L'ingenuità della rete

Il lato oscuro della libertà di internet

Di

Editore: Codice Edizioni

4.0
(79)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 887578261X | Isbn-13: 9788875782610 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fjodor Ardizzoia , Marilena Renda

Disponibile anche come: eBook

Genere: Computer & Tecnologia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
La rivoluzione di Twitter: se ne è parlato per le manifestazioni in Iran nel 2009, per la Cina subito dopo, più recentemente per l’Egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. La convinzione che le tecnologie digitali alimentino solo cambiamenti positivi e siano lo strumento perfetto per la creazione della democrazia corrisponde alla realtà?
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  • 5

    Critica al cyber-utopismo internet-centrico e analisi della complessità dell'impatto della rete sulla società e sulla politica

    Nonostante negli ultimi tempi Internet nel dibattito pubblico sia diventato oggetto di problematizzazione, a causa dei suoi effetti sociali e politici potenzialmente negativi (fake news, echo chamber, ...continua

    Nonostante negli ultimi tempi Internet nel dibattito pubblico sia diventato oggetto di problematizzazione, a causa dei suoi effetti sociali e politici potenzialmente negativi (fake news, echo chamber, etc.), la percezione e la narrazione intorno ad esso restano tuttavia ancora sostanzialmente ottimistiche. Ciò alimenta, nell'analisi dell'impatto delle nuove tecnologie sulla realtà, un'interpretazione acritica e non adeguata nei confronti di uno strumento che in realtà ha avuto una grande influenza sulla complessità del mondo.

    Contro la mitologia cyber-ottimistica ed internet-centrica odierna si è sollevata la voce critica del giornalista e studioso dei nuovi media bielorusso Evgeny Morozov, autore di saggi di analisi degli effetti di Internet sulla società e sulla politica. Nel 2011 è stato pubblicato L'ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet, libro in cui Morozov spiega perché trova irragionevoli i discorsi che attribuiscono alla rete un potere salvifico, attraverso ipotetici processi di inarrestabile progresso e presunte capacità intrinseche allo strumento di portare democrazia, libertà e diritti dove vigono ancora dittature ed autoritarismi. Si tratta di una visione diffusa che tuttavia impedisce di porre le giuste domande e di agire in direzione di un miglioramento, oltre a contribuire al peggioramento dello stato di cose dando potenti strumenti a chi invece non è affatto intenzionato a garantire diritti e libertà individuali e delle minoranze.

    Attraverso l'analisi anche di eventi storici, Morozov argomenta perché ad esempio il contributo di Twitter è stato insignificante per la rivoluzione iraniana del 2009 o per la primavera araba, nonostante molti esperti abbiano raccontato con entusiasmo il contrario, proponendo addirittura di candidare il social network al Nobel per la pace. Per Morozov ciò dice semmai più sulla percezione e sul desiderio occidentale nei confronti del potere liberatorio e democratico della tecnologia che sulle modalità in cui essa agisce realmente sulla società.

    La fiducia incondizionata verso i nuovi media, oltre a non consentire una valutazione politica obiettiva, attribuisce meriti ad aziende il cui operato andrebbe in realtà controllato più attentamente. Le lodi sperticate verso i social network, inoltre, insospettiscono proprio chi si cerca di combattere, dando ai dittatori motivi e strumenti per scovare più facilmente, proprio grazie alle informazioni sulla rete, i gruppi di attivisti dissidenti. Alcune autorità, come quelle russe, non hanno nemmeno bisogno di ricorrere alla censura, perché grazie all'intrattenimento presente sul web i cittadini e i giovani non si interessano alla politica. Contrariamente alla narrazione ottimistica mainstream, Internet non è pertanto uno strumento intrinsecamente votato alla democratizzazione della società, ma ha in sé anche potenzialità de-politicizzanti.

