L'innocente

Edizione integrale

Di

Editore: Newton Compton (Biblioteca Economica Newton)

3.7
(691)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8854113301 | Isbn-13: 9788854113305 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 2

    Vi risparmio le mie elucubrazioni con la raccomandazione di risparmiarvi la lettura del libro: imbarazzante.

    Le due stelline per la suspense del XLIV capitolo e lo splatter spinto fino alla necrofili ...continua

    Vi risparmio le mie elucubrazioni con la raccomandazione di risparmiarvi la lettura del libro: imbarazzante.

    Le due stelline per la suspense del XLIV capitolo e lo splatter spinto fino alla necrofilia del L.

    ha scritto il 

  • 4

    "La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun tribunale della terra saprebbe giudicarmi".

    Molto bello, anche se nello stile D'Annunziano, molto prolisso e verboso, ma terribilmente alto e affascinante. Sublime il finale. Da leggere

    ha scritto il 

  • 3

    Sarò sicuramente impopolare..

    Sarò sicuramente impopolare ma rispetto ad altre opere di D'Annunzio questa mi pare un lungo e tormentato monologo di una serie infinita di paranoie ed elucubrazioni. Scritto magistralmente ma se non ...continua

    Sarò sicuramente impopolare ma rispetto ad altre opere di D'Annunzio questa mi pare un lungo e tormentato monologo di una serie infinita di paranoie ed elucubrazioni. Scritto magistralmente ma se non fosse di D'Annunzio non l'avrei di certo finito. Ora uccidetemi pure.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Andare davanti al giudice e dirgli: «Ho commesso un delitto. Quella povera creatura non sarebbe morta se io non l'avessi uccisa. Io, Tullio Hermil, io stesso l'ho uccisa».

    Nessun giudice può dire cosa sia giusto o sbagliato, ma su quanto a lungo e come Tullio abbia medidato, vi ho riflettuto non poco: amava senz'altro Giuliana, sua sorella, la sua amante, sua moglie, ma ...continua

    Nessun giudice può dire cosa sia giusto o sbagliato, ma su quanto a lungo e come Tullio abbia medidato, vi ho riflettuto non poco: amava senz'altro Giuliana, sua sorella, la sua amante, sua moglie, madre delle sue figlie, e non era certo disposto a metterla in cattiva luce, soffrendo egli stesso (pur dopo tutto quello che aveva fatto - con altre donne, a Giuliana) di una strana forma di gelosia. Il romanzo è davvero bello, di buon gusto e ottimo stile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    D'Annunzio si sforza di attribuire al protagonista una psicologia complessa e una capacità di autoanalisi lucida e spietata, ma ci riesce solo a sprazzi; il resto sono monotoni sdilinquimenti per un g ...continua

    D'Annunzio si sforza di attribuire al protagonista una psicologia complessa e una capacità di autoanalisi lucida e spietata, ma ci riesce solo a sprazzi; il resto sono monotoni sdilinquimenti per un gesto della moglie o per la santità della vita dei contadini, che però non ha alcuna influenza sul suo comportamento. La moglie, Giuliana, è completamente inverosimile; non si sa niente della sua storia d'amore con un altro e non si capisce come possa accettare passivamente di essere considerata una specie di sorella idealizzata dal marito; le sue promesse di uccidersi sono melodrammatiche e ridicole, e non si riesce a credere che non dimostri il minimo interesse per il povero neonato adulterino. L'insistenza su particolari macabri risulta sgradevole; i pochi momenti poetici sono le descrizioni della campagna improntate allo spirito panico delle sue migliori poesie, quando non sono inquinate dalla santocchieria retorica.

    ha scritto il 

  • 4

    L'innocente - Trilogia della rosa 2

    Dei romanzi della rosa "L'innocente" è forse il più ambiguo e crudo, e non solo per la vittima "innocente" che è un bambino, già l'incipit del libro la dice lunga su questo, il protagonista, Tullio He ...continua

    Dei romanzi della rosa "L'innocente" è forse il più ambiguo e crudo, e non solo per la vittima "innocente" che è un bambino, già l'incipit del libro la dice lunga su questo, il protagonista, Tullio Hermil, ricco benestante di alta estrazione sociale, dichiara allegramente di essere sì pentito e preda del rimorso, ma il giudice che potrà giudicarlo non è di questa terra e pur sentendo il bisogno di confessare il suo crimine lascia la sua domanda con una risposta sospesa "A chi?".
    Su questa domanda si svolge l'intera storia, con uno straordinario gioco di coppia tra Tullio e Giuliana dove tra allontanamenti e riavvicinamenti esplode la sensualità ritrovata, che arriva a stritolare, appunto, colui che, anche innocentemente, si viene a trovare nel mezzo, in questo caso il frutto dell'unico tradimento di Giuliana.
    E se lo scrittore avesse lasciato lì quella domanda per noi?
    Cioè per il lettore? Adesso, può darsi che dirò una colossale cavolata, e sarò contento se qualcuno me lo farà notare, ma secondo me quest'opera di d'Annunzio è una grandiosa metafora di quanto ciascuno di noi è disposto a sacrificare nella sua vita in termini di amore, amicizia, affetti, in nome dell'arrivismo, dell'egoismo e del cinismo più sfrenato, senza badare troppo a cosa si frappone nel mezzo, e forse l'innocente è quella parte di noi che senza rendercene conto stritoliamo e uccidiamo ogni giorno, ben sapendo che per questi reati non c'è tribunale su questa terra che ci potrà giudicare...

    ha scritto il 

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