare, però è del tutto inutile se come stratagemma viene mortificato di continuo da questi pedantissimi, grotteschi dialoghi in cui due poliziotti, dentro l'automobile durante un pedinamento, laddove nella realtà parlerebbero di pallone o di lavoro (e con la sinteticità, la pochezza di parole, degli addetti ai lavori che parlano fra loro), o più probabilmente di nulla, parlano come libri stampati, con inutile prolissità, di fatti della cronaca a loro recente, con parole e toni giornalistici, se non quasi da storici - espediente, appunto, per "mettere nel libro" i fatti storici. E' un modo, ripeto, molto ingenuo e molto pedante di calare i libri in epoche storiche ben definite, che disturba molto la lettura e squalifica molto i libri, di per sé funzionali come gialli.

    ha scritto il 

  • 3

    Buona l'ambientazione. Verosimili i personaggi. Trama un po' fantasiosa. Da buon milanese noto qualche frase in dialetto zoppicante.
    Si legge con piacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi dando fede al titolo o alla copertina crede che qui si parli, anche solo incidentalmente, di calcio, si disilluda subito.
    Al maresciallo Binda, uomo tutto d'un pezzo e investigatore che - a differenza di molti venuti dopo di lui - non ammicca mai al lettore, del calcio non potrebbe freg ...continua

    Chi dando fede al titolo o alla copertina crede che qui si parli, anche solo incidentalmente, di calcio, si disilluda subito.
    Al maresciallo Binda, uomo tutto d'un pezzo e investigatore che - a differenza di molti venuti dopo di lui - non ammicca mai al lettore, del calcio non potrebbe fregare di meno.

    Mi piace Colaprico, e questo suo primo "Binda" senza Valpreda (che in realtà, dalla postfazione, si deduce aver collaborato molto al progetto, morendo nel mentre) conclude senza sussulti le quattro stagioni del maresciallo dei Carabinieri che si trova, volente o nolente, a dare voce all'italiano medio e soprattutto al milanese medio cui il Colaprico giornalista da anni illustra la cronaca nera del capoluogo lombardo.
    Giornalistico, infatti, con qualche spruzzo retorico qua e là, è lo stile.

    Ci si fa un'idea, con gli occhi di Binda, delle trasformazioni dell'Italia; ed è uno sguardo dal basso, anche se il nostro ha accesso a informazioni riservatissime che noi nemmeno in cent'anni, è comunque lo sguardo stupefatto del cittadino qualsiasi che registra e interpreta a suo modo quel che gli passa sopra, con il fondato dubbio di non poterci fare granché.

    Ah, poi è anche un giallo, non eccezionale, ma discreto, con incursioni nella storia della mala, della Leggera, delle bande armate lombarde anni '60. Leggerne oggi ha decisamente un saporino vintage, come il chinotto, ma si lascia bere.

    ha scritto il 

  • 4

    carino

    Prima lettura di Colaprico e del suo maresciallo Binda. Giallo avvincente e ben scritto con una buona dose di colpi di scena, finale compreso. La storia si svolge poi nella mia Milano, quella di quando ero bambino e delle frasi in milanese di mio nonno il che ha contribuito ad accrescere in me la ...continua

    Prima lettura di Colaprico e del suo maresciallo Binda. Giallo avvincente e ben scritto con una buona dose di colpi di scena, finale compreso. La storia si svolge poi nella mia Milano, quella di quando ero bambino e delle frasi in milanese di mio nonno il che ha contribuito ad accrescere in me la voglia di leggere anche le prime puntate delle avventure di questo simpatico maresciallo. Dopo questa lettura penso di poter dire che chi è appassionato di questo genere non può mancare di leggere Colaprico!

    ha scritto il 

  • 0

    Rovesciato rispetto al precedente inserito in libreria

    Nel senso che qui l'autore sceglie di rispettare il predominio nell'azione in tutta la prima parte del romanzo, ma alla fine cade nell'eccesso opposto. Troppi personaggi, un casino nel quale per orientarsi è necessario spesso ricorrere alla galleria dei caratteri inserita all'inizio. Però il roma ...continua

    Nel senso che qui l'autore sceglie di rispettare il predominio nell'azione in tutta la prima parte del romanzo, ma alla fine cade nell'eccesso opposto. Troppi personaggi, un casino nel quale per orientarsi è necessario spesso ricorrere alla galleria dei caratteri inserita all'inizio. Però il romanzo tiene, magari con qualche difetto, come quello di far parlare l'assassino nelle prime pagine e poi mai più, lasciandolo così come minimo un po' appeso.
    Il finale probabilmente è un po' troppo complicato. Non era necessario intorcinarlo fino a quel punto. Poteva bastare colpevolizzare il primo rapinatore ricercato e punto.
    Infine non capisco perché insistere con questa cosa che il protagonista racconta le sue storie a degli amici nell'età della pensione. Gliele faccia vivere punto e basta.
    Piacevole e accurata la ricostruzione della Milano anni '70 e dintorni.

    ha scritto il 

  • 4

    AVVINCENTE THRILLER MILANESE

    Emozionante, si fa leggere con piacere, nel finale ci regala anche dei bei momenti di tensione. Insomma, una lettura pienamente soddisfacente! :)

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/6976

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole come una fetta di salame, ne esistono di tanti tipi ma sono tutti buoni. Molto interessante se vivi a Milano e vuoi sapere com'era prima degli 80/90 della moda

    ha scritto il