L'incredibile cena dei fisici quantistici

Di

Editore: Salani (Romanzo)

2.7
(48)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 269 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 886918899X | Isbn-13: 9788869188992 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Bruxelles, 29 ottobre 1927. Si è appena concluso il V Congresso Solvay della Fisica, che ha visto riuniti i fisici più illustri dell'epoca, gli stessi che ora si apprestano a partecipare a una cena di gala, ospiti dei reali del Belgio. C'è Albert Einstein, scherzoso come suo solito; Marie Curie, saggia e composta; Niels Bohr, che maschera bene la tensione sotto un'aria gioviale; e poi ancora Arthur Compton, William Bragg, Irving Langmuir... Menti eccelse e brillanti, ma anche uomini e donne con le loro debolezze e le loro piccole manie, che questo romanzo ci restituisce a pieno, mescolando abilmente Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Partendo da un fatto storico, Gabriella Greison conduce il lettore a quella tavola, tra porcellane finissime e luci sfavillanti, camerieri compassati e ottimo cibo, facendogli ascoltare le chiacchiere che si intrecciano da una sedia all'altra, e soprattutto l'acerrima discussione sulla fisica quantistica tra Einstein e Bohr, punto cruciale nella storia della disciplina. E così, tra una portata e l'altra, travolti dalla narrazione in presa diretta, ci troviamo come per magia a capire concetti complessi, ascoltandoli direttamente dalla voce di chi li ha ideati. E al termine di questa davvero incredibile cena, ci alziamo anche noi dal tavolo, divertiti e più colti di quando ci siamo seduti.
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  • 1

    Mi accodo anche io alle altre recensioni negative per questo libro.

    E' stato una vera delusione. Io e la fisica al liceo eravamo due mondi agli antipodi, come tutte le materie scientifiche (tranne ge ...continua

    Mi accodo anche io alle altre recensioni negative per questo libro.

    E' stato una vera delusione. Io e la fisica al liceo eravamo due mondi agli antipodi, come tutte le materie scientifiche (tranne geografia astronomica). Nonostante questo, mi è sempre piaciuto nel mio piccolo cercare di informarmi e di capirne la storia, ed è stato con questo intento che ho comprato L'incredibile cena dei fisici quantistici, complice anche un servizio sul V congresso Solvay visto pochi giorni prima. Mi aspettavo un libro chiaro e magari un po' divertente, mi sono ritrovata con una storia confusa e pasticciata, scritta male e a tratti ridicola. A livello di scrittura ci sono moltissime ripetizioni, grossolani errori tipo parole mancanti o 'ma' e 'però' che iniziano per due frasi di seguito (più che un errore questo lo ritengo un orrore, mi ha sempre dato i brividi). La trama è anch'essa ripetitiva, con loop temporali che alla fine hanno il solo risultato di confondere il lettore. Per non parlare di come sono stati trattati i fisici protagonisti. Passano il tempo a dialogare in modo assurdo alla cena, con frasi senza senso che si vorrebbero argute e divertenti ma che non fanno altro che ridicolizzarli, insieme ai loro tic sempre minuziosamente descritti. Come se non bastasse, l'autrice sembra prendere il suo lettore per scemo. Quando, prima di riportare il discorso tenuto da Niels Bohr a Como, dice che il testo è molto lungo e che quindi il lettore può anche saltarlo a piè pari, mi sono sentita come se mi avessero detto: 'Salta quindici pagine di libro, tanto sei troppo idiota per capirle'. Da lì, sono passata dalla noia all'antipatia. Sconsigliato.

    ha scritto il 

  • 1

    Non sono riuscita ad andare oltre il terzo capitolo...il romanzo è anche scritto bene, però ci sono troppe dilagazioni che servono si a far comprendere meglio gli scienziati in questione, ma non porta ...continua

    Non sono riuscita ad andare oltre il terzo capitolo...il romanzo è anche scritto bene, però ci sono troppe dilagazioni che servono si a far comprendere meglio gli scienziati in questione, ma non portano a nessuna conclusione e/o beneficio alla storia principale.

    ha scritto il 

  • 3

    “L’incredibile cena dei fisici quantistici” di Gabriella Greison, edizioni Salani, ISBN 978-88-6918-899-2.

    Siamo nell'autunno del 1927 e a Bruxelles si è appena concluso il V° congresso Solvay della f ...continua

    “L’incredibile cena dei fisici quantistici” di Gabriella Greison, edizioni Salani, ISBN 978-88-6918-899-2.

    Siamo nell'autunno del 1927 e a Bruxelles si è appena concluso il V° congresso Solvay della fisica incentrato sul tema di: “elettroni e fotoni” a cui hanno partecipato quasi tutti i principali protagonisti ai quali verrà riconosciuto il merito di aver gettato le basi e sviluppato i concetti della “nuova fisica”, quella quantistica. Alcuni di loro sono già stati insigniti del premio Nobel, ancora di più saranno invece quelli che lo conseguiranno in futuro e proprio relativamente a questo campo della scienza.

