L'impero dei draghi

Di

Editore: Mondadori

3.8
(2222)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 423 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Catalano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8804534176 | Isbn-13: 9788804534174 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Persia, Edessa: i soldati romani sono asserragliati dentro le mura della cittàquando l'imperatore Valeriano, stremato, è costretto ad uscire, per tentareun'estrema riconciliazione, per alimentare una speranza quasi impronunciabile.Ma è la mossa sbagliata, è la fine. L'imperatore viene deportato e ucciso. Sulsuo letto di morte Metello, suo fedele ufficiale, giurerà di riportare sottoil cielo italiano le sue ceneri. Ma come? Fuggire con le ceneridell'imperatore a Occidente significherebbe morte sicura, ma a Oriente, versola sconosciuta Cina...
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  • 4

    Questa, più che la storia di un romano che giunge nell'impero d'oriente è, secondo me, la storia di un viaggio. Un viaggio che ognuno di noi fa dentro di sé, affrontando disperazione, dolore, ma anche ...continua

    Questa, più che la storia di un romano che giunge nell'impero d'oriente è, secondo me, la storia di un viaggio. Un viaggio che ognuno di noi fa dentro di sé, affrontando disperazione, dolore, ma anche un viaggio per capire che la mente umana non ha confini fisici. Gli unici confini che dobbiamo superare, spesso, sono quelli che ci poniamo da soli. E così un uomo dedito alla sia famiglia, alla sua patria e al suo ruolo di soldato, scopre che, tramite dure prove, può elevare se stesso e il proprio spirito, in modi che mai avrebbe creduto possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    la legione perduta

    Ho letto alcune recensioni molto negative su questo romanzo ma nonostante tutto ho iniziato e terminato la sua lettura e ne sono molto contento. In questo volume, il protagonista è una sorta di "turis ...continua

    Ho letto alcune recensioni molto negative su questo romanzo ma nonostante tutto ho iniziato e terminato la sua lettura e ne sono molto contento. In questo volume, il protagonista è una sorta di "turista" e grazie ai suoi occhi possiamo vedere quella che è una ricostruzione del mondo orientale esistito contemporaneamente al nostro più "blasonato" anche se, forse, meno onorevole. E' un romanzo che fa sognare; è una storia inventata di sana pianta quindi non bisogna pretendere veridicità storiche riguardanti i protagonisti. Ma almeno questo libro da quell'impulso al lettore di approfondire quelle nozioni che nessuno ci inculca se non per nostra personale volontà: sulla filosofia orientale e le arti marziali, sulla storia e la sua antica religione, sulla geografia della sterminata Cina.

    E' un romanzo che a mio avviso è stato scritto sotto la spinta intrigante delle scoperte fatte in questi ultimi decenni in remote località cinesi. Queste riguardano, i ritrovamenti di "orme" lasciate da quello che forse è stato davvero un pezzo d'esercito romano deportato o andato alla deriva finendo addirittura nella lontana odierna Cina.

    Ho trovato questo romanzo facilissimo nella lettura e molto fluido. Alcune vicendo sono proprio al di la del possibile, ma è pur sempre un romanzo quindi ben vengano queste licenze narrative in un epoca (oggi) in cui è difficile trovare qualcosa che faccia sognare e allo stesso tempo riflettere e incuriosire per successive letture.

    Testudo !

    ha scritto il 

  • 2

    “Quella promessa era soprattutto una speranza, amico mio” rispose l’imperatore “ e il compimento delle nostre speranze non dipende da noi che in minima parte”.

    Quando “conobbi” Valerio Massimo Manfredi sei anni fa la prima cosa che dissi fu: “finalmente uno scrittore nostrano contemporaneo che sa scrivere!” E lo penso ancora adesso, per me rimane uno dei mig ...continua

