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L'estate della paura

Di

Editore: Gargoyle Books (Pocket)

3.8
(301)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 692 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8889541695 | Isbn-13: 9788889541692 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il paragone con "IT" di Stephen King salta agli occhi immediatamente ma secondo me le due opere possono tranquillamente essere accostate senza timore di far torto a nessuno dei due. King è più bravo a descrivere i mostri, a creare situazione spaventose. Simmons però lo batte nella caratterizzazio ...continua

    Il paragone con "IT" di Stephen King salta agli occhi immediatamente ma secondo me le due opere possono tranquillamente essere accostate senza timore di far torto a nessuno dei due. King è più bravo a descrivere i mostri, a creare situazione spaventose. Simmons però lo batte nella caratterizzazione dei personaggi. I piccoli protagonisti di quest'opera appaiono molto più veri e "reali" di quelli di King, meno stereotipati. Horror puro l'opera del "Re", questo romanzo invece è una storia del terrore, ma anche un potente romanzo di formazione che lascia alcune questioni in sospeso, come sempre incompiuto è il percorso della crescita.

    ha scritto il 

  • 4

    In una cittadina americana degli anni '60 sta succedendo qualcosa di misterioso e orribile e solo un gruppo di ragazzini lo ha capito. Tra fantasmi, zombie, mostri, paure si capisce da subito che è molto simile a It di King comunque bello e godibile con molte pagine piene di emozionanti situazion ...continua

    In una cittadina americana degli anni '60 sta succedendo qualcosa di misterioso e orribile e solo un gruppo di ragazzini lo ha capito. Tra fantasmi, zombie, mostri, paure si capisce da subito che è molto simile a It di King comunque bello e godibile con molte pagine piene di emozionanti situazioni. Un libro horror dove il finale è persino superiore ai finali di King che, solitamente, sono assai peggiori del resto del libro. In questo caso invece il livello rimane alto dall'inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    pochi brividi ...

    ... del resto e' ambientato in una delle tipicamente afose estati del midwest.
    A parte le battute, e' difficile dare una valutazione oggettiva del libro. Troppi paragoni saltano alla mente. In primis IT di S.K. Ma tante altre sarebbero le storie, spesso godibili, che vedono coinvolti gruppi ...continua

    ... del resto e' ambientato in una delle tipicamente afose estati del midwest.
    A parte le battute, e' difficile dare una valutazione oggettiva del libro. Troppi paragoni saltano alla mente. In primis IT di S.K. Ma tante altre sarebbero le storie, spesso godibili, che vedono coinvolti gruppi di ragazzini nelle calde estati dell'america della prima meta' del secolo scorso. Estati che coincidono con il passaggio dalla fanciullezza alla adolescenza e che vedono l'incontro diretto o indiretto con la morte come lo spartiacque definitivo. Non solo It dunque ma anche Stand by, Ray Bradbury etc etc.
    La pecca di Simmons e' che ci sono veramente troppi elementi che fanno pensare ad IT. Uno fra tutti l'elemento soprannaturale, che come in King invece di rafforzare la storia, ampliandone le possibilita', sembra un escamotage per faciltare le soluzioni narrative dello scrittore.
    Il tipo di infestazioni della scuola, ben evidente nel finale lascia troppe domande inevase: i festoni di simil carne; il perche' di questa "adunata" di ossa; cosa erano tutte quelle sacche con liquido (mi faceva pensare ad Alien); i demoni "lampreda"; … .

    Detto questo mi soffermo su alcuni pregi: il finale e' meno raffazzonato e deludente di quello di IT.
    La vita di provincia americana, ed i personaggi, sono ben delineati. Il racconto si legge tranquillamente e si arriva alla fine senza stanchezza.
    La storia dei Borgia e' abbastanza delineata. Sebbene Duane ed il padre non siano molto credibili.

    Poteva essere costruito meglio.
    Sebbene sappia che il secondo libro e' considerato peggiore non potro' esimermi dal leggerlo per sapere se alcune delle domande trovano li risposta.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono tornata di nuovo a visitare le oscure mura della Old Central School

    La Old Central School si ergeva ancora imponente, racchiudendo saldamente all'interno i propri silenzi e i propri segreti.
    ... Il vetro che assorbe il sole. E, al di là, l'aria azzurra e profonda, che non mostra Nulla, che non è da nessuna parte, che non ha fine.

