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L'illusione di Dio

Le ragioni per non credere

Di

Editore: Mondadori

4.3
(1361)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Portoghese , Svedese , Olandese , Francese , Greco , Polacco

Isbn-10: 8804581646 | Isbn-13: 9788804581642 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Science & Nature

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Descrizione del libro
Da quando è uscito L'illusione di Dio, Richard Dawkins non è più soltanto uno scienziato famoso, un brillante divulgatore e uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo: è diventato l'ateo più celebre del mondo. Ma lo scopo di questo libro non è solo dimostrare, con argomentazioni provocatorie e uno stile piacevole ed efficace, l'assoluta improbabilità dell'esistenza di un essere superiore, creatore del cielo e della terra; è soprattutto quello di denunciare come ogni forma di religione possa trasformarsi in fondamentalismo, fomentare guerre, condizionare le menti dei bambini. Una critica radicale, condotta con grande intelligenza e humour, che prende in esame tutte le più importanti argomentazioni a favore dell'esistenza di Dio, dimostrandone l'inefficacia. In queste pagine Dawkins mette a frutto la propria competenza e passione di scienziato per mostrarci come nessuna religione potrà mai dare una comprensione più profonda e uno stupore più commosso per le meraviglie del mondo di quella che ci consente la conoscenza scientifica.
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  • 4

    Ho sempre evitato i libri di Dawkins, considerandolo un fanatico, una specie di "sacerdote della ragione", un fondamentalista ateo: ammetto di essermi sbagliato. Pur non condividendo appieno la visione del biologo britannico (il mio orientamento religioso oscilla tra un agnosticismo incline all'a ...continua

    Ho sempre evitato i libri di Dawkins, considerandolo un fanatico, una specie di "sacerdote della ragione", un fondamentalista ateo: ammetto di essermi sbagliato. Pur non condividendo appieno la visione del biologo britannico (il mio orientamento religioso oscilla tra un agnosticismo incline all'ateismo, un'oscura forma di deismo e un panteismo alla Spinoza), ho apprezzato L'illusione di Dio dalla prima all'ultima pagina. Questo libro è un ottimo manuale di autodifesa per chi, seguendo la strada della ragione e della scienza, si è liberato dalle catene della religione e non accetta più i dogmi che annichilano la conoscenza, le tradizioni e superstizioni che immiseriscono la natura umana. Insieme a Il mondo infestato dai demoni di Carl Sagan (che purtroppo non viene più ristampato), è un testo che tutti gli esseri umani evoluti dovrebbero leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Religione-Dawkins 0-8

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo.
    Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:


    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins né lo leggerò. Quanto alle questioni sull'esistenza di Dio e simili sono d'accordo con il ...continua

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo. Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:

    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins né lo leggerò. Quanto alle questioni sull'esistenza di Dio e simili sono d'accordo con il grande Galileo: che la scienza si occupi "di come va il cielo" e che la fede continui a occuparsi "di come si va in Cielo"....(bisognerebbe ricordarglielo a Odifreddi e a tutti gli scienziati che fanno dell'ateismo una professione di fede e una missione!) Buone letture e complimenti per l'impegno" Firmato: Gabril

    E un po' mi ha dato fastidio e ho deciso di scrivere due righe su questo commento e sul libro.

    Sul commento

    Perché mi ha infastidito il commento? Perché il signor Gabril ammette candidamente di non aver letto il libro di Dawkins e di non avere alcuna intenzione di leggerlo, in quanto lui, meno giovane del suo vicino, ha ormai raggiunto una conclusione ferma sul giusto rapporto tra scienza e religione: la posizione del "grande Galilei", il quale scriveva, richiamandosi a "persona ecclesiastica costituita in eminentissimo grado" (probabilmente il cardinale Baronio stando alle ricostruzioni), che "l'intenzione dello Spirito Santo essere d'insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo".

    Peccato per il signor Gabril che: a) se si degnasse di leggere il libro, scoprirebbe che Dawkins discute in modo abbastanza approfondito questa posizione, che designa con l'acronimo NOMA (Non-Overlapping Magisteria). E alcune delle critiche potrebbe magari trovarle interessanti. b) il grande Galilei scrive quelle parole nella Lettera a Cristina di Lorena. La separazione degli ambiti in quella lettera, come in molte occasioni in Galileo, è sostenuta con fini strumentali: il suo unico obiettivo è quello di mantenere spazi di libertà per le sue teorie senza finire arrostito. Il vero pensiero di Galileo su questi temi è difficilmente ricostruibile date le pressioni fisiche e psicologiche cui era continuamente sottoposto, e non certo per il travalicamento della "scienza" nell'ambito della "religione"...