    Quando “conobbi” Valerio Massimo Manfredi sei anni fa la prima cosa che dissi fu: “finalmente uno scrittore nostrano contemporaneo che sa scrivere!” E lo penso ancora adesso, per me rimane uno dei migliori scrittori che abbiamo di questi tempi, ma purtroppo ha il vizio di inventarsi storie bislacche, prima Romolo Augustolo discendente da Re Artù ne “l’ultimo legione”, adesso i romani giunti in Cina(chissà come ci rimarrebbe Marco Polo nel sapere che qualcuno gli ha tolto il primato) che combattono contro i ninja volanti nelle foreste.
    La storia è molto semplice, un gruppo di soldati romani, dopo essere stati catturati insieme al loro imperatore Valeriano dall’esercito persiano e condannati a una dura prigionia e ai lavori forzati in una miniera, riescono a scappare e, dopo un lungo ed estenuante viaggio, ad approdare in un nuovo regno, la Cina appunto, dove si alleano con il principe ereditario e la sua affascinante sorella-guerriero contro gli usurpatori.
    Credo che l’intento di Manfredi fosse quello di creare ad arte un altro libro nella speranza che qualcuno a Hollywood lo notasse di nuovo dopo quell’immenso capolavoro de “L’ultima legione” (ovviamente sto facendo dell’ironia), altrimenti non si spiegano tutte queste copiature da alcuni famosi film americani(il protagonista Metello è la copia sputata di Massimo Decimo Meridio, il gladiatore di Ridley Scott e le descrizioni delle fughe dalla miniera sono copiate di pari passo da i film di “Rambo”), ma tutto sommato questo è il male minore, la prima parte è anche passabile, i problemi iniziano con la seconda, con l’approdo in Oriente di cui Manfredi dimostra di averne una conoscenza scarsa e superficiale(tra l’altro anche qui ho notato una palese copiatura sia nei personaggi che nella storia da “la foresta dei pugnali volanti” di Ang Lee).
    Un romanzo che definirei trash(come ripeto legionari romani contro ninja cinesi non si possono proprio vedere, almeno a mio parere), ma che salvo per una piccola parte per merito dell’ ottimo con cui è stato scritto.

    “Quando un uccello è rimasto in gabbia per tutta la vita, anche se gli apri la porta non se ne va. Il mondo esterno gli fa paura”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un bel libro, scritto davvero molto bene.
    La prima metà è davvero entusiasmante, coinvolgente ed avvincente, cala il lettore all'interno della società romana trapiantata in Persia, lo immerge negli in ...continua

    Un bel libro, scritto davvero molto bene.
    La prima metà è davvero entusiasmante, coinvolgente ed avvincente, cala il lettore all'interno della società romana trapiantata in Persia, lo immerge negli intrighi, nei tradimenti, nelle sofferenze, nelle alleanze e negli slanci di solidarietà che rendono variegata la razza umana.
    Ho trovato piacevole anche la parte centrale, quella del viaggio che dalla Persia porta il protagonista fino alle soglie dell'impero cinese.
    La battuta d'arresto l'ho invece riscontrata incominciando a leggere la terza e ultima parte del romanzo dove si calca, a mio avviso, un po' troppo la mano sulle incredibili capacità mentali e fisiche dei guerrieri cinesi, una specie di ninja inarrestabili, capaci praticamente di ogni cosa.
    Scontatissima la storia d'amore, nata dal nulla, tra il comandante Aquila e la principessa cinese. Non so...mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca pur rimanendo un buon libro.

    ha scritto il 

  • 0

    La storia di questo libro è ambientato nel 260 a.C., duecento anni dopo la nascita di Cristo, Marco Metello Aquila è il comandante della guardia imperiale, che a Edessa difende il confine orientale d ...continua

    La storia di questo libro è ambientato nel 260 a.C., duecento anni dopo la nascita di Cristo, Marco Metello Aquila è il comandante della guardia imperiale, che a Edessa difende il confine orientale dell'Impero Romano sotto il comando di Valeriano. Quello che doveva essere un vertice tra Valeriano e il re persiano Shapur si rivela essere un agguato sia per l'impero sia per la sua scorta, per trattare la pace ad intessere rapporti diplomatici. Metallo, con i suoi uomini e Valeriano, viene fatto prigioniero e deportato in Persia, dove viene messo ai lavori forzati. Durante il combattimento dell' imboscata ai
    Romani, gli eventi e il suo destino metteranno l' Impero Romano e Orientale sulla stessa strada fino a portare i due in Cina: l'Impero dei Draghi dove avranno cibo e avventure di ogni tipo.
    La descrizione dei due imperi è molto differente per alcuni aspetti anche se i Romani e i Cinesi avevano in comune tanto da poter condividere e imparare a vicenda.
    Secondo me questo libro va letto perché l'autore è molto bravo a far immedesimare il lettore nel racconto ma sopratutto nell'epoca, agli usi, ai costumi e alle vicende di quel tempo: in ogni singola pagina traspare la colta conoscenza storica dell'autore. Per quanto mi riguarda, la storia in sè l'ho trovata interessante ma l'aspetto che mi ha colpito è la sua ampia conoscenza della storia in generale. Ha optato per un'epoca molto intrigante proprio perché i due imperi protagonisti sono dei più importanti della storia antica: l' Impero Romano e l'Impero Cinese. Nel suo complesso, nella maggior parte degli aspetti, è un bel libro. Ve lo consiglio!

