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L'homme à l'envers

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Editeur: J'ai Lu

3.8
(2769)

Language:Français | Number of pages: 317 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Swedish , Spanish , Slovenian

Isbn-10: 2290349232 | Isbn-13: 9782290349236 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 2

    Un po’ diverso da ciò che mi aspettavo quando ho iniziato a leggerlo: speravo di ritrovare i duetti tra lo spalanuvole Adamsberg e il più razionale e posato Danglard sullo sfondo di Parigi, e invece m ...continuer

    Un po’ diverso da ciò che mi aspettavo quando ho iniziato a leggerlo: speravo di ritrovare i duetti tra lo spalanuvole Adamsberg e il più razionale e posato Danglard sullo sfondo di Parigi, e invece mi sono ritrovata a seguire le vicende di un rocambolesco inseguimento nelle campagne e sui rilievi del Mercantour, insieme a una serie di comprimari, dipinti sì in maniera efficace e interessante, ma non al punto da non far avvertire la mancanza dei protagonisti classici dei gialli della Vargas.
    Un po’ come se, mutatis mutandis, in un romanzo della serie di Montalbano, Livia occupasse più spazio e più pagine del commissario camilleriano, ecco.
    Mi è sembrato cioè un libro interlocutorio, in cui la dimensione della storia pregressa dei personaggi prevale sul caso oggetto dell’indagine; proiettato verso una considerazione “seriale” della produzione di questa autrice, e difficilmente valutabile in termini assoluti.
    Ho scoperto qualcosa di più sul background di Adamsberg e sul particolarissimo legame tra lui e Camille (“di cui non gli importava nulla e a cui pensava spesso”), ma non nascondo una certa delusione, sia per la trama piuttosto labile, sia per il confronto con altri romanzi della serie che mi sono piaciuti molto di più (“Nei boschi eterni” e “L’uomo dei cerchi azzurri” soprattutto).

    dit le 

  • 3

    Talvolta arriva un punto nella carriera di un giallista affermato in cui non sa più come ravvivare il ciclo del proprio detective di punta e tira quindi fuori dal cappello un romanzo in cui compare po ...continuer

    Talvolta arriva un punto nella carriera di un giallista affermato in cui non sa più come ravvivare il ciclo del proprio detective di punta e tira quindi fuori dal cappello un romanzo in cui compare poco, a tratti, entrando in scena solo quando assolutamente necessario. Tendenzialmente non è mai uno dei titoli memorabili della serie.

    La mia impressione è che, almeno agli inizi, Fred Vargas non sapesse cosa farsene di Adamsberg o come gestirlo al meglio come centro della narrazione. Dopo averlo usato come deus ex machina per gli Evangelisti, al secondo romanzo del ciclo a lui dedicato gli fa iniziare la partita in panchina, facendolo scendere in campo solo nelle fasi più avanzate del gioco.

    Contro ogni previsione, il tutto funziona a meraviglia: abbiamo la solita Francia periferica, piena d'amore, cibo e vitalità, abbia Camille, abbiamo un caso intrigante che sembra il primo tentativo di un "omicidio mitologico", filone da cui verrà fuori l'intenso, stupendo Un Luogo Incerto. Là erano i vampiri, qui un licantropo, un uomo a rovescio che risveglia antiche superstizioni contadine o un abile assassino in grado di servirsene a suo vantaggio?

    Postilla: nell'edizione Einaudi a c'è una nota che non porta da nessuna parte (cfr: "i poliziotti di Bourg al Calvaire" con la nota in piccolo sopra la e finale: ho sfogliato ovunque, ma a quanto pare è proprio una notazione fantasma).

    dit le 

  • 3

    L’amore ti mette le ali ma ti sega le gambe. Perciò alla fine si rivela un bidone

    Sei un ancora giovane maschio.
    Massiccio, solitario, bigotto, con le gambe talmente storte che ci passa in mezzo un cane con una scopa in bocca . E, ahimè! non hai mai avuto una donna.
    Ti sei finalme ...continuer