    Il congresso si chiude con la cena di gala a cui partecipano anche i reali del Belgio.
    Ecco quindi che troviamo seduti gomito a gomito molti personaggi che ormai vengono considerati veri e propri “giganti” della fisica: William Bragg, Luise de Broglie, Albert Einstein, Hendrik Lorenz, Niels Bohr, Owen Willans Richardson, Max Born, Arthur Compton, Marie Curie, Paul Langevin, Irving Langmuir …

    Mancano invece all’appuntamento, avendo però partecipato al congresso soggetti altrettanto importanti e cruciali: Werner Heisenberg, Wolfgang Pauli, Paul Dirac, Erwin Schrödinger, Paul Ehrenfest e Max Planck. Secondo la ricostruzione della cena, essi saranno comunque fra i protagonisti dell’evento perché spesso essi verranno citati nelle chiacchiere che si svilupperanno durante tale incontro.

    Durante la cena si sviluppano i discorsi, alcuni seri ed elevati (come quello che sancisce la “vittoria” di Bohr su Einstein!), altri banali e non mancano, ovviamente i pettegolezzi.
    Ecco qui dunque il succo del racconto, un romanzo divertente che mette insieme letteralmente allo stesso tavolo sia l’uomo sia lo scienziato, con tutte le sue caratteristiche fisiche e psicologiche; il suo genio, la sua logica, ma anche imbandendone le bizzarrie, i piccoli o i grandi difetti, i vizi e le virtù, le idiosincrasie, i protagonismi, le gelosie, e le aspirazioni grandi e piccole.

    Carino!

    ha scritto il 

  • 1

    In libreria mi sono lasciato tentare da questo libro che racconta la cena in cui a Bruxelles nel 1927 si riunirono i fisici che diedero vita alla rivoluzione quantistica, e invece mi sono ritrovato un ...continua

    In libreria mi sono lasciato tentare da questo libro che racconta la cena in cui a Bruxelles nel 1927 si riunirono i fisici che diedero vita alla rivoluzione quantistica, e invece mi sono ritrovato un libro scritto male e che pensa che i suoi lettori siano dei perfetti imbecilli (e non so cosa sia peggio).

    Eppure i fatti su cui si basa il libro sarebbero fenomenali di per sé. Siamo nel 1927, gli anni in cui freneticamente e un po’ caoticamente la fisica quantistica sta soppiantando quella classica.
    C’è il V Congresso Solvay al quale sono invitati i ventinove più illustri fisici dell’epoca (tra cui diciassette premi Nobel!). Incredibile pensare che si siano confrontati nello stesso luogo tutti insieme Planck, Bohr, Einstein, Schrödinger, Heisenberg, Dirac, Pauli e altri.
    C’è la cena con cui il congresso si chiude e alla quale i Reali del Belgio hanno invitato i più celebri tra i fisici presenti.
    E c’è la meravigliosa disputa tra Bohr e Einstein sul significato della meccanica dei quanti, tra la visione probabilistica della Scuola di Copenhagen e quella più realista di Einstein. Una delle dispute più interessanti e divertenti della storia della scienza, “combattuta” a suon di battute sagaci (ad esempio la celebre “Dio non gioca a dadi” di Einstein) e di ingegnosi paradossi, e conclusasi con il prevalere di Bohr.

    Inutile cercare il fascino di tutto questo nel libro della Greison. Probabilmente convinta che siamo poco più che bambini che non sanno di certo cogliere tante sottigliezze, inizia dando dei soprannomi ai fisici – Einstein diventa “il lupo solitario”, Bohr “l’uomo ossessionato”, Born “l’ansioso ipocondriaco”, e via di questo passo – e prosegue facendoci l’elenco dei tic e delle manie dei vari personaggi – da Marie Curie che non mette in bocca la forchetta se non la fa andare su e giù tre volte a Bragg che doveva riempire il bicchiere sempre esattamente a metà. Perché naturalmente, pescando a piene mani da tutti i più logori luoghi comuni sui fisici, questi sarebbero tutti gente strana, poco espansiva, poco incline al sarcasmo e piena di manie incomprensibili per la gente comune. Il dibattito scientifico diventa alla fine solo funzionale a questi aneddoti da stampa scandalistica – naturalmente non mancano i dettagli del flirt tra la vedova Curie e lo sposatissimo Langevin – e viene svuotato di tutto il suo fascino.

