L'idiota

Di

Editore: Mondadori (Biblioteca Moderna Mondadori)

4.4
(6377)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 835 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Russo , Francese , Spagnolo , Svedese , Greco , Catalano , Portoghese , Polacco

Isbn-10: A000217351 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Alfredo Polledro ; Prefazione: Leone Ginzburg

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Cofanetto , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un bel romanzo

    Reduce com'ero dalla lettura di Delitto e Castigo (che ho apprezzato moltissimo) ritengo l'Idiota un gran bel romanzo, ma non il migliore di Dostoevskij. Ho decisamente apprezzato il personaggio del ...continua

    Reduce com'ero dalla lettura di Delitto e Castigo (che ho apprezzato moltissimo) ritengo l'Idiota un gran bel romanzo, ma non il migliore di Dostoevskij. Ho decisamente apprezzato il personaggio del Principe, un carattere unico nel suo genere, e la purezza che trasmette nel suo modo di essere; varrebbe la pena di leggere il romanzo solo per lui. Ho apprezzato molto anche il finale drammatico, che ha dato una degna conclusione alla storia e gli ha dato quella punta di amarezza che ha reso il principe più reale e memorabile. Al contrario ho mal sopportato buona parte dei personaggi femminili del romanzo, mi sono apparse quasi tutte capricciose e volubili all'inverosimile. Un'altra nota negativa a mio parere è che la premessa del romanzo parte dinamica e interessante mentre la parte centrale è molto molto statica e a tratti pesante prima che arrivi il finale. I discorsi filosofici e le brevi note sulla "varia umanità" che fa il narratore sono comunque stupendi e li trovo una fantastica caratteristica di Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 4

    La trama di una soap opera nelle parole di uno dei grandi romanzi del 1800. Non ho mai affrontato i classici russi perché temevo di annoiarmi; non mi sono annoiata, mi sono molto divertita. (Italian B ...continua

    La trama di una soap opera nelle parole di uno dei grandi romanzi del 1800. Non ho mai affrontato i classici russi perché temevo di annoiarmi; non mi sono annoiata, mi sono molto divertita. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bisogna curarvi con amore, con molto amore. E io vi curerò.

    Quello che mi sorprende sempre di questo autore è il fatto di saper descrivere i personaggi talmente bene che sembrano vivere e respirare accanto a te, mentre leggi. Ho apprezzato tantissimo questo li ...continua

    Quello che mi sorprende sempre di questo autore è il fatto di saper descrivere i personaggi talmente bene che sembrano vivere e respirare accanto a te, mentre leggi. Ho apprezzato tantissimo questo libro perchè, alla fine di tutto, è una storia su gente comune, in primis l'idiota, il principe, idiota proprio perchè è troppo generoso e ingenuo... e proprio questa sua caratteristica me lo ha fatto amare, ed è per questo che si è fatto amare anche dagli altri personaggi. E' da un lato un personaggio che può sembrare semplice e in alcuni tratti anche banale, e dall'altro è di una complessità incredibile che viene difficile anche spiegarlo, mi limiterò a dire che, per me, è uno dei migliori personaggi scritto da Dostoevskij. Per il resto, l'intreccio delle storie e le storie stesse sono meravigliose, proprio nella loro semplicità; il finale è forse quello che mai e poi mai mi sarei immaginata, mi dispiace un po' a dir la verità perchè Nastas'ja è un personaggio dalle mille sfaccettature, e una fine simile mi ha lasciata un po' sorpresa/ perplessa, però alla fine ci stava. Un gran libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Comprato per sdrammatizzare una sensazione del momento, l'ho lasciato per un po' sul comodino. Poi è arrivato il suo momento.
    Sono stata catapultata subito nell'universo di Dostoevskij, rapita da quel ...continua

    Comprato per sdrammatizzare una sensazione del momento, l'ho lasciato per un po' sul comodino. Poi è arrivato il suo momento.
    Sono stata catapultata subito nell'universo di Dostoevskij, rapita da quello stile perfetto e quel modo così piacevole di dire le cose. Ma, al di là del piacere puro della lattura, sono stati i personaggi a tenermi incollata alle pagine.
    I rapporti costruiti da Dostoevskij tra i vari personaggi sono a volte spiazzanti, a volte irritanti, a volte commoventi. Tra Rogozin e il Principe Miskin c'è una simbiosi malsana e spesso incomprensibile, così come tra il Principe e Nastas'ja o tra Nastas'ja e Rogozin. Tutti i legami che si creano tra i protagonisti sono "viziati" da un tormento interiore e, spesso, sembra che nemmeno loro sappiano cosa li spinga ad agire in un certo modo.
    E' una storia di critica e accettazione sociale, di amore vero e interessato, di amicizia e di ossessione. Alcune situazioni sono piuttosto inverosimili e il finale, per quanto scontato, non è come lo immaginavo. Ma è impossibile non affezionarsi al principe.

