Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'inferno degli specchi

Urania Collezione 099

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.4
(99)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Serra ; Postfazione: James B. Harris

Genere: Science Fiction & Fantasy

Ti piace L'inferno degli specchi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Quando La sedia umana fu tradotto su Galassia parecchi anni fa, molti gridarono al miracolo di un autore assolutamente nuovo e sorprendente. In realtà Edogawa Ranpo (o Rampo, come alcuni preferiscono traslitterare) è tutt’altro che un autore nuovo, essendo vissuto in Giappone tra il 1894 e il 1965. È però di quegli autori capaci di sorprendere sempre e comunque, perché le sue invenzioni folgoranti, i suoi !mostri ciechi”, le sue solitudini urbane sono il prodotto di un’immaginazione di prim’ordine e che ha ancora molto da dirci. In questa raccolta di classici torna La sedia umana, ma insieme al suo sorprendente segreto vengono svelati anche quelli di L’inferno degli specchi, Test psicologico, I gemelli e altri ancora.

Edogawa Ranpo (1894-1965), pseudonimo di Taro Hirai, è stato uno dei maestri del giallo, del gotico e del fantastico giapponese. Ammiratore di Poe, volle cambiarsi il nome in modo che suonasse come quello di “Edogaa Aran Poo”. Da noi sono state tradotte sia alcune raccolte di racconti che i romanzi La belva nell’ombra e Il mostro cieco. È noto tra il pubblico giovanile perché nel manga Detective Conan il protagonista Shinichi Kudo, per nascondere la sua vera identità, sceglie il nome fittizio di Conan Edogawa (unendo il nome di Conan Doyle al cognome di Ranpo).
Ordina per
  • 4

    Un'antologia davvero geniale

    Un autore geniale per un'antologia altrettanto geniale. Anche se resta incomprensibile la sua inclusione in una collana di fantascienza (i racconti spaziano dal fantastico allo psicologico, dal noir al sociologico, sfiorando la fantascienza soltanto in un paio di occasioni), resta una delle antol ...continua

    Un autore geniale per un'antologia altrettanto geniale. Anche se resta incomprensibile la sua inclusione in una collana di fantascienza (i racconti spaziano dal fantastico allo psicologico, dal noir al sociologico, sfiorando la fantascienza soltanto in un paio di occasioni), resta una delle antologie personali più sorprendenti e originali che abbia mai letto. La scrittura di Ranpo, poi, è equilibratissima e calcolata al millimetro, intrigante e coinvolgente, ambigua e frastagliata. Un grande esempio di letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    Credevo fosse fantascienza invece era un ....
    Già, proprio così, di Urania, non vi è nulla, o forse solo il sentore del "mistero" che potrebbe accompagnare la lettura di alcuni romanzi di sci-fi.
    Questa è una raccolta di racconti in stile Edgar Allan Poe (che suona molto simile al nom ...continua

    Credevo fosse fantascienza invece era un ....
    Già, proprio così, di Urania, non vi è nulla, o forse solo il sentore del "mistero" che potrebbe accompagnare la lettura di alcuni romanzi di sci-fi.
    Questa è una raccolta di racconti in stile Edgar Allan Poe (che suona molto simile al nom de plume che si è dato questo autore nipponico), che pescano nel mistery tipico del maestro statunitense.
    Il primo racconto (l'uomo nella sedia) e quello che da il titolo al libro (l'inferno degli specchi) sono sicuramente i più brillanti. Gli altri (quelli dal taglio giallo) "devono" tanto al Poe de "il pozzo e il pendolo" e "la lettera rubata".
    Particolari, invece, sono i racconti che danno sfogo agli incubi tipici della cultura giapponese (mi tornano alla memoria alcune tavole dei manga inseriti nella rivista Black edita da Coconino anni fa), con visioni di uomini completamente mutilati (gambe e braccia) che subiscono ulteriori violenze all'interno della famiglia. Raccapriccianti, sicuramente, ma mi aspettavo altro, mi aspettavo la fantascienza giapponese non un .... calesse?

    ha scritto il 

  • 4

    Voleva emulare il suo autore preferito, Edgar Allan Poe, e ci è riuscito nella maniera più originale mescolando lo stile narrativo di Poe alle algide atmosfere giapponesi.

    ha scritto il 

  • 5

    Perversioni sessuali, menomazioni fisiche e psichiche, delitti perfetti, atti gratuiti, scambi di persona, sadomasochismo, conoscenze proibite e strumenti ottici infernali, quadri viventi. È l'immaginario di Ranpo, forte e visivo nei concetti, pacato e lineare nell'esposizione. Ne voglio ancora!< ...continua

    Perversioni sessuali, menomazioni fisiche e psichiche, delitti perfetti, atti gratuiti, scambi di persona, sadomasochismo, conoscenze proibite e strumenti ottici infernali, quadri viventi. È l'immaginario di Ranpo, forte e visivo nei concetti, pacato e lineare nell'esposizione. Ne voglio ancora!

