Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'estate di Katya

Di

Editore: Bompiani (Narratori stranieri)

3.6
(63)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845269418 | Isbn-13: 9788845269417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L. Bianciardi Di Chiara ; Prefazione: Patrick McGrath

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

Ti piace L'estate di Katya?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nell'estate dorata del 1914, quella che precede immediatamente lo scoppio della Prima guerra mondiale, Jean-Marc Montjean arriva nel piccolo villaggio francese di Salies come assistente del medico del paese. Montjean viene avvicinato da una ragazza attraente e piuttosto disinibita per i costumi del luogo, Katya. Da lei riceve, in modo alquanto inconsueto, il primo incarico professionale: curare suo fratello gemello Paul, caduto dalla bicicletta e dolorante a un braccio. Il giovane Jean-Marc, ingenuo e volenteroso, fa così la conoscenza dei gemelli Treville, Katya e Paul, di cui molto si parla in paese senza che vi siano però notizie certe. L'intera famiglia Treville è avvolta dal mistero: vengono da Parigi, pare siano fuggiti ma non si sa bene perché; vivono fuori dal paese, in una casa di campagna, con il solo padre, immerso completamente nei suoi studi storici. Man mano che frequenta casa Treville, Jean-Marc, pur avvertendo un oscuro segreto, non può fare a meno di innamorarsi della splendente e sfuggente Katya e, allo stesso tempo, di suscitare l'inquietante e morbosa reazione di suo fratello gemello Paul. Quando Jean-Marc viene a sapere che i Treville stanno per lasciare per sempre il villaggio, tutto subisce una impetuosa accelerazione. E i segreti che sino ad allora erano rimasti inespressi trasformeranno quella che sembrava una promettente storia d'amore in un incubo.
Ordina per
  • 4

    È il secondo libro che leggo di questo autore e, mentre per il primo (Le strade di Montreal), ho avuto un colpo di fulmine fin dall'inizio, con questo è stato diverso, ho faticato a credere che fosse lo stesso autore semplicemente per il tipo di storia che non mi aspettavo, ma la profondità, la s ...continua

    È il secondo libro che leggo di questo autore e, mentre per il primo (Le strade di Montreal), ho avuto un colpo di fulmine fin dall'inizio, con questo è stato diverso, ho faticato a credere che fosse lo stesso autore semplicemente per il tipo di storia che non mi aspettavo, ma la profondità, la sensibilità e l'ironia le ho ritrovate, per poi arrivare a un finale per niente scontato, anche se....ripensandoci....

    ha scritto il 

  • 4

    Apparire ed essere

    Scritture fluida e brillante accompagnano questo romanzo di Trevanian, autore noto per la creazione dell’elegante killer in Shibumi, qui alle prese quasi con un romanzo da feuiletton, leggiadre vicissitudini di campagna tra la nobiltà ricercata della città e il rude campagnolo di provincia. ...continua


    <

    Scritture fluida e brillante accompagnano questo romanzo di Trevanian, autore noto per la creazione dell’elegante killer in Shibumi, qui alle prese quasi con un romanzo da feuiletton, leggiadre vicissitudini di campagna tra la nobiltà ricercata della città e il rude campagnolo di provincia.

    Una storia d’amore che trova la sua ragion d’essere nel terzo finale, cruento dramma che offre colore e qualità a quanto narrato prima. Peccato che mancando di riferimenti precedenti, la soluzione finale sia certamente evocativa, ma un po’ in discontinuità con quanto narrato precedentemente.
    Il libro narra le vicende di un giovane medico basco alle prese con Katya, ragazza libertaria comletamente differente dall’immaginario comune di una donna ad inizio novecento, di suo fratello gemello, e del padre svampito ricercatore.

    ha scritto il 

  • 0

    È l’agosto del 1938. Jean Marc Montjean comincia a narrare la storia che ha condizionato tutta la sua vita più di vent’anni prima. Si è alla vigilia della seconda guerra mondiale, un’estate in cui si respira il cambiamento, in cui il mondo sembra essere sospeso, in bilico su un precipizio, senza ...continua

    È l’agosto del 1938. Jean Marc Montjean comincia a narrare la storia che ha condizionato tutta la sua vita più di vent’anni prima. Si è alla vigilia della seconda guerra mondiale, un’estate in cui si respira il cambiamento, in cui il mondo sembra essere sospeso, in bilico su un precipizio, senza più sogni né speranze per il futuro. Jean Marc, inizia il suo racconto perché percepisce un’atmosfera analoga a quella dell’estate in cui ha conosciuto Katya; l’estate che ha preceduto lo scoppio della prima guerra mondiale. Una guerra a cui — pur essendo medico, quindi potendo partecipare ai combattimenti in seconda linea in veste di ufficiale medico — ha voluto prender parte in qualità di soldato semplice, nelle trincee, quasi a cercare la morte. Perché? Cos’è accaduto durante l’estate di Katya?

    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/05/recensione-lestate-di-katya-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    Molti di coloro che hanno descritto quell'estate dicono di aver avvertito qualcosa di infausto e di letale in quella stagione così meravigliosa, come l'ultimo guizzo di una candela che sta per consumarsi, lo scoppio ellenistico dell'esuberanza disperata che precede la morte di una civiltà, l'u ...continua

    Molti di coloro che hanno descritto quell'estate dicono di aver avvertito qualcosa di infausto e di letale in quella stagione così meravigliosa, come l'ultimo guizzo di una candela che sta per consumarsi, lo scoppio ellenistico dell'esuberanza disperata che precede la morte di una civiltà, l'ultimo momento di risata e di gioia quasi isterica di migliaia di giovani che sarebbero morti nelle trincee.

