L'imperatore di Portugallia

Di

Editore: Iperborea (Iperborea, 19)

4.2
(322)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Svedese , Francese , Olandese , Norvegese , Danese

Isbn-10: 8870910180 | Isbn-13: 9788870910186 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Adamaria Terziani

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dal momento in cui la piccola Klara Gulla vede la luce, il cuore del padre Jan comincia a battere e quel miracoloso battito l’accompagnerà per sempre frapponendosi fra lui e la miseria che lo circonda, cambiando la sua visione delle cose e delle persone. Al punto che quando capirà che la sua Klara Gulla, partita a cercar fortuna, è finita a prostituirsi per guadagnarsi da vivere, incapace di accettare lo squallore della verità, Jan è pronto a costruirsene un’altra, meravigliosa, cui credere. La follia di Jan è la follia dei visionari, di chi ha visto al di là della realtà un mondo trasfigurato dall’amore.
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  • 3

    Leggete altro su https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Quella tristezza che solo i nordici ti infondono ☆☆☆

    Quando ho iniziato ad ascoltare questo libro su Ad alta voce mi è sembrato una favola, poi è diventata una favola particolarmente triste… mi sono a ...continua

    Quella tristezza che solo i nordici ti infondono ☆☆☆

    Quando ho iniziato ad ascoltare questo libro su Ad alta voce mi è sembrato una favola, poi è diventata una favola particolarmente triste… mi sono approcciata alla lettura/ascolto senza informarmi prima e solo in seguito ho scoperto che l'autrice è un premio Nobel per la letteratura e che il testo è del 1914, e qui si spiega lo stile e l'ambientazione palesemente non contemporanei.

    Seppur ne apprezzi il valore oggettivo soggettivamente non è il mio genere, e non è la tristezza della storia in sé, ne ho lette di più tristi, è l'atmosfera che mi trasmette, sensazioni opprimenti che mi piovono addosso, un pomeriggio ad ascoltarlo e la sera mi sono ritrovata completamente svuotata di energia e con il morale a terra.
    Sì, perché le tristezze non sono tutte uguali, la tristezza che si respira in questo racconto/favola nordico è completamente diversa dalla tristezza che si può trovare in libri provenienti da altre parti del mondo... e ci sono delle tristezze che scaldano il cuore e pacificano, questa invece è una tristezza che mette il freddo dentro, almeno a me.

    Questo Imperatore di Portugallia mi ha ricordato un po' il Geppetto del nostro Pinocchio, che ama di amore incondizionato la propria creatura e che si priverebbe di tutto per il suo bene... ma qui ovviamente le implicazioni sono diverse e pure gli insegnamenti che si possono trarre dai vari capitoli della storia.

    Insomma, un bel libro in assoluto ma che a me personalmente non è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    La grandezza dell'amore

    La svedese Selma Lagerlof è una scrittrice grandissima, Premio Nobel 1909. "L'imperatore di Portugallia" è successivo all'assegnazione dell'alto riconoscimento, ed è un libro imperdibile, un monument ...continua

    La svedese Selma Lagerlof è una scrittrice grandissima, Premio Nobel 1909. "L'imperatore di Portugallia" è successivo all'assegnazione dell'alto riconoscimento, ed è un libro imperdibile, un monumento all'amore paterno, o meglio all'amore in assoluto e ai suoi prodigi.
    Il rude Jan sperimenta per la prima volta l'amore, uno stato di grazia, quando prende in braccio la figlia appena nata : "non avrebbe mai immaginato che ci si potesse estasiare a voler bene a qualcuno".

    L'ambientazione è il tipico paesaggio rurale svedese al confine con la Norvegia, fatto di alture boschi e limpide acque lacustri, proprio i luoghi natii dell'Autrice, che qui vengono rappresentati in tutta la loro suggestione : l'inverno innevato percorso da slitte, la chiesetta con le case sparse nella campagna, il lago col battello che conduce lontano... L'atmosfera è fiabesca : miti nordici, leggende, significati reconditi...
    La narrazione inoltre è come pervasa di misticismo e saggezza, ricca di simboli, alcuni dei quali rimandano alle Sacre Scritture e contribuiscono a dare al testo un livello elevato e di autentica semplicità e ad offrire un senso cosmico al messaggio poetico.

    Quando la figlia ormai diciottenne si allontana e il padre intuisce qualcosa di oscuro, allora per lui il rifugio diventa una sapiente follia, il regno fantastico di Portugallia : "quando uno abita nelle Valli della Nostalgia non si accontenta più delle cose terrene, ma è costretto ad andare in cerca delle stelle".
    L'anziana moglie ne è consapevole : "Jan non è matto. (...) Il Signore gli ha posto uno schermo davanti agli occhi, così che non veda quello che non sopporterebbe di vedere. E di questo non si può che essere riconoscenti".
    Il lettore procede nella storia fra incanto e stupore per giungere a un finale meraviglioso ed emblematico.
    La scrittrice, che ha rappresentato così bene l'amore genitoriale, non è mai stata madre. E' stata però figlia molto amata di un padre che è morto dopo che si era allontanata, contro il volere di lui, per raggiungere Stoccolma.
    Rimase convinta di avergli abbreviato la vita.
    Nel discorso per il Nobel lo ricordò in modo toccante. Successivamente scrisse il romanzo di cui ci occupiamo.
    Quale omaggio sarebbe stato migliore di questo libro bellissimo?

    ha scritto il 

  • 0

    Storia semplice ma forte di amore paterno incondizionato.