    Sul libro

    Dawkins passa in rassegna e discute criticamente gli argomenti a favore dell'esistenza di Dio e più in generale della fede -- da quelli classici (le cinque vie di Tommaso d'Aquino, l'argomento ontologico di Sant'Anselmo d'Aosta) a quelli meno classici, che lui stesso si premura di definire e classificare (l'argomento della bellezza, l'argomento della esperienza personale, l'argomento delle Sacre Scritture, l'argomento dei grandi scienziati credenti, la scommessa di Pascal, l'argomento bayesiano) -- nonché le argomentazioni contro l'esistenza di Dio, e conclude per l'"estrema improbabilità di Dio" (sicuramente del Dio "teistico", che crea, sorveglia e influenza costantemente il creato, ma anche di quello "deistico", la cui azione è limitata all'atto della creazione).

    Questo è solo il punto di partenza del libro, che continua con una critica ragionata dell'agnosticismo (importante in tal senso il ricorso all'argomento della teiera celeste di Russell) e della teoria dei magisteri non sovrapposti (quella "sostenuta" da Galilei).

    Vi è poi un'analisi in ottica darwiniana della nascita e dello sviluppo delle religioni: la predisposizione psicologica alla religione come sottoprodotto inefficiente di tendenze indotte dalla selezione naturale perché utili in altri contesti. L'esempio della falena è abbastanza calzante.

    Viene poi analizzato il rapporto tra etica e religione: può esistere una morale senza religione? qual è il rapporto tra morale religiosa e Sacre Scritture? Qui vengono anche discusse le teorie sull'origine darwiniana del senso morale, che ho trovato abbastanza interessanti.

    In molte parti del libro, quelle in particolare in cui discute i danni prodotti dalle religioni, Dawkins è volutamente provocatorio e urticante, e non risparmia gli attacchi. A tre quarti di libro sembra di assistere al secondo tempo della semifinale Brasile-Germania: sullo 0-7 Dawkins cerca di portare a casa lo 0-8 contro la religione come se fosse questione di vita o di morte. A te lettore viene da prenderlo in disparte per tranquillizzarlo: "Richard, caro, hai vinto, basta, io capisco che è da quando hai pubblicato Il gene egoista che ti rompono le scatole, ma datti una calmata e fai segnare sto gol della bandiera alla religione, che sennò questi ti aspettano fuori per prenderti a randellate... E se fossi antipatico come Odifreddi quasi quasi..."

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal compromesso, dall'ambiguità. Non è facile rinunciare a ciò che ha modellato per anni la tua esistenza ...continua

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal compromesso, dall'ambiguità. Non è facile rinunciare a ciò che ha modellato per anni la tua esistenza. Questo libro ti aiuta a farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Pane al pane e vino al vino...

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza.
    Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzialmente una cosa...per dirla alla Fantozzi...la religione è una cagata pazzesca!
    Il libro di Dawki ...continua

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza. Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzialmente una cosa...per dirla alla Fantozzi...la religione è una cagata pazzesca! Il libro di Dawkins potrà anche non piacere ma almeno l'autore si mette in gioco, pone il dubbio come suo paladino e "relativizza" anche la scienza spiegando che quello che abbiamo scoperto con la ragione e l'intelletto non sarà vero per sempre ma fino alla prossima scoperta. E considerando che la religione, tutte le religioni, procedono per dogmi, superstizioni, testimonianze fallaci e "fede", fa capire come lo scontro, almeno sul campo dell'onestà intellettuale, sia impari. Atei di tutto il mondo unitevi, si vive bene e anche meglio senza la religione che non sia quella intesa da Spinoza o Einstein.

    ha scritto il 

  • 4

    Una critica radicale alle religioni alla luce soprattutto del neo integralismo cristiano americano (basti pensare che dal testo della canzone Imagine di John Lennon si arriva a togliere la frase “not religion too” o addirittura a sostituirla con “one religion”), al cui confronto l’Italia, nonosta ...continua

    Una critica radicale alle religioni alla luce soprattutto del neo integralismo cristiano americano (basti pensare che dal testo della canzone Imagine di John Lennon si arriva a togliere la frase “not religion too” o addirittura a sostituirla con “one religion”), al cui confronto l’Italia, nonostante l’egemonia vaticana, sembra un’oasi di laicità. Una visione scientifica e laica della vita, un inno alla ricerca e alla visione critica del mondo. Sarà un caso che tra i vincitori dei premi Nobel per materie scientifiche e letterarie si osserva un maggiore grado di irreligiosità? Ma anche nella popolazione generale, emerge una correlazione negativa tra religiosità e livello di istruzione. Più di tutti mi ha colpito questo passaggio: “Con o senza religione, ci sarebbero i buoni che farebbero del bene e i cattivi che farebbero del male: ma perché i buoni facciano del male occorre la religione”.

    ha scritto il 

  • 5

    L'essere e considerarsi atei non è condizione necessaria e indispensabile per leggere e apprezzare questo libro

    Circa un anno fa in Italia ha destato grande scalpore uno scambio epistolare tra Eugenio Scalfari e il papa sulla posizione degli atei nei confronti del Cattolicesimo. Le affermazioni e le posizioni di Scalfari erano pessime, per nulla quelle di un ateo ma bensì quelle di chi ha dubbi su ciò in c ...continua

