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L'home que plantava arbres

Per

Editor: Viena Edicions

4.1
(1843)

Language:Català | Number of Pàgines: 80 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Italian , Spanish , Czech

Isbn-10: 8483304724 | Isbn-13: 9788483304723 | Data publicació: 

Translator: Isabel-Clara Simó ; Illustrator or Penciler: Francesc Viladot

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Science & Nature

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Descripció del llibre
En una comarca erma, deshabitada i inhòspita de la Provença, un pastor solitari planta arbres, milers d'arbres. Aquesta és la història d'Elzéard Bouffier, un home silenciós de muntanya que, sense que ningú en sàpiga res i sense esperar cap reconeixement a canvi, transforma el paisatge que l'envolta.

Amb una extraordinària simplicitat que ens recorda El Petit Príncep de Saint-Exupéry, Giono ens fa el retrat d'un personatge que ens commou quasi sense ni obrir la boca, i que testimonia l'enorme valor d'un gest tan senzill com és plantar un aglà i esperar que creixi. I repetir-ho milers de vegades

"Es pot fer el retrat d'una persona fent el retrat del seu paisatge." Jean Giono
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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Una landa desolata in Provenza, abitata dal vento e da un uomo solitario, in un tempo spoglio sospeso tra le due guerre. Il miracolo, una generosa ricompensa frutto della dedizione e del profondo rispetto dei lunghi tempi della natura. Questo è un racconto che parla del lato buono, troppo spesso ...continua

    Una landa desolata in Provenza, abitata dal vento e da un uomo solitario, in un tempo spoglio sospeso tra le due guerre. Il miracolo, una generosa ricompensa frutto della dedizione e del profondo rispetto dei lunghi tempi della natura. Questo è un racconto che parla del lato buono, troppo spesso dimenticato, dell’umanità. Di un pastore, Elzéard Bouffier, che da solo riuscirà a ricollocare nel paesaggio una comunità ormai estinta, fatta di uomini e di ruscelli, di querce, faggi e betulle che a migliaia cresceranno per smorzare il vento e dare speranza laddove esistevano solo odio e ortiche. Con il suo agire clandestino, il pastore regala agli altri l'illusione che degli alberi siano venuti fuori da una strana decisione di Madre Natura, da un meccanismo ecologico che prescinde l'essere umano, notoriamente avido di risorse e irrispettoso di una natura troppo più grande di lui per essere compresa fino in fondo. Scorrendo le pagine de “L'uomo che piantava gli alberi” il lettore capirà che questo è in realtà un racconto che parla del lato buono della natura, del suo potere di regolare ogni aspetto della vita, potere del quale l'agire umano è parte integrante.

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  • 5

    precioso

    Una alegoría hermosa, digna de ser leída y releída. Encontré esta pequeña joya en la biblioteca del colegio, y me lo devoré en poco ma´s de una hora.

    dit a 

  • 5

    Racconto breve, con un messaggio bellissimo. Ci fa capire quale rilevanza possano avere le azioni di un solo uomo nella vita di tante persone e dell'ambiente. Sembra una favola, è bellissimo. Non ho parole per descrivere quello che mi ha lasciato. VOTO: 10

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  • 5

    "Era un atleta di Dio..."

    Bellissimo e sublime. Conoscevo già Giono ed è stato uno splendido regalo.
    Tra i monti della Provenza Elzéard Bouffier, un pastore solitario, passa la sua vita a raccogliere ghiande, a selezionarle e a piantarle con la speranza di veder rinascere un bosco dove prima c’erano solo rovine, lande n ...continua

    Bellissimo e sublime. Conoscevo già Giono ed è stato uno splendido regalo. Tra i monti della Provenza Elzéard Bouffier, un pastore solitario, passa la sua vita a raccogliere ghiande, a selezionarle e a piantarle con la speranza di veder rinascere un bosco dove prima c’erano solo rovine, lande nude e desolate…

    Elzéard Bouffier è un atleta di Dio….

    Elzéard Bouffier siamo noi o meglio è ciò che dovremmo essere e invece non siamo.

    Ci vuole “Una certa ragione di vivere“ …. come dice Jean Giono .

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  • 2

    Da evitare

    Noiosissimo, retorico, isopportabile. Mi ero scordato di averlo letto, mi è ricapitato tra le mani e mi sono ricordato subito che palla insulsa e pretenziosa sia quest'opera. Piace a cattolici, astrologi e amanti della medicina omeopatica.

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  • 4

    favola. racconto breve. comunque la si chiami, questa storia di giono è giustamente famosissima, e nonostante ne avessi già una copia, quando è uscita in edizione pop up l'ho ricomprata ufficialmente per mio figlio, in realtà perché me ne sono innamorata io per prima. uno splendido vestito per un ...continua

    favola. racconto breve. comunque la si chiami, questa storia di giono è giustamente famosissima, e nonostante ne avessi già una copia, quando è uscita in edizione pop up l'ho ricomprata ufficialmente per mio figlio, in realtà perché me ne sono innamorata io per prima. uno splendido vestito per un messaggio ecologico: what else?

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  • 5

    Un racconto breve che racchiude nelle sue poche pagine la capacità di portare il lettore in un percorso di pace "naturalistico e interiore" lungo quanto il numero di alberi piantati da Elzeard Bouffier, il pastore solitario e tranquillo, che provava piacere a vivere lentamente.

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  • 3

    «Arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce.»

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  • 4

    Un racconto illustrato di 36 pagine per adulti e bambini. Elzèard Bouffier ha vissuto la sua vita e si ritira, a più di cinquant'anni, "in quell'antica regione delle Alpi che penetra in Provenza", in una landa completamente deserta per vivere lentamente.
    Qui,ignaro e lontano dai conflitti bellici ...continua

    Un racconto illustrato di 36 pagine per adulti e bambini. Elzèard Bouffier ha vissuto la sua vita e si ritira, a più di cinquant'anni, "in quell'antica regione delle Alpi che penetra in Provenza", in una landa completamente deserta per vivere lentamente. Qui,ignaro e lontano dai conflitti bellici,dà inizio alla sua meticolosa impresa, piantando ogni giorno alberi. Con il passare degli anni quel deserto inospitale si trasforma in una rigogliosa foresta. "Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall'anima di quell'uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione."

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