L'idiota

Di

Editore: Mondadori (Biblioteca Moderna Mondadori)

4.4
(6422)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 835 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Russo , Francese , Spagnolo , Svedese , Greco , Catalano , Portoghese , Polacco

Isbn-10: A000217351 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Alfredo Polledro ; Prefazione: Leone Ginzburg

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Cofanetto , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 0

    Un Cristo che non risorge

    Esco dalla lettura de L'Idiota perplessa.

    Il libro non è stato faticoso, non è stato complesso, ma non mi ha entusiasmato. Mi ha tenuto distante. I personaggi sono rimasti personaggi, non sono diventa ...continua

    Esco dalla lettura de L'Idiota perplessa.

    Il libro non è stato faticoso, non è stato complesso, ma non mi ha entusiasmato. Mi ha tenuto distante. I personaggi sono rimasti personaggi, non sono diventate persone per cui parteggiare, per cui appassionarsi, per cui commuoversi o arrabbiarsi. L'ho trovato, per i miei gusti attuali, eccessivamente salottiero. Lontano dai toni e dallo stile che mi aveva esaltato in Delitto e Castigo.

    Mi sono però soffermata su tre aspetti che ho trovato molto interessanti.

    Il primo. La scoperta [per me che non lo conoscevo] del quadro il Cristo nella tomba di Hans Holbein il Giovane del 1520-22 [caricato in immagini]

    Il quadro è stupefacente. Direi raccapricciante. Nel crudo realismo. Nella descrizione degli spazi angusti. Nella descrizione della decomposizione di un corpo morto. Nella rappresentazione spietata di un cadavere che è oggettivamente morto, così morto e defunto da parerne impossibile la resurrezione.

    E questo è ciò che osserva il Principe Myskin di fronte al dipinto.

    «Quel quadro! Ma quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno!»

    Il secondo. Il parallelo tra la figura di Cristo e quella de L'Idiota, ovvero il Principe Myskin.

    La fede. Che si basa sulla sconfitta della morte. Myskin come un Cristo moderno del XIX secolo incapace di essere salvifico. Direi piuttosto in balia della corruzione dell'uomo. Myskin si fa travolgere. Myskin non prende posizione. Myskin ascolta e comprende tutti, tollera, sopporta, subisce e si immerge talmente tanto nell'umanità corrotta da rimanerne vinto. La sua unica via di fuga non è la resurrezione ma la malattia, la follia.

    "Capire" non sembra essere un problema di Cristo ma degli altri, che nei Vangeli subiscono in ogni istante le sue parole, la sua personalità, almeno quanto il principe subisce quella altrui.
    E mentre i Vangeli sono intrisi di messaggi, parabole e profezie, che devono essere interpretati da chi ascolta, che rimandano a qualcosa cui tendere, qualcosa da raggiungere, il racconto dell'Idiota non fornisce insegnamenti, non fornisce epifanie. Myskin non è un Maestro, Myskin non ha obbiettivi, Myskin non fa chiamate. Myskin non ha messaggi da annunciare.

    Quale l'obiettivo del Principe Myskin se non la bontà fine a se stessa, priva di calcolo certamente, ma così tanto priva di intenti da apparire sterile e alla fine dannosa proprio nei confronti delle stesse persone cui si rivolge con scopi puramente pietosi.
    Ma il problema di Myskin sta forse proprio nell'assenza di qualsivoglia disegno.

    Il terzo. Il legame con Madame Bovary.
    Natas'ja Filippovna, la donna perduta di questo romanzo, curiosamente è una lettrice di Madame Bovary. Come Madame Bovary sconta la pena di essere una donna fuori posto nel contesto di cui suo malgrado si è trovata a far parte. Bella e contesa, ma irrimediabilmente corrotta dalla vita, putrefatta dalla cattiveria e dall'abuso, dalla meschinità dell'uomo che agisce per il proprio tornaconto. Madame Bovary insegue l'idea di un amore romantico e passionale, Natas'ja Filippovna è molto più enigmatica. Un agnello sacrificale? Vittima di amore passionale a causa della sua bellezza? La donna che non riesce ad essere salvata dalla purezza perché si ritiene immeritevole di gesti pietosi? O semplicemente una donna che non può accettare di essere sposata per portare a compimento un gesto di misericordia?

