L'inondazione

Di

Editore: Nottetempo (Narrativa)

3.3
(25)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8874525613 | Isbn-13: 9788874525614 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Morales vive con Clemente, un cane arancione con le orecchie appese, in una soffitta di Río Sauce. Un paese che prende il nome da un fiume e che, dopo un’inondazione, è diventato una distesa d’acqua disseminata di tetti. Tutti gli abitanti lasciano le loro case sommerse tranne Morales che passa le sue giornate a percorrere il paese in barca, a mangiare fagioli neri all’osteria del Turco Hasan e a sorvegliare le mosse di un enorme caimano che si stabilisce nella stanza dei figli. Con l’andare del tempo ha la strana sensazione che i luoghi non siano piú dove li ricordava e che la mappa del paese si sia scomposta, a eccezione del cimitero sommerso dove riposa la moglie. Tutto potrebbe restare eternamente sul fondo del fiume, se su Río Sauce non gravasse la minaccia di una speculazione, e un gruppo di imprenditori, forse cinesi, non si apprestasse a comprare per poco il passato di una cittadina fantasma infestata di coccodrilli. Con la sua lingua incantata Bravi racconta una vicenda a fior d’acqua, in cui tutte le grandi avventure umane, le minacce, le promesse, le nostalgie e gli affetti avvengono nel calibrato silenzio di una vita sospesa.
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  • 4

    volevo scrivere un commento ma penso che in certi casi occorra lasciare 'spazio' a chi lo sa fare meglio:
    http://www.anobii.com/books/review/584fdb2ee8fc1207138b4590

    ha scritto il 

  • 4

    Rio Sauce viene sommerso dal fiume di cui porta il nome, trasformandosi in una distesa d'acqua da cui fanno capolino i tetti delle case. Solo Ilario Morales rimane nel paese abbandonato, convinto che ...continua

    Rio Sauce viene sommerso dal fiume di cui porta il nome, trasformandosi in una distesa d'acqua da cui fanno capolino i tetti delle case. Solo Ilario Morales rimane nel paese abbandonato, convinto che l'acqua, così com'è arrivata, se ne andrà. Vive nella soffitta della sua casa, con poche cose che ha ritenuto di dover salvare, e si adatta a una nuova esistenza, fatta di silenzio, solitudine e gesti quotidiani ripetuti, che lo mantengono ancorato a un'altrimenti improbabile realtà.
    Percorre con la barca le vie sommerse, va a trovare la moglie sepolta nel cimitero del paese, si reca nella cittadina più vicina per bere all'osteria, adotta un cane, Clemente.

    “Sentiva una strana sensazione di calma e serenità quando attraversava le strade sommerse del paese. Non sapeva darsi una spiegazione, forse non c’era neanche e, se c’era, in fondo non voleva conoscerla. Insomma, aveva capito che ritrovarsi con tutta quell’acqua per le vie gli aveva aperto un mondo nuovo: le cose scomparivano dalla vista per farsi piú presenti, sia per i vivi che per i morti.”

    Il racconto fluisce lento, seguendo il ritmo dei remi e dei pensieri di Morales, in un'incerta zona di confine tra il passato sommerso e un presente indefinito, disegnato dall'acqua, nel quale sembra debbano irrompere fantomatici acquirenti cinesi, che il vecchio aspetta, pronto a cacciarli, per preservare i ricordi dei vivi e dei morti da chiunque pensi di poterli cambiare o cancellare.
    Si adatta perfino a vivere con i pericolosi yacarés, perché - come spiega alla moglie morta - “io sono convinto che quel tempo passato, tu non ci crederai, c’è ancora ed è sott’acqua, e sono sicuro che gli yacarés riescono a vederlo. Forse, però, non sanno che sto anche di sopra, sulla barca. Sto sotto, nel passato, e sopra nel presente, e loro si trovano in mezzo, come custodi, vanno e vengono da un tempo all’altro.”

    Un'incantevole metafora sul valore dei ricordi e sul modo in cui la memoria li preserva in un angolo/soffitta della nostra mente. Una metafora che si spinge oltre, con lo straordinario epilogo che mette a nudo la paura di trovarci di fronte a un passato diverso da come lo ricordiamo.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero ottimo. Colonna sonora imprescindibile: "Sur" di Piazzolla. Certo che, quando c'è da mescolare la realtà con l'assurdo, il magico, il fantastico… come sanno farlo i sudamericani non lo sa fare ...continua

    Davvero ottimo. Colonna sonora imprescindibile: "Sur" di Piazzolla. Certo che, quando c'è da mescolare la realtà con l'assurdo, il magico, il fantastico… come sanno farlo i sudamericani non lo sa fare nessun altro.
    Questo Bravi, con una trama lineare, pressoché inesistente - e a cui tuttavia si poteva aggiungere qualche minima precisazione - e con un finale piccolo e semplice come quello di una fiaba, si ricollega al tema della mutevolezza e della caducità dei destini che leggevo poc'anzi con la citazione finale del libro della Russo: destini degli uomini così come quelli delle loro case, destini come li descrive anche Süskind quando dice che "le cose migliori spariscono perché sono in contrasto con la tendenza del tempo, che travolge tutto". E questo a sua volta si ricollega a quello che vediamo ogni giorno nei nostri paesi, le storiche osterie vengono sostituite dai market cinesi, oppure che vediamo nei paesi distrutti dal terremoto: restare lì a tutti i costi per tenersi stretto quel poco che c'è, o accettare che il terremoto è un fatto di natura e allora tanto vale partire e ricominciare tutto da un'altra parte? E i paesini di montagna abbandonati non per catastrofi naturali ma per progressivo spopolamento: vale la pena fare sforzi per mantenerli vivi in nome del passato e delle tradizioni oppure è meglio arrendersi all'evidenza che alla gente piace - comunque gli torna comodo - intrupparsi in città? In questo libro c'è tutta l'atmosfera di questi dilemmi, la malinconia, la solitudine, le case abbandonate. C'è proprio l'acqua limacciosa dell'inondazione, e quel silenzio irreale quando tutte le cose sono sommerse, parola di una che l'inondazione l'ha provata di persona.

