L'impresa responsabile

Un'intervista su Adriano Olivetti

Di

Editore: Einaudi (Passaggi Einaudi)

3.3
(3)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806221558 | Isbn-13: 9788806221553 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Paolo Ceri

Disponibile anche come: eBook

Genere: Affari & Economia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Un'impresa capace di creare profitto non solo per gratificare gli azionisti, ma anche per produrre benessere, sicurezza e bellezza, per chi vi lavora come per la comunità che la ospita: Olivetti è stato un imprenditore e un uomo di cultura in straordinario anticipo sui propri tempi. A più di cinquant'anni dalla sua morte, le idee di Olivetti - sul ruolo dell'industria, sulle funzioni dello stato sociale, sul rapporto tra impresa e territorio -, continuano a sembrare in aperto contrasto con quanto si pratica e si scrive. Per cercare di comprendere (e di colmare) questa discrepanza, Luciano Gallino, che a Ivrea ha lavorato diversi anni come ricercatore, torna a riflettere su quell'idea di "impresa responsabile" che Olivetti cercava, giorno per giorno, di mettere in pratica nei suoi stabilimenti e uffici. Gallino è stato assunto da Olivetti nel 1955 e ha potuto cosí conoscere da vicino, a Ivrea, come questi pensava e operava nel quotidiano impegno di capo d'industria, e al tempo stesso, di pensatore politico, editore, promotore di piani territoriali. Questa intervista, pubblicata da Edizioni Comunità nel 2001, viene presentata qui riveduta, e con l'aggiunta di una nuova Prefazione. Gallino, sollecitato da Paolo Ceri, ricostruisce, senza alcun intento agiografico, la storia di un percorso umano, filosofico ed economico che continua a sfidare, per modernità e lungimiranza, il nostro presente.
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    Mi è piaciuto. Gallino parla di Olivetti e della Olivetti con affetto ma anche con lucidità, ti fa scoprire lati che nell'apologia dell'avventura olivettiana, spesso celebrata da chi ha forse letto po ...continua

    Mi è piaciuto. Gallino parla di Olivetti e della Olivetti con affetto ma anche con lucidità, ti fa scoprire lati che nell'apologia dell'avventura olivettiana, spesso celebrata da chi ha forse letto poco di Olivetti, rimangono sempre coperti. Bello anche il tentativo ben riuscito di attualizzare il pensiero di Adriano Olivetti, contestualizzandolo in questi liquidi tempi di globalizzazione.

    ha scritto il 

  • 3

    La tendenza imperante, in questo inizio millennio, nel mondo del lavoro, da parte dei proprietari, dei dirigenti o dei funzionari, è veicolata verso la compressione dei diritti dei lavoratori e delle ...continua

    La tendenza imperante, in questo inizio millennio, nel mondo del lavoro, da parte dei proprietari, dei dirigenti o dei funzionari, è veicolata verso la compressione dei diritti dei lavoratori e delle condizioni di lavoro, l'emarginazione dei sindacati, la delocalizzazione all'estero dell'attività produtttiva, l'occupazione precaria e stagionale; tutto ciò per aumentare i margini di guadagno e i dividendi dei proprietari e degli azionisti a discapito del benessere del lavoratore e soprattutto della qualità dei prodotti.Quand'ero ragazzino sentivo spesso una bellissima sigla televisiva cantata da Bruno Lauzi che diceva " vedrai com'è bello lavorare con piacere in una fabbrica di sogni tutta luce e libertà" : non avrei mai pensato che questa fabbrica fosse esistita veramente:l'Olivetti dell'ingegnere Adriano. Un utopista o un illuminato capitalista?. Aver creato un mondo attivo e pulsante di cultura tutt'attorno alla sua fabbrica significa che si può fare busines rispettando e aiutando chi offre la propria forza lavoro, che si può ottenere il massimo rendimento dagli operai senza sfruttarli, anzi, come fece l'ingegnere Adriano, con grande responsabilità sociale attraverso salari elevati, organizzazione del lavoro ripettosa, riduzione dell'orario, massimo rispetto per i sindacati, e soprattutto prestazioni extra lavorative da stato sociale incredibilmente avveniristiche con la creazione di scuole di formazione, case per i dipendenti, ambulatori, asili, colonie e biblioteche. Tommaso Moro e Tommaso Campanella riuscirono solo a scrivere di un'idea di mondo migliore, ma l'ingegnere Olivetti lo ideò e lo realizzò. Purtroppo il suo sogno politico si frantumò alle prime elezioni, e alla sua scomparsa crollò, o fecero crollare, quel sogno fatto di connubio fra bellezza, cultura e benessere sociale alle quali aveva dedicato la sua breve esistenza.

    ha scritto il