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L'impossibile volo

Di

Editore: Guanda

4.1
(81)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 608 | Formato: Altri

Isbn-10: 888246816X | Isbn-13: 9788882468163 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Rusconi

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Siamo alla vigilia del primo conflitto mondiale, destinato a sconvolgere tuttigli equilibri del Mediterraneo. In un villaggio del sud-est dell'Anatolia viveuna comunità in cui, da secoli, i greci, i turchi e gli armeni hannopacificamente convissuto. Sono uomini e donne, giovani e vecchi, ebrei,cattolici e musulmani, a cui la sorte ha riservato non di rado un destinotragico. Ma la grande Storia avanza a grandi falcate, e porta i volti dellaPrima guerra mondiale e di Kemal Ataturk: i giovani uomini partono per ilfronte, la convivenza pacifica si sgretola, i nazionalismi sfociano prima inodio e rancore, poi in forzati esili di massa e in cruenti massacri. Un nuovoromanzo storico dall'autore del "Mandolino del capitano Corelli".
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  • 4

    Un romanzo un pò anomalo, tra un saggio e un racconto di varie umanità, che si incrociano, dividono e cercano.
    Una storia che descrive la fine dell'impero Ottomano e la nascita della moderna Turchia.
    Una storia che descrive ancora una volta la pazzia del genere umano che cerca la sterile onnipote ...continua

    Un romanzo un pò anomalo, tra un saggio e un racconto di varie umanità, che si incrociano, dividono e cercano. Una storia che descrive la fine dell'impero Ottomano e la nascita della moderna Turchia. Una storia che descrive ancora una volta la pazzia del genere umano che cerca la sterile onnipotenza. Una storia di tante storie, di tante vite.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non potendo volare,siamo condannati a fare cose che non ci appartengono.Non avendo ali,siamo sospinti verso infamie e battaglie che non cerchiamo,e intanto gli anni passano,le montagne si consumano,le valli s'innalzano,la sabbia ostruisce i fiumi

    e le scogliere precipitano in mare."
    Bismillah Allah Akbar.
    Bismillahe Rahmane Rahim.
    Questo libro è bellissimo. Un grandioso affresco storico ed insieme un appassionato racconto fantastico e fortemente emozionale, il tutto sorretto da una struttura impeccabile e da una scrittura travolgente e pi ...continua

    e le scogliere precipitano in mare." Bismillah Allah Akbar. Bismillahe Rahmane Rahim. Questo libro è bellissimo. Un grandioso affresco storico ed insieme un appassionato racconto fantastico e fortemente emozionale, il tutto sorretto da una struttura impeccabile e da una scrittura travolgente e piacevolissima -come sempre in De Bernières per quanto l'ho conosciuto. Personaggi indimenticabili, credo che Leyla Hanim o per meglio dire Ioanna di Itaca e Rustem Bey, Karatavuk e Mehmetcik , Philotei e Drosoula, il Cane, Iskander il Vasaio e tutti gli altri rimarranno a farmi compagnia per molto tempo, anche dopo che avrò dimenticato i loro nomi e contorni, ed a sostenermi nel mio stile di vita che molto somiglia al loro prima che, "non potendo volare", fossero malamente tirati giù sulla terra. E dimenticavo Mustafa Kemal -alias Ataturk-, le cui vicende costituiscono un po' il "filo conduttore" dell'intera vicenda, oltre che l'ossatura di tutta la storia-storia, perchè di questo si tratta, incredibilmente come spesso siamo costretti a dire relativamente alle vicende storiche passate (e presenti). E poi, last ma tutt'altro che least, mi sono documentata: su aNobii, troverete 1872 recensioni a "Cent'anni di solitudine", se non sono aumentati nel frattempo, 226 a "Gabriella garofano e cannella" e solo 42 a "Il mandolino del Capitano Corelli". Non solo: nessuno dei miei interpellati aveva notizia che l'omonimo film, tra l'altro a quanto ricordo per nulla disdicevole, fosse stato tratto da un romanzo, cosa che invece è arcinota per i vari filmini filmetti e -soprattutto- filmacci tratti da Amado o da Garcia Marquez. Sono costretta a dedurne, con estremo raccapriccio, che De Bernières sia per i più un emerito sconosciuto, quando invece ritengo che sia una delle voci più notevoli della narrativa contemporanea. Spero di poter spingere qualche anima curiosa per natura a leggere almeno questo libro: garantisco che le 5 stelle le vale tuttissime. Parola di Philothei.