    Sei un ancora giovane maschio.
    Massiccio, solitario, bigotto, con le gambe talmente storte che ci passa in mezzo un cane con una scopa in bocca . E, ahimè! non hai mai avuto una donna.
    Ti sei finalmente stufato della solita minestra stracotta e allungata e stai progettando di concederti una gran botta di vita partendo per un lungo viaggio solitario sulle Alpi francesi.
    Bravissimo!!
    Prima però permettimi di darti un saggio consiglio.
    Mettiti completamente nudo davanti ad uno specchio ben illuminato e controllati i peli del corpo. Se sei peloso come uno scimmiotto o come Walker Texas Ranger, parti tranquillo! Se invece di peli non c’hai nemmeno l’ombra e sei liscio come un bebè informati, prima di andare, che di recente non ci siano stati sgozzamenti di pecore in circostanze misteriose. Potrebbero catturarti e accusarti di essere un lupo mannaro assassino.

    Perché? semplice!
    Come tutti sanno i lupi mannari i peli non li hanno fuori del corpo, ma dentro. E quindi, a quelli completamente glabri sospettati di essere affetti da licantropia, gli aprivano la pancia dalla gola alle palle per vedere se dentro c’erano i peli. Magari i peli non li trovavano, ma era troppo tardi per pentirsi dell’errore.

    M'è piaciuta molto, questa nuova avventura del commissario Adamsberg!

    ☆☆☆☆ bisognose di ceretta

    dit le 

  • 4

    Questo libro mi ha colpito molto fin dal'inizio per la storia dei lupi, come sempre il commissario Adamsberg con la sua testa tra le nuvole sa attirare e tenere incollato il lettore fino alla fine. Qu ...continuer

    Questo libro mi ha colpito molto fin dal'inizio per la storia dei lupi, come sempre il commissario Adamsberg con la sua testa tra le nuvole sa attirare e tenere incollato il lettore fino alla fine. Questo libro ha quel giusto equilibrio tra la storia personale dei personaggi e la parte dell'inchiesta. Nonostante i ragionamenti un pò complicati del commissario il libro è davvero intenso sia nei pensieri che nei sentimenti, e i due lati della stessa medaglia ( tra i due personaggi principali) sono sempre interessanti.

    dit le 

  • 4

    Un racconto strano, che mi ha spiazzata perché non ci ho riconosciuto la solita Vargas. Eppure, devo ammetterlo, mi è piaciuto.

    dit le 

  • 4

    I veri protagonisti non sono il commissario Adamsberg o il perfido assassino, forse un lupo mannaro, che dilania greggi ed esseri umani attorno al parco francese del Mercantour.
    I personaggi a cui ci ...continuer

    I veri protagonisti non sono il commissario Adamsberg o il perfido assassino, forse un lupo mannaro, che dilania greggi ed esseri umani attorno al parco francese del Mercantour.
    I personaggi a cui ci si affeziona sono gli altri: Camille Forestier, amore di Adamsberg, che si rilassa leggendo manuali tecnici e guida il camion; Soliman, con le sue storie africane e la sua fierezza di re, ed il Guarda, vecchio pastore che parla al telefono con i suoi animali quando deve stare loro lontano. Questi tre antieroi, che la società non capisce, che talvolta addirittura maltratta (cosa ci fa un ragazzo nero in un rispettabile paesino della Francia?), partono all'inseguimento del killer che ha annoverato tra le vittime Suzanne, mamma adottiva del trovatello Soliman e unico amore del Guarda.

    Una mezza via tra un noir e un'avventura sulla strada, ho adorato il bizzarrio trio di investigatori improvvisati.

    dit le 

  • 3

    un netto miglioramento rispetto al primo, e anche se Adamsberg dà sui nervi, il suo silenzio qui è in parte giustificato dal fatto che il caso e la sua soluzione è reso più chiaro dallo svolgersi degl ...continuer

    un netto miglioramento rispetto al primo, e anche se Adamsberg dà sui nervi, il suo silenzio qui è in parte giustificato dal fatto che il caso e la sua soluzione è reso più chiaro dallo svolgersi degli eventi e non risulta una cosa eterea e campata per aria come nel primo romanzo. in più Camille prende forma, la donna dei sogni del commissario smette di essere un poster su cui masturbarsi e diventa un personaggio in carne ed ossa.

    dit le 

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