    ha scritto il 

  • 5

    Per un lettore raccontare le emozioni che la lettura di questo libro riesce scatenare in noi è cosa quasi impossibile. Sei calato nel "Giardino delle delizie" di Bosch e sempre dominato dalla presenza ...continua

    Per un lettore raccontare le emozioni che la lettura di questo libro riesce scatenare in noi è cosa quasi impossibile. Sei calato nel "Giardino delle delizie" di Bosch e sempre dominato dalla presenza del "Cristo defunto" di Holbein il Giovane.
    Ma chi è il Principe Myskin: L'Idiota o Cristo?

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato

    Mi dispiace abbandonare i libri e mi sento a disagio a commentare negativamente quello che viene ritenuto un capolavoro della letteratura. Ho acquistato questo libro con grandi aspettative, avendone s ...continua

    Mi dispiace abbandonare i libri e mi sento a disagio a commentare negativamente quello che viene ritenuto un capolavoro della letteratura. Ho acquistato questo libro con grandi aspettative, avendone sentito parlare bene da un paio di persone, ma ... ho sempre sofferto i libri con troppi personaggi e questo raggiunge limiti per me insopportabili. Arrivato a circa metà, alla presentazione di ulteriori tre nuovi nominativi, ho deciso di abbandonare. Non solo il numero dei soggetti aumenta continuamente (magari anche a gruppi di 4/5 alla volta), ma molto spesso la stessa persona viene menzionata in tre modi diversi, anche nell'arco della stessa pagina: prima col nome, poi col cognome ed infine col soprannome, rendendo difficoltoso seguire l'intreccio. A quanto sopra va poi aggiunto che i nomi, logicamente, sono nomi russi, non facili da memorizzare. Per me, la lettura, se non è più un piacere diventa una noia.

    ha scritto il 

  • 3

    L'incipit (che nella mia edizione equivale a un centinaio di pagine) mi ha fatto quasi venire voglia di abbandonarlo, pareva un riassuntone di beautiful ottocentesco. Dopo, a dir la verità, si è fatto ...continua

    L'incipit (che nella mia edizione equivale a un centinaio di pagine) mi ha fatto quasi venire voglia di abbandonarlo, pareva un riassuntone di beautiful ottocentesco. Dopo, a dir la verità, si è fatto più interessante, o perché si comprendono meglio le dinamiche o perché un po ci si comincia ad affezionare a qualche personaggio. Insomma, non essendo un gran estimatore del genere, ho trovato più interessanti alcune considerazioni sparse qua e là, soprattutto quella sulle persone comuni (praticamente alla fine del libro) e che mi fa tanto apprezzare il personaggio di Gavrila, quell'invidioso antipatico che è. Sono pur sempre un profano incolto, però.

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione

    [Sono circa a 3/4, mi riservo di cambiare la recensione se dovesse cambiare qualcosa nel prosieguo]

    Madò no.
    Che delusione.
    Forse sono stato abituato troppo bene da D., ma veramente: no.

    Piattissimo.
    ...continua

    [Sono circa a 3/4, mi riservo di cambiare la recensione se dovesse cambiare qualcosa nel prosieguo]

    Madò no.
    Che delusione.
    Forse sono stato abituato troppo bene da D., ma veramente: no.

    Piattissimo.
    Non. Succede. Nulla. Niente.
    E quel poco che succede è già visto e rivisto e rivisto e rivisto.

    I rubli; non mi ami; ti giuro di sì; il vecchio un po' sbandato; la vecchietta incazzosa; il protagonista dileggiato etc.

    Poi ci sono alcune cose che non mi piacciono affatto. Per esempio: va bene che il romanzo si chiama "L'idiota", ma non c'è motivo di ricordarlo tramite le prese in giro (assolutamente ingiustificate, tra l'altro) dei personaggi verso Myskin ogni 4/5 pagine.

    I dialoghi non vanno (se fosse stato un altro autore mi sarei espresso più pesantemente, ma non mi pare giusto nei confronti del vecchio D (anche se credo che una mia critica non gli faccia né caldo né freddo) (anche perché essendo morto da 150 anni che gliene frega), o perlomeno non vanno ORA nel 21° secolo. Roba che magari poteva far sobbalzare sulla sedia una persona dell'Ottocento, inarcare un sopracciglio a inizio Novecento, sinceramente, a me, fa sbadigliare.