    E' possibile intendere un qualche riferimento a temi di attualità come l'emigrazione, le speculazioni finanziaria ed edilizia che finiscono sempre per mettere sotto la povera gente, una certa attenzione per l'ecologia quando si osserva la natura seguire il suo corso. Ma i temi principali sono i ricordi e il passato: dove sono, dove vanno a finire? Sono cose del tutto immateriali o hanno ancora una loro concretezza? Il "sott'acqua" rappresenta questa concretezza: in un'altra dimensione, ma ci sono ancora tutti. Incredibili e mostruosi, gli alligatori arrivano ad imporre la loro presenza di animali preistorici e si trasformano in custodi neanche tanto simbolici del passato e dei ricordi: "…rifletteva che gli alligatori sarebbero sopravvissuti a qualsiasi cataclisma, e forse anche all'estinzione di tutte le specie. Sorvegliano il tempo, questi serpentoni… Com'erano nella preistoria, così sono adesso…". L'animale senza tempo proprio come la immutabile distesa d'acqua, mi ha ricordato anche le riflessioni sull'oceano di Benedetti in "La Tregua". Ma la cosa più ammirevole è rendersi conto, alla fine della lettura, che mentre il racconto esponeva l'inondazione di case e strade, sottotraccia si propagava anche un'inondazione nell'anima del protagonista, in maniera perfettamente speculare, e così si può riosservare tutta la storia seguendo questi giochi di specchi appena sul pelo dell'acqua, affioranti dalla superficie come gli occhi degli alligatori.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inondazione è un breve romanzo estremamente gradevole, che, con toni che sfiorano il surreale e che esprimono un'ironia malinconica, fa riflettere sul tema dell'abbandono e della solitudine, quelli ...continua

    L'inondazione è un breve romanzo estremamente gradevole, che, con toni che sfiorano il surreale e che esprimono un'ironia malinconica, fa riflettere sul tema dell'abbandono e della solitudine, quelli di Rio Sauce, sommersa dalle acque con tutto ciò che la rappresenta, ma anche del suo silenzioso e tenace custode, Ilario Morales.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/09/linondazione-bravi.html

    ha scritto il 

  • 3

    Rio Sauce- piccolo e sperduto villaggio argentino- si risveglia inondato dalle acque del fiume Gualeguay (" che anticamente chiamavano Yagurí, ovvero il fiume del giaguaro o della tigre, quasi ad avve ...continua

    Rio Sauce- piccolo e sperduto villaggio argentino- si risveglia inondato dalle acque del fiume Gualeguay (" che anticamente chiamavano Yagurí, ovvero il fiume del giaguaro o della tigre, quasi ad avvertire chi lo navigava della sua indole.").
    Gli abitanti cercano di salvare il possibile e partono per la città in cerca di rifugio.
    Ilario Morales non vuole abbandonare la sua vita. Mentre sotto l'acqua rimangono i ricordi delpassato, sopra Morales si adatta al nuovo.
    Nuove geografia disegnano il paesaggio; nuovi abitanti si fanno avanti: sono gli yacarés grossi alligatori che segnano il passaggio da ciò che fu a ciò che sarà:
    "perché io sono convinto che quel tempo passato, tu non ci crederai, c’è ancora ed è sott’acqua, e sono sicuro che gli yacarés riescono a vederlo. Forse, però, non sanno che sto anche di sopra, sulla barca. Sto sotto, nel passato, e sopra nel presente, e loro si trovano in mezzo, come custodi, vanno e vengono da un tempo all'altro"
    Piacevole lettura; scrittura senza pretese.

    ha scritto il 

  • 3

    "E tu sai meglio di me che prima o poi è bene che uno cominci a disfarsi di tutto”

    Chi parla è Morales, l'unico abitante di Río Sauce che ha deciso di rimanere a vivere lì dopo che il paese è stato completamente sommerso dalla piena del fiume. Chi "ascolta" è la moglie da tempo defu ...continua

    Chi parla è Morales, l'unico abitante di Río Sauce che ha deciso di rimanere a vivere lì dopo che il paese è stato completamente sommerso dalla piena del fiume. Chi "ascolta" è la moglie da tempo defunta. E accanto a lui sulla barca c'è Clemente, un cane giallo che un giorno decide di adottare come suo padrone proprio quel vecchio testardo che non vuole lasciare la sua casa semisommersa, e non importa se in una delle stanze si è rifugiato un enorme e affamato yacaré. Ma chi non ha uno yacaré nascosto da qualche parte? occorre solo tenerlo a bada e sfamarlo.
    Tutta qui o quasi la storia narrata. Però la scrittura lieve di Bravi, profonda nella sua semplicità (la stessa che mi era piaciuta ne "L'albero e la vacca"), lascia intravedere sotto la superficie, come sotto l'acqua torbida che ha ricoperto Río Sauce, significati profondi. Sono lì sotto, sotto la melma, sotto i rottami, gli oggetti abbandonati e gli yacarés voraci. Sono lì sotto come i morti del piccolo cimitero sommerso.
    Sono lì sotto, e lì vanno custoditi gelosamente.

    ha scritto il