    ha scritto il 

  • 4

    Il tocco di De Bernières è inconfondibile: l’empatica partecipazione alle vicende dei suoi personaggi e la struttura corale del romanzo ricordano tanto l’amato Mandolino riuscendo, però, a creare qualcosa di completamente diverso.
    E’ l’intreccio della Storia con le storie di tanti “nessun ...continua

    Il tocco di De Bernières è inconfondibile: l’empatica partecipazione alle vicende dei suoi personaggi e la struttura corale del romanzo ricordano tanto l’amato Mandolino riuscendo, però, a creare qualcosa di completamente diverso. E’ l’intreccio della Storia con le storie di tanti “nessuno”, quelli che se anche non nascevano, il mondo continuava a girare lo stesso. Nessun protagonista principale, quindi, ma una folla speziata di ottomani che all’inizio del Novecento abita un piccolo villaggio -inventato, purtroppo- della Licia. Non li avevo conosciuti da molto che già abitavo una delle loro case e vestivo i loro abiti. Spettegolavo con Asye e Polyxeni. Pregavo la Vergine Panagia e correvo dall’autorevole imam per ogni altra necessità. Se, quando mi trovai all’avventura nell’Inghilterra orientale, avessi saputo che De Bernières vive a Diss, nella contea di Norfolk, avrei tentato tutto il possibile per incontrarlo e farmi raccontare la vita di quel suo avo, rimasto ferito a Gallipoli, che ha un piccolo merito nella nascita di queste storie.

    Il testo è nato da una domanda che l’autore s’è posto durante gli anni dei conflitti nella Ex Jugoslavia: "Mi chiedevo come si può passare da una tranquilla convivenza all' esplosione di odio e di violenza". Il risultato è un passato quasi dietro l’angolo, ma dal sapore di mille e una notte. E quanto fascino nella vita in comune di cristiani e musulmani, di armeni ed ebrei, tutti non solo abituati, ma inconsciamente consapevoli della necessità della presenza dell’altro! Che meraviglia i passi dedicati alla parola e alla scrittura di questi luoghi di confine in cui i cristiani portano nomi greci, ma parlano in turco, i musulmani pregano in arabo senza capire ciò che dicono e sulle antiche rovine fuori città restano scolpite incomprese iscrizioni licie!

    Davvero divertiti e saporiti i richiami al Mandolino del capitano Corelli che innescano quasi un gioco con il lettore, ma poco convincente, purtroppo, il titolo in traduzione italiana: continuo a preferire l’efficacia dell’originale Birds without wings e penso che, se lo leggerete, sarete d’accordo con me.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' troppo didattico per essere un romanzo, troppo poco per essere saggio. Ma, ha il pregio di far rivivere la quotidianità del popolo ottomano in cui sono convissute per secoli varie etnie e varie culture, prima che venissero disperse. Ha il pregio di far riflettere che ogni eccidio è la vend ...continua

    Un po' troppo didattico per essere un romanzo, troppo poco per essere saggio. Ma, ha il pregio di far rivivere la quotidianità del popolo ottomano in cui sono convissute per secoli varie etnie e varie culture, prima che venissero disperse. Ha il pregio di far riflettere che ogni eccidio è la vendetta di un precedente eccidio subito e che a sua volta è stato subito da qualcun altro, così all'infinito fino alla notte dei tempi. Ha il pregio di ricordare che spesso le grandi idee e i grandi piani sono il frutto della futilità e causa del disgraziato deragliamento della vita delle genti. Utile guida viaggio per capire la Turchia.

    ha scritto il 

  • 5

    Iskander il vasaio, Philotei la bella, padre Kristorofos e i loro compaesani sono i protagonisti di questo bellissmimo romanzo storico ambientato a Eskibahçe, un paesino dell'Anatolia dove da anni greci, turchi e armeni convivono pacificamente, tutti sudditi dell'impero ottomano. Ma con lo scopp ...continua

    Iskander il vasaio, Philotei la bella, padre Kristorofos e i loro compaesani sono i protagonisti di questo bellissmimo romanzo storico ambientato a Eskibahçe, un paesino dell'Anatolia dove da anni greci, turchi e armeni convivono pacificamente, tutti sudditi dell'impero ottomano. Ma con lo scoppio della Grande guerra, la nascita della giovane Turchia, le lotte fratricide tra greci e turchi, la storia irromperà con violenza nel piccolo paese e tutti dovranno dire per sempre addio al mondo di una volta. Bellissimo! Molto consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Gran bel libro.