    Tempo fa, in ...continua

    La Old Central School si ergeva ancora imponente, racchiudendo saldamente all'interno i propri silenzi e i propri segreti.
    ... Il vetro che assorbe il sole. E, al di là, l'aria azzurra e profonda, che non mostra Nulla, che non è da nessuna parte, che non ha fine.

    Tempo fa, in un'altra recensione, scrissi:

    Domani restituirò il libro a mia zia.. ma lo comprerò perché un domani potrei tornare ad aver voglia di entrare di nuovo nella Old Central School di Elm Haven.

    E l'ho comprato! Sono tornata di nuovo tra quelle mura oscure... ne sentivo il bisogno!
    Ho voluto leggere di nuovo questo romanzo nel periodo estivo. La storia inizia con l'ultimo giorno di scuola e continua per tutta l'estate che si svolgerà a Elm Haven. Ho respirato con loro l'aria estiva, aria calda, momenti di pioggia, nubi inaspettate.
    Camminavo per strada e vedevo i ragazzini in bicicletta, giocare ai giardini come non pensare a loro? Alla Pattuglia Ciclistica? Sì... è così che si fa chiamare questo gruppetto di ragazzini che si fanno strada verso l'adolescenza... i loro corpi stanno cambiando, si cominciano a provare nuove emozioni, i primi amori... ma nel frattempo c'è ancora la voglia di giocare come ai vecchi tempi. Ai ragazzini piace girovagare con le loro biciclette alla ricerca di problemi che riguardano Elm Haven. Si riuniscono... fanno riunioni... Sto parlando di Dale, Lawrence, Duane, Jim, Kevin, Mike,amici da sempre...
    Qualcosa sconvolge la cittadina, la scomparsa di un compagno di scuola all'interno della Old central School... il Camion della raccolta guidato dallo stranissimo custode della scuola e del cimitero Van Syke... sembra avercela con loro... strane creature sono collegate con la scuola.
    Che dire dei personaggi? Sono descritti alla perfezione sia fisicamente che caratterialmente. Dan Simmon è spettacolore nei dettagli... anni fa ho amato questi dettagli e ritrovarli è stato fantastico! Non ci sono molti scrittori che elaborano gli elementi in questo modo, a volte sono troppo frettolosi tralasciando, magari, qualche dettaglio che potrebbe far chiarezza al lettore, altre volte ci sono scrittori logorroici... scrivono, scrivono e scrivono ancora a volte anche ripetendosi inutilmente... mentre lui è veramente bravo nel suo lavoro, lo fa con amore e convinzione. Mi sono legata particolarmente a un personaggio: Duan McBride.
    Duane è il più intelligente del gruppo, legge tantissimo e sogna di fare lo scrittore... sarà lui a intuire che dietro a questi strani eventi si cela qualcosa di malefico, qualcosa che viene da molto lontanto... dalla storia... si tratta della Campana dei Borgia, addormentata parecchi anni fa e forse qualcuno l'ha risvegliata dal suo letargo. Duane è diverso dagli altri è in sovrappeso, ha il vizio di tirarsi su gli occhiali da vista in continuazione e anche d'estate indossa camice di flanella, ha perso la mamma da piccolo e suo padre è alcolizzato... ha un gran feeling con suo zio Art e con Dale... vive in una casa di campagna e oltre a leggere e studiare, sbriga i lavori sui campi di granturco. Mi è piaciuta la sua intelligenza... mi è andato subito in simpatia... forse abbiamo la versione di un Dan Simmons piccolino... così diverso dal resto del gruppo, ma così intelligente da esser superiore ai loro cervelli uniti.
    Il confronto certo più significativo per la costruzione e l'elaborazione del testo, che fece storcere il naso a qualche critico, rimane quello con "IT" di Stephen King, tanto simili appaiono alcuni spunti ma, prima ancora se possibile, gli ingranaggi e le molle segrete dei due romanzi, nonché le ragioni profonde che vi sottostanno: il ciclico riaffacciarsi del Male, il patto che lega gli adepti, coscienti che solo il rimanere uniti potrà sconfiggerlo; si badi, in entrambi i casi c'è una sola presenza femminile nel gruppo, il balordo sadico e violento che li terrorizza e cerca di ostacolarli, e via enumerando.
    Sicuramente e ne sono sicura al 100% Dan Simmon è stato influenzato da King e dal suo capolavoro "IT" non è possibile non notarlo.
    Di questo romanzo c'è un seguito"L'inverno della Paura". Ho deciso di leggerlo di seguito a questo... in modo da non perdermi neppure uno dei preziosissimi dettagli di Simmons. Posso anticiparvi che uno ragazzino della Pattuglia Ciclistica tornerà a Elm Haven....
    Ho votato 5 stelline perché ritengo che questo libro sia un vero capolavoro Horror e pazienza se somiglia tanto a It... forse è proprio per questo motivo che questo romanzo è entrato nel mio cuore!
    Ora vi lascio alcuni estratti del romanzo:

