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L'illusione del bene

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(411)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 209 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807721554 | Isbn-13: 9788807721557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Mario è stato comunista e non riesce a capacitarsi del fatto che nessuno condivida la sua ossessione: che cos'è stato il comunismo? Perché nessuno di quelli che ci avevano creduto vuole farci veramente i conti? Qual era l'illusione del bene covata dentro i fallimenti storici? Dentro i morti. Dentro i silenzi. Oltre il Muro ormai crollato. Dobbiamo subire la Storia o cercare di darle delle risposte? Nemmeno le dinamiche del fallimento del suo rapporto coniugale gli sono molto chiare: l'amore che lo lega ai tre figli rimane dunque l'unica certezza della sua vita. L'incontro occasionale con Sonja, giovane pianista russa che vive con l'altera nonna e la figlia di pochi anni, lo risucchia in una storia tragica e misteriosa che di donna in donna risale verso il tassello mancante, verso quel buio di domande senza risposta che è diventato il suo tormento. In compagnia dell'ultimo figlio, Mario si mette sulle tracce della madre di Sonja, prima a Budapest e poi in una sperduta cittadina dell'ex Unione Sovietica.
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  • 3

    L'illusione di saper far tutto bene (2,7 stelle)

    L'illusione del bene.

    La storia sembra quasi un pretesto per poter parlare del comunismo, attraverso dei personaggi piuttosto che tramite un saggio è più facile e più piacevole far emergere storie e dei pensieri, idee.
    A tratti la narrazione mi sembra confusa, nei dialoghi talvolta n ...continua

    L'illusione del bene.

    La storia sembra quasi un pretesto per poter parlare del comunismo, attraverso dei personaggi piuttosto che tramite un saggio è più facile e più piacevole far emergere storie e dei pensieri, idee.
    A tratti la narrazione mi sembra confusa, nei dialoghi talvolta non capisco bene chi sia a parlare.
    Obiettivamente quest'opera mi sembra migliore come possibile realizzazione di un film che come romanzo.
    Giunta alla fine mi è venuto spontaneo fare il parallelo con "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini, forse per l'epilogo drammatico, forse perché si va a scavare in passati dolorosi, per le storie terribili che vengono alla luce dopo anni; ma mentre nel libro della Mazzantini ho trovato un pathos, un'energia ed una necessità di leggere voracemente fino alla fine qui mi sono sentita un po' infiacchita.
    Il racconto mi pare nettamente divisi in due parti, la prima più lunga e molto teorica, piena di elucubrazioni, la seconda più breve in cui il romanzo diventa più movimentato e drammatico, anche se spesso poco credibile.
    Non ho ancora capito se mi è piaciuto, probabilmente non molto, il lato incentrato sull'analisi sociale e politica mi è rimasto pesante,mentre la parte più romanzesca l'ho trovata sforzata, ho avvertito un voler far tornare tutto, un voler chiudere comunque con un vissero felici e contenti in barba agli eventi tragici raccontati fino alla pagina prima. Insomma mi sembra un'operazione non riuscita in pieno, una fusione di ideali e di storie da raccontare accoppiate male. La storia è stata un po' più coinvolgente verso la fine, ma non c'è equilibrio, non c'è una visione d'insieme amalgamata, la storia d'amore sembra inserita al solo scopo di raccontare i dilemmi esistenziali del protagonista e gli errori fatti dal comunismo quando è diventato totalitarismo. Dallo stile di scrittura si avverte la Comencini prevalentemente come una regista, il libro assomiglia più ad una sceneggiatura che ad un'opera letteraria.
    Tutti vogliono far tutto ma non tutto può essere fatto bene e a livello professionale allo stesso modo.

    Citazioni:

    "Cos'è la paura se non questo? L'Idea che possa succederti qualcosa, all'improvviso."

    "...la questione che mi tormentava da danni: quanto male si era fatto progettando il bene."

    "Il pensiero umano non può compiersi nel tempo di una vita, non può essere valido per sempre. Ma è proprio questa la sua grandezza, la possibilità di superarsi continuamente."

    ha scritto il 

  • 4

    L'illusione del male...

    L'Illusione del bene... mi viene in mente il monologo di Andreotti nel Maestoso film Il divo di Sorrentino.
    Mario è spaesato, è un vecchio comunista che ci ha creduto fino alla fine, e fino alla fine vorrà andare alla ricerca della verità.
    Ma qual è la verità che vuole veramente trova ...continua

    L'Illusione del bene... mi viene in mente il monologo di Andreotti nel Maestoso film Il divo di Sorrentino.
    Mario è spaesato, è un vecchio comunista che ci ha creduto fino alla fine, e fino alla fine vorrà andare alla ricerca della verità.
    Ma qual è la verità che vuole veramente trovare Mario?
    Da cosa si vuole liberare?
    Cosa vuole lasciare in eredità a se stesso e ai suoi figli?

    ha scritto il 

  • 2

    ho comprato questo libro 5 anni fà, in una sessione veloce, vorace e compulsiva di libro-shopping, e ricordo ancora che tornata a casa, sistemando i nuovi acquisti nella libreria, vedendo questo libro pensai:
    "ma perchè l'ho comprato? come c'è finito nella mia busta? non mi sembra proprio i ...continua

    ho comprato questo libro 5 anni fà, in una sessione veloce, vorace e compulsiva di libro-shopping, e ricordo ancora che tornata a casa, sistemando i nuovi acquisti nella libreria, vedendo questo libro pensai:
    "ma perchè l'ho comprato? come c'è finito nella mia busta? non mi sembra proprio il mio genere, mi sa che non lo leggerò mai..."

    invece mi sbagliavo, perchè alla fine l'ho letto...però non mi ha conquistato, la prima impressione era quella giusta, le prime 130 pagine sono state difficili da leggere, mi mettevano tristezza e pesantezza, non andavano ne su ne giù!
    Le restanti pagine sono state più scorrevoli, però la sensazione di pesantezza ha continuato ad accompagnare la lettura...
    Non è un brutto libro, ma non è il mio genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino ma niente di eccezionale

    Libro carino, si legge velocemente.....la questione politico-ideologica è sullo sfondo e non dà fastidio alla piccola storia. L'autrice avrebbe però dovuto caratterizzare meglio i personaggi, la storia sembra inoltre liquidata in poche parole.

    ha scritto il 

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