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L'home que plantava arbres

Per

Editor: Viena Edicions

4.1
(1857)

Language:Català | Number of Pàgines: 80 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Italian , Spanish , Czech

Isbn-10: 8483304724 | Isbn-13: 9788483304723 | Data publicació: 

Translator: Isabel-Clara Simó ; Illustrator or Penciler: Francesc Viladot

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Science & Nature

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Descripció del llibre
En una comarca erma, deshabitada i inhòspita de la Provença, un pastor solitari planta arbres, milers d'arbres. Aquesta és la història d'Elzéard Bouffier, un home silenciós de muntanya que, sense que ningú en sàpiga res i sense esperar cap reconeixement a canvi, transforma el paisatge que l'envolta.

Amb una extraordinària simplicitat que ens recorda El Petit Príncep de Saint-Exupéry, Giono ens fa el retrat d'un personatge que ens commou quasi sense ni obrir la boca, i que testimonia l'enorme valor d'un gest tan senzill com és plantar un aglà i esperar que creixi. I repetir-ho milers de vegades

"Es pot fer el retrat d'una persona fent el retrat del seu paisatge." Jean Giono
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  • 3

    Una storia semplice ma molto istruttiva e toccante. Jean Giorno incontro un uomo che ogni anno pianta in terreni comunali o di proprietà di persone che non se ne curano, migliaia di alberi di querce, faggi, betulle. Grazie a questa sua azione, che aveva generato una foresta, si era ridata speran ...continua

    Una storia semplice ma molto istruttiva e toccante. Jean Giorno incontro un uomo che ogni anno pianta in terreni comunali o di proprietà di persone che non se ne curano, migliaia di alberi di querce, faggi, betulle. Grazie a questa sua azione, che aveva generato una foresta, si era ridata speranza in tutto quel territorio, diventando un posto dove si aveva voglia di abitare. E' la testimonianza di come gli uomini possono davvero cambiare il mondo.

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  • 4

    Scoprii la storia semplice e toccante dell'uomo che piantava gli alberi per puro caso, molti anni fa. A quell'epoca, Jean Giono era uno scrittore poco noto in Italia e i messaggi d'amore per la natura, nella letteratura che andava per la maggiore, non erano troppo frequenti. Questa vicenda d'un p ...continua

    Scoprii la storia semplice e toccante dell'uomo che piantava gli alberi per puro caso, molti anni fa. A quell'epoca, Jean Giono era uno scrittore poco noto in Italia e i messaggi d'amore per la natura, nella letteratura che andava per la maggiore, non erano troppo frequenti. Questa vicenda d'un pastore che, con molta fatica e nessun tornaconto personale, si dedicava tenacemente a piantar querce in una landa desolata avrebbe potuto apparire allora, tuttalpiù, come un'innocua stravaganza. Meritevole di suscitare, al massimo, un sorrisetto di compiacimento.
    Dietro a questa insolita storia positiva, persino ingenua, si cela invece un messaggio profondo. Capace di propagarsi nell'animo e nella cultura umana come le radici, i rami, le foglie e i frutti dell'albero sul terreno circostante. È un messaggio di riconciliazione dell'uomo con madre natura, è un messaggio di rinascita della foresta e della vita là dove erano state incoscientemente annientate.
    Perché l'albero rappresenta, fin dai tempi più antichi, il simbolo e l'espressione della vita, dell'equilibrio e della saggezza. L'albero del paradiso terrestre era la fonte della conoscenza del bene e del male; spesso nell'antichità, colossali patriarchi arborei millenari furono venerati come sacri; e i tronchi diritti e giganteschi della foresta formarono le colonne dei primi templi, in cui l'uomo esprimeva la sua stupefatta religiosità di fronte alla grandezza della natura e del cosmo.
    Ogni albero è la dimora segreta di mille creature appariscenti o sconosciute, sorprendenti o sfuggenti, in quella rete fittissima di rapporti che forma le fondamenta e la vitalità stessa dell'equilibrio ecologico. Ogni albero sprigiona colori inarrivabili, suoni indecifrabili e profumi sconosciuti in ogni ora del giorno e della notte e nelle varie stagioni. Ed anche dopo la morte, i rami caduti, i tronchi in disfacimento e i ceppi marcescenti offrono asilo e nutrimento alla più varia, ricca e preziosa comunità vivente. La natura rinasce senza fine, rinnovandosi continuamente; sempre diversa, eppure sempre uguale a se stessa.
    Ogni albero racchiude una storia, un mistero, una memoria del passato. E offre ispirazione e creatività a quanti sappiano guardarlo con occhio giovane, libero e aperto.
    E il prodigio dell'albero si riflette nella stessa mente e nel cuore dell'uomo. «Ogni giorno quell'albero mi dà pensieri di gioia» cantava un antico poeta cinese. Mentre uno dei santi Padri della chiesa ammoniva: «Troverai più nei boschi che nei libri». Due messaggi forse lontani dalla nostra frenetica vita di tutti i giorni, ma su cui varrebbe la pena di riflettere un attimo. L'albero ha dato moltissimo all'umanità, nel corso della sua lunga storia: forse è giunto il tempo di contraccambiarlo con affetto e generosità. Come fece nella sua pacifica vita l'indimenticabile Elzéard Bouffier, l'uomo che piantava gli alberi.
    Non posso aggiungere altro.