    Come per tutti i libri significativi e importanti, tante le riflessioni e le domande che sorgono post lettura.
    Mah. Forse mi è piaciuto molto di più di quanto io stessa abbia creduto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel romanzo

    Reduce com'ero dalla lettura di Delitto e Castigo (che ho apprezzato moltissimo) ritengo l'Idiota un gran bel romanzo, ma non il migliore di Dostoevskij. Ho decisamente apprezzato il personaggio del ...continua

    Reduce com'ero dalla lettura di Delitto e Castigo (che ho apprezzato moltissimo) ritengo l'Idiota un gran bel romanzo, ma non il migliore di Dostoevskij. Ho decisamente apprezzato il personaggio del Principe, un carattere unico nel suo genere, e la purezza che trasmette nel suo modo di essere; varrebbe la pena di leggere il romanzo solo per lui. Ho apprezzato molto anche il finale drammatico, che ha dato una degna conclusione alla storia e gli ha dato quella punta di amarezza che ha reso il principe più reale e memorabile. Al contrario ho mal sopportato buona parte dei personaggi femminili del romanzo, mi sono apparse quasi tutte capricciose e volubili all'inverosimile. Un'altra nota negativa a mio parere è che la premessa del romanzo parte dinamica e interessante mentre la parte centrale è molto molto statica e a tratti pesante prima che arrivi il finale. I discorsi filosofici e le brevi note sulla "varia umanità" che fa il narratore sono comunque stupendi e li trovo una fantastica caratteristica di Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 4

    La trama di una soap opera nelle parole di uno dei grandi romanzi del 1800. Non ho mai affrontato i classici russi perché temevo di annoiarmi; non mi sono annoiata, mi sono molto divertita. (Italian B ...continua

    La trama di una soap opera nelle parole di uno dei grandi romanzi del 1800. Non ho mai affrontato i classici russi perché temevo di annoiarmi; non mi sono annoiata, mi sono molto divertita. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bisogna curarvi con amore, con molto amore. E io vi curerò.

    Quello che mi sorprende sempre di questo autore è il fatto di saper descrivere i personaggi talmente bene che sembrano vivere e respirare accanto a te, mentre leggi. Ho apprezzato tantissimo questo li ...continua

    Quello che mi sorprende sempre di questo autore è il fatto di saper descrivere i personaggi talmente bene che sembrano vivere e respirare accanto a te, mentre leggi. Ho apprezzato tantissimo questo libro perchè, alla fine di tutto, è una storia su gente comune, in primis l'idiota, il principe, idiota proprio perchè è troppo generoso e ingenuo... e proprio questa sua caratteristica me lo ha fatto amare, ed è per questo che si è fatto amare anche dagli altri personaggi. E' da un lato un personaggio che può sembrare semplice e in alcuni tratti anche banale, e dall'altro è di una complessità incredibile che viene difficile anche spiegarlo, mi limiterò a dire che, per me, è uno dei migliori personaggi scritto da Dostoevskij. Per il resto, l'intreccio delle storie e le storie stesse sono meravigliose, proprio nella loro semplicità; il finale è forse quello che mai e poi mai mi sarei immaginata, mi dispiace un po' a dir la verità perchè Nastas'ja è un personaggio dalle mille sfaccettature, e una fine simile mi ha lasciata un po' sorpresa/ perplessa, però alla fine ci stava. Un gran libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Comprato per sdrammatizzare una sensazione del momento, l'ho lasciato per un po' sul comodino. Poi è arrivato il suo momento.
    Sono stata catapultata subito nell'universo di Dostoevskij, rapita da quel ...continua

    Comprato per sdrammatizzare una sensazione del momento, l'ho lasciato per un po' sul comodino. Poi è arrivato il suo momento.
    Sono stata catapultata subito nell'universo di Dostoevskij, rapita da quello stile perfetto e quel modo così piacevole di dire le cose. Ma, al di là del piacere puro della lattura, sono stati i personaggi a tenermi incollata alle pagine.
    I rapporti costruiti da Dostoevskij tra i vari personaggi sono a volte spiazzanti, a volte irritanti, a volte commoventi. Tra Rogozin e il Principe Miskin c'è una simbiosi malsana e spesso incomprensibile, così come tra il Principe e Nastas'ja o tra Nastas'ja e Rogozin. Tutti i legami che si creano tra i protagonisti sono "viziati" da un tormento interiore e, spesso, sembra che nemmeno loro sappiano cosa li spinga ad agire in un certo modo.
    E' una storia di critica e accettazione sociale, di amore vero e interessato, di amicizia e di ossessione. Alcune situazioni sono piuttosto inverosimili e il finale, per quanto scontato, non è come lo immaginavo. Ma è impossibile non affezionarsi al principe.

    ha scritto il 

  • 5

    Per un lettore raccontare le emozioni che la lettura di questo libro riesce scatenare in noi è cosa quasi impossibile. Sei calato nel "Giardino delle delizie" di Bosch e sempre dominato dalla presenza ...continua

    Per un lettore raccontare le emozioni che la lettura di questo libro riesce scatenare in noi è cosa quasi impossibile. Sei calato nel "Giardino delle delizie" di Bosch e sempre dominato dalla presenza del "Cristo defunto" di Holbein il Giovane.
    Ma chi è il Principe Myskin: L'Idiota o Cristo?

