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L'illusione di Dio

Le ragioni per non credere

Di

Editore: Mondadori

4.3
(1407)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Portoghese , Svedese , Olandese , Francese , Greco , Polacco

Isbn-10: 8804581646 | Isbn-13: 9788804581642 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Science & Nature

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Descrizione del libro
Da quando è uscito L'illusione di Dio, Richard Dawkins non è più soltanto uno scienziato famoso, un brillante divulgatore e uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo: è diventato l'ateo più celebre del mondo. Ma lo scopo di questo libro non è solo dimostrare, con argomentazioni provocatorie e uno stile piacevole ed efficace, l'assoluta improbabilità dell'esistenza di un essere superiore, creatore del cielo e della terra; è soprattutto quello di denunciare come ogni forma di religione possa trasformarsi in fondamentalismo, fomentare guerre, condizionare le menti dei bambini. Una critica radicale, condotta con grande intelligenza e humour, che prende in esame tutte le più importanti argomentazioni a favore dell'esistenza di Dio, dimostrandone l'inefficacia. In queste pagine Dawkins mette a frutto la propria competenza e passione di scienziato per mostrarci come nessuna religione potrà mai dare una comprensione più profonda e uno stupore più commosso per le meraviglie del mondo di quella che ci consente la conoscenza scientifica.
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  • 3

    Un discreto saggio affetto pero' da una discontinuita' disarmante. La prima parte, banale e ripetitiva, frutto probabilmente di una rimasticatura di altri libri dell'autore, lascia spazio alla parte c ...continua

    Un discreto saggio affetto pero' da una discontinuita' disarmante. La prima parte, banale e ripetitiva, frutto probabilmente di una rimasticatura di altri libri dell'autore, lascia spazio alla parte centrale piu' interessante. I capitoli V, VI, VII, sulle origini della religione e sulla sua possibile spiegazione darwiniana, oltre che su morale ed etica, risollevano ampiamente il livello qualitativo e l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Agosto 2011
    Un saggio lucido che spiega le ragioni per non credere, analizzando le religioni, perlopiù quelle monoteiste, le loro contraddizioni e il peso che esse hanno nella nostra vita. Naturalment ...continua

    Agosto 2011
    Un saggio lucido che spiega le ragioni per non credere, analizzando le religioni, perlopiù quelle monoteiste, le loro contraddizioni e il peso che esse hanno nella nostra vita. Naturalmente il pensiero ateo di Dawkins può non essere condiviso, ma lui ci dà ragioni valide per dubitare e lo fa anche con discreta ironia. Più volte mi ha fatto sorridere, e non è poco. Assolutamente da leggere, credenti e non.

    ha scritto il 

  • 0

    Il meno tecnico e quindi il più facile alla lettura, questo saggio di Dawkins che chiarisce molto bene la Teoria della "Sintesi evolutiva". Non è un libro per credenti, aiuta i non credenti a chiarirs ...continua

    Il meno tecnico e quindi il più facile alla lettura, questo saggio di Dawkins che chiarisce molto bene la Teoria della "Sintesi evolutiva". Non è un libro per credenti, aiuta i non credenti a chiarirsi le idee! ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che tratta un tema sensibile, l'esistenza di un dio, dal punto di vista scientifico, storico e antropologico. Dawkins è un vero maestro e lo stile sarcastico ed arguto strappa spesso qualche ...continua

    Un libro che tratta un tema sensibile, l'esistenza di un dio, dal punto di vista scientifico, storico e antropologico. Dawkins è un vero maestro e lo stile sarcastico ed arguto strappa spesso qualche sorriso.
    Avevo qualche dubbio sul mio essere ateo: dopo questa lettura, mi dichiaro fieramente ateo.

    ha scritto il 

  • 5

    Premetto che ho avuto un rapporto travagliato con la fede e in seguito con l'idea di dio. Il mio è stato un percorso lungo ed emotivamente difficile verso l'ateismo, e non hanno avuto peso libri di au ...continua

    Premetto che ho avuto un rapporto travagliato con la fede e in seguito con l'idea di dio. Il mio è stato un percorso lungo ed emotivamente difficile verso l'ateismo, e non hanno avuto peso libri di autori atei e razionalisti, letti solo di recente. Tuttavia ho scoperto che le riflessioni fatte mi avvicinano a pensatori e scienziati citati nel testo, e questo soddisfa il mio ego!

    Dawkins offre tanti spunti di riflessione, il mio preferito è nella prefazione: la moglie dell'autore ammette di aver sempre odiato la scuola, e quando i parenti sorpresi le chiedono come mai non lo abbia mai detto risponde "non sapevo di potere". Mi piacerebbe superare le barriere mentali che neppure so di avere... La mia indagine futura si orienterà in tal senso!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho sempre evitato i libri di Dawkins, considerandolo un fanatico, una specie di "sacerdote della ragione", un fondamentalista ateo: ammetto di essermi sbagliato. Pur non condividendo appieno la vision ...continua

    Ho sempre evitato i libri di Dawkins, considerandolo un fanatico, una specie di "sacerdote della ragione", un fondamentalista ateo: ammetto di essermi sbagliato. Pur non condividendo appieno la visione del biologo britannico (il mio orientamento religioso oscilla tra un agnosticismo incline all'ateismo, un'oscura forma di deismo e un panteismo alla Spinoza), ho apprezzato L'illusione di Dio dalla prima all'ultima pagina. Questo libro è un ottimo manuale di autodifesa per chi, seguendo la strada della ragione e della scienza, si è liberato dalle catene della religione e non accetta più i dogmi che annichilano la conoscenza, le tradizioni e superstizioni che immiseriscono la natura umana. Insieme a Il mondo infestato dai demoni di Carl Sagan (che purtroppo non viene più ristampato), è un testo che tutti gli esseri umani evoluti dovrebbero leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Religione-Dawkins 0-8

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo.
    Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:

    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins ...continua

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo.
    Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:

    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins né lo leggerò. Quanto alle questioni sull'esistenza di Dio e simili sono d'accordo con il grande Galileo: che la scienza si occupi "di come va il cielo" e che la fede continui a occuparsi "di come si va in Cielo"....(bisognerebbe ricordarglielo a Odifreddi e a tutti gli scienziati che fanno dell'ateismo una professione di fede e una missione!) Buone letture e complimenti per l'impegno" Firmato: Gabril

    E un po' mi ha dato fastidio e ho deciso di scrivere due righe su questo commento e sul libro.

