L'impiccato di Saint-Pholien

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi n. 55)

3.9
(581)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 139 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8845910156 | Isbn-13: 9788845910159 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gabriella Luzzani

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    La quarta avventura di Maigret è un giallo molto sui generis, risultando al tirar delle somme un dramma psicologico, non segnato da un particolare delitto su cui indagare, che si avvicina assai di più ...continua

    La quarta avventura di Maigret è un giallo molto sui generis, risultando al tirar delle somme un dramma psicologico, non segnato da un particolare delitto su cui indagare, che si avvicina assai di più ai romanzi di Simenon senza il suo solito protagonista. Il commissario si muove, soprattutto all’estero, spinto da un misto di curiosità e senso di colpa in una trama che presenta più di un rammendo ed è qua e là appesantita da alcune ripetizioni, quasi che fosse necessario rimpolpare le comunque non numerose pagine: sull’altro piatto della bilancia sta invece un’accurata analisi ambientale e psicologica culminante nella lunga e bella scena conclusiva che conduce a una resa dei conti sempre a parole. Incuriosito dal suo comportamento, Maigret segue un tizio male in arnese fino a Brema, dove è involontaria causa del suo suicidio: all’obitorio incontra un belga che gli si appiccica con futili motivi e la circostanza lo insospettisce non poco. Visto che l’importuno è connazionale del defunto e che quest’ultimo pare essere stato un poveraccio che ha mollato moglie e figlio per la bottiglia, ma aveva pure il vizio di bruciare i soldi nella stufa, il poliziotto comincia a tirare le fila finché, pur con qualche blando rischio personale, riesce a radunare i vari personaggi incontrati in una vecchia e stravagante soffitta dove il cerchio si chiude e la qualità si impenna. La confessione incrociata varia di temperatura a secondo della psicologia del narratore svelando infine il mistero di cui al titolo che, per una non indifferente parte della vicenda, il lettore si chiede che cosa c’entri: nel contempo, l’autore tratteggia un bel ritratto di vita studentesca bohemienne in un ambiente che con ogni probabilità è stato il suo, vista l’ambientazione a Liegi, dove Simenon ha studiato, e la coincidenza dei tempi. Oltre alle istanze autobiografiche, lo scrittore non rinuncia alla descrizione dei contrasti sociali tra rappresentanti della borghesia e delle classi più umili riuscendo a dare lustro con gli ultimi, appassionati capitoli a un lavoro che prima dà a volte l’impressione di non sapere dove andare a parare.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente!

    Finalmente un libro con Maigret che mi ha conquistato: veloce, acuto, accattivante, gustoso nel fluido procedere della trama. Adesso posso aggredire con un nuovo vigore la mia pila di decine di casi d ...continua

    Finalmente un libro con Maigret che mi ha conquistato: veloce, acuto, accattivante, gustoso nel fluido procedere della trama. Adesso posso aggredire con un nuovo vigore la mia pila di decine di casi del noto commissario, dopo la scelta casuale di due opere fra l'accettabile e il trascurabile. Meglio informarsi prima fra i pareri degli amici anobiiani. Per poi magari dissentire, o sorprendersi.

    ha scritto il 

  • 0

    Non conosco bene Simenon (shame on me!) ma questo Maigret mi è piaciuto moltissimo e mi anche parecchio inquietato. Sotto la superficie del giallo si agitano le passioni e soprattutto le miserie e le ...continua

    Non conosco bene Simenon (shame on me!) ma questo Maigret mi è piaciuto moltissimo e mi anche parecchio inquietato. Sotto la superficie del giallo si agitano le passioni e soprattutto le miserie e le sofferenze del proletariato frances. L'occhio dello scrittore è freddo e spietato e anche Maigret stesso non è esente da miserie e incertezze. Ovviamente grande letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma come ho fatto ad ignorare Simenon per tutti questi anni???

    Appena scoperto e ho già una bella cotta per Maigret!
    Premetto che i gialli di stampo classico (quindi senza descrizioni truculente e modi di uccidere sempre più violenti) sono quelli che preferisco, ...continua

    Appena scoperto e ho già una bella cotta per Maigret!
    Premetto che i gialli di stampo classico (quindi senza descrizioni truculente e modi di uccidere sempre più violenti) sono quelli che preferisco, praticamente gli unici che mi piacciono, e al giorno d'oggi sono difficili da trovare. Con Maigret si torna all'indagine vecchio stampo, senza laboratori per le impronte ma con una buona dose di psicologia.
    Questo libro è stato bellissimo ed imprevedibile. Una storia ben congeniata.
    Poi, diciamolo, essendo il primo che leggo di questo autore non posso che rimanerne affascinata: magari con i prossimi affinerò il mio senso critico.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Indagine su un suicida.