    È l’agosto del 1938. Jean Marc Montjean comincia a narrare la storia che ha condizionato tutta la sua vita più di vent’anni prima. Si è alla vigilia della seconda guerra mondiale, un’estate in cui si respira il cambiamento, in cui il mondo sembra essere sospeso, in bilico su un precipizio, senza più sogni né speranze per il futuro. Jean Marc, inizia il suo racconto perché percepisce un’atmosfera analoga a quella dell’estate in cui ha conosciuto Katya; l’estate che ha preceduto lo scoppio della prima guerra mondiale. Una guerra a cui — pur essendo medico, quindi potendo partecipare ai combattimenti in seconda linea in veste di ufficiale medico — ha voluto prender parte in qualità di soldato semplice, nelle trincee, quasi a cercare la morte. Perché? Cos’è accaduto durante l’estate di Katya?

    Ma la vita non è né lineare né scorre sempre senza intoppi; e poi, a dire il vero, esiste un legame tra la passione che mi possedeva durante quella lunga, splendida estate e il desiderio di morte che seguì in autunno. Quel legame si chiama Katya.

    È l’estate del 1914. Il nuovo secolo è giovane, e la Francia assapora gli ultimi attimi di ‘belle epoque’. Il giovane Jean-Marc Montjean — medico venticinquenne di origini basche — è appena divenuto assistente del dottor Gros nella cittadina termale di Salies, sui Pirenei, nella zona delle province basche. Katya Treville è un giovane e bellissimo fiore che sboccia fra le annoiate vedove attempate che frequentano il gabinetto medico del dottor Gros e Jean-Marc viene subito attratto da lei: dal suo anticonformismo, dal suo spirito, dal candore dei suoi abiti bianchi e, diciamocelo, anche dal mistero non privo di fascino che la circonda. Chiamato a Etcheverria — la casa dove i Treville dimorano — per via di una caduta di Paul, il fratello di Katya, e di una sospetta frattura della clavicola, il giovane dottore percepirà subito una nota di mistero in quella famiglia che vive così isolata, a due chilometri e mezzo dal paese. Jean-Marc scoprirà che Paul è il gemello di Katya e che i due giovani si somigliano come due gocce d’acqua, a parte la differenza di sesso. Inoltre, Paul ha un atteggiamento talmente protettivo verso la sorella da risultare quasi morboso. Accortosi dell’istantanea simpatia che Katya e Jean-Marc provano reciprocamente, Paul manifesta subito ostilità verso il medico, dimostrandosi ambiguo, volubile e suscettibile di repentini cambi d’umore. Monsieur Treville — che abita in un mondo tutto suo di libri e di studi sul Medioevo —, al contrario, accoglie Jean-Marc affabilmente, convincendosi che sia uno studioso come lui, una persona con cui discorrere di testimonianze storiche e di antichi trattati.

    Non si può andare avanti nel racconto della trama di questo romanzo, si svelerebbe troppo. L’oscuro alone che grava sulla strana famiglia dei Treville, compreso il giovane spirito che Katya sostiene abitare nel giardino di Etcheverria — lo spirito di una fanciulla di quindici anni e mezzo — avvolgerà tutto il romanzo, così come la cappa di afa estiva, che ci fa percepire delle sensazioni opprimenti, quasi febbrili.

    Se in un primo momento si sentono forti richiami a Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani, per via del personaggio di Katya — che sembra somigliare sotto molti aspetti a Micòl — della minaccia della guerra incombente e del protagonista innamorato che narra le vicende in prima persona, ben presto si vira verso atmosfere gotiche più vicine a Giro di vite di Henry James. Del resto, questo romanzo è completamente immerso nelle teorie di Freud con il protagonista che ne è affascinato — non dimentichiamo che all’epoca in cui si svolgono i fatti quelle teorie costituivano una novità — e ha perfino prestato servizio nel manicomio di Passy — e Trevanian approfitta qui per denunciare le condizioni dei malati negli ospedali psichiatrici che all’epoca erano davvero gravissime — e con i rapporti ambigui di tutti i membri della famiglia Treville.

    Non occorre che le ricordi (visto che lei è affascinato dalle congetture del dottor Freud) la psiche umana ha la capacità di "smontare" una realtà inaccettabile e costruirne una totalmente nuova che le sia accettabile.

    In questo romanzo — che scorre velocemente, in un crescendo mozzafiato — tutto è ambiguo, doppio. Katya è appassionata di giochi di parole: la affascinano le parole che hanno due significati, i simboli che riflettono due realtà. Ha due nomi, perché rivela che il suo nome di battesimo era Hortense; ma poi un giorno — di punto in bianco — ha deciso di cambiarlo, scegliendo Katya. Paul e Katya sono gemelli, strettamente legati, quasi un maschile e un femminile della stessa persona.

    Punto di svolta della storia è la festa di Alos, il paesino basco da cui proviene Jean-Marc, che accompagnerà i suoi amici, in cui vi è la rappresentazione della leggenda di Robert le Diable e della Vergine Annegata; tradizioni che costituiscono le ultime vestigia dell’integrazione basca fra il rito pagano e le tradizioni cristiane e che — con i suoi cerimoniali antichi, quasi primordiali, le tradizioni medievali di ordalie e Giudizi di Dio e danze la cui origine si perde nella notte dei tempi — eccita i nostri personaggi fino a liberarli dei freni che si sono imposti fino a quel momento, portandoli al climax e alla tragica conclusione della storia.

    Un thriller coinvolgente, una storia drammatica e trascinante, personaggi sfaccettati e sfuggenti, una lettura appassionante.

    Potete trovare questa recensione QUI:

    http://greenyellowale.blogspot.it/2012/05/recensione-lestate-di-katya-di.html

    ha scritto il