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L'eterno marito

Di

Editore: Einaudi (ET; 813)

3.8
(813)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8806189387 | Isbn-13: 9788806189389 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Clara Coisson ; Prefazione: Alberto Moravia

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Rilegato in pelle

Genere: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questo romanzo racconta la crisi dei quarant'anni di Vel'caninov, unfacoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero. Soffre d'insonnia, èangosciato da una vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o perlo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappellolo segue e lo sorveglia. Si tratta di Pavel Pavlovic, un funzionario stataledi provincia, la cui moglie, anni addietro era l'amante di Vel'caninov. Unrapido esame convince Vel'caninov che Pavlovic, l'eterno marito, non puòsapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità?Così comincia un rapporto bizzarro simile ad un duello portato avanti da dueschermitori abili e accaniti...
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  • 4

    Nulla da dire. Anche nei romanzi "minori" Dostoevskij mostra tutta la sua grandezza. L'eterno marito (tradito) e l'amante sfrontato e un po' codardo sono nitidi, vivissimi e lo stile rimane straordina ...continua

    Nulla da dire. Anche nei romanzi "minori" Dostoevskij mostra tutta la sua grandezza. L'eterno marito (tradito) e l'amante sfrontato e un po' codardo sono nitidi, vivissimi e lo stile rimane straordinariamente moderno infischiandosene dei secoli che passano.
    Un maestro che non smetterà mai di sorprendermi.

    ha scritto il 

  • 3

    "E tu e noi e lei tra noi"

    Mah, dato l'autore mi aspettavo qualcosa di più particolare, anche se non la posso definire una brutta lettura. Non vi ho trovato spunti particolari, però non mi sarei aspettata la cattiveria di fondo ...continua

    Mah, dato l'autore mi aspettavo qualcosa di più particolare, anche se non la posso definire una brutta lettura. Non vi ho trovato spunti particolari, però non mi sarei aspettata la cattiveria di fondo nei confronti del povero "eterno marito", un pover'uomo senza carattere che vive per essere sposato e che da solo non riesce nemmeno a stare cinque minuti lontano dagli alcolici.
    Troppo diverso dal tipico Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 4

    Dostoevsky è un maestro, probabilmente il migliore di sempre. La sua grandezza sta in questi libri considerati minori, dove l'eleganza, lo stile, l'ironia, la cattiveria prendono forma demolendo la so ...continua

    Dostoevsky è un maestro, probabilmente il migliore di sempre. La sua grandezza sta in questi libri considerati minori, dove l'eleganza, lo stile, l'ironia, la cattiveria prendono forma demolendo la società russa. l'eterno marito è una lettera piacevole, colta e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 0

    Bel romanzo di Dostoevskij, giocato sul rapporto tra due uomini che hanno amato la stessa donna. Il marito (l’eterno marito), e l’amante di lei. In un susseguirsi di azioni e colpi di scena, la dipen ...continua

    Bel romanzo di Dostoevskij, giocato sul rapporto tra due uomini che hanno amato la stessa donna. Il marito (l’eterno marito), e l’amante di lei. In un susseguirsi di azioni e colpi di scena, la dipendenza l’uno dall’altro dei due uomini, diventa quasi patologica. Aleksej Ivanovic Velcaninov non riesce a ignorare Pavel Pavlovic Trusozkij, sebbene egli sia una tipo piuttosto bizzarro e irritante. Le sue intenzioni rimangono misteriose a Velcaninov, quando Trusoskij irrompe nella sua vita. Non riesce a inquadrare il suo visitatore. Poi a poco a poco, tutto diviene chiaro, l’equilibrio instabile di Pavel Pavlovic e l’estrema disponibilità e bontà d’animo di Velcaninov, attraverso diverse vicissitudini, porteranno all’epilogo, forte e vincente per Trusozkij, che nel momento dell’addio, trattenendo le lacrime, fa parlare bene il suo orgoglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Dostoevskij è Dostoevskij e anche se questo romanzo breve può essere considerato un'opera minore del grande russo,in realtà contiene tutti gli elementi che hanno reso immortale questo scrittore,vale a ...continua

    Dostoevskij è Dostoevskij e anche se questo romanzo breve può essere considerato un'opera minore del grande russo,in realtà contiene tutti gli elementi che hanno reso immortale questo scrittore,vale a dire la descrizione meticolosa degli ambienti e dei personaggi,lo svelare la loro psicologia più profonda,l'analisi della società russa,i dialoghi mai banali,uno stile unico ed inconfondibile,il lasciare sempre nel lettore quella sensazione di "pienezza",di averti ragalato in ogni caso una buona lettura dalla quale trarre riflessioni e pensieri,che è tipico della grande letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    è un libricino acuto e divertente, ma non il migliore di Dostoevskij.
    Piacevolmente misterioso accompagna il lettore svelando, nel senso di s-velare, togliendo il velo del mistero, scoprendo ciò che è ...continua

    è un libricino acuto e divertente, ma non il migliore di Dostoevskij.
    Piacevolmente misterioso accompagna il lettore svelando, nel senso di s-velare, togliendo il velo del mistero, scoprendo ciò che è accaduto davvero.
    Purtroppo nella prefazione c'è lo spoiler, questo è il terzo libro di fila su cui mi capita. Giuro che mi metto a fare l'elenco dei libri einaudi con lo spoiler all'inizio.
    Ma spostare la prefazione a fine libro e chiamarla Postfazione? EH?