    La notte, quando stava per scivolare nel sonno, Dale si trovava a pensare che adesso il suo amico esisteva soltanto come una manciata di cenere, e quel pensiero lo induceva a sollevarsi a sedere sul letto con il cuore martellante per la profonda realizzazione che l'universo era sbagliato.

    ***********

    Dale lasciò vagare lo sguardo sui campi che si stendevano verso est, oltre l'orizzonte bordato di alberi sfumati dalla caligine, e immaginò che laggiù ci fosse Peoria - distante sessanta chilometri, al di là di colline, valli e tratti di bosco, adagiata nella sua valle fluviale e scintille di mille luci - solo che laggiù non c'era traccia di bagliori, c'era soltanto l'orizzonte sempre più buio, e lui non riusciva veramente a immaginare la città. Invece, sentiva il sommesso frusciare e sussurrare del granturco; dal momento che non c'era brezza, si disse che forse quello era il suono che produceva crescendo, salendo verso l'alto fino a diventare il muro che presto avrebbe circondato Elm Haven, isolandola dal mondo.

    Leggi le mie recensioni:
    http://valeriadeluca1981.blogspot.it/p/le-mie-recensioni.html

    ha scritto il 

  • 5

    E così anche Dan Simmons ha il suo romanzo di formazione che deve molto al kinghiano IT. Un gruppo di adolescenti attraversa l'estate affrontando una minaccia che viene dal passato e che h trova radici nel luogo che li ha educati, la scuola.
    Ci ho messo parecchio a leggere questo libro e no ...continua

    E così anche Dan Simmons ha il suo romanzo di formazione che deve molto al kinghiano IT. Un gruppo di adolescenti attraversa l'estate affrontando una minaccia che viene dal passato e che h trova radici nel luogo che li ha educati, la scuola.
    Ci ho messo parecchio a leggere questo libro e non perché non mi piacesse o non mi avesse preso. Al contrario, mi sono autolimitato perché, come il già gitato IT, avrei voluto restare in compagnia dei ragazzi per molto altro tempo ancora.
    L'horror è presente, specie nella seconda metà del tomo, ma è l'amicizia, le scorribande, i timori giovanili e tutto quanto fa l'adolescenza a farla da padrone. Ed ognuno sentirà echi delle proprie estati passate, anche se non viviamo nell'America rurale del libro.
    Sono contento di aver ritrovato Simmons dopo la grossa delusione de "La scomparsa dell'Erebus".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Appena dopo 4 capitoli mi sono resa conto che King deve aver avuto una certa influenza su Simmons: il gruppo di ragazzi "La pattuglia ciclista" somiglia in modo impressionante ai "Perdenti", fra loro alla fine arriverà anche una ragazza che sarà praticamente l'opposto di Beverly, ci sono i fratel ...continua

    Appena dopo 4 capitoli mi sono resa conto che King deve aver avuto una certa influenza su Simmons: il gruppo di ragazzi "La pattuglia ciclista" somiglia in modo impressionante ai "Perdenti", fra loro alla fine arriverà anche una ragazza che sarà praticamente l'opposto di Beverly, ci sono i fratelli (il più grande farà lo scrittore un giorno, ma va?)ed anche l'amico grasso e intelligente e una cittadina che non è propriamente infestata, ma che non si accorge quasi di nulla.... questo da It. Poi abbiamo il sacerdote molto simile a quello delle Notti di Salem.

