Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'imbarazzo della scelta

Di ,

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 33)

3.6
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 69 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923797 | Isbn-13: 9788845923791 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Science Fiction & Fantasy

Ti piace L'imbarazzo della scelta?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Chi ha visto i quadri della National Gallery con gli occhi di Alan Bennett sarà felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di Una visita guidata: e stavolta lo seguirà a Leeds, a Aberdeen o nel­l'Irlanda del Nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
Ordina per
  • 3

    Uff, questa volta Bennett mi ha un po' annoiata. Qualche momento apprezzabile in questo libercolino l'ho
    comunque trovato: "La Galleria è anche accogliente e - merito tutt'altro che secondario - ha molti posti a sedere, spesso occupati da personaggi piuttosto eccentrici. Ma va bene così. Val la p ...continua

    Uff, questa volta Bennett mi ha un po' annoiata. Qualche momento apprezzabile in questo libercolino l'ho comunque trovato: "La Galleria è anche accogliente e - merito tutt'altro che secondario - ha molti posti a sedere, spesso occupati da personaggi piuttosto eccentrici. Ma va bene così. Val la pena di ripetere che la gente entra in una galleria d'arte per i motivi più svariati; alcuni, è vero, perché amano la pittura, ma per molti guardare i quadri non è la cosa più importante. Entrano perché piove, magari per rimanere un po' al caldo, o perché sono stanchi di stare in piedi; forse sono in anticipo per un appuntamento, oppure sperano di rimorchiare proprio lì - tutte ottime ragioni. Una galleria, in fondo, è un po' come un parco." (pp 39-40)

    ha scritto il 

  • 3

    Di Alan Bennett si ha rispetto qualunque cosa scriva, e lo stesso rispetto lo si tributa a questi due saggi sull'arte che, se non altro, riservano ogni tanto qualche genialità propria di Bennett, ma per il resto sono abbastanza inutili. Non altrettanto rispetto alla casa editrice che vende ad un ...continua

    Di Alan Bennett si ha rispetto qualunque cosa scriva, e lo stesso rispetto lo si tributa a questi due saggi sull'arte che, se non altro, riservano ogni tanto qualche genialità propria di Bennett, ma per il resto sono abbastanza inutili. Non altrettanto rispetto alla casa editrice che vende ad un prezzo spropositato due volumetti di pochissime pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella prima parte di questo secondo libriccino sull'arte che segue cronologicamente di poco "Una visita guidata" (sono entrambi stati scritti nel 2005), Bennett ci spiega le sue scelte dopo aver accolto la richiesta di una catena di supermercati di selezionare quattro quadri tra tutti i musei bri ...continua

    Nella prima parte di questo secondo libriccino sull'arte che segue cronologicamente di poco "Una visita guidata" (sono entrambi stati scritti nel 2005), Bennett ci spiega le sue scelte dopo aver accolto la richiesta di una catena di supermercati di selezionare quattro quadri tra tutti i musei britannici per farne delle riproduzioni da distribuire nelle scuole vicine ai punti vendita, corredate da un dossier illustrativo. Nella seconda parte Bennett ci fa da cicerone per una visita alla City Art Gallery di Leeds, la sua città. E' il testo di un documentario televisivo commissionatogli dalla BBC negli anni '90. Ricco di digressioni e aneddoti divertenti, come è nel suo stile. Gli inglesi non si sono mai sentiti del tutto a loro agio con l'arte, e preferiscono pensare i quadri come elementi di arredo....

    ha scritto il 

  • 3

    Naturale prosecuzione di lettura dopo "Una visita guidata", il volumetto raccoglie due scritti separati, ma convergenti sull'argomento arte vista e sentita attraverso il bravo Bennet.
    Manca un po' della spregiudicatezza critica dell'altro volume, così che le spiegazioni, le scelte di quadri effet ...continua

    Naturale prosecuzione di lettura dopo "Una visita guidata", il volumetto raccoglie due scritti separati, ma convergenti sull'argomento arte vista e sentita attraverso il bravo Bennet. Manca un po' della spregiudicatezza critica dell'altro volume, così che le spiegazioni, le scelte di quadri effettuate e qui spiegate risultano più formali, fredde. Comunque interessanti e condivisibili. Comune ad entrambi i volumi la ferma convinzione del Nostro, che le gallerie d'arte pubbliche debbano rimanere pubbliche (appunto) e soprattutto gratuite. Concetti ahimé, a noi sconosciuti.

    ha scritto il 

  • 3

    L'IMBARAZZO

    Chi sa se Bennett è uno di quei nonni che riesce a stregare i nipotini con le sue storie, di quelli che vengono implorati per un'altra fiaba prima della nanna. Magari no, forse divaga troppo e non segue abbastanza il filo del racconto - magari non ha neppure dei nipotini.
    Beh, non ha molta import ...continua

    Chi sa se Bennett è uno di quei nonni che riesce a stregare i nipotini con le sue storie, di quelli che vengono implorati per un'altra fiaba prima della nanna. Magari no, forse divaga troppo e non segue abbastanza il filo del racconto - magari non ha neppure dei nipotini. Beh, non ha molta importanza, io non sono suo nipote, neppure uno di quelli cresciuti: a me piace la sua gran capacità di portarmi con le sue parole dove vuole, avanti e indietro nel tempo, di qua e di là nello spazio. Mi avvince, mi interessa, mi diverte.

    Però, l'operazione editoriale è smaccata: il primo titolo di questo genere pubblicato, 'Una visita guidata', è andato bene, ha avuto successo - e allora facciamone un altro, anche se non esiste, mettiamo insieme materiali simili, anche in modo raffazzonato, l'importante è uscire con un altro titolo. 'L'imbarazzo della scelta' non è all'altezza di 'Una visita guidata', quella magia non si ripete. Per quanto breve come l'altro, questo è essenzialmente un assemblaggio editoriale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il soggettivismo dell'arte

    Bennett ha una bella penna. Potrebbe scrivere anche l'elenco telefonico e renderlo simpatico. Con i quadri é sicuramente più facile. Certo, quelli presentati nion sono poi così famosi, sono curiosa a questo punto di leggere "Una visita guidata". Prima o poi lo prenderò.

    ha scritto il