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro si legge che è una meraviglia, breve ma molto intenso: lo stile narrativo di Dostoevsky è a dir poco superbo.
    Il racconto si sviluppa intorno al tema del dualismo fra i due protagonisti, uno ...continua

    Il libro si legge che è una meraviglia, breve ma molto intenso: lo stile narrativo di Dostoevsky è a dir poco superbo.
    Il racconto si sviluppa intorno al tema del dualismo fra i due protagonisti, uno strano rapporto di amore/odio che assume le tonalità dell'ambiguo e del misterioso, passando per quelle più vivaci della più totale assurdità.

    La nota negativa - e fortunatamente "a parte" - della mia edizione è l'introduzione a cura di Alberto Moravia.
    Sono dell'idea che se si sceglie di fare un'analisi del romanzo, la quale comporta di dover rivelare (e rovinare) al lettore la maggior parte dei punti chiave di quest'ultimo, tanto vale non farla proprio.
    O rimandare il tutto in una più adeguata postfazione, tante volte voi "introduttori" ne aveste voglia.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia si svolge a San Pietroburgo. Il protagonista è Vel’caninov, ordinario uomo ai margini dell'alta società russa che svolge affari legali ed è ipocondriaco. Un giorno, dopo qualche tempo che av ...continua

    La storia si svolge a San Pietroburgo. Il protagonista è Vel’caninov, ordinario uomo ai margini dell'alta società russa che svolge affari legali ed è ipocondriaco. Un giorno, dopo qualche tempo che aveva l'impressione di essere seguito, viene visitato da Pavel Pavlovic. Egli è un suo antico conoscente: infatti diversi anni prima nella città di T., Vel'caninov fu l'amante di sua moglie Natalia. Pavlovic si presenta subito come un personaggio bizzarro, spesso in preda all'ubriachezza. Egli recita la parte dell'"eterno marito", sempre bisognoso di una donna al suo fianco.

    Non mi ha fatto impazzire: la trama non mi ha coinvolto e in molti punti mi sono annoiata, probabilmente a causa dello stile che non ho apprezzato. Forse non era il momento giusto ....

    ha scritto il 

  • 5

    Un tono inatteso, ma sotto la superficie è sempre Fëdor Michajlovič

    Grazie a questo breve romanzo, la galleria dei personaggi Dostoevskijani si arricchisce di una nuova perla. Si tratta di Pavel Pavlovič Trusockij, l'eterno marito del titolo, personaggio grottesco, qu ...continua

    Grazie a questo breve romanzo, la galleria dei personaggi Dostoevskijani si arricchisce di una nuova perla. Si tratta di Pavel Pavlovič Trusockij, l'eterno marito del titolo, personaggio grottesco, quasi gogoliano, la cui tragicità ed umanità deriva in buona parte, come spesso nei personaggi del nostro autore, dalla contraddittorietà del suo agire.
    Segnalo innanzitutto il tono del romanzo, che differisce da quello dei più noti capolavori del nostro per la leggerezza e l'ironia che lo pervade. Non mancano certo momenti tragici e di forte tensione emotiva, ma l'impressione è che per questo romanzo Dostoevskij abbia preso a modello quella parte della letteratura russa della generazione a lui antecedente, il cui massimo esponente è stato appunto Gogol', che ha utilizzato l'arma dell'ironia e della satira per descrivere l'animo umano e i tratti della società russa. Anche l'uso della terza persona nel narrare, non così comune nel nostro autore, accentua il senso di distacco satirico dai personaggi.
    La storia è molto semplice: durante un'estate a Pietroburgo, Vel'čàninov, ex viveur affetto da ipocondria, reincontra Pavel Pavlovič Trusockij, che si viene a sapere essere stato il marito di una signora disinvolta, di cui Vel'čàninov era stato anni prima, in una città di provincia, l'amante, frequentando la famiglia come amico. La signora ora è morta, e leggendo si comprende che Trusockij è venuto a Pietroburgo proprio per incontrare Vel'čàninov, in compagnia della giovane figlia lasciatagli dalla moglie defunta.
    Tutto il romanzo è giocato sul pregresso non detto tra i due: nella prima parte Vel'čàninov cerca di capire se Pavel Pavlovič sa. Naturalmente Pavel Pavlovič sa, e nutre per Vel'čàninov un complesso rapporto di amore-odio che lo spinge da un lato a cercare ossessivamente la sua compagnia, dall'altro a cercare addirittura di ucciderlo. La storia si dipana sino all'ultimo incontro tra i due alcuni anni dopo le vicende principali.
    Dostoevskij, avvalendosi della più classica delle situazioni familiari – il triangolo - fa di Pavel Pavlovič Trusockij un archetipo dell'animo russo dei suoi tempi, e lo rappresenta come colui che conosce la realtà ma si rifiuta di affrontarla di petto, non sa come rapportarsi rispetto ad essa, oscilla irresolutamente tra una sua passiva accettazione ed un velleitario ribellismo, che non porterà a nulla. E' il classico tema dostoevskijano, trattato però, come detto, in chiave ironica e satirica.
    Bellissimo e conseguente il finale: come detto, i due si reincontrano per caso dopo alcuni anni in una stazione ferroviaria: Pavel Pavlovič si è risposato, ed anche questa volta, ci suggerisce velatamente l'autore, la moglie lo tradisce. Vel'čàninov, da uomo di mondo, intuisce la situazione, che è ancora una volta accettata passivamente da Pavel Pavlovič, vero eterno marito, per usare l'eufemismo dostoevskijano.
    La grande metafora giunge quindi a conclusione stilando il suo ultimo verdetto: all'uomo russo, al popolo russo non rimane che lasciarsi soverchiare dalla realtà, per quanto sgradevole e ingiusta possa essere, perché è troppo gretto e meschino per poterla cambiare.

    ha scritto il 

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