L'immortalité

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Editeur: Editions Flammarion

4.0
(2586)

Language: Français | Number of pages: 533 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , Latvian

Isbn-10: 2070385884 | Isbn-13: 9782070385881 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Description du livre
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  • 5

    Il mio primo Kundera è stata sicuramente un'esperienza particolare. Lui ha uno stile davvero leggiadro. È delicato e brutale al contempo: ti dice con parole soavi verità scomode. Sono cose semplici: s ...continuer

    Il mio primo Kundera è stata sicuramente un'esperienza particolare. Lui ha uno stile davvero leggiadro. È delicato e brutale al contempo: ti dice con parole soavi verità scomode. Sono cose semplici: si parla di amore, desideri di immortalità, di natura umana. Ma l'amore ha i suoi trucchi, e quando leggi questo libro capisci che non sei tu tra un milione ma l'umanità tutta,ad usarli.

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  • 4

    Lo stile di Kundera ha decisamente qualcosa che repulsa, e non mi riferisco soltanto alla sua mancanza di qualità lirica. Le sue impalcature narrative traballano, paiono voler crollare da un momento a ...continuer

    Lo stile di Kundera ha decisamente qualcosa che repulsa, e non mi riferisco soltanto alla sua mancanza di qualità lirica. Le sue impalcature narrative traballano, paiono voler crollare da un momento all'altro. Detto ciò, dopo aver superato un inizio per nulla allettante, sono stato piacevolmente sommerso dalle riflessioni sull'immortalità che dalla grande letteratura viene distillata per consegnarne gli autori alla Storia, con tutti i gustosi aneddoti e riferimenti, le prosopopee, ne sono rimasto incantato.

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  • 2

    Comunque vi aspettate che sia questo libro, vi sbagliate

    Avevo ben capito che si trattasse di un romanzo particolare; pensavo dunque di essere preparata a ciò che stavo per leggere.
    Invece no.

    Superata la metà, non ho molta voglia di finirlo, né ho ben capi ...continuer

    Avevo ben capito che si trattasse di un romanzo particolare; pensavo dunque di essere preparata a ciò che stavo per leggere.
    Invece no.

    Superata la metà, non ho molta voglia di finirlo, né ho ben capito dove si voglia andare a parare. Ma abbandonare un libro mi infastidisce, e in fondo voglio proprio vedere se si arriverà da qualche parte, quindi credo che (con fatica) lo terminerò comunque.
    Errore mio? Leggo da diverse recensioni che "il top" di Kundera è L'insostenibile: forse avrei dovuto partire da quello per conoscere l'autore?
    ---

    Ora che l'ho finito non posso che confermare, avrei addirittura potuto non finirlo, non mi sarei persa granché. Anzi: la parte finale, su Rubens, è quasi fastidiosa. A mio avviso, tutta questa fissazione verso gli amplessi risulta noiosa nell'epoca odierna (in cui discorsi circa il sesso li senti fare persino dai sassi).

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  • 4

    Conoscevo Kundera per "L'Insostenibile leggerezza dell'essere" che avevo apprezzato per la trama e per la prosa a mio avviso di grande livello, ma con "L'Immortalità" ha superato il mio vecchio giudiz ...continuer

    Conoscevo Kundera per "L'Insostenibile leggerezza dell'essere" che avevo apprezzato per la trama e per la prosa a mio avviso di grande livello, ma con "L'Immortalità" ha superato il mio vecchio giudizio e credo di poterlo annoverare tra i miei scrittori preferiti.
    Senza anticipare niente della trama, le protagoniste principali sono due sorelle molto diverse tra loro con un rapporto difficile, e fin qui niente di nuovo anche se gli sviluppi comunque non sono facilmente prevedibili. La novità che ho apprezzato di più è che Kundera ha inserito molti elementi non direttamente riconducibili alla trama principale, che preferisco non anticipare, che vanno dai tempi di Goethe agli interventi dell’autore stesso come personaggio del libro.
    Molto interessanti tutte le variazioni sul tema dell’immortalità e della fama.

