L'infinito viaggiare

Di

Editore: Mondadori

3.6
(409)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8804583584 | Isbn-13: 9788804583585 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
L'autore ripercorre alcuni dei viaggi più significativi della sua esperienza, spesso dei ritorni, oppure momenti in cui ha attraversato una frontiera o uno Stato che magari non esistono più, in cui ha visto un gesto o un'espressione su un viso, ha sentito un grido. Come lui stesso afferma per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione, dell'avventura. Il viaggio più affascinante è il ritorno.
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  • 1

    "la realtà, così spesso impenetrabile, d'improvviso cede, si sfalda.
    Il reale si rivela probabilistico, indeterministico , soggetto a improvvisi collassi quantici che fanno sparire alcuni suoi element ...continua

    "la realtà, così spesso impenetrabile, d'improvviso cede, si sfalda.
    Il reale si rivela probabilistico, indeterministico , soggetto a improvvisi collassi quantici che fanno sparire alcuni suoi elementi, inghiottiti, risucchiati in vortici dello spazio-tempo, mulinelli della mortalità di tutte le cose, ma anche dell'imprevedibile emergere di nuova vita."
    (C.Magris, "l'infinito viaggiare")

    ha scritto il 

  • 4

    si viaggia, si osserva, ma non solo. Con Magris i luoghi e i panorami, urbani e non, prendono vita, dialogano con la propria storie e il proprio presente. Il volume è interessante anche perché ci fa r ...continua

    si viaggia, si osserva, ma non solo. Con Magris i luoghi e i panorami, urbani e non, prendono vita, dialogano con la propria storie e il proprio presente. Il volume è interessante anche perché ci fa rivivere in tanti articoli di viaggio il mondo Oltrecortina ai primi anni 90, con le aspettative, i timori e le speranza che aveva suscitato la caduta del Muro. L'infinito viaggiare è insomma un libro che apre la mente a tanti universi e ci aiuta a riflettere su ciò che oggi siamo.

    ha scritto il 

  • 5

    Una raccolta di articoli, di viaggio ma non solo. Lo sguardo dell'Autore si spinge sempre oltre, alle radici storiche, sociali della realtà immediatamente percepibile. Attento soprattutto ai Paesi del ...continua

    Una raccolta di articoli, di viaggio ma non solo. Lo sguardo dell'Autore si spinge sempre oltre, alle radici storiche, sociali della realtà immediatamente percepibile. Attento soprattutto ai Paesi dell'est Europa e alle minoranze etniche. Sempre prezioso di spunti letterari, l'Autore ha inserito in questa edizione anche articoli, più recenti, su alcuni, per noi occidentali, misteriosi, paesi asiatici e mediorientali. Lo sguardo dell'Autore è sempre acuto e attento; è una lettura densa, anche per i moltissimi riferimenti letterari.
    Mi chiedo solo perché la Mondadori abbia utilizzato come immagine di copertina la meravigliosa fotografia di Luigi Ghirri, Versailles, che è però uno dei pochi luoghi che non vengono mai citati nel libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando un uomo guarda il mondo, lo visita e lo racconta ai propri amici quando torna, può al massimo farne un buon racconto o romanzo. Quando un uomo viaggia e accoglie il mondo in sé stesso, conscio ...continua

    Quando un uomo guarda il mondo, lo visita e lo racconta ai propri amici quando torna, può al massimo farne un buon racconto o romanzo. Quando un uomo viaggia e accoglie il mondo in sé stesso, conscio che non si guarda senza i propri occhi, allora non si limita a raccontare ciò che ha visto e vissuto, ma lo ricostruisce dando a tutti noi la possibilità di partecipare alla stessa realtà, alla stessa verità.

    ha scritto il 

  • 5

    "Vivevo persuaso, come davanti al mare"

    Ammetto di non aver letto mai niente di Claudio Magris, a parte qualche brano nelle antologie di italiano, in quelle sezioni di letteratura contemporanea dove i programmi scolastici non si addentrano ...continua