    ha scritto il 

  • 5

    AVVINCENTE

    - Si chiama virtus.
    - Che cos’è? Che significa?
    - Significa “forza virile” ma è difficile spiegarne veramente l’essenza. È la forza che ci spinge a dare la vita per la nostra famiglia e la nostra patr
    ...continua

    - Si chiama virtus.
    - Che cos’è? Che significa?
    - Significa “forza virile” ma è difficile spiegarne veramente l’essenza. È la forza che ci spinge a dare la vita per la nostra famiglia e la nostra patria, se necessario, senza sperare in nulla se non nel ricordo che rimarrà del nostro onore.

    Attraverso l’elemento narrativo di un viaggio, topos letterario non particolarmente originale, Manfredi -scrittore e storico emiliano- racconta dell’incontro di due culture differenti.
    Il rapporto tra i due protagonisti rappresenta la sintesi della storia. Il romanzo narra di un viaggio attraverso il continente asiatico da parte di dieci soldati romani, che hanno vissuto e vivranno le più ardue peripezie, i quali fanno da scorta ad una carovana della seta.
    I due protagonisti sono Metello, archetipo della romanità rappresentata dalla frase iniziale, e Dan Qing il principe cinese chiuso quasi sempre nel suo io.
    La storia è ambientata durante la successione degli imperatori romani Valeriano e Gallieno (III sec. d.C.).
    Il periodo trattato è molto familiare a Manfredi il quale è anche un rinomato archeologo.
    In virtù delle competenze dello scrittore il romanzo, oltre ad essere avvincente, risulta particolarmente credibile tanto da far pensare che sia basato su fatti realmente accaduti. Tuttavia non sono note conferme alla veridicità della storia. Manfredi ha creato un’architettura narrativa che è sostenuta dalla suspense creata dalla trama particolarmente intensa. Il linguaggio utilizzato rende la lettura scorrevole.
    La lettura de “L’impero dei Draghi” è consigliata agli amanti dell’avventura e dei romanzi storici.
    Luigi dB

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Gran libro

    Un libro davvero interessante e ben fatto in ogni suo aspetto, dalla descrizione dei luoghi a quella dei personaggi.
    Il protagonista Marco Metello aquila, come viene descritto da uno dei personaggi ux ...continua

    Un libro davvero interessante e ben fatto in ogni suo aspetto, dalla descrizione dei luoghi a quella dei personaggi.
    Il protagonista Marco Metello aquila, come viene descritto da uno dei personaggi uxal, è uno dei classici eroi Romani che darebbero la vita per la patria, insieme ai suoi valorosi legionari che lo seguirebbero fino alla morte. Dopo essere scappati da una miniera da cui mai nessuno mai era scappato, Insieme a Metello scortano il principe Cinese, Dan Qing, fino al suo paese, ma le cose non sono più come prima al potere c'è il capo di una terribile setta ,le volpi volanti, di nome Wei.
    Dopo la morte dei suoi compagni Metello vine salvato dalla sorella di Dan qing, viene portato nel nascondiglio della setta opposta alle volpi volanti quella del loto rosso, e viene addestrato da lei medesima nel tipo di lotta che praticava lei e dan qing.
    Il libro finisce con la morte di Wei dopo un lungo combattimento e il ritorno a casa di metello.
    Un libro davvero ben fatto che coinvolge già dalle prime pagine, lo consiglio a tutti,

    ha scritto il 

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