    La storia però, che ne comprende anche un'altra che affonda le radici nel passato millenario della "creatura" demoniaca, prende una piega diversa e si legge tutta d'un fiato.
    Già acquistato il seguito (anche qui uno dei ragazzi ritorna anni dopo al paesello)... vedremo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non si può parlare di questo libro senza paragonarlo al ben più famoso "IT" di Stephen King.
    Entrambi hanno come protagonisti un gruppo di bambini, entrambi devono combattere contro qualcosa di soprannaturale che solo le persone della loro giovane età riescono a percepire.
    Due romanzi ...continua

    Non si può parlare di questo libro senza paragonarlo al ben più famoso "IT" di Stephen King.
    Entrambi hanno come protagonisti un gruppo di bambini, entrambi devono combattere contro qualcosa di soprannaturale che solo le persone della loro giovane età riescono a percepire.
    Due romanzi di formazione (dove il succo centrale è il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta) travestiti da horror.
    Eppure "L'estate della paura" di Dan Simmons riesce a mantenere una propria identità che lo fa apprezzare nonostante le già citate similitudini.
    Qui la parte orrorifica trova molto più spazio rispetto ad IT che, però, a mio parere rimane un gradino sopra grazie alla storia che King riesce a descrivere riguardo la grande amicizia nata fra i protagonisti.

    ha scritto il 

  • 2

    I paragoni con Stephen King sono inevitabili, e in effetti sul retrocopertina è riportata una citazione dello stesso King, che afferma di sentirsi "in soggezione" verso Dan Simmons.
    Stephen, seriamente: non sentirti in soggezione. Questo romanzo, che pure ha i suoi momenti, non vede "IT" ne ...continua

    I paragoni con Stephen King sono inevitabili, e in effetti sul retrocopertina è riportata una citazione dello stesso King, che afferma di sentirsi "in soggezione" verso Dan Simmons.
    Stephen, seriamente: non sentirti in soggezione. Questo romanzo, che pure ha i suoi momenti, non vede "IT" nemmeno con il cannocchiale.

    ha scritto il 

  • 4

    "Poi, comprendendo istintivamente che quel momento doveva essere osservato, ma non distrutto dall'osservazione, anche Dale guardò il satellite che arrivava allo zenit e poi cominciava a svanire."


    Io credo in Simmons. Ci credo così tanto da dargli fiducia su un tomo, di ragguardevoli dimens ...continua

    "Poi, comprendendo istintivamente che quel momento doveva essere osservato, ma non distrutto dall'osservazione, anche Dale guardò il satellite che arrivava allo zenit e poi cominciava a svanire."

    Io credo in Simmons. Ci credo così tanto da dargli fiducia su un tomo, di ragguardevoli dimensioni, che di primo acchito sembra un mero copia e incolla del più blasonato capolavoro Kinghiano. Ci credo in maniera così profonda e totale da abbandonarmi completamente a questo miraggio precipuamente orrifico a stelle e strisce.
    Il romanzo deve molto ad altre penne; Coglie a piene mani ciò che più esalta gli scritti di terzi e non fa nulla per nasconderlo anzi, invoglia il "malcapitato" ad informarsi e approfondire, a perdersi in ambientazione dissimili eppure così prossime da costringere a prendere le distanze per rimirare l'inebriante coro costruito dal nostro prosatore.
    Credo che questo libro sia un ennesimo, fulgido esempio di quanto il filone orrorifico non sia fine a se stesso, ma porti in dote una magna consapevolezza di crescita e maturità, arduamente ricercata da lavori più contemporanei e attinenti a situazioni reali.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che conferma il meglio (l'estrema tensione che si sviluppa sino ad esplodere nel finale, la scrittura sopraffina) ed il peggio (una eccessiva lungaggine nelle descrizioni introduttive allo sviluppo della narrazione)di Simmons. Non è comunque simile al capolavoro di King, "It". In Simmons ...continua

    Un libro che conferma il meglio (l'estrema tensione che si sviluppa sino ad esplodere nel finale, la scrittura sopraffina) ed il peggio (una eccessiva lungaggine nelle descrizioni introduttive allo sviluppo della narrazione)di Simmons. Non è comunque simile al capolavoro di King, "It". In Simmons prevale l'interesse "cinematografico" dell'azione. E' comunque scritto divinamente, non dò il massimo dei voti perche così, utilizzando lo stesso metro di giudizio, "La scomparsa dell'Erebus" meriterebbe 10 stelle.

    ha scritto il