L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.0
(2573)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Giapponese , Coreano , Chi tradizionale , Catalano , Chi semplificata , Olandese , Tedesco , Polacco , Inglese , Rumeno , Francese

Isbn-10: 8806219774 | Isbn-13: 9788806219772 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent'anni vivono la piú perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve piú cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai piú: non ci saranno mai piú ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai piú pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai piú Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosí lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un'infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico - piú magro, dai lineamenti piú duri e taglienti - ma anche, soprattutto, nell'animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l'ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell'aria anche quando non c'è piú nessuno a suonarla. L'incontro con Sara, che intuisce l'inquietudine nascosta dietro l'apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l'occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l'hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Se con 1Q84 Murakami Haruki aveva allestito un intero universo, con L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio l'universo che costruisce è quello infinitamente piccolo, ma non per questo meno grandioso, del cuore di un uomo. Con L'incolore Tazaki Tsukuru, accolto in Giappone come un evento non solo letterario, Murakami regala al lettore quello che forse è il suo romanzo piú complesso, profondo, eppure allo stesso tempo delicato, capace di illuminare i momenti piú bui della vita di ognuno. Non sono verità facili o consolanti, quelle che propone Murakami: ma forse proprio per questo sono ancora piú preziose.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "那只是平衡的問題而已。
    自己所抱著的重量,習慣性的往支點的左右巧妙的分配著而已。
    在別人眼裡看來可能顯得很涼快的樣子。
    但那絕對不是簡單的事。
    比看起來要費事。"

    眼界所能看到,了解得非常多,但也非常有限,
    尤其是在了解別人的部分,
    如果只用自己的眼睛去斷然定義,
    不是這麼全面,
    或許是在自己內心深處的點,
    不確定痛不痛...

    "我們那時候強烈的相信什麼,
    擁有可以強烈相信什麼的自己,
    那種心情 ...continua

    "那只是平衡的問題而已。
    自己所抱著的重量,習慣性的往支點的左右巧妙的分配著而已。
    在別人眼裡看來可能顯得很涼快的樣子。
    但那絕對不是簡單的事。
    比看起來要費事。"

    眼界所能看到,了解得非常多,但也非常有限,
    尤其是在了解別人的部分,
    如果只用自己的眼睛去斷然定義,
    不是這麼全面,
    或許是在自己內心深處的點,
    不確定痛不痛...

    "我們那時候強烈的相信什麼,
    擁有可以強烈相信什麼的自己,
    那種心情並不會就那樣空虛的消失掉。"
    只能強烈的相信

    ha scritto il 

  • 4

    Murakami vuelve a demostrar que sabe cómo contar una historia profunda sin servirse de artificios literarios. Y en esta ocasión tampoco abusa de realidades paralelas ni elementos fantásticos. Un viaje ...continua

    Murakami vuelve a demostrar que sabe cómo contar una historia profunda sin servirse de artificios literarios. Y en esta ocasión tampoco abusa de realidades paralelas ni elementos fantásticos. Un viaje introspectivo en el que Tsukuru Tazaki, un personaje que se considera a sí mismo vacío, incapaz de establecer relaciones estables con otros seres humanos, busca un sentido de la vida. Muy recomendable.

    ha scritto il 

  • 3

    (In)solito Murakami

    Classico libro alla Murakami, pieno di stranezze, di cose dette non dette, di cose che fai finta di aver capito quando in realtà non hai capito un cacchio, pagine piene di voglia di leggerne una dopo ...continua

    Classico libro alla Murakami, pieno di stranezze, di cose dette non dette, di cose che fai finta di aver capito quando in realtà non hai capito un cacchio, pagine piene di voglia di leggerne una dopo l'altra per scoprire cosa succede, ed è proprio quest'ultimo elemento che in parte non ti fa capire se il libro è bello o meno, perché d'istinto diresti che un libro che si fa leggere facilmente è senza dubbio un bel libro, ma il dubbio nasce perché il libro è anche pieno di ripetizioni decisamente noiose, descrizioni spesso inutili, qualche spot pubblicitario buttato qua e là, e allora ti dici che non basta quella voglia di girare le pagine una dopo l'altra per fartelo sembrare un bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    La triste vita di Tazaki

    Murakami fa centro un'altra volta e continua a folgorarmi e a ispirarmi, posso dire che è stato l'autore che mi ha cambiato non solo modo di vedere la vita e tutto il resto (salmoni inclusi), ma che c ...continua

