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L'immigrato

Di

Editore: Iperborea

4.2
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 443 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870914119 | Isbn-13: 9788870914115 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ingrid Basso

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Zaki el Aziz si è maturato a pieni voti in un liceo di Copenaghen, coronando il sogno della famiglia immigrata dal Marocco. Ma la sera in cui si prepara a festeggiare in discoteca con gli amici, ai musulmani è negato l’ingresso, la rabbia esplode in una rissa, e il buttafuori finisce morto accoltellato. Zaki si ritrova in carcere innocente, stretto tra la legge danese che ha sempre rispettato e che chiede il nome del colpevole, l’omertà fraterna a cui lo richiamano gli amici come unica difesa contro una società ostile, e i Black Cobra, banda di criminali e narcotrafficanti immigrati pronta a versare altro sangue per coprire il colpevole. Mentre politici e media cavalcano l’onda emotiva di quello che diventa uno scottante caso nazionale, le voci di un complotto razzista mettono a ferro e fuoco i ghetti di tutto il paese, ed è ancora una volta Rikke Lyngvig, scomodo cane sciolto del giornalismo con un’irriducibile passione per il volto umano dei fatti, a fare luce sulle responsabilità morali di una verità complessa, quella di una spirale di odio e violenza, di un muro di pregiudizio eretto da entrambe le parti, per cui la vittima di un brutale omicidio si rivela il carnefice di tanti giovani discriminati e facili prede del crimine, e la paura ha la meglio su ogni battaglia per l’integrazione.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il merito principale di questo romanzo è di parlare del fenomeno migratorio (e di saperlo spiegare) in termini accessibili, chiari e non stereotipati. Non nega la criminalità, non nega il naturale aff ...continua

    Il merito principale di questo romanzo è di parlare del fenomeno migratorio (e di saperlo spiegare) in termini accessibili, chiari e non stereotipati. Non nega la criminalità, non nega il naturale affratellamento in nome delle sole origini etniche, ma fa attenzione a non fare un unico fascio di tutta l'erba.
    I personaggi, a partire dal giovane Zaki, dalla madre coraggio Rabia, fino al buttafuori Micky con la figlioletta Milla, hanno sfaccettature che spaziano dai sentimenti più nobili alla più istintiva reazione. Zaki è uno studente brillante, desideroso di ballare con ragazze bionde e danesi nelle discoteche per festeggiare il diploma; ma è lo stesso ragazzo che si sente in parte un estraneo nella civilissima Europa, lo stesso che ai buttafuori razzisti dà una testata, ma poi cerca di salvar loro la vita quando si fanno male sul serio. Zaki è quello che tortura il mandante dell'omicidio (colposo) di sua madre, e quello che vuole fare l'avvocato e costruirsi una vita in Danimarca.

    E' un romanzo complesso, sfaccettato, con molte digressioni (interessanti e competenti) sulla politica dell'immigrazione in Danimarca dove ogni nazionalità riceve la giusta attenzione: si riconosce la difficoltà di un popolo palestinese sradicato ed orfano, così come i meriti dei lavoratori nordafricani (perfettamente rappresentati dai genitori di Zaki, che da sempre si impegnano e si amano rispettando se stessi, il Paese d'origine e quello d'elezione).
    Anche la vicenda processuale ed i complessi rapporti all'interno della stampa danese sono descritti con accuratezza e precisione. Nell'insieme è davvero un romanzo dove nulla pare lasciato al caso, trascurato, "tirato via", e proprio per questo convince moltissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    stessa protagonista del precedente "il fuggitivo": rikke, giornalista in prima linea penalizzata dall'eccessivo coinvolgimento nei casi che segue, tormentata da dubbi etici e piena di passione. stavol ...continua

    stessa protagonista del precedente "il fuggitivo": rikke, giornalista in prima linea penalizzata dall'eccessivo coinvolgimento nei casi che segue, tormentata da dubbi etici e piena di passione. stavolta il libro verte su un reato commesso da giovani immigrati, sulle reazioni dell'opinione pubblica e sulla durissima legge danese sugli stranieri. nelle 400 e rotte pagine del romanzo, si intrecciano azione, strategie politiche, deontologia e la strenua lotta per capire come siano andate veramente le cose e quale sia il comportamento più giusto da tenere. "l'immigrato" non è un noir né un giallo ma un romanzo di denuncia che aiuta a saperne di più su come funzionano le cose in un paese ricco e per molti aspetti privilegiato- eppure in balia di forze conservatrici e preoccupanti spettri di razzismo. attuale e coinvolgente, ottima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e ben scritto