    "E Ippolit... tirò fuori... UN PLICO!"
    Quindi?
    "Sconvolgendo i presenti eh!"
    Interessante.

    Boh, è proprio come è strutturato che mi lascia perplesso.
    Cosa VUOLE DIRE Dostoevskij?
    Perché lo fa così male, soprattutto?
    Non c'è l'azione, il movimento di Delitto e Castigo o de I fratelli Karamazov, o de I demoni.
    Non c'è (o se c'è, pochissimo) uno spaccato della vita quotidiana.
    Tutto ruota a Myskin e a chi gli ruota intorno: sempre gente intenta a deriderlo, a chiamarlo idiota.
    E gli immancabili nichilisti, ovviamente.

    (E l'epilessia, ça va sans dire)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo è il mio sesto Dostoevskij, e come ogni volta il post-lettura porta con sé una sensazione di mancanza, di nostalgia, che mi porta a voler iniziare immediatamente un altro capolavoro di questo s ...continua

    Questo è il mio sesto Dostoevskij, e come ogni volta il post-lettura porta con sé una sensazione di mancanza, di nostalgia, che mi porta a voler iniziare immediatamente un altro capolavoro di questo scrittore immenso. "L'idiota" non mi ha entusiasmata sin da subito, mi sono molto piaciute le riflessioni religiose e quella sulla pena di morte, la descrizione del dipinto di Hans Holbein il Giovane; a mio parere la vicenda è diventata più movimentata in seguito all'incontro tra Nastasja e Aglaja.
    Ogni commento su Dostoevskij credo sia superfluo, non si riesce mai a esprimere in modo abbastanza esauriente quanto questo genio ci abbia profondamente colpiti, ogni parola sembra così convenzionale detta sul suo conto, si cade quasi nel banale, quindi mi affido a Herman Hesse:
    "Su Dostoevskij non si può dire niente di nuovo. Ciò che si può dire, sul suo conto, di giusto e di intelligente, è già stato detto tutto, è già stato, a suo tempo, nuovo e spiritoso, e nel frattempo è invecchiato, mentre l'amata e terribile figura dello scrittore ci riappare sempre involta di mistero e di enigmi, ogni qualvolta, in un'ora di crisi e di raccoglimento, torniamo a essa. [...] Dobbiamo leggere Dostoevskij quando ci sentiamo a terra, quando abbiamo sofferto sino ai limiti del tollerabile e tutta la vita ci duole come un'unica piaga bruciante e cocente, quando respiriamo la disperazione e siamo morti di mille morti sconsolate. Allora, nel momento in cui -soli e paralizzati in mezzo allo squallore- volgiamo lo sguardo alla vita e non la comprendiamo nella sua splendida, selvaggia crudeltà e non ne vogliamo più sapere, allora, ecco, siamo maturi per la musica di questo terribile e magnifico poeta. Allora, infatti, non siamo più spettatori, non siamo più giudici e degustatori, ma siamo dei poveretti in mezzo a tutti i poveri diavoli dei suoi romanzi, e soffriamo le loro pene, fissiamo anche noi, ammaliati e senza respiro, il vortice della vita, la macina instancabile della morte. E in quei momenti avvertiamo anche la musica di Dostoevskij, il suo conforto, il suo amore, e solo allora sperimentiamo il senso meraviglioso del suo terrificante e spesso così infernale mondo poetico. [...] Da che cosa deriva, dunque, l'impossibilità di questo "idiota" di inserirsi nel mondo degli altri? Perché nessuno lo capisce, lui che quasi tutti in qualche modo pur amano, la cui mansuetudine sembra a tutti simpatica, spesso addirittura esemplare? Che cosa divide lui, l'uomo magico, dagli altri uomini, quelli comuni? Perché hanno ragione quando lo respingono? Perché sono necessariamente costretti a farlo? Perché deve succedergli come a Gesù, che alla fine fu abbandonato non solo dal mondo, ma anche da tutti i propri discepoli? E' perché l'"idiota" ha un modo di pensare diverso dagli altri. [...] Myškin si distingue dagli altri per il fatto che, come "idiota" ed epilettico, che però è anche un uomo di grande intelligenza, ha dei rapporti molto più stretti e diretti con l'inconscio che non quelli."

    ha scritto il 

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