    Murakami fa centro un'altra volta e continua a folgorarmi e a ispirarmi, posso dire che è stato l'autore che mi ha cambiato non solo modo di vedere la vita e tutto il resto (salmoni inclusi), ma che continua a farmi riflettere sulle storie che ci pennella. Grandioso autore, che si merita il Nobel per la Letteratura. Stavolta con questo romanzo, che sicuramente segue le linee di Norwegian Wood, ci presenta la vita trista e solitaria di Tazaki Tsukuru, un ignegnere che progetta stazioni ferroviarie a Tokyo (naturalmente) e che, ad un certo punto della sua vita, si è ritrovato cacciato fuori dal gruppo dei suoi più fedeli amici, senza riuscire a capire per quale recondito motivazione. E allora, dopo aver superato una dura crisi esistenziale (stava addirittura arrivando a suicidarsi), si mette in un vero e proprio pellegrinaggio alla ricerca degli amici del liceo, per capire appunto per quale motivo venne cacciato. E non aggiungo altro, se non il piacere di rileggere questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    L’amicizia, come la luce, mostra i suoi aspetti solo quando si scompone all’urto con il prisma di una personalità cristallizzata.

    Un romanzo di trentenni, amici fino ai venti e poi sparpagliati per una ragione vera che sembra non ci sia. Io ho ignorato tutte le buone norme del lettore (l’impersonificazione è per pivelli!, quindi ...continua

    Un romanzo di trentenni, amici fino ai venti e poi sparpagliati per una ragione vera che sembra non ci sia. Io ho ignorato tutte le buone norme del lettore (l’impersonificazione è per pivelli!, quindi pivelliamo) e, come non mi accade mai, l’ho messa sul personale, anche se non del tutto: Tsukuru mi ricorda troppo il mio amico A. e la sua sindrome del vuoto interiore:

    “Procedeva nelle sue giornate attenendosi alle abitudini di sempre, per lo stesso impulso che spinge una persona investita da una raffica di vento ad aggrapparsi a un lampione.”

    Non potevo accontentarmi di A., allora ho cominciato a telefonare a V., a C. e a A2, divertendomi per strada, chiarendo loro discorsi quietamente surreali, murakamiani: “Vi chiamo perché ho letto un romanzo. C. è perfetto per Tsukuru che ha paura di non avere un colore suo. Lo sportivo che finisce a vendere auto di lusso è A2, l’unico tra di noi che giochi ancora a calcetto e vada in bici, anche se ultimamente dopo una partita gl’è preso un attacco tremendo di emorroidi, una settimana di siringhe a casa e dice i dottori si mettevano le mani nei capelli, tanto erano grosse, e come si divertiva mentre me lo raccontava, con affianco sua moglie, tutta innamorata, un uomo che racconta così goliardicamente dellle sue emorroidi sa il fatto suo. Per me prendo il ruolo di quello che finisce a plagiare gli impiegati, il più sordido, è quello che mi calza meglio, anche se il personaggio ha fatto soldi, io invece faccio l’impiegato plagiato. V. e A2: nel romanzo restano due ruoli femminili, non me ne vogliate. Chi vuole fare la donna che suona il pianoforte e chi quella che finisce a vivere in Finlandia?”

    Mi sono molto divertito, questo di Murakami è uno dei suoi libri più tranquillamente tragici, seri, sul semplice dolore della vita di tutti.

    “- Lei ha paura? Della morte intendo.
    - Della morte in sé no. Dico sul serio. Ho visto morire tanti di quegli incapaci, tanti di quegli imbecilli! Se ci sono riusciti loro, non c’è motivo perché non ci riesca anch’io.”

    Avere venti anni e sentirsi un tutt’uno con la propria comunità di amici. Non averne più venti e non capire cos’è successo, perché attorno a te non c’è più nessuno, cos’è questa nuova esperienza della solitudine, le cose non si era detto dovessero andare in un altro modo?

    “Il cuore umano è come un uccello notturno.”

    Anche nella mia vita è arrivata una Sara, a spiegarmi che chi vuole poter immaginare un futuro e riguadagnarsi il presente deve guardare dritto negli occhi il suo passato, a me che vivevo così bene senza il mio passato e che anche oggi vivo come fossi nato il mattino del giorno stesso oppure, esagerando, non più di quindici anni fa. Produco la mia storia da quando ho venti anni, volendo proprio tirarmela da quando ne ho quindici. Prima non c’è niente, ovvero c’è qualcosa che ho lasciato serenamente a chi l’aveva procurata o resa malconcia. A me non interessa più.