    Sul commento

    Perché mi ha infastidito il commento?
    Perché il signor Gabril ammette candidamente di non aver letto il libro di Dawkins e di non avere alcuna intenzione di leggerlo, in quanto lui, meno giovane del suo vicino, ha ormai raggiunto una conclusione ferma sul giusto rapporto tra scienza e religione: la posizione del "grande Galilei", il quale scriveva, richiamandosi a "persona ecclesiastica costituita in eminentissimo grado" (probabilmente il cardinale Baronio stando alle ricostruzioni), che "l'intenzione dello Spirito Santo essere d'insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo".

    Peccato per il signor Gabril che:
    a) se si degnasse di leggere il libro, scoprirebbe che Dawkins discute in modo abbastanza approfondito questa posizione, che designa con l'acronimo NOMA (Non-Overlapping Magisteria). E alcune delle critiche potrebbe magari trovarle interessanti.
    b) il grande Galilei scrive quelle parole nella Lettera a Cristina di Lorena. La separazione degli ambiti in quella lettera, come in molte occasioni in Galileo, è sostenuta con fini strumentali: il suo unico obiettivo è quello di mantenere spazi di libertà per le sue teorie senza finire arrostito. Il vero pensiero di Galileo su questi temi è difficilmente ricostruibile date le pressioni fisiche e psicologiche cui era continuamente sottoposto, e non certo per il travalicamento della "scienza" nell'ambito della "religione"...

    Sul libro

    Dawkins passa in rassegna e discute criticamente gli argomenti a favore dell'esistenza di Dio e più in generale della fede -- da quelli classici (le cinque vie di Tommaso d'Aquino, l'argomento ontologico di Sant'Anselmo d'Aosta) a quelli meno classici, che lui stesso si premura di definire e classificare (l'argomento della bellezza, l'argomento della esperienza personale, l'argomento delle Sacre Scritture, l'argomento dei grandi scienziati credenti, la scommessa di Pascal, l'argomento bayesiano) -- nonché le argomentazioni contro l'esistenza di Dio, e conclude per l'"estrema improbabilità di Dio" (sicuramente del Dio "teistico", che crea, sorveglia e influenza costantemente il creato, ma anche di quello "deistico", la cui azione è limitata all'atto della creazione).

    Questo è solo il punto di partenza del libro, che continua con una critica ragionata dell'agnosticismo (importante in tal senso il ricorso all'argomento della teiera celeste di Russell) e della teoria dei magisteri non sovrapposti (quella "sostenuta" da Galilei).

    Vi è poi un'analisi in ottica darwiniana della nascita e dello sviluppo delle religioni: la predisposizione psicologica alla religione come sottoprodotto inefficiente di tendenze indotte dalla selezione naturale perché utili in altri contesti. L'esempio della falena è abbastanza calzante.

    Viene poi analizzato il rapporto tra etica e religione: può esistere una morale senza religione? qual è il rapporto tra morale religiosa e Sacre Scritture?
    Qui vengono anche discusse le teorie sull'origine darwiniana del senso morale, che ho trovato abbastanza interessanti.

    In molte parti del libro, quelle in particolare in cui discute i danni prodotti dalle religioni, Dawkins è volutamente provocatorio e urticante, e non risparmia gli attacchi.
    A tre quarti di libro sembra di assistere al secondo tempo della semifinale Brasile-Germania: sullo 0-7 Dawkins cerca di portare a casa lo 0-8 contro la religione come se fosse questione di vita o di morte.
    A te lettore viene da prenderlo in disparte per tranquillizzarlo:
    "Richard, caro, hai vinto, basta, io capisco che è da quando hai pubblicato Il gene egoista che ti rompono le scatole, ma datti una calmata e fai segnare sto gol della bandiera alla religione, che sennò questi ti aspettano fuori per prenderti a randellate... E se fossi antipatico come Odifreddi quasi quasi..."

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal comp ...continua

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal compromesso, dall'ambiguità. Non è facile rinunciare a ciò che ha modellato per anni la tua esistenza. Questo libro ti aiuta a farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Pane al pane e vino al vino...

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza.
    Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzia ...continua

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza.
    Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzialmente una cosa...per dirla alla Fantozzi...la religione è una cagata pazzesca!
    Il libro di Dawkins potrà anche non piacere ma almeno l'autore si mette in gioco, pone il dubbio come suo paladino e "relativizza" anche la scienza spiegando che quello che abbiamo scoperto con la ragione e l'intelletto non sarà vero per sempre ma fino alla prossima scoperta. E considerando che la religione, tutte le religioni, procedono per dogmi, superstizioni, testimonianze fallaci e "fede", fa capire come lo scontro, almeno sul campo dell'onestà intellettuale, sia impari.
    Atei di tutto il mondo unitevi, si vive bene e anche meglio senza la religione che non sia quella intesa da Spinoza o Einstein.

    ha scritto il 

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