    Ammetto di non aver letto mai niente di Claudio Magris, a parte qualche brano nelle antologie di italiano, in quelle sezioni di letteratura contemporanea dove i programmi scolastici non si addentrano mai. "L'infinito viaggiare" è un libro peculiare, a tratti intricato, Magris racconta i suoi viaggi, i paesi e le città che ha conosciuto, descrive frontiere, cittadine smarrite, oceani, ferrovie, comitati d'accoglienza, gli istituti italiani di cultura sparsi per il mondo, da Hanoi a Lubecca, da Trieste alla Cantabria, mescolandoci storia, politica, ricordi personali, aneddoti, dialoghi che ancora aleggiano nell'aria, ma soprattutto letteratura, abbinando, spontaneamente, un luogo al suo cantore, in una scrittura magistrale che non può fare a meno, nel tracciare il profilo di un orizzonte, di citarne anche i suoi autori.
    Tra le righe di questi scritti, a metà tra il saggio e la pagina di diario, c'è poi un altro livello di lettura, quello della riflessione sul viaggio, che prescinde dalle coordinate geografiche e si potrebbe adattare alla traversata avventurosa, ma anche alla spedizione da una stanza all'altra della propria abitazione che, secondo Magris, non nasconde meno insidie e pericoli. Il viaggio qui si concretizza in quella particolare predisposizione d'animo che Magris chiama "persuasione": "il possesso presente della propria vita, la capacità di vivere l'attimo, ogni attimo e non solo quelli privilegiati ed eccezionali, senza sacrificarlo al futuro, senza annientarlo nei progetti e nei programmi, senza considerarlo semplicemente un momento da far passare presto per raggiungere qualcosa d'altro", ma anche la pausa più soddisfacente dalla dimensione domestica, la principale fonte di rischio, a suo avviso, quella dove ci si gioca, nel bene o nel male, il destino, la felicità e l'infelicità, e la vita stessa.
    Bellissimo, da rileggere, da consultare e da tenere nella propria biblioteca.

    "Viaggiare sentendosi sempre, nello stesso momento, nell'ignoto e a casa, ma sapendo di non avere, di non possedere una casa. Chi viaggia è sempre un randagio, uno straniero, un ospite; dorme in stanze che prima o dopo di lui albergano sconosciuti, non possiede il guanciale su cui posa il capo né il tetto che lo ripara. E così comprende che non si può mai veramente possedere una casa, uno spazio ritagliato nell'infinito dell'universo, ma solo sostarvi, per una notte o per tutta la vita, con rispetto e gratitudine. Non per nulla il viaggio è anzitutto un ritorno e insegna ad abitare più liberamente e più poeticamente la propria casa".

    "La foresta del viandante moderno è la città, con i suoi deserti e le sue oasi, il suo coro e la sua solitudine, i suoi grattacieli o le sue osterie di periferia, le sue strade rettilinee in fuga verso l'infinito. il passante con gli occhi e i sensi aperti è forse il viaggiatore più autentico".

    "Il viaggio è anche una benevola noia, una protettrice insignificanza. L'avventura più rischiosa, difficile e seducente si svolge a casa; è la che si gioca la vita, la capacità o incapacità di amare e di costruire, di avere e dare felicità, di crescere con coraggio o rattrappirsi nella paura; è là che ci si mette a rischio".

    "Il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni sono una sfida ulissiaca".

    ha scritto il 

  • 4

    Viaggiare, anche con la fantasia

    Lo spauracchio di un recente esame di Stato è in realtà un ottimo libro, che racconta di viaggi e al contempo fa viaggiare. Le pagine scorrono veloci e si susseguono immagini di luoghi che l'antropolo ...continua

    Lo spauracchio di un recente esame di Stato è in realtà un ottimo libro, che racconta di viaggi e al contempo fa viaggiare. Le pagine scorrono veloci e si susseguono immagini di luoghi che l'antropologia urbana ha modificato pesantemente, persone incontrate, storie vissute, frasi e citazioni che lasciano il segno. Resta un bel testo, magari da rileggere ogni tanto prima della stagione estiva (quando - in genere - si viaggia)!

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante raccolta di annotazioni di viaggio (anche se piuttosto meditate). Dopo un inizio -a mio avviso- un po' debole sulle tappe spagnole, fanno seguito gli splendidi capitoli dedicati ai mondi ...continua

    Interessante raccolta di annotazioni di viaggio (anche se piuttosto meditate). Dopo un inizio -a mio avviso- un po' debole sulle tappe spagnole, fanno seguito gli splendidi capitoli dedicati ai mondi e alle culture della Mitteleuropa (meravigliosi quelli sulla Prussia), dove si avverte nettamente che l'autore padroneggia le diverse tematiche, con invidiabile disinvoltura. Periodare un po' ampolloso.
    Nel complesso una lettura interessante e ricca di spunti.
    Consigliato!

    ha scritto il 

  • 2

    Si no fuera por el prólogo sería insoportable. La mayoría de las páginas son estampas personales, pinceladas de los viajes. No profundiza en los temas. Y cuando lo hace tiene una visión filológica e i ...continua