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  • 3

    Avevo letto critiche entusiaste e forse per questo mi aspettavo chissà cosa. Non è un brutto libro, anzi. Ma neanche quel capolavoro assoluto che tanti sbandierano.
    È un libro che merita di essere letto, ma non eccezionale.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Una landa desolata in Provenza, abitata dal vento e da un uomo solitario, in un tempo spoglio sospeso tra le due guerre. Il miracolo, una generosa ricompensa frutto della dedizione e del profondo rispetto dei lunghi tempi della natura. Questo è un racconto che parla del lato buono, troppo spesso ...continua

    Una landa desolata in Provenza, abitata dal vento e da un uomo solitario, in un tempo spoglio sospeso tra le due guerre. Il miracolo, una generosa ricompensa frutto della dedizione e del profondo rispetto dei lunghi tempi della natura. Questo è un racconto che parla del lato buono, troppo spesso dimenticato, dell’umanità. Di un pastore, Elzéard Bouffier, che da solo riuscirà a ricollocare nel paesaggio una comunità ormai estinta, fatta di uomini e di ruscelli, di querce, faggi e betulle che a migliaia cresceranno per smorzare il vento e dare speranza laddove esistevano solo odio e ortiche.
    Con il suo agire clandestino, il pastore regala agli altri l'illusione che degli alberi siano venuti fuori da una strana decisione di Madre Natura, da un meccanismo ecologico che prescinde l'essere umano, notoriamente avido di risorse e irrispettoso di una natura troppo più grande di lui per essere compresa fino in fondo. Scorrendo le pagine de “L'uomo che piantava gli alberi” il lettore capirà che questo è in realtà un racconto che parla del lato buono della natura, del suo potere di regolare ogni aspetto della vita, potere del quale l'agire umano è parte integrante.

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  • 5

    precioso

    Una alegoría hermosa, digna de ser leída y releída.
    Encontré esta pequeña joya en la biblioteca del colegio, y me lo devoré en poco ma´s de una hora.

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  • 5

    Racconto breve, con un messaggio bellissimo. Ci fa capire quale rilevanza possano avere le azioni di un solo uomo nella vita di tante persone e dell'ambiente.
    Sembra una favola, è bellissimo. Non ho parole per descrivere quello che mi ha lasciato.
    VOTO: 10

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  • 5

    "Era un atleta di Dio..."

    Bellissimo e sublime. Conoscevo già Giono ed è stato uno splendido regalo.
    Tra i monti della Provenza Elzéard Bouffier, un pastore solitario, passa la sua vita a raccogliere ghiande, a selezionarle e a piantarle con la speranza di veder rinascere un bosco dove prima c’erano solo rovine, l ...continua

    Bellissimo e sublime. Conoscevo già Giono ed è stato uno splendido regalo.
    Tra i monti della Provenza Elzéard Bouffier, un pastore solitario, passa la sua vita a raccogliere ghiande, a selezionarle e a piantarle con la speranza di veder rinascere un bosco dove prima c’erano solo rovine, lande nude e desolate…

    Elzéard Bouffier è un atleta di Dio….

    Elzéard Bouffier siamo noi o meglio è ciò che dovremmo essere e invece non siamo.

    Ci vuole “Una certa ragione di vivere“ …. come dice Jean Giono .

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  • 2

    Da evitare

    Noiosissimo, retorico, isopportabile.
    Mi ero scordato di averlo letto, mi è ricapitato tra le mani e mi sono ricordato subito che palla insulsa e pretenziosa sia quest'opera.
    Piace a cattolici, astrologi e amanti della medicina omeopatica.

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  • 4

    favola. racconto breve. comunque la si chiami, questa storia di giono è giustamente famosissima, e nonostante ne avessi già una copia, quando è uscita in edizione pop up l'ho ricomprata ufficialmente per mio figlio, in realtà perché me ne sono innamorata io per prima. uno splendido vestito per un ...continua

    favola. racconto breve. comunque la si chiami, questa storia di giono è giustamente famosissima, e nonostante ne avessi già una copia, quando è uscita in edizione pop up l'ho ricomprata ufficialmente per mio figlio, in realtà perché me ne sono innamorata io per prima. uno splendido vestito per un messaggio ecologico: what else?

    dit a 

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