    Ci sono in giro libri di ben altro spessore per calarsi in quegli anni che sconvolsero la fisica.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Ho iniziato a leggere questo libro con buone aspettative, la mia vecchia laurea in Fisica fremeva all'idea di incontrare in un testo alcuni dei miei eroi. Purtroppo il libro è pasticciato, scritto mal ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro con buone aspettative, la mia vecchia laurea in Fisica fremeva all'idea di incontrare in un testo alcuni dei miei eroi. Purtroppo il libro è pasticciato, scritto male; della titanica contesa intellettuale tra Einstein e Bohr emerge gran poco, i giganti che hanno forgiato la Meccanica Quantistica vengono tratteggiati attraverso una serie di tic e piccole manie (come se non bastasse il luogo comune sui fisici "strampalati" ben presente nella cultura popolare - vedi anche i, pur divertenti, personaggi della sit com "Big Bang Theory"). Non si capisce bene quale sia l'obiettivo dell'autrice che, sviluppa la trama (se così si può definire) in modo confuso. Sono molto deluso e l'unico aspetto che salva il libro da una valutazione peggiore è il fatto che alla fin fine anche l'autrice ama questa disciplina.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro vivo e morto della Greison (ovvero, storia di un buon romanzo mancato).

    L'idea che è alla base del romanzo è interessante: a conclusione di uno dei più grandi Congressi di fisica di tutti i tempi (V Congresso Solvay della Fisica - Bruxelles, ottobre 1927), i più illustri ...continua

    L'idea che è alla base del romanzo è interessante: a conclusione di uno dei più grandi Congressi di fisica di tutti i tempi (V Congresso Solvay della Fisica - Bruxelles, ottobre 1927), i più illustri fisici del ‘900 sono ospiti dei reali del Belgio per una importante cena di gala. Fin qui la storia. Quel che accade concretamente nel corso del banchetto, invece, è in gran parte il frutto dell’immaginazione della scrittrice.
    Tra accenni ad alcune delle più importante teorie di fisica quantistica, abbozzi di discussioni tra i sostenitori delle opposte tesi, chiacchiere da salotto, flash back di eventi realmente accaduti e flash forward di ciò che accadrà di lì a poco, vengono tratteggiati i caratteri psicologici dei commensali, le loro manie compulsive, le trame relazionali.
    Sembrano esserci le premesse per un ottimo romanzo. Peccato però (usando una metafora culinaria) che gli ingredienti siano buoni, ma non siano amalgamati bene: la narrazione è confusa, frettolosa, slegata. Tra un periodo e l’altro ci sono veri e propri salti “quantici”, nel senso che la narrazione non fluisce, la storia non si sviluppa. Ciò che manca è un po’ di “mestiere” narrativo ed una trama, l’ingrediente in grado di tenere sapientemente tutto insieme.

    [Nota. Amo della fisica il modo in cui semplifica il mio mondo interiore.]

    ha scritto il 

  • 4

    Molto carina l'idea di parlare di fisica partendo da una cena realmente avvenuta. Bello imparare immaginandosi in quella stanza a guardare quei geni discettare di fisica quantistica. Non ho capito tut ...continua

    Molto carina l'idea di parlare di fisica partendo da una cena realmente avvenuta. Bello imparare immaginandosi in quella stanza a guardare quei geni discettare di fisica quantistica. Non ho capito tutto ma sono contento di averlo letto

    ha scritto il 

  • 4

    L'incredibile racconto sulla fisica quantistica

    Lettura particolarmente piacevole per chi si desideri nutrirsi a cena partendo con un ottimo antipasto di fisica quantistica.
    Mette al centro i colossi che hanno fondato questa disciplina descrivendoc ...continua

    Lettura particolarmente piacevole per chi si desideri nutrirsi a cena partendo con un ottimo antipasto di fisica quantistica.
    Mette al centro i colossi che hanno fondato questa disciplina descrivendoceli dal loro punto di vista umano e soprattutto come commensali ad una cena di una certa rilevanza. Ovviamente un velo, non di più, di conoscenza della fisica può essere utile ma non necessario: sentire e studiare per anni formule intitolate a fisici e poi vederli nel loro lato umano, mi è risultato molto simpatico. La Greison riesce a farlo con particolare naturalezza, senza mai appesantire la lettura. Lo consiglio a chi vuole vedere le persone oltre gli scienziati: non ne rimarrà deluso.

    ha scritto il 

  • 0

    Mah.

    Libro che ho acquistato pregustandomi una lettura scorrevole, divertente e stimolante.
    Entusiasmo svanito in fretta già dopo le prime 50, noiosissime, pagine. Abbandonato in maniera definitiva abbonda ...continua

    Libro che ho acquistato pregustandomi una lettura scorrevole, divertente e stimolante.
    Entusiasmo svanito in fretta già dopo le prime 50, noiosissime, pagine. Abbandonato in maniera definitiva abbondantemente prima della metà. Confusionario, inconcludente, scritto davvero male. Semplicemente brutto. Pessimo.

    ha scritto il