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L'estremo delle cose

Di

Editore: Frassinelli (Narrativa - Il Maestrale)

3.7
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Altri

Isbn-10: 887684984X | Isbn-13: 9788876849848 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

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Descrizione del libro
L'esperienza ha insegnato a Efisio Marini che nulla avviene per caso: nello stesso giorno riceve due lettere importanti, l'invito a Parigi di un illustre collega, sedotto dalla prospettiva di lavorare insieme a lui per riportare alla vita ciò che vivo non è più, e l'annuncio della morte improvvisa e sospetta di un grande imbalsamatore viennese, sua vecchia conoscenza. Efìsio accetta la proposta del francese, mentre invia a Vienna l'amico Pierluigi Dehonis, a raccogliere indizi su quella fine misteriosa. C'è infatti un legame tra quelle due lettere, un disegno di una mente folle che non esiterà a uccidere più volte pur di realizzare il proprio progetto. E per scoprire la verità Efìsio e Pierluigi dovranno seguire un percorso terribile, in fondo al quale insieme al colpevole troveranno la risposta all'interrogativo più antico dell'uomo: che cos'è davvero la vita? E dove finisce?
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  • 3

    L'ESTREMO DELLE COSE

    “ E’ la memoria l’essenza dell’esistere”

    Efisio Marini (Cagliari 1835 – Napoli 1900 ) è stato uno scienziato italiano. Laureatosi all’Università di Pisa in Medicina e Scienze ...continua

    “ E’ la memoria l’essenza dell’esistere”

    Efisio Marini (Cagliari 1835 – Napoli 1900 ) è stato uno scienziato italiano. Laureatosi all’Università di Pisa in Medicina e Scienze Naturali, è conosciuto come “ Il Pietrificatore” per aver inventato un sistema particolare di mummificazione ( di cui non ha mai svelato il segreto) che poteva essere invertito restituendo ai pezzi anatomici o ai corpi l’originario colore e la primordiale morbidezza. Osteggiato dall’ambiente universitario cagliaritano, a trent’anni si trasferì a Napoli. La sua fama, in continua crescita, suscitò l’interesse di Napoleone III che gli conferì la Legion d’Onore. Questa nuova considerazione gli consentì di esporre al mondo scientifico le proprie opere in tutte le più grandi città europee. Oltre a qualche “ cadavere eccellente”, pietrificò persino, sottoforma di medaglione, il sangue di Giuseppe Garibaldi versato sull’Aspromonte e glielo donò ricevendo entusiastici ringraziamenti attraverso una lettera ufficiale. La vita di Marini non fu affatto facile a causa dell’alone di superstizione che lo circondava per la sua casa piena di reperti anatomici della più varia natura e per la sua ossessione che gli venisse rubato il segreto del suo operare che egli custodiva gelosamente e che portò nella tomba quando morì a Napoli nel 1900. Perchè una premessa su questo personaggio? La spiegazione è semplice: perché nel 2001, Giorgio Todde, medico oculista e scrittore cagliaritano, lo elesse a protagonista dei suoi romanzi di maggior successo, creando la figura del detective-mummificatore, eroe dei suoi libri a cominciare dal più conosciuto “ Lo stato delle anime”. “L’estremo delle cose” è l’ultima avventura di Marini edita nel 2007. Marini, ormai vecchio e stanco, vive modestamente con la figlia Rosa a Napoli. Il mondo accademico, così pieno di ostilità e invidie, non gli ha tributato nessun riconoscimento per il suo duro lavoro di ricerca e per le sue sensazionali scoperte, anche se la sua fama si è diffusa in tutta l’Europa. Ora non ostenta più sicurezza, non ama più essere al centro dell’attenzione, è diventato più saggio e si controlla di fronte alle antiche follie e ai convincimenti che ogni tanto bussano alla sua mente. Efisio ha capito: ha capito la bellezza del ricordo che un essere umano lascia in eredità, ha capito i limiti della scienza, ha capito che l’uomo non può sostituirsi alla natura, anche se lui vorrebbe ancora stupirsi e giocare con i suoi pensieri, con le sue idee, con la sua genialità e la sua rigorosa logica. In fondo qual è stata la sua opera? Non è stato un vero artista, ma solo un artigiano della morte. L’artista fa statue che hanno movimento, che hanno espressione, che comunicano vitalità. Lui ha fatto solo dei manichini inespressivi, duri come la pietra, puzzolenti e vuoti, inerti. E’ solo il ricordo di ciò che un uomo è stato che sopravvive davvero alla sua mummia, l’affetto che ha saputo suscitare nella famiglia, nei figli, negli amici. Marini viene convocato all’estero per far luce sulla morte di due suoi illustri colleghi, una avvenuta a Vienna, l’altra a Parigi. Sembrano morti naturali ma alcune tracce, ritrovate su entrambe le salme, fanno pensare ad un assassinio e a un piano diabolico concepito da una mente squilibrata e folle. Chi sarà la prossima vittima? Riuscirà Efisio, insieme al fedele amico e collega Pierluigi Dehonis, a dipanare il bandolo della matassa? E l’impronta lasciata dalla sua vita sarà più forte ancora della morte? Tanto forte da far cessare la paura di arrivare in un punto dove regna il nulla, un punto cieco che è l’estremo delle cose? Lo stile di Todde è sempre raffinato, ma il libro non è adatto ad essere letto da chi non conosce i retroscena delle precedenti avventure e della vita del personaggio principale. A tratti poetica, a tratti onirica, a tratti ermetica, la stesura presenta una prima parte troppo avvinta agli avvenimenti trascorsi e si lascia leggere dal profano solo nell’ultima parte troppo frettolosa e un po’ forzata. Ma lo scrittore è coraggioso, perché riesce a privarsi di un protagonista davvero riuscito ponendo fine ad un ciclo che tutti i suoi lettori rimpiangeranno per le sue doti di originalità ed empatia.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ultima indagine di Efisio Marini, giunto alla vecchiaia senza abbandonare il rigore dell'analisi e la meticolosa ricerca della verità. E qui la scoperta del colpevole, uno squilibrato che ha ...continua