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  • 0

    "Quel che nella vita è insostenibile non è essere, ma essere il proprio io". Un vero capolavoro. Agnes e Laura, l'una desiderosa di scappar via dal marito e dalla figlia, l'altra con la testa piena di ...continuer

    "Quel che nella vita è insostenibile non è essere, ma essere il proprio io". Un vero capolavoro. Agnes e Laura, l'una desiderosa di scappar via dal marito e dalla figlia, l'altra con la testa piena di sogni, Bettina, che, innamorata, scrive costantemente a Goethe ("la ragione e il senso del suo amlore non era Goethe ma l'amore"), Avenarius, che nella sua vita gioca perchè il gioco è per lui l'unica cosa importante in un mondo senza importanza... Non un romanzo banale e prevedibile, ribadisco, un vero capolavoro.

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  • 4

    Gesti minimi che rendono immortali le persone nel ricordo, molto più delle grandi imprese o scoperte che può aver fatto per esempio uno scienziato come Tycho Brache, passato all'onore delle cronache p ...continuer

    Gesti minimi che rendono immortali le persone nel ricordo, molto più delle grandi imprese o scoperte che può aver fatto per esempio uno scienziato come Tycho Brache, passato all'onore delle cronache per lo scoppio della sua vescica alla corte reale, perchè aveva trattenuto troppo... la pipì.

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  • 4

    Non è veramente un romanzo, non è veramente un saggio, non è veramente autofiction, non è veramente metaromanzo: è Milan Kundera.
    Non che Kundera non si serva dei consueti uova, zucchero e farina con ...continuer

    Non è veramente un romanzo, non è veramente un saggio, non è veramente autofiction, non è veramente metaromanzo: è Milan Kundera.
    Non che Kundera non si serva dei consueti uova, zucchero e farina con i quali si impasta la gran parte dei ciambelloni libreschi in circolazione (trame e sottotrame, pazziarelli sulla linea del tempo, traffico coi punti di vista, dentro e fuori del narratore, insomma quelle robe che, codificate dalle scuole di scrittura creativa, di solito ti portano ad immaginare lo scrittore con la fronte corrugata e il prontuario sul tavolino), ma lo fa con quella nonchalance distratta, con quell'aria da gattone alle prese col gomitolo che ti fanno sentire in libera conversazione con un amico giusto un po' più intelligente e un po' piu poeta di te; si aggiunga a ciò l'irriducibilità della struttura formale a schemi conosciuti (a me è venuta in mente l'Humoresque op.20 di Schumann, ma queste sono perversioni solo mie), l'autoironia con la quale interpreta il ruolo di dio, il delizioso pizzico di inattualità che preserva gli artisti dal rischio di apparire datati dopo soli vent'anni e avrete la misura del piacere di questa lettura.

    Ma di che parla L'immortalità?
    Essenzialmente del principio di individuazione, di come ci inganniamo nel ritenerlo il fondamento dell'amore e di come esso sia invece il legame più forte con la vita, così potente da condurci felici alla morte quando non lo sopportiamo più, così resistente da sopravvivere alla morte stessa, sempre che non si sia saggi -e soprattutto morti da abbastanza tempo- come Goethe.
    Due cosette, come si vede.

    Perché solo quattro stelle?
    Perché nel libro ci sono anch'io con tutte le mie tentazioni e questa, caro signor Kundera, è una maleducazione che non posso perdonarle.

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  • 4

    Un gran bel libro, decisamente non leggero, richiede concentrazione, a parer mio. Ma è un ingranaggio perfetto. Se durante la lettura sembra di prendere direzioni disparate, alla fine i pezzi si congi ...continuer

    Un gran bel libro, decisamente non leggero, richiede concentrazione, a parer mio. Ma è un ingranaggio perfetto. Se durante la lettura sembra di prendere direzioni disparate, alla fine i pezzi si congiungono e trovano il loro posto. Aspettatevi un romanzo complesso, in fin dei conti stiamo parlando di Kundera!

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