    L'accesso all'informazione non solo è insufficiente allo sviluppo del senso critico, del dissenso e all'aumento della qualità del dibattito pubblico, ma dà anche strumenti sia di distrazione alla popolazione sia di sorveglianza, censura e propaganda ai governi autoritari e ai cyber-gruppi allineati alle dittature. Inoltre, spiega Morozov, anche l'attivismo subisce gli effetti deleteri dei social network: trasformandosi in un'attività "da poltrona", esso più che impegno reale diventa un'appagante e comodo modo di costruire e di fare sfoggio narcisistico della propria identità.

    Così come oggi vengono proposte per la risoluzione del problema delle fake news sul web, Morozov sostiene che, dato il presupposto non dimostrato che Internet conduca deterministicamente a maggiori democrazia e libertà, è errato ricercare soluzioni tecniche a problemi che in realtà sono sociali, politici e culturali. Occorre quindi analizzare più attentamente la complessità dei fattori in gioco per agire più efficacemente.

    ha scritto il 

  • 5

    L'idea di Internet, e della tecnologia in generale, quale panacea per qualsiasi problema di tipo politico-sociale comporta il ridurre ad una sola dimensione, cioè a quel che la tecnologia permette di ...continua

    L'idea di Internet, e della tecnologia in generale, quale panacea per qualsiasi problema di tipo politico-sociale comporta il ridurre ad una sola dimensione, cioè a quel che la tecnologia permette di fare, una realtà complessa, implica l'ignorare gli effetti collaterali delle tecnologie stesse limitandosi ad un affrontare il sintomo e non le cause ed arrivando, in alcuni casi, a peggiorare il problema che si vorrebbe risolvere. Morozov argomenta la sua critica al cyber-utopismo con diversi esempi, dal ruolo di Twitter nella rivoluzione iraniana, al pensare che per "far vincere la democrazia" fondamentale sia il riuscire ad eludere la censura e favorire la diffusione delle informazioni, alla fallace idea che a far crollare l'Unione Sovietica siano state Radio Free Europe e le xerocopie e che quindi, per analogia, per far cadere gli attuali governi autoritari sia sufficiente bucare firewalls e finanziare i bloggers dissidenti. Invece di un atteggiamento acriticamente entusiasta, Morozov auspica un cyber-realismo in cui le soluzioni politiche abbiano un ruolo di primo piano, siano frutto di uno sguardo pragmatico alle problematiche che si vogliono affrontare e che internet, e le nuove tecnologie, siano solo strumenti della loro attuazione.
    Morozov stigmatizza un modo di vedere alle cose che interessa non solo la sfera delle nuove tecnologie: auspicare soluzioni tecniche e non politiche e/o culturali è alla base della crisi attuale, sia essa la crisi delle istituzioni, dei governi, del sentimento popolare, il nostro è un momento dominato dall'idea che problemi complessi possano avere soluzioni veloci e facili. Leggendo ho pensato alla psicologia cognitiva, all'idea diffusa che sia sufficiente un voto in rete espresso da una comunità circoscritta per garantire una scelta democratica, alla tendenza che sia sempre e comunque auspicabile ridurre, semplificare, snellire. La mia impressione è che il cambiamento che Morozov vorrebbe per internet dovrebbe essere fatto in generale. La lettura è interessante e rende edotti su alcuni contenuti che internet rende disponibili di cui ero totalmente all'oscuro (siti che ospitano annunci di privati disposti a vendere i propri organi, oppure che permettono a turchi poligami di procurarsi seconde, terze, quarte, etc. mogli marocchine perche dal Marocco si entra in Turchia senza visto, etc.) anche se il citare nomi, a me sconosciuti, di luminari del settore mi ha ricordato il personaggio di Luttazzi, insegnate liberal di una fantomatica università di Palo Alto :-D

    ha scritto il 

  • 4

    One of the best surprise of this year. It really opened my mind over internet information spreading and its role in social/political/economical life. Morozov says that internet is not the way to achie ...continua