    Scarno e onirico, essenziale e paradossale, mai lineare anche se ne dà l’impressione; è uno dei migliori romanzi di Murakami che abbia letto, adulto proprio ora che parla di gioventù naufragata e ragazzini incantati dal mito della propria amicizia, e non mancano la murakamate come il riconoscere qualcuno dalla pianta dei suoi piedi che ti nuotano davanti in una corsia della piscina e quei paragrafi alla mangia-dormi-e-leggi che sono la sua più schietta sintesi della contemporaneità medio borghese:

    “Tornato a casa, dormì una mezz’ora di un sonno profondo, un sonno senza sogni, del tutto disconnesso dalla cosciienza. Poi stirò le camicie e i fazzoletti e si preparò la cena.Fece cuocere nel forno del salmone con le erbe aromatiche, ci spremette sopra un po’ di limone, e lo mangiò con un’insalata di patate. Preparò anche del tofu e una zuppa di m iso con il cipollotto affettato. Bevve mezza lattina di birra ghiacchiata mentre guardava il telegionarnale della sera. Infine si sdraiò sul divano e si mise a leggere.”

    Per sottofondo: musica classica, Liszt. Ho letto Murakami mentre assegnavano il Nobel a Bob Dylan, e Bob Dylan come sottofondo a un romanzo di Murakami non ci sta affatto male.

    ha scritto il 

  • 4

    「不過才華這東西呀,灰田君,是要由肉體和意識的強韌集中的支持下,才能發揮作用的。」
    「這玩意兒可能是以複雜的系統成立的,往往因為些微的事情就會損傷。」
    「這種不得不靠前方一寸都看不清楚的、基礎不可靠的才華,到底有什麼意義呢?」

    為什麼村上春樹的長篇裡總是會出現謎樣的、令人困擾的女性角色?但使用顏色做角色設定這件事還滿有趣的。

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia sulla profondità dell'essere, su quanto piccoli eventi possano lasciare il segno, che l'uomo, nella sua acquisita bravura, insabbia continuamente per poter andare avanti. Spesso però, come ...continua

    Una storia sulla profondità dell'essere, su quanto piccoli eventi possano lasciare il segno, che l'uomo, nella sua acquisita bravura, insabbia continuamente per poter andare avanti. Spesso però, come nel caso di Tsukuru, ad un certo punto per andare avanti occorre necessariamente tornare indietro e rileggerli, quei segni. Rivivere la sofferenza che la loro incisione aveva provocato, per potersi comprendere meglio.

    Ennesimo capolavoro. Grazie Haruki.

    ha scritto il 

  • 3

    Pellegrinaggio incompiuto

    Giovane e vecchio Tsukuru, pieno di malinconia, quanto di me rivedo in te.

    Abbiamo cercato il perché di tutto questo dolore, lo abbiamo portato alla luce. E adesso? Ci siamo lasciati troppo presto, n ...continua

    Giovane e vecchio Tsukuru, pieno di malinconia, quanto di me rivedo in te.

    Abbiamo cercato il perché di tutto questo dolore, lo abbiamo portato alla luce. E adesso? Ci siamo lasciati troppo presto, nel mezzo del bosco, entrambi ancora smarriti, senza sapere se ce l’avremmo fatta ad uscirne o se ci saremmo arresi, inghiottiti in fondo alla notte da qualche spirito maligno. Tendevo l’orecchio ma non sentivo più il tuo respiro, solo il suono del vento tra le mie domande oramai senza risposta. Dove sei Tsukuro? Esiste una via attraverso questo buio? Abbiamo scoperto in parte chi siamo, ma più ci scoprivamo e più ci perdevamo.

    Nei tuoi passi cercavo la speranza, ma il nostro cammino è irrisolto, sospeso. Peccato, avrei voluto continuare a seguirti, fino a toccare la fine, fino conoscere il tuo destino e così il mio.

    ha scritto il 

  • 3

    null

    Bello, entusiasmante, scritto bene. Trovo soltanto che non sia stato sviluppato a dovere il tema centrale del romanzo: si riduce ad un finale non degno del prologo, si banalizzano un tantino le reali ...continua

    Bello, entusiasmante, scritto bene. Trovo soltanto che non sia stato sviluppato a dovere il tema centrale del romanzo: si riduce ad un finale non degno del prologo, si banalizzano un tantino le reali motivazioni dell'abbandono; tanto che si sente uno squilibrio tra la parte iniziale e gli ultimi capitoli. Lo consiglio comunque a chi abbia intenzione di intraprendere una lettura zen. Buona lettura!

    ha scritto il 

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