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L'impero del sole

Di

Editore: Rizzoli - Club degli Editori

4.0
(351)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000015335 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il sole dentro

    L'esperienza della guerra ha effetti sula psiche umana inimmaginabili. Essa può demolire una mente, distruggere i gangli del cervello in una maniera subdola e devastante. Allora l'uomo ha due possibilità: affidarsi ai propri punti di riferimento o lasciarsi devastare. Tale scelta non è per nulla ...continua

    L'esperienza della guerra ha effetti sula psiche umana inimmaginabili. Essa può demolire una mente, distruggere i gangli del cervello in una maniera subdola e devastante. Allora l'uomo ha due possibilità: affidarsi ai propri punti di riferimento o lasciarsi devastare. Tale scelta non è per nulla semplice, soprattutto per l'adulto. Il bambino, invece, trova delle risorse nella propria fantasia che possono permettergli di vivere ogni cosa in maniera differente. Il bambino di Ballard ha agito così: affidandosi alla sua passione per i modelli degli aerei di guerra, rendendo il campo di concentramento un luogo a difesa della comunità degli internati, perché lì fuori era peggio che dentro. La morte, la malattia, la fame, gli escrementi, tutto ciò diventa una costante per Jim/Ballard che aveva necessità di individuare dei punti fissi, degli appigli senza i quali non restava che la pazzia o la morte.
    In questo racconto autobiografico Ballard, così come a suo modo fece Vonnegut nel Mattatoio n. 5, trasmette la sua esperienza con gli occhi di un ragazzino che nonostante tutto sopravvive alla miseria della guerra, alla distruzione delle bombe. Ciò avviene però attraverso l'autodefinizione di un universo parallelo fatto di modelli di aeroplani, di soldati umanizzati, di internati britannici che assumono comportamenti che Jim legge con gli occhi della normalità. Mentre Vonnegut ricorre all'escamotage narrativo dell'alieno, Ballard è paurosamente più vicino alla realtà e questo spaventa, e al contempo, incoraggia il lettore sul fatto che nonostante tutto lo scrittore inglese è lì per raccontarla. L'autore non ricorre alla fantascienza, forse perché non c'è bisogno di arrivarci, lì non serve ricorrere alla distopia per riflettere, rivivere l'esperienza del mondo con tutte le sue brutalità. La realtà delle bombe su Shanghai è sufficiente. La luce della bomba atomica è stata vista, non importa se quella determinata luce era davvero quella su Nagasaki. La bomba Ballard ce l'ha avuta dentro e se l'è portata per tutta la vita.

    ha scritto il 

  • 3

    ne avevo sentito parlare come di un libro diverso dagli altri di ballard, ma dopo poche pagine il paragone tra il meccanismo di una cinepresa e quello di una pistola smentisce la voce.


    in effetti è proprio il tipico libro di ballard, ci sono tutti gli elementi che ritornano sempre nella se ...continua

    ne avevo sentito parlare come di un libro diverso dagli altri di ballard, ma dopo poche pagine il paragone tra il meccanismo di una cinepresa e quello di una pistola smentisce la voce.

    in effetti è proprio il tipico libro di ballard, ci sono tutti gli elementi che ritornano sempre nella serie delle catastrofi e anche in alcuni racconti fantastici ambientati nello stesso periodo. ci sono i maestri ambigui e l'ambigua visione dell'adattamento come corruzione/purificazione, però il libro è più noioso di quelli fantastici e a mio avviso non offre nulla in cambio.

    ha scritto il 

  • 3

    Seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor, l'undicenne Jim si ritrova separato dalla famiglia a girovagare per Shanghai e poi internato nel campo di prigionia di Lunghua assieme ai genitori dove trascorre quattro anni diventando un testimone di cosa sia davvero la ...continua

    Seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor, l'undicenne Jim si ritrova separato dalla famiglia a girovagare per Shanghai e poi internato nel campo di prigionia di Lunghua assieme ai genitori dove trascorre quattro anni diventando un testimone di cosa sia davvero la guerra

    ha scritto il 

  • 5

    Ballard esce dalla fantascienza e racconta un pezzo della sua vita. La guerra raccontata da un ragazzino, la cui fantasia sfrenata gli permette di soppravvivere.
    Ma ancora più faticosa della guerra è la sua fine: la fine di quel mondo tutto sommato stabile che Jim si era costruito all'inter ...continua