    Circa un anno fa in Italia ha destato grande scalpore uno scambio epistolare tra Eugenio Scalfari e il papa sulla posizione degli atei nei confronti del Cattolicesimo. Le affermazioni e le posizioni di Scalfari erano pessime, per nulla quelle di un ateo ma bensì quelle di chi ha dubbi su ciò in cui crede o crede di credere e poneva domande che un ateo vero non si pone. Forse Scalfari farebbe bene a leggersi questo testo e soprattutto a imparare finalmente a scrivere e pensare (nello specifico pensare da ateo se veramente si ritiene tale)! Venendo più direttamente a questo testo: lungo ma interessante e piacevole da leggere. Dovrebbe essere letto e meditato sia da chi si ritiene ateo che dagli agnostici che dai credenti, indipendentemente dalla loro fede (i monoteisti cristiani, ebrei e musulmani nello specifico). A differenza di quel che molti credenti possano pensare, e a differenza di come solitamente si pongono questi nei confronti di chi non la pensa come loro, qui non ci sono prese di posizioni "per principio" ma affermazioni meditate e basate su fatti ed esperienze dirette, pronte sempre a essere smentite qualora venisse effettivamente dimostrata la loro fallacia, così come un vero e valido metodo scientifico vuole e come ogni vero scienziato (compresi gli umanisti che pensando di dare maggiore dignità alle loro teorie hanno inventato una balla inconsistente delle "scienze umane") dovrebbe fare se fosse onesto con se stesso, con la comunità scientifica e con la società umana tutta.

    ha scritto il 

  • 5

    Probably the best book ever

    Whay a book can do is make the life of the reader better. This book does exactly that, in maybe the most important knowledge field of all.

    Many interesting concetps, lots of useful information, no wasted words and no ambiguities. This is a must-read.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante, anche se molti dei temi trattati li avevo già approfonditi con letture precedenti. La rivelazione più inaspettata: sospettavo che la tanto sbandierata libertà fosse solo di facciata, ma non credevo che negli Stati Uniti fossero messi così male, in confronto l'Italia è una Nazione il ...continua

    Interessante, anche se molti dei temi trattati li avevo già approfonditi con letture precedenti. La rivelazione più inaspettata: sospettavo che la tanto sbandierata libertà fosse solo di facciata, ma non credevo che negli Stati Uniti fossero messi così male, in confronto l'Italia è una Nazione illuminata!

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro veramente molto interessante. Nel particolare desideravo leggerlo per trovare risposta ad una domanda che mi assillava da tempo, ovvero "come fanno persone istruite a credere in una qualsiasi religione". Nel lungo viaggio attraverso i vari temi trattati il libro risponde anche a questa d ...continua

    Un libro veramente molto interessante. Nel particolare desideravo leggerlo per trovare risposta ad una domanda che mi assillava da tempo, ovvero "come fanno persone istruite a credere in una qualsiasi religione". Nel lungo viaggio attraverso i vari temi trattati il libro risponde anche a questa domanda seppur non in modo assolutistico.. Una lettura consigliabile in particolare ai credenti di qualsisi fede o culto essi siano.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo Odifreddi, Onfray, Giorello, ecc. non poteva mancare nella mia piccola biblioteca sull'ateismo anche il ben noto volume di Dawkins. Lettura interessante soprattuto nelle parti in cui il famoso biologo cerca di utilizzare l'evoluzionismo come grimaldello per scardinare le superstizioni dei cr ...continua

    Dopo Odifreddi, Onfray, Giorello, ecc. non poteva mancare nella mia piccola biblioteca sull'ateismo anche il ben noto volume di Dawkins. Lettura interessante soprattuto nelle parti in cui il famoso biologo cerca di utilizzare l'evoluzionismo come grimaldello per scardinare le superstizioni dei credenti. Nei capitoli in cui ci si dilunga invece in aspre schermaglie contro il fondamentalismo - soprattutto cristiano e islamico - mi sono abbastanza annoiato: inutile confrontarsi con gli idioti, è palese che sono idioti. Ma non tutti i cristiani sono fondamentalisti e non tutti sono idioti (e probabilmente neanche gli islamici): concordo pressoché in toto con le tesi del prof. Dawkins e anch'io credo che la religione sia solo una complicazione e un'affermazione a priori del tutto arbitraria e incompatibile con la conoscenza scientifica. Sarebbe stato forse più utile però un confronto diretto con i migliori intellettuali credenti dando meno spazio al dileggio dei peggiori che ovviamente sono la maggioranza. Un bel libro da leggere sicuramente ma che non mi ha soddisfatto del tutto: il "credo quia absurdum" di Tertulliano resta un argomento inespugnabile della parte avversa (della loro volontà di credere, non della verità dell'assunto...) e nemmeno Dawkins risulta del tutto convincente quando considera solo stupidi o bugiardi i suoi fautori.

    ha scritto il 

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