    Fiaba triste e delicata. Come triste è il paesaggio in cui si ambienta la narrazione. L'adattamento alla realtà di un padre che si rifugia entro le nicchie della follia per poter continuare ad amare l ...continua

    Fiaba triste e delicata. Come triste è il paesaggio in cui si ambienta la narrazione. L'adattamento alla realtà di un padre che si rifugia entro le nicchie della follia per poter continuare ad amare la propria figlia che se ne va altrove in cerca di incerte fortune. Ho letto di questo libro che "quando si abita nelle Valli della Nostalgia non ci si accontenta più delle cose terrene, ma si è costretti ad andare in cerca delle stelle", trasfigurando la realtà per poterla accettare. La solitudine è il centro del romanzo, forse una desolazione cui solo l'amore può lenirne la sete.

    ha scritto il 

  • 4

    C’era una volta un contadino indifferente al mondo ed a tutti i suoi piaceri che, stringendo tra le braccia la sua figlioletta appena nata, ricevette dal cielo il dono più grande: un cuore.
    Da quel mo ...continua

    C’era una volta un contadino indifferente al mondo ed a tutti i suoi piaceri che, stringendo tra le braccia la sua figlioletta appena nata, ricevette dal cielo il dono più grande: un cuore.
    Da quel momento in poi tutto fu diverso per Jan -perché questo era il nome del contadino- ed ogni battito di quel cuore nuovo di zecca fu regolato al battito del cuore di lei, finché la distanza che portò Klara Gulla ormai adulta lontano da casa rese sempre più difficile ai due cuori di battere all’unisono.
    Con il linguaggio lieve e delicato di una fiaba, che nella prima parte a me ha ricordato tanto le atmosfere calde e rassicuranti di Silas Marner della Eliot, Selma Lagerlöf ci conduce tra i sentieri delle freddi valli nordiche delle Askedalar, abitate da troll e visitate da spiriti inquieti.
    È una storia (anzi, di storia ce n’è più di una) di amore paterno, quel tipo di amore totalizzante ed incondizionato, così spontaneo e naturale da non aver bisogno di un comandamento che lo prescriva, sempre pronto a valicare i confini della ragione e ad entrare nel mondo della pazzia, pur di salvare l’idolo di quel cuore un tempo palpitante, ora spezzato.
    Una fiaba triste ma in qualche modo consolante, una storia su cui versare lacrime che sembrano fare il cuore più leggero.

    ha scritto il 

  • 4

    "..Qunado uno abita nelle Valli della Nostalgia non si accontenta più delle cose terrene, ma è costretto ad andare in cerca delle stelle. Non c'è sceltaDovrai andarle a cercare anche tu, ora.
    Ma no, d ...continua

    "..Qunado uno abita nelle Valli della Nostalgia non si accontenta più delle cose terrene, ma è costretto ad andare in cerca delle stelle. Non c'è sceltaDovrai andarle a cercare anche tu, ora.
    Ma no, dai, Ingeborg, disse Jan. io mi accontento di quel che si trova sulla terra.
    Zitto, per carità. Credi che sia così matta da voler prendere le stelle che sono rimaste in cielo? Io cerco solo quelle che soo cadute. Sono una persona di buon senso, via..."

    ha scritto il 

  • 4

    Esposizione semplice e intensa. In modo magistrale l’autrice crea una fusione di caratteri e di elementi diversi, talora contrastanti: esistenza concreta e racconto fantastico, storia e argomento ero ...continua

    Esposizione semplice e intensa. In modo magistrale l’autrice crea una fusione di caratteri e di elementi diversi, talora contrastanti: esistenza concreta e racconto fantastico, storia e argomento eroico, senso di affettuosa commozione e temerarietà, imprudenza, ordinarietà e straordinarietà, l'argomento è incentrato sui rapporti familiari e condito da un intenso sentimento cristiano.

    ha scritto il 

  • 5

    Diverso dal Meraviglioso viaggio e dalla saga di Ghosta Berling, non per lo stile, non per l'organizzazione della storia ma per la profonda, insolita malinconia delle vicende. La nostalgia, la diffico ...continua

    Diverso dal Meraviglioso viaggio e dalla saga di Ghosta Berling, non per lo stile, non per l'organizzazione della storia ma per la profonda, insolita malinconia delle vicende. La nostalgia, la difficoltà nei rapporti umani ha una parte importante e anche il male. Il libro è diviso in una prima parte che assomiglia molto alle saghe sopra citate per il tipo di vicende narrate, ma seguono altre tre parti via via sempre più tristi. Si sfiora quasi il punto di non ritorno. Certo, Selma non lascerebbe mai finire un suo romanzo senza dargli un risvolto positivo e costruttivo ma negli altri il male non riusciva mai a penetrare così in profondità nelle vicende. I dispiacere erano ombre fuggevoli su un cuore buono. In questo caso la cattiveria riesce a intaccare in profondità questa vita anche se solo questa. In Portugallia tutto resta incontaminato. Un libro bello, molto bello per la sua carica di intensa malinconia, di struggimento. Per il fatto che le cose buone si afferrano ma forse con un tantino di ritardo che le rende non inefficaci ma che certamente dona loro un retrogusto amaro.

    ha scritto il 

  • 4

    una bella favola, scontata e morale.
    una bontà esagerata ed una pazzia salvifica.
    che sia questa il messaggio finale e la soluzione necessaria.
    per dare il senso?
    il senso?
    per dare un senso servono g ...continua

    una bella favola, scontata e morale.
    una bontà esagerata ed una pazzia salvifica.
    che sia questa il messaggio finale e la soluzione necessaria.
    per dare il senso?
    il senso?
    per dare un senso servono gli altri?
    sono necessari?

    ha scritto il 

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