L'innocente

Edizione integrale

Di

Editore: Newton Compton (Biblioteca Economica Newton)

3.7
(697)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8854113301 | Isbn-13: 9788854113305 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 2

    Vi risparmio le mie elucubrazioni con la raccomandazione di risparmiarvi la lettura del libro: imbarazzante.

    Le due stelline per la suspense del XLIV capitolo e lo splatter spinto fino alla necrofili ...continua

    Vi risparmio le mie elucubrazioni con la raccomandazione di risparmiarvi la lettura del libro: imbarazzante.

    Le due stelline per la suspense del XLIV capitolo e lo splatter spinto fino alla necrofilia del L.

    ha scritto il 

  • 4

    "La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun tribunale della terra saprebbe giudicarmi".

    Molto bello, anche se nello stile D'Annunziano, molto prolisso e verboso, ma terribilmente alto e affascinante. Sublime il finale. Da leggere

    ha scritto il 

  • 3

    Sarò sicuramente impopolare..

    Sarò sicuramente impopolare ma rispetto ad altre opere di D'Annunzio questa mi pare un lungo e tormentato monologo di una serie infinita di paranoie ed elucubrazioni. Scritto magistralmente ma se non ...continua

    Sarò sicuramente impopolare ma rispetto ad altre opere di D'Annunzio questa mi pare un lungo e tormentato monologo di una serie infinita di paranoie ed elucubrazioni. Scritto magistralmente ma se non fosse di D'Annunzio non l'avrei di certo finito. Ora uccidetemi pure.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Andare davanti al giudice e dirgli: «Ho commesso un delitto. Quella povera creatura non sarebbe morta se io non l'avessi uccisa. Io, Tullio Hermil, io stesso l'ho uccisa».

    Nessun giudice può dire cosa sia giusto o sbagliato, ma su quanto a lungo e come Tullio abbia medidato, vi ho riflettuto non poco: amava senz'altro Giuliana, sua sorella, la sua amante, sua moglie, ma ...continua

    Nessun giudice può dire cosa sia giusto o sbagliato, ma su quanto a lungo e come Tullio abbia medidato, vi ho riflettuto non poco: amava senz'altro Giuliana, sua sorella, la sua amante, sua moglie, madre delle sue figlie, e non era certo disposto a metterla in cattiva luce, soffrendo egli stesso (pur dopo tutto quello che aveva fatto - con altre donne, a Giuliana) di una strana forma di gelosia. Il romanzo è davvero bello, di buon gusto e ottimo stile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    D'Annunzio si sforza di attribuire al protagonista una psicologia complessa e una capacità di autoanalisi lucida e spietata, ma ci riesce solo a sprazzi; il resto sono monotoni sdilinquimenti per un g ...continua

    D'Annunzio si sforza di attribuire al protagonista una psicologia complessa e una capacità di autoanalisi lucida e spietata, ma ci riesce solo a sprazzi; il resto sono monotoni sdilinquimenti per un gesto della moglie o per la santità della vita dei contadini, che però non ha alcuna influenza sul suo comportamento. La moglie, Giuliana, è completamente inverosimile; non si sa niente della sua storia d'amore con un altro e non si capisce come possa accettare passivamente di essere considerata una specie di sorella idealizzata dal marito; le sue promesse di uccidersi sono melodrammatiche e ridicole, e non si riesce a credere che non dimostri il minimo interesse per il povero neonato adulterino. L'insistenza su particolari macabri risulta sgradevole; i pochi momenti poetici sono le descrizioni della campagna improntate allo spirito panico delle sue migliori poesie, quando non sono inquinate dalla santocchieria retorica.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra gli innumerevoli piaceri che la lettura può offrire a quei pochoi-molto pochi- capaci veramente di apprezzarla, la sensazione forse più piacevole è riconoscersi, 'viversi' nelle parole sui fogli b ...continua

    Tra gli innumerevoli piaceri che la lettura può offrire a quei pochoi-molto pochi- capaci veramente di apprezzarla, la sensazione forse più piacevole è riconoscersi, 'viversi' nelle parole sui fogli bianchi. L'Innocente è stato questo per me. L'illusione e la speranza, l'amore e la morte, il senso di colpa e la violenza del delitto, sensuale ed inevitabile. La passione di Tullio Hermil e l'amore quasi inconsapevole, incosciente che si materializza solo dopo tanti anni, solo dopo un inaspettato, grande tradimento; la sofferenza taciturna e continua di Giuliana, l'amore che si fonde con l'amarezza e il silenzio che tace troppe verità inconfessabili. Probabilmente, leggere questo romanzo a diciotto anni, ai nostri giorni,probabilmente leggere questo romanzo in un periodo particolare della mia vita, mi spinge a guardare alla storia da diversi punti di vista. E se il superuomo non fosse Tullio? Se il vero 'eroe' della vicenda tragica, che sopporta con affanno e con affanno restiste, desiderando la morte, fosse proprio Giuliana? Se la sua taciturna complicità al delitto finale fosse la vera, grande punizione? Ai posteri l'ardua sentenza.

    ha scritto il 

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