    ha scritto il 

  • 3

    un'antologia che forse stona all'interno di urania, in quanto non è assolutamente di fantascienza. l'autore giapponese, perlopiù sconosciuto in europa ma di grande fama in patria, scrive racconti horror/mistery/gialli, con qualche elemento soprannaturale ma spesso più legati a delitti e perversio ...continua

    un'antologia che forse stona all'interno di urania, in quanto non è assolutamente di fantascienza. l'autore giapponese, perlopiù sconosciuto in europa ma di grande fama in patria, scrive racconti horror/mistery/gialli, con qualche elemento soprannaturale ma spesso più legati a delitti e perversioni di persone normali (o quasi). storie dal sapore un po' antico (sono comunque lavori della prima metà del 900) ma ancora valido, in un certo senso di stampo "classico" per costruzione e temi. forse non ci sono particolari sorprese per il lettore contemporaneo, ma i personaggi e gli scenari sono affascinanti e inquietanti, e la raccolta scorre bene nonostante l'azione vera e propria sia quasi assente.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente meraviglioso, il che porta a chiedermi come mai sia così faticoso convincere gli editori italiani a portare altri romanzi e racconti di Ranpo nelle nostre librerie....
    Due cose non ho capito: la collocazione in Urania (mi trovo d'accordo con chi diceva che sarebbe stato un tit ...continua

    Assolutamente meraviglioso, il che porta a chiedermi come mai sia così faticoso convincere gli editori italiani a portare altri romanzi e racconti di Ranpo nelle nostre librerie....
    Due cose non ho capito: la collocazione in Urania (mi trovo d'accordo con chi diceva che sarebbe stato un titolo da Epix) e la traduzione dalla traduzione inglese (una volta sarebbe stata "obbligata" vista la scarsità dei traduttori dal giapponese, ma ora mi sembra del tutto insensata).

    Tornando al libro, i racconti più belli per me sono stati: La sedia umana, Il bruco (uno o due anni fa è anche stato tratto un film da questo) e La camera rossa.

    ha scritto il 

  • 4

    Non tutti i racconti hanno lo stesso appeal e in alcuni la ricerca del delitto perfetto risulta un po' è ripetitiva e fuori moda (sono racconti degli anni '40-'50)
    Eppure, averne di libri così!!
    Angosciante, teso, denso di scrittura, ritmo e immagini.
    2 o 3 racconti sono davvero ...continua

    Non tutti i racconti hanno lo stesso appeal e in alcuni la ricerca del delitto perfetto risulta un po' è ripetitiva e fuori moda (sono racconti degli anni '40-'50)
    Eppure, averne di libri così!!
    Angosciante, teso, denso di scrittura, ritmo e immagini.
    2 o 3 racconti sono davvero magistrali ed evocano immagini così forti da non riuscire a toglierseli dalla testa.

    ha scritto il 

  • 3

    Edogawa Ranpo è un nome d'arte, uno pseudonimo, frutto della traslitterazione del nome Edgar Allan Poe in giapponese. Proprio come lo scrittore americano è noto qui da noi, Ranpo lo è in Giappone, considerato come il padre della letteratura "gialla" nipponica (no, non è una battuta o un gioco di ...continua

    Edogawa Ranpo è un nome d'arte, uno pseudonimo, frutto della traslitterazione del nome Edgar Allan Poe in giapponese. Proprio come lo scrittore americano è noto qui da noi, Ranpo lo è in Giappone, considerato come il padre della letteratura "gialla" nipponica (no, non è una battuta o un gioco di parole).
    Secondo i curatori di Urania, poi, il suo nome è sicuramente noto ai bibliofili più incalliti. Noi non stentiamo a crederlo, ma ci poniamo un dubbio.
    Visto e considerato che di tutti i racconti presenti in questa antologia, uno, e uno solo, presenta degli elementi vagamente fantastici, mentre tutti gli altri son racconti gialli o thriller, al limite quasi velatamente horror, ci chiediamo: che ci fa su Urania Collezione?
    La sua collocazione, a nostro avviso, sarebbe stata decisamente più consona alla collana Il Giallo Mondadori.

    Al di là del cappello introduttivo, anche il giudizio sull'opera in sè non può essere del tutto lusinghiero. Tutti i racconti che compongono questa antologia, infatti, risentono dell'età. Al contrario di quelli di Edgar Allan Poe, sembrano invecchiati piuttosto male.
    Chiaramente c'è sempre di mezzo anche la differenza di cultura che, forse, potrebbe far meglio inquadrare a un giapponese, rispetto che a noi, il periodo in cui sono stati scritti e fargli valutare con maggiore indulgenza le scelte stilistiche. Il fatto è che lo stile e il ritmo sono lenti, mentre i dialoghi suonano spesso affettati, esagerati, teatrali, per nulla naturali.
    Tutti elementi che, sommati alle storie (se non in un paio di casi) piuttosto banali, scontate, non particolarmente avvincenti (almeno dal nostro punto di vista), non permettono un giudizio dell'opera particolarmente elogiativo.
    Da leggere per curiosità o documentazione sugli albori della narrativa d'investigazione nel sol levante, ma troppo distante dagli standard contemporanei ed occidentali del genere, per poter essere apprezzato dal lettore occasionale.

    ha scritto il 

Ordina per