    Si no fuera por el prólogo sería insoportable. La mayoría de las páginas son estampas personales, pinceladas de los viajes. No profundiza en los temas. Y cuando lo hace tiene una visión filológica e italianizada de la realidad.

    ha scritto il 

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    Non riesco a giudicare questo libro né tanto meno dargli delle stelline perché non sarei obiettiva. Premetto che è un genere che non mi piace in aggiunta al fatto che ho trovato piuttosto ampolloso e ...continua

    Non riesco a giudicare questo libro né tanto meno dargli delle stelline perché non sarei obiettiva. Premetto che è un genere che non mi piace in aggiunta al fatto che ho trovato piuttosto ampolloso e pesante lo stile di Magris per cui se lo dovessi votare in base a questo non so, forse sarebbero due stelline o una addirittura una, per contro però riconosco che è indubbiamente una lettura interessante sia per la scoperte geografiche che storiche che denotano una profonda preparazione e accuratezza. Quello che mi è è piaciuto è stato trovarmi nella Spagna di Cervantes e Don Chiscotte Tutte le cose fondamentali - l'amore, la felicità, la sofferenza - accadono per caso o per grazia, quando si lasciano cadere le briglie e ci si lascia portare dalla vita come un bastone nelle mani d'un viandante. Se, andando così incontro a ciò che capita, si ricevono doni inattesi, ci si abbandona lietamente all'esistenza, fiduciosi nella sua magnanimità e pronti a credere che essa provveda meglio di noi a ciò di cui abbiamo veramente bisogno anche il rapido passaggio nelle Canarie; Londra con il riferimento al ponte in cui si è ucciso Calvi e al Guiness World of Record con i record più strani, Westmister e Canterbury. Tresco, arcipelago delle Scilly nell’Oceano Atlantico è la parte che mi è piaciuta di più davvero Il mare è assoluto, intenso fino al punto di diventare talora doloroso. Tra questi colori dell'acqua e della sabbia di granito che la fa splendere d'una candida fosforescenza ci si spoglia di tutto ciò che è banale, accidentale, relativo: si vorrebbe afferrare l'essenza della vita, liberarsi di tutti gli ingranaggi dell'esistenza che ci impediscono di vivere, togliersi di dosso i meccanismi della retorica come ci si toglie i vestiti. Si leva una buccia dopo l'altra alla vita falsa per afferrare quella vera, la felicità, e si ha la sensazione di avvicinarsi a un nucleo così essenziale, così puro da assomigliare al nulla. Coinvolgente Ludwig di Baviera e i suoi castelli e il conte Ivan. Il resto mi ha annoiata e piu di tutti la lunga parte che riguarda Prussia, Borussia, Germania, il muro, classicismo e romanticismo tedesco. L’alternarsi di periodi più scorrevoli e piacevoli (pochi) ad altri noiosi mi hanno innervosita. Forse va preso a piccole dosi, magari è da “consultazione” non lo so…..

    ha scritto il 

  • 3

    Faticoso! Ne riconosco il valore letterario, però per i miei gusti Magris ha una prosa troppo prolissa e a tratti boriosa. Si alternano capitoli molto interessanti e coinvolgenti ad altri tediosi e pe ...continua

    Faticoso! Ne riconosco il valore letterario, però per i miei gusti Magris ha una prosa troppo prolissa e a tratti boriosa. Si alternano capitoli molto interessanti e coinvolgenti ad altri tediosi e pesanti. Sembra più un saggio, mentre io mi aspettavo qualcosa di avvincente, pagine che parlassero della bellezza del viaggio, del suo significato, soprattutto dopo l'ingannevole prefazione che non c'entra niente con il libro. Alcune descrizioni e qualche riflessione le salvo, come i castelli di Ludwig o l'arcipelago di Scilly, altre parti, quelle sulla storia della Prussia soprattutto, sono troppo accademiche, c'è troppo sfoggio di se! Non sapevo ad esempio dell'esistenza dell'etnia dei Sorbi, dei Cici o dei Ciribiri. Di tutti i luoghi descritti Lizard Island è sicuramente quello che più di ogni altro mi ha fatto venir voglia di prendere una valigia buttar dentro due stracci e partire, però tutto questo non basta per salvare un libro che se non fosse stato per una sfida avrei abbandonato dopo le prime pagine su Don Chisciotte! Il libro non merita più di due stelle, la stella in più è per la prefazione. Avrei voluto trascrivere alcuni passaggi che mi sono piaciuti, ma lo farò quando torno a casa perché con il cellulare è un'impresa titanica!

    ha scritto il 

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