    One of the best surprise of this year. It really opened my mind over internet information spreading and its role in social/political/economical life. Morozov says that internet is not the way to achieve people democracy all over the world but it's a powerful tool full of contradictions. For example he demonstrates that the arabian spring wasn't really brought about by the extensive use of social networks. Or for example he mentions a research in which people from authoritarist countries were allowed to surf the web freely, they did not really google for "democracy" but for "sex" and topics of similar level.
    All in all an extremely well written book that confutes all the fallacies about internet freedom and poses a lot of unsolved questions shedding light over the dark side of the web.

    ha scritto il 

  • 3

    Come ti prendo a calci Cappuccetto Rosso che porta beata i suoi doni al lupo travestito da nonna. Mozorov smonta un buona fetta della mitologia della Rete paladina della Democrazia, mitologia costruit ...continua

    Come ti prendo a calci Cappuccetto Rosso che porta beata i suoi doni al lupo travestito da nonna. Mozorov smonta un buona fetta della mitologia della Rete paladina della Democrazia, mitologia costruita da chi strumentalizza tanto la Rete quanto la Democrazia per altri fini. Lo fa in maniera documentata e approfondita, ma anche accanita e impietosa. Una salutare doccia fredda sui facili entusiasmi alimentati dai mass media faciloni.

    ha scritto il 

  • 2

    La rete non porta automaticamente la democrazia nel mondo.
    La rete non rovescia automaticamente i dittatori.
    La rete è usata dai governi per controllare i dissidenti.
    Dei ruderi degli anni 60 e 70 com ...continua

    La rete non porta automaticamente la democrazia nel mondo.
    La rete non rovescia automaticamente i dittatori.
    La rete è usata dai governi per controllare i dissidenti.
    Dei ruderi degli anni 60 e 70 come Hillary Clinton non ci hanno capito niente.
    etc. etc.
    Manca solo "se metto l'acqua sul fuoco bolle".

    Ho trovato il testo estremente banale e scontato.

    ha scritto il 

  • 4

    Morozov è un osservatore attento e viene dalla giusta parte del mondo e storia (è bielorusso) per avere un occhio critico sul cyber-ottimismo (così lui lo definisce) occidentale. Non a caso, uno dei p ...continua

    Morozov è un osservatore attento e viene dalla giusta parte del mondo e storia (è bielorusso) per avere un occhio critico sul cyber-ottimismo (così lui lo definisce) occidentale. Non a caso, uno dei parallelismi più usati del libro è quello con la guerra fredda. Da leggere per aprire gli occhi sulle tanto sbandierate democratizzazioni che internet - e in genere i media - promuoverebbero.

    ha scritto il 

  • 5

    Riguardo al mondo telematico ci sono spesso due approcci: l'esaltazione e la disillusione. I due modi si alternano alimentandosi a vicenda. Morozov, per quanto a volte scivoli nel voler essere contro, ...continua

    Riguardo al mondo telematico ci sono spesso due approcci: l'esaltazione e la disillusione. I due modi si alternano alimentandosi a vicenda. Morozov, per quanto a volte scivoli nel voler essere contro, voler essere particolare, riesce comunque a raccontare la rete comprendendone potenzialità e limiti.
    Oggi come oggi, più utile che mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel bagno di realismo per chi è convinto che la tecnologia sia di per sé buona e capace di far evolvere le società verso modelli più democratici. Divertente e molto ben documentato.

    ha scritto il 

  • 4

    Del ciberutopismo y el Internet-centrismo al ciberrealismo

    Aunque de inicio me pareció un poco "iluso", lo cierto es que el autor ha hecho un gran estudio, completo con múltiples ejemplos, de lo que es y no es Internet para la política, especialmente en relac ...continua

    Aunque de inicio me pareció un poco "iluso", lo cierto es que el autor ha hecho un gran estudio, completo con múltiples ejemplos, de lo que es y no es Internet para la política, especialmente en relación con la democratización de los paises autoritatorios. Si acaso, quizá es un poco extenso.

    ha scritto il