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato

    Mi dispiace abbandonare i libri e mi sento a disagio a commentare negativamente quello che viene ritenuto un capolavoro della letteratura. Ho acquistato questo libro con grandi aspettative, avendone s ...continua

    Mi dispiace abbandonare i libri e mi sento a disagio a commentare negativamente quello che viene ritenuto un capolavoro della letteratura. Ho acquistato questo libro con grandi aspettative, avendone sentito parlare bene da un paio di persone, ma ... ho sempre sofferto i libri con troppi personaggi e questo raggiunge limiti per me insopportabili. Arrivato a circa metà, alla presentazione di ulteriori tre nuovi nominativi, ho deciso di abbandonare. Non solo il numero dei soggetti aumenta continuamente (magari anche a gruppi di 4/5 alla volta), ma molto spesso la stessa persona viene menzionata in tre modi diversi, anche nell'arco della stessa pagina: prima col nome, poi col cognome ed infine col soprannome, rendendo difficoltoso seguire l'intreccio. A quanto sopra va poi aggiunto che i nomi, logicamente, sono nomi russi, non facili da memorizzare. Per me, la lettura, se non è più un piacere diventa una noia.

    ha scritto il 

  • 3

    L'incipit (che nella mia edizione equivale a un centinaio di pagine) mi ha fatto quasi venire voglia di abbandonarlo, pareva un riassuntone di beautiful ottocentesco. Dopo, a dir la verità, si è fatto ...continua

    L'incipit (che nella mia edizione equivale a un centinaio di pagine) mi ha fatto quasi venire voglia di abbandonarlo, pareva un riassuntone di beautiful ottocentesco. Dopo, a dir la verità, si è fatto più interessante, o perché si comprendono meglio le dinamiche o perché un po ci si comincia ad affezionare a qualche personaggio. Insomma, non essendo un gran estimatore del genere, ho trovato più interessanti alcune considerazioni sparse qua e là, soprattutto quella sulle persone comuni (praticamente alla fine del libro) e che mi fa tanto apprezzare il personaggio di Gavrila, quell'invidioso antipatico che è. Sono pur sempre un profano incolto, però.

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione

    [Sono circa a 3/4, mi riservo di cambiare la recensione se dovesse cambiare qualcosa nel prosieguo]

    Madò no.
    Che delusione.
    Forse sono stato abituato troppo bene da D., ma veramente: no.

    Piattissimo.
    ...continua

    [Sono circa a 3/4, mi riservo di cambiare la recensione se dovesse cambiare qualcosa nel prosieguo]

    Madò no.
    Che delusione.
    Forse sono stato abituato troppo bene da D., ma veramente: no.

    Piattissimo.
    Non. Succede. Nulla. Niente.
    E quel poco che succede è già visto e rivisto e rivisto e rivisto.

    I rubli; non mi ami; ti giuro di sì; il vecchio un po' sbandato; la vecchietta incazzosa; il protagonista dileggiato etc.

    Poi ci sono alcune cose che non mi piacciono affatto. Per esempio: va bene che il romanzo si chiama "L'idiota", ma non c'è motivo di ricordarlo tramite le prese in giro (assolutamente ingiustificate, tra l'altro) dei personaggi verso Myskin ogni 4/5 pagine.

    I dialoghi non vanno (se fosse stato un altro autore mi sarei espresso più pesantemente, ma non mi pare giusto nei confronti del vecchio D (anche se credo che una mia critica non gli faccia né caldo né freddo) (anche perché essendo morto da 150 anni che gliene frega), o perlomeno non vanno ORA nel 21° secolo. Roba che magari poteva far sobbalzare sulla sedia una persona dell'Ottocento, inarcare un sopracciglio a inizio Novecento, sinceramente, a me, fa sbadigliare.

    "E Ippolit... tirò fuori... UN PLICO!"
    Quindi?
    "Sconvolgendo i presenti eh!"
    Interessante.

    Boh, è proprio come è strutturato che mi lascia perplesso.
    Cosa VUOLE DIRE Dostoevskij?
    Perché lo fa così male, soprattutto?
    Non c'è l'azione, il movimento di Delitto e Castigo o de I fratelli Karamazov, o de I demoni.
    Non c'è (o se c'è, pochissimo) uno spaccato della vita quotidiana.
    Tutto ruota a Myskin e a chi gli ruota intorno: sempre gente intenta a deriderlo, a chiamarlo idiota.
    E gli immancabili nichilisti, ovviamente.

    (E l'epilessia, ça va sans dire)

    ha scritto il 

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