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L'inquilino del terzo piano

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani; 210)

4.1
(221)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Polacco , Spagnolo , Svedese

Isbn-10: 884520135X | Isbn-13: 9788845201356 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Gandini ; Prefazione: Gilberto Finzi

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Subentrato nell'appartamento di un'inquilina apparentemente suicida, Trelkovsky, uno scapolo tranquillo e ingenuamente non conformista, si trova piano piano coinvolto in una misteriosa macchinazione ordita dai vicini. Reo inconsapevole, e prigioniero di un'inesorabile metamorfosi, Trelkovsky, fuori e dentro casa, in una Parigi di comignoli e di scale di legno, verrà perseguitato con accanimento, in un crescendo di trappole e di stregonerie. Stranamente somigliante ad alcuni suoi quadri per il rigore del tratto e la compostezza dell'assurdo, questo romanzo di Topor, intinto volutamente in un linguaggio di maniera e strizzato di humour, è un 'filmato' letterario da affrontare riga per riga fino al prevedibile eppure agghiacciante esito finale.
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  • 4

    Uno dice “L’inquilino del terzo piano” e a tutti si illuminano gli occhi: eccovi lì, pronti ad esclamare “sì, l’ho visto”, riferendovi ovviamente al film di Roman Polanski.

    SDREEEENG (rumore fastidios ...continua

    Uno dice “L’inquilino del terzo piano” e a tutti si illuminano gli occhi: eccovi lì, pronti ad esclamare “sì, l’ho visto”, riferendovi ovviamente al film di Roman Polanski.

    SDREEEENG (rumore fastidioso che si sente nei quiz quando la risposta è sbagliata).

    Forse non sarà noto a moltissimi, ma la pellicola magistralmente diretta dal regista polacco naturalizzato francese è l’adattamento di un romanzo memorabile: si intitola “Le locataire chimérique” e fu inizialmente tradotto in italiano come “L’inquilino stregato” prima di assumere il titolo con cui è famoso anche sul grande schermo.

    L’autore è Roland Topor, e per tracciarne la biografia non basterebbero sei post. Limitiamoci a segnalarlo come surrealista, nel senso artisticamente più completo, complesso, poliedrico che possiate immaginare. E a proposito di immaginazione, ecco cosa ci regala il suo primo romanzo: una ambientazione parigina, un giovane protagonismo che è il ritratto del pacifismo condominiale, un gruppo di vicini che lo accusano gratuitamente di varie nefandezze, spesso ben oltre il limite dell’assurdo, e che rendono la sua esistenza un vero e proprio incubo.

    Già, incubo: non sono un amante del genere horror, ma non riesco a immaginare nulla di più terrorizzante di una casa che diventa prigione, di un palazzo che diventa divoratore di vita. Il romanzo ci fa godere di tutte le sfumature di una situazione davvero inquietante, una sorta di sensazione claustrofobica dovuta alla situazione del protagonista che coinvolge inevitabilmente anche il lettore. A livello di sensazioni, mi ha ricordato alcune letture di Matheson: “Tre millimetri al giorno” – per citare il primo che mi viene in mente – sviluppa le stesse atmosfere surreali inchiodandoti nella stessa maniera, forse con un respiro meno sociale. In Topor, infatti, è decisamente più avvertibile la metafora di una società che esclude, di un mondo che respinge.

    Assolutamente consigliato.

    -- http://www.masedomani.com/2014/12/27/recensione-linquilino-del-terzo-piano-di-roland-topor/ --

    ha scritto il 

  • 2

    Il commento che si accende quando su anobii si selezionano due stelle di gradimento è: deludente. Ebbene è il commento più appropriato per definire la lettura di questo libro che, a parte una trama or ...continua

    Il commento che si accende quando su anobii si selezionano due stelle di gradimento è: deludente. Ebbene è il commento più appropriato per definire la lettura di questo libro che, a parte una trama originale e decisamente fantasiosa, non ha molto da offrire al lettore.
    Per gli amanti della suspense un suggerimento: cercate altro!