    L'ultima indagine di Efisio Marini, giunto alla vecchiaia senza abbandonare il rigore dell'analisi e la meticolosa ricerca della verità. E qui la scoperta del colpevole, uno squilibrato che ha attuato un suo terribile disegno, non è solo un atto di giustizia e di verità, ma anche l'occasione per rispondere alla domanda che fin dalle prime indagini (vedi Lo stao della anime, Paura e carne, L'occhiata letale, E quale amor non cambia) si pone Marini, l'imbalsamatore che riordina i corpi morti e ne impedisce la putrefazione. E dove finisce la vita?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Efisio Marini è invecchiato ed è stanco.
    Un po' forse è stanco anche Giorgio Todde.
    O forse è così bravo che la stanchezza del protagonista penetra nella scrittura, chissà!
    Bello, ma non ...continua

    Efisio Marini è invecchiato ed è stanco.
    Un po' forse è stanco anche Giorgio Todde.
    O forse è così bravo che la stanchezza del protagonista penetra nella scrittura, chissà!
    Bello, ma non strepitoso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Giorgio Todde è un grande. Ed ha avuto il coraggio di far morire il suo mitico personaggio Efisio Marini. Il mondo sarà un pò più triste senza la malinconia dell'imbalsamatore...

    ha scritto il 

  • 4

    La solita sovrana padronanza di Todde dei personaggi, delle cose, delle parole. Cfr. quello che dico a proposito di "Quer pasticciaccio brutto...".
    Con questo libro Todde fa morire Efisio Marini. Da ...continua

    La solita sovrana padronanza di Todde dei personaggi, delle cose, delle parole. Cfr. quello che dico a proposito di "Quer pasticciaccio brutto...".
    Con questo libro Todde fa morire Efisio Marini. Da buon Pandimiglio, mi auguro che ora ci narri più e più gesta di quel Silvano Pandimiglio che ha debuttato in "Al caffè del silenzio".

    n.b. la copertina non è quella originale. Chi indovina di cosa si tratta è (molto) bravo/a.
    NN.BB.In data 12.03.08 ha indovinato mister "mitza de no olvidàri"

    ha scritto il 

  • 4

    Di Todde ho letto solo 'Lo stato delle anime' e devo dire che il personaggio di Marini mi appassiona molto. Anche se nello 'Stato delle...' è un uomo troppo sicuro di se per i miei gusti, uno che ...continua

    Di Todde ho letto solo 'Lo stato delle anime' e devo dire che il personaggio di Marini mi appassiona molto. Anche se nello 'Stato delle...' è un uomo troppo sicuro di se per i miei gusti, uno che ama stare al centro dell'attenzione, e anche nel romanzo ho trovato qualcosa di troppo frettoloso e a volte 'prevedibile'. Quest'ultimo invece è davvero bello, sia la scrittura con frasi molto brevi, sia Marini anziano, che riscopre la bellezza dei ricordi e l''impotenza' della scienza, che ama giocare e vuole stupirsi ancora.

    <Dov'era questa modestia, che forse è solo paura, quando pensavamo di sostituirci alla natura? La filosofia, in questi anni, ha inseguito la scienza. Il mondo, al contrario. Noi, noi dovevamo inseguire la filosofia. Ci siamo ubriacati, e meno male che c'è la morte a moderarci.
    Imitare la natura è concesso solo all'artista e noi non lo siamo proprio...Non facevo statue, facevo manichini. La statua ha movimento, espressione...Intorno alla statua senti l'artista che le sta vicino. Intorno alle nostre mummie c'è puzza, c'è puzza, e c'è vuoto. Il ricordo di un uomo sopravvive alla sua mummia.>

    ha scritto il 

  • 4

    cupo, cupo, cupissimo- se fosse un colore sarebbe grigio, intriso di morte e di tristezza. il mio primo todde che sarebbe poi quello da leggere per ultimo; mi è piaciuto? sì, ma riservo un giudizio ...continua

    cupo, cupo, cupissimo- se fosse un colore sarebbe grigio, intriso di morte e di tristezza. il mio primo todde che sarebbe poi quello da leggere per ultimo; mi è piaciuto? sì, ma riservo un giudizio più completo dopo qualche altra sua lettura.

    ha scritto il