    In un paese al confine tra Germania e Olanda, il commissario Maigret assiste al suicidio - da lui indirettamente provocato - di un giovane che si era trovato a pedinare. Decide dunque di indagare pers ...continua

    In un paese al confine tra Germania e Olanda, il commissario Maigret assiste al suicidio - da lui indirettamente provocato - di un giovane che si era trovato a pedinare. Decide dunque di indagare personalmente sul passato del giovane, per scoprire le vere cause di questo strano suicidio. Si muove così tra Germania, Francia e Belgio, alla ricerca del passato del giovane e del mistero dietro al vestito macchiato di sangue, la cui scomparsa ha causato il suicidio.
    Un giallo atipico dove, piuttosto che indagare su un delitto avvenuto, si cerca di svelare il passato misterioso di un giovane uomo. Maigret è in gran forma e la sua sola presenza basta a mettere in agitazione i suoi "antagonisti". E in gran forma è anche Simenon che in questo Maigret - uno dei primi della lunga serie - mostra come un classico poliziesco possa arricchirsi di fini indagini psicologiche.
    Pesa molto, anche il fatto che la trama sia stata ispirata da un evento che ha coinvolto lo stesso autor.e

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono mai stato d'accordo con chi distingue tra il Simenon "giallista" di Maigret e il Simenon "scrittore" dei romanzi non gialli. Questo "Maigret", peraltro uno dei primi, essendo stato scritto ne ...continua

    Non sono mai stato d'accordo con chi distingue tra il Simenon "giallista" di Maigret e il Simenon "scrittore" dei romanzi non gialli. Questo "Maigret", peraltro uno dei primi, essendo stato scritto nel '31, quindi non di certo romanzo della maturità, conferma l'idea che mi son sempre fatta. Basterebbero le prime tre pagine, con la suggestiva descrizione di una piccola stazione ferroviaria di frontiera tra Olanda e Germania, con i suoi viaggiatori abituali, i doganieri, il buffet di terza classe: una descrizione suggestiva di un mondo affascinante. E questo è il primo elemento che mi aspetto da un Simenon, l'atmosfera. Il secondo elemento che mi aspetto è lo scavo psicologico; e, anche da questo punto di vista, non sono rimasto deluso: basterebbe la figura di Van Damme, il duello tra lui e Simenon, le azioni apparentemente incongruenti, ma comprensibili in una persona nella sue situazione. E infine, come ciliegina sulla torta, che belle anche le pagine di rievocazione dei "Cavalieri dell'Apocalisse", con il loro carico di entusiasmo, di illusioni, ma anche di dramma. Insieme alle prime pagine, il punto più alto del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il commissario Maigret, vedendo in un bar un ragazzo impacchettare dei contanti e spedirli per posta, decide di seguirlo. Fra treni, frontiere e albergo, assiste al suo suicidio - tra l'altro provocat ...continua

    Il commissario Maigret, vedendo in un bar un ragazzo impacchettare dei contanti e spedirli per posta, decide di seguirlo. Fra treni, frontiere e albergo, assiste al suo suicidio - tra l'altro provocato da Maigret. A questo punto decide di far luce sul gesto e sulla vita di questo ragazzo.

    Fra Parigi, Reims, Liegi e Brema si imbatte quindi in alcuni personaggi; uno, poi, è sempre sulla sua strada, qualche minuto prima di lui.

    Trama molto particolare, ampio risalto alla psicologia dei vari protagonisti. Ho scoperto, ormai dopo qualche romanzo di Simenon, di apprezzare tutto ciò che è legato ai luoghi, non tanto per l'aspetto legato a descrizioni efficaci di vie, strade, quartieri (che comunque ci sono) ma per l'atmosfera di questi posti, birrerie, stazioni, alberghi, redazioni, obitori, piccoli commissariati con i silenzi, o i rumori, le nebbie, le ombre… Davvero bravo, in poche parole, quasi pennellate.

    ha scritto il 

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