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Letto in un batter d'occhio. Inquietante. Consigliato per chi, come me, ama questo genere di thriller.
    Adesso mi voglio proprio gustare il film di Polansky, che dicono sia bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Di velocissima lettura ha un bel crescendo di paranoie e follia.
    C'è chi lo avvicina allo stile di Lovecraft ma quest'ultimo è decisamente più angoscioso e cupo.
    Il film di Polanski lo riproduce alla ...continua

    Di velocissima lettura ha un bel crescendo di paranoie e follia.
    C'è chi lo avvicina allo stile di Lovecraft ma quest'ultimo è decisamente più angoscioso e cupo.
    Il film di Polanski lo riproduce alla lettera, pure nei dialoghi.
    Insomma se vi è piaciuto il film non potrà non piacervi questo racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Angosciante

    Come da titolo questo ė l'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il libro. I toni cupi di questa Parigi descritta da Topor, i toni ancora più scuri del condominio del protagonista, tutto ...continua

    Come da titolo questo ė l'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il libro. I toni cupi di questa Parigi descritta da Topor, i toni ancora più scuri del condominio del protagonista, tutto contribuisce ad un crescendo di ansietà che sfocia in un finale che si presta a più chiavi di lettura. Quattro stelle e non cinque, perché? Forse nel finale il tutto è un po' troppo visionario per i miei gusti. Opinione personale ovviamente.
    Bel libro, sicuramente da vantarsi nel poter dire:"Io l'ho letto...!"

    ha scritto il 

  • 4

    1.l'ho letto perchè credevo di averlo letto e di non ricordarmene più.

    2.credevo di averlo letto perchè avevo visto il film che ne era stato tratto.

    3.avevo visto il film perchè avevo letto il fumetto ...continua

    1.l'ho letto perchè credevo di averlo letto e di non ricordarmene più.

    2.credevo di averlo letto perchè avevo visto il film che ne era stato tratto.

    3.avevo visto il film perchè avevo letto il fumetto ispirato al libro.

    Morale della favola:

    1.Dylan Dog i primi tempi si "ispirava" a piene mani dalla roba degli altri.Ma sceglieva sempre e solo roba di classe, e lo faceva con una classe che era e rimane inimitabile. Profondo rammarico per la sua decadenza.

    2. anche dopo questa nuova lettura non ricordo se avessi letto il libro una prima volta, segno che forse non l'ho fatto...comunque scopro che meritava: libri del passato che sono più attuali dei libri del presente.

    3. del film di Polansky mi ricordo solo il dente dentro la parete, e quella maledetta finestra con la gente sotto.

    ha scritto il 

  • 2

    Locura tuya o ajena?

    El libro en la época que fue creado tuvo que ser algo sorprendente e impactante, pero en la actualidad es dificil encontrar algo original en el genero de terror y más aun conseguir esa sensación en el ...continua

    El libro en la época que fue creado tuvo que ser algo sorprendente e impactante, pero en la actualidad es dificil encontrar algo original en el genero de terror y más aun conseguir esa sensación en el lector.

    Seguramente a mucha gente este libro le guste, en mi caso no ha sido asi, pues vengo de leer libro parecidos en la trama, pero mejores en mi opinion.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che può essere compreso fino in fondo solamente da chi come me vive in un condominio.
    Ci sono giorni in cui pensi che i condomini facciano a gara per vedere chi per primo, a forza di scassart ...continua

    Un libro che può essere compreso fino in fondo solamente da chi come me vive in un condominio.
    Ci sono giorni in cui pensi che i condomini facciano a gara per vedere chi per primo, a forza di scassarti i coglioni, riesca a mandarti fuori di testa. Per mia fortuna non sono ancora riusciti a farmi impazzire come il povero Trelkovsky, così domani mattina posso tranquillamente invadere la Svizzera e nel pomeriggio dichiarare guerra a Francia e Germania.

    ha scritto il