Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(307)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo

Isbn-10: 8807817454 | Isbn-13: 9788807817458 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Zucchella

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Computer & Technology , History , Social Science

Ti piace L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Un bel libro sui principi dell'etica hacker

    E' un libro ben scritto, con una bella descrizione dell'etica hacker comparata con l'etica del lavoro protestante e con l'etica cattolica.
    E' anche uno dei pochi testi sul tema, e fornisce un elenco esauriente di fonti sull'argomento; inoltre cita quasi tutti i protagonisti della scena ...continua

    E' un libro ben scritto, con una bella descrizione dell'etica hacker comparata con l'etica del lavoro protestante e con l'etica cattolica.
    E' anche uno dei pochi testi sul tema, e fornisce un elenco esauriente di fonti sull'argomento; inoltre cita quasi tutti i protagonisti della scena hacker mondiale.
    Consigliato, per gli appassionati dell'argomento.

    ha scritto il 

  • 3

    "Nella nostra società, imbevuta di etica protestante, il lavoro è effettivamente una fonte di accettazione sociale. Un esempio estremo lo si può rintracciare nel filosofo del Diciottesimo secolo Henri Saint-Simon e nel suo piano per un'ideale società protestante: vengono considerati cittadini ...continua

    "Nella nostra società, imbevuta di etica protestante, il lavoro è effettivamente una fonte di accettazione sociale. Un esempio estremo lo si può rintracciare nel filosofo del Diciottesimo secolo Henri Saint-Simon e nel suo piano per un'ideale società protestante: vengono considerati cittadini soltanto quelli che lavorano - e ciò in completo contrasto con le società ideali dell'antichità, come quella presentata da Aristotele nella sua Politica, in cui soltanto coloro che non dovevano lavorare venivano considerati degni del diritto di cittadinanza."

    "Esiste effettivamente una ragione per chiedersi perché, nonostante tutti i nostri progressi tecnologici, le giornate delle persone siano ancora così prevalentemente dedicate a "guadagnarsi la pagnotta". Questa incredibile evoluzione tecnologica non dovrebbe averci portati dal livello di sopravvivenza ad altri orizzonti più elevati? Forse, l'idea di progresso prevalente non riguarda il fatto di rendere più facili le nostre vite, ma di
    aumentare le difficoltà nel guadagnarsi da vivere."

    ha scritto il 

  • 3

    Ripreso in mano dopo averlo abbandonato una vita fa.


    Eccessivamente prolisso in qualche punto, il saggio risulta efficace nel comunicare cosa muove visceralmente gli hackers: persone assetate di conoscenza scientifico-tecnologica alla continua ricerca del "perché" (ben lungi dal s ...continua

    Ripreso in mano dopo averlo abbandonato una vita fa.

    Eccessivamente prolisso in qualche punto, il saggio risulta efficace nel comunicare cosa muove visceralmente gli hackers: persone assetate di conoscenza scientifico-tecnologica alla continua ricerca del "perché" (ben lungi dal significato attribuito a tale parola dallo stolto mondo giornalistico mondiale).

    Interessante anche il raffronto tra etica protestante del lavoro (quella a cui siamo tutti abituati, quella con il cartellino da timbrare e dei capi da cui guardarsi le spalle) e quella hacker incentrata sul divertimento nel lavorare e sulla coltivazione di una sana e inalienabile vita privata di cui si deve sempre avere il controllo ("hacker" in questo senso è molto simile al significato teorico di "anarchico").

    Hacker è intrinsecamente intemperante e refrattario alle imposizioni non supportate da buon senso e logica.

    ha scritto il 

  • 4

    Muy interesante

    Algunas partes se hacen un tanto pesadas, pero el nivel general me parece alto. Además, está lleno de referencias que pueden servir para tirar del hilo en los distintos aspectos tratados.

    ha scritto il 

  • 5

    ALTRO CHE PIRATI, GLI HACKER SONO SGOBBONI E ALTRUISTI by Riccardo Staglianò
    Sgobboni, disinteressati al denaro e altruisti, anche gli hacker hanno un'anima. La vecchia traduzione con "pirati informatici" rappresenta solo una parte del loro mondo, una porzione assai minoritaria (che ...continua

    ALTRO CHE PIRATI, GLI HACKER SONO SGOBBONI E ALTRUISTI by Riccardo Staglianò
    Sgobboni, disinteressati al denaro e altruisti, anche gli hacker hanno un'anima. La vecchia traduzione con "pirati informatici" rappresenta solo una parte del loro mondo, una porzione assai minoritaria (che correttamente andrebbero indicati come "cracker"). Perché questa nuova generazione di talenti, ben oltre i confini di hardware e software, è piuttosto portatrice di un nuovo e approccio alla vita che fa dell'amore per il lavoro e della condivisione dei suoi risultati i propri pilastri principali.
    [http://www.dvara.net/HK/stagliano.asp]

    IL FILOSOFO DELLA PASSIONE HACKER by Benedetto Vecchi
    Il capitalismo industriale aveva nell'etica protestante del lavoro uno dei suoi pilastri. Ora alla società industriale sta subentrando l'"era dell'informazione", un modo di produrre ricchezza che mantiene molte delle caratteristiche del passato, ma che ne presenta altre "nuove", come dimostra il diffondersi dell'etica hacker. Per il giovane filosofo finlandese Pekka Himanen questa nuova etica prende congedo dallo spirito protestante di weberiana memoria per affermare una visione del lavoro dove si intrecciano gioco, creatività e alterità verso le gerarchie dell'impresa. Una etica "libertaria" che muove dalle esperienze della controcultura high-tech per abbracciare l'insieme delle attività produttive del capitalismo posfordista.
    [http://www.dvara.net/HK/passionehacker.asp]

    ha scritto il 

  • 3

    Ho avuto bisogno di vari mesi di tempo per finire questo libretto da meno di 150 pagine. Nonostante sia una lettura interessante, a tratti l'ho trovato molto pesante (soprattutto nell'epilogo di Castells, che mi sembrava non finire mai). L'ho abbandonato e ripreso varie volte prima di riuscire fi ...continua

    Ho avuto bisogno di vari mesi di tempo per finire questo libretto da meno di 150 pagine. Nonostante sia una lettura interessante, a tratti l'ho trovato molto pesante (soprattutto nell'epilogo di Castells, che mi sembrava non finire mai). L'ho abbandonato e ripreso varie volte prima di riuscire finalmente a terminarlo. Lo rileggerò sicuramente però, magari in lingua originale (forse più scorrevole) perché offre comunque molti spunti di riflessione. Eccezionale il prologo di Linus Torvalds.

    Consiglio comunque di leggerlo, fornisce un'idea molto chiara delle motivazioni degli hacker (qui intesi non solo come appassionati di computer, ma di qualsiasi cosa), soprattutto grazie alla contrapposizione con la classica etica protestante analizzata da Weber, che permea ancora la società dei giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere

    Un solo commento: Bellissimo! Risveglia l'hacker che è in ognuno di noi, solleticando le corde giuste, la passione, l'etica, il successo, la condivisione.
    Finalmente ho capito cosa muove molti miei amici smanettoni e... chi glie lo fa fare!

    ha scritto il 

  • 3

    L'inizio è promettente, forse prevedibile ma promettente. A metà libro ho avuto la netta sensazione d'essermi infilato in un loop infinito.
    Nonostante tutto è una buona lettura.

    ha scritto il