    Un romanzo avvincente, intenso, toccante, crudo. E per me illuminante su vicende storiche che conoscevo molto marginalmente.
    Quanto questioni “alte” e impalpabili (la religione, la politica), possono essere devastanti per la vita vera, concreta delle persone. Quante atrocità si possono commetter ...continua

    Un romanzo avvincente, intenso, toccante, crudo. E per me illuminante su vicende storiche che conoscevo molto marginalmente. Quanto questioni “alte” e impalpabili (la religione, la politica), possono essere devastanti per la vita vera, concreta delle persone. Quante atrocità si possono commettere in nome di dio o dello stato. Quanti paesi, quante case, quanti cuori, quanti ventri si possono svuotare, squarciare, sfregiare, inaridire per sempre. Quanti sogni spezzare. Come un impossibile volo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ottimo compagno di viaggio in Turchia

    Questo libro l'ho trovato per caso all'aeroporto di Malpensa mentre aspettavo di imbarcarmi per Istanbul e l'ho comprato proprio perchè in tema con il viaggio che mi apprestavo a fare: mai scelta fu più azzeccata!


    E' la saga di un'intera comunità: una comunità che oggi potrebbe sembrare as ...continua

    Questo libro l'ho trovato per caso all'aeroporto di Malpensa mentre aspettavo di imbarcarmi per Istanbul e l'ho comprato proprio perchè in tema con il viaggio che mi apprestavo a fare: mai scelta fu più azzeccata!

    E' la saga di un'intera comunità: una comunità che oggi potrebbe sembrare assai strana, formata com'è da cristiani, musulmani e armeni che convivono pacificamente in un piccolo paese dell'Anatolia, all'epoca parte del grande impero ottomano. Eppure questa pace ha i giorni contati e nel giro di pochi anni tutti gli abitanti di Eskibahce si ritroveranno a fare i conti con la Storia. Una storia che in Turchia si intreccia con l'ascesa al potere di Mustafa Kemal Ataturk e la fine dell'impero ottomano; con la guerra tra turchi e greci e il conseguente rimpatrio forzato di cristiani e musulmani in terre che non sentono loro; con il primo genocidio della storia, quello del popolo armeno, che è ancora più terribile in quanto mai riconosciuto dallo stato turco; con le tragiche vicende del primo conflitto mondiale che tingerà di rosso sangue la penisola di Gallipoli, subito a nord dei Dardanelli.

    Ma mentre il mondo sembra in preda ad una terribile follia omicida e tutto sta andando alla deriva, i bizzarri personaggi di Eskibahce si ritrovano a loro insaputa e senza capirne le ragioni in schieramenti nemici, costretti a combattere contro il corso degli eventi per seguire gli amori, le amicizie, le idee e le passioni germogliate in tempo di pace.

    Sarà perchè ho iniziato questo libro ad Istambul, dove molte cose celebrano ancora Ataturk - il padre della patria; o perchè l'ho divorato nei giorni trascorsi tra la Cappadocia e la costa a nord di Smirne, dove molte delle usanze narrate sono ancora vive e capita di passeggiare tra i resti delle case abbandonate dai greci in fuga; oppure perchè l'ho terminato mentre fuori dai finestrini della mia auto era tutto un susseguirsi di cimiteri dove riposa quel che resta di migliaia di soldati venuti da mezzo mondo a morire sullo stretto dei Dardanelli ... ma questo libro è stato sicuramente la migliore guida e compagnia per un indimenticabile viaggio in Turchia!

    Non so se gli avrei dato ugualmente "5 stelline" se lo avessi letto in un altro luogo e in un'altra occasione: forse è solo il mio personale tributo allo splendido cielo stellato della costa egea, dove ognuna delle migliaia di stelle guarda con disincanto coloro che ancora tribolano quaggiù ...

    P.S.: se vi è piaciuta "La masseria delle Allodole", questo vi piacerà ancora di più ... La stessa Arslan in una conferenza ha ammesso di dovergli molto!

    ha scritto il 

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