    Bello come il fuggitivo, forse di piu'. Un'altra bella prova di questo scrittore che dimostra di sapersi confrontare bene con il mondo della politica e della comunicazone danese e che ha anche la (rar ...continua

    Bello come il fuggitivo, forse di piu'. Un'altra bella prova di questo scrittore che dimostra di sapersi confrontare bene con il mondo della politica e della comunicazone danese e che ha anche la (rara) dote di sapersi documentare bene. Il risultato è quindi un libro che ha una sua trama molto ben definita, lineare, e che scorre via molto bene. La scrittura non ha pretese particolari ma si sposa bene con il tema in questione: il tono e' giornalistico e mai smaccatamente retorico. Anzi volutamente documentale. Consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bella la descrizione dell'immigrazione in Danimarca, e della situazione politica danese in generale.
    Il libro è bello, scritto bene, ma troppo costruito come romanzo: le descrizioni delle person ...continua

    Molto bella la descrizione dell'immigrazione in Danimarca, e della situazione politica danese in generale.
    Il libro è bello, scritto bene, ma troppo costruito come romanzo: le descrizioni delle persone sono eccessive, quasi caricaturali, sembrano una carrellata di luoghi comuni.

    ha scritto il 

  • 5

    E' avvincente, ben scritto, controverso, rivelatore, costringe a pensare e fa rimpiangere di essere arrivati all'ultima pagina. Di più non saprei davvero cosa si potrebbe chiedere ad un libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo questo libro, la civile Danimarca ha modificato la sua durissima legge sull'immigrazione, rendendola un filo più morbida. Romanzo politico molto interessante, scatena riflessioni e domande alle q ...continua

    Dopo questo libro, la civile Danimarca ha modificato la sua durissima legge sull'immigrazione, rendendola un filo più morbida. Romanzo politico molto interessante, scatena riflessioni e domande alle quali é molto difficile rispondere. La questione immigrazione e integrazione richiede il chiaroscuro e non il bianco e nero...

    ha scritto il 

  • 0

    L'immigrato

    Zaki el Aziz si è maturato a pieni voti in un liceo di Copenaghen, coronando il sogno della famiglia immigrata dal Marocco. Ma la sera in cui si prepara a festeggiare in discoteca con gli amici, ai mu ...continua

    Zaki el Aziz si è maturato a pieni voti in un liceo di Copenaghen, coronando il sogno della famiglia immigrata dal Marocco. Ma la sera in cui si prepara a festeggiare in discoteca con gli amici, ai musulmani è negato l’ingresso, la rabbia esplode in una rissa, e il buttafuori finisce morto accoltellato. Zaki si ritrova in carcere innocente, stretto tra la legge danese che ha sempre rispettato e che chiede il nome del colpevole, l’omertà fraterna a cui lo richiamano gli amici come unica difesa contro una società ostile, e i Black Cobra, banda di criminali e narcotrafficanti immigrati pronta a versare altro sangue per coprire il colpevole. Mentre politici e media cavalcano l’onda emotiva di quello che diventa uno scottante caso nazionale, le voci di un complotto razzista mettono a ferro e fuoco i ghetti di tutto il paese, ed è ancora una volta Rikke Lyngvig, scomodo cane sciolto del giornalismo con un’irriducibile passione per il volto umano dei fatti, a fare luce sulle responsabilità morali di una verità complessa, quella di una spirale di odio e violenza, di un muro di pregiudizio eretto da entrambe le parti, per cui la vittima di un brutale omicidio si rivela il carnefice di tanti giovani discriminati e facili prede del crimine, e la paura ha la meglio su ogni battaglia per l’integrazione.

    ha scritto il