Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'infinito: un equivoco millenario

Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco

Di

Editore: Bruno Mondadori (Economica, 24)

4.1
(34)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842492930 | Isbn-13: 9788842492931 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Luca Sorbi

Genere: History , Philosophy

Ti piace L'infinito: un equivoco millenario?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Scavando nell'etimologia del greco, del latino e del sanscrito, Giovanni Semerano ha rintracciato, in quarant'anni di studi che trovano la sintesi in questo libro, la madre di tutte le lingue: l'accadico-sumero. Questo volume mette in discussione le teorie legate all'indo-europeo come origine delle lingue mediterranee e europee. In modo suggestivo ci viene data la possibilità di comprendere il senso nascosto delle nostre parole, mandando in frantumi molti pregiudizi e incomprensioni.
Un esempio: “L'uomo nasce dall'infinito e torna all'infinito”, così è sempre stata tradotta una delle riflessioni più famose del filosofo Anassimandro. Semerano invece traduce àpeiron con il semitico “apar” e con l'accadico “eperu”: parole che, in mezza Mesopotamia, e più tardi nell'ebraico (“aphar”), stavano a significare “polvere, fango”. Ovvero: ”L'uomo è polvere e polvere tornerà”...

“I libri di Semerano sono una festa dell'intelligenza” (Emanuele Severino)

“Alle straordinarie ricerche di questo solitario devo moltissime indicazioni per tutta la dimensione etimologica del mio libro Arcipelago” (Massimo Cacciari)
Ordina per
  • 5

    Semerano, alla luce delle sue ricerche decennali, cerca di rivisitare e ribaltare uno dei concetti fondanti della filosofia occidentale: "àpeiron" di Anssimandro. Di solito tradotto come "infinito": qui riconosciuto come derivante dal piu' ampio e secondo l'autore originario contesto semitico, e ...continua

    Semerano, alla luce delle sue ricerche decennali, cerca di rivisitare e ribaltare uno dei concetti fondanti della filosofia occidentale: "àpeiron" di Anssimandro. Di solito tradotto come "infinito": qui riconosciuto come derivante dal piu' ampio e secondo l'autore originario contesto semitico, e corrispondente a "polvere, terra" (per semplificare: l'apar biblico).Un episodio emblematico che chiarisce bene il progetto culturale e la portata dell'opera di Semerano. Basterebbero solo le formidabili traduzioni d'autore per considerare il libro degno di un'attenta lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Solito problema di Semerano: libro letterariamente splendido, scientificamente molto discutibile. Una lettura da consigliarsi solo a persone abbastanza competenti in materia che non vengano tratte in inganno dai "sogni" di Semerano.

    ha scritto il 

  • 0

    avendo letto in questi giorni questa notizia, non posso non segnalarla:
    http://www.panarmenian.net/eng/society/news/50844/

    come c'entri col libro, presto forse lo spiegherò

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro fondamentale per tutte le persone interessate alla linguistica ma, come direbbero gli inglesi, "it isn't everybody's cup of tea". E' per gli addetti ai lavori. Io l'ho trovato estremamente interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    la lettura è frammentata nelle prime pagine, poi scorre più continua. Di certo è un libro che si legge piano, ogni parola ne rimanda a un numero infinito. Ma il bello di uno scritto sul linguaggio sta proprio nella possibilità di prenderci il tempo che di solito non abbiamo per riflettere sulle p ...continua

    la lettura è frammentata nelle prime pagine, poi scorre più continua. Di certo è un libro che si legge piano, ogni parola ne rimanda a un numero infinito. Ma il bello di uno scritto sul linguaggio sta proprio nella possibilità di prenderci il tempo che di solito non abbiamo per riflettere sulle parole e la loro storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Completamente destabilizzante perché mette in discussione principi consolidati nella linguistica storica (e nella ricostruzione delle ondate migratorie). Un'ipotesi affascinante e ancora decisamente marginale. Merita riflessione

    ha scritto il