    Ballard esce dalla fantascienza e racconta un pezzo della sua vita. La guerra raccontata da un ragazzino, la cui fantasia sfrenata gli permette di soppravvivere.
    Ma ancora più faticosa della guerra è la sua fine: la fine di quel mondo tutto sommato stabile che Jim si era costruito all'interno del campo di detenzione , con astuzia, simpatia e piccole crudeltà; la terra di nessuno che vede bande di disperati contendersi il vuoto lasciato dai giapponesi; il lampo silenzioso dell'atomica che sancisce il passaggio di un'era.
    Una domanda che torna incessante: la guerra è davvero finita?
    E il timore/speranza che una nuova stia già iniziando.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura impegnativa, non solo perché è una violenta e impressionante storia di guerra (ben più impressionante del film di Spielberg!), ma perché narrata in modo singolarmente sconnesso, imbrogliato e confuso: forse è un effetto voluto, per rendere lo spaesamento allucinato del ragazzino protagoni ...continua

    Lettura impegnativa, non solo perché è una violenta e impressionante storia di guerra (ben più impressionante del film di Spielberg!), ma perché narrata in modo singolarmente sconnesso, imbrogliato e confuso: forse è un effetto voluto, per rendere lo spaesamento allucinato del ragazzino protagonista. Comunque sia, vale la pena di affaticarsi: merita.

    ha scritto il 

  • 4

    La seconda guerra mondiale a Shangai vista con gli occhi di un ragazzino undicenne britannico per il quale "Inghilterra" è solo una parola indicante una patria lontana e mai sentita tale. Jim prova venerazione per il coraggio dei soldati giapponesi, il nemico, insofferenza verso gli europei, inca ...continua

    La seconda guerra mondiale a Shangai vista con gli occhi di un ragazzino undicenne britannico per il quale "Inghilterra" è solo una parola indicante una patria lontana e mai sentita tale. Jim prova venerazione per il coraggio dei soldati giapponesi, il nemico, insofferenza verso gli europei, incapaci di adattarsi agli eventi, ammirazione verso gli americani, timore verso i cinesi, che aspettano pazientemente il giorno in cui si vendicheranno. Un ragazzino, separato dai suoi genitori, che si trova a vivere in un campo di reclusione, e a sopravvivere al periodo "grigio" in cui la guerra è finita ma non del tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Jim provò dolore per la fine dei piloti americani, costretti a morire nell'intrico delle imbracature sotto gli occhi di un caporale giapponese armato di una Mauser e di un ragazzo inglese tutto solo sulla balconata di un edificio in rovina. Ma questa fine gli ricordò la sua, alla quale pensava se ...continua

    Jim provò dolore per la fine dei piloti americani, costretti a morire nell'intrico delle imbracature sotto gli occhi di un caporale giapponese armato di una Mauser e di un ragazzo inglese tutto solo sulla balconata di un edificio in rovina. Ma questa fine gli ricordò la sua, alla quale pensava segretamente fin dall'arrivo a Lunghua. Le incursioni aeree, il rombo dei Mustang in picchiata sul campo, l'odore di olio e cordite, la morte dei piloti, la sua stessa morte, gli giungevano come cose gradite.
    Sì, malgrado tutto, sapeva di non valere nulla. E, arrotolando fra le mani la grammatica latina, tremò di una segreta fame, che la guerra sapeva così bene soddisfare.

    ha scritto il 

  • 2

    noiosissimo

    volevo leggerlo per vedere la 2° guerra mondiale da un altro punto di vista, ma ho fatto una fatica immane per finirlo.. lo stile di scrittura non mi è congeniale, ho trovato la lettura noiosa e molto confusa, probabilmente vengono date per scontate certe cose che un "esterno" non può capire senz ...continua

    volevo leggerlo per vedere la 2° guerra mondiale da un altro punto di vista, ma ho fatto una fatica immane per finirlo.. lo stile di scrittura non mi è congeniale, ho trovato la lettura noiosa e molto confusa, probabilmente vengono date per scontate certe cose che un "esterno" non può capire senza aiuti.. devo ancora guardare il film, sperando che sia più coinvolgente!

    ha scritto il 

  • 2

    Purtroppo mi ha annoiato al punto che non vedevo l'ora che finisse.

    Rimane però un documento agghiacciante di uno scorcio di Seconda guerra mondiale di cui in Italia non si parla spesso.

    ha scritto il