L'inquilino del terzo piano

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani; 210)

4.1
(266)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Polacco , Spagnolo , Svedese

Isbn-10: 884520135X | Isbn-13: 9788845201356 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Gandini ; Prefazione: Gilberto Finzi

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Subentrato nell'appartamento di un'inquilina apparentemente suicida, Trelkovsky, uno scapolo tranquillo e ingenuamente non conformista, si trova piano piano coinvolto in una misteriosa macchinazione ordita dai vicini. Reo inconsapevole, e prigioniero di un'inesorabile metamorfosi, Trelkovsky, fuori e dentro casa, in una Parigi di comignoli e di scale di legno, verrà perseguitato con accanimento, in un crescendo di trappole e di stregonerie. Stranamente somigliante ad alcuni suoi quadri per il rigore del tratto e la compostezza dell'assurdo, questo romanzo di Topor, intinto volutamente in un linguaggio di maniera e strizzato di humour, è un 'filmato' letterario da affrontare riga per riga fino al prevedibile eppure agghiacciante esito finale.
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  • 5

    Un labrinto di Escher

    Ho molto apprezzato questo breve romanzo che, oscillando tra grottesco iperrealismo, onirismo e follia, attira il lettore nelle spire concentriche di un gorgo, dapprima lente poi sempre più vorticose, ...continua

    Ho molto apprezzato questo breve romanzo che, oscillando tra grottesco iperrealismo, onirismo e follia, attira il lettore nelle spire concentriche di un gorgo, dapprima lente poi sempre più vorticose, per poi fargli capire di essersi mosso su una circonferenza perfetta. O forse, semplicemente, di essere rimasto intrappolato in un labirinto di Escher.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle per l'angoscia

    distopico e grottesco, con una vena marcata di schizofrenia e di follia.
    non amo particolarmente i libri sullo stile kafkiano, ma gli ho dato tre stelle solo perchè comunque mi ha suscitato un moto d' ...continua

    distopico e grottesco, con una vena marcata di schizofrenia e di follia.
    non amo particolarmente i libri sullo stile kafkiano, ma gli ho dato tre stelle solo perchè comunque mi ha suscitato un moto d'angoscia. e quindi vale la pena di salvarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro weird del grande Roland Topor noto soprattutto come illustratore, grafico e disegnatore ma non meno geniale come scrittore, in particolare con questo suo primo romanzo scritto ad appena 26 ...continua

    Capolavoro weird del grande Roland Topor noto soprattutto come illustratore, grafico e disegnatore ma non meno geniale come scrittore, in particolare con questo suo primo romanzo scritto ad appena 26 anni. Surrealista attardato ma pienamente in linea con lo spirito del movimento di Breton, in più con una componente horror molto marcata (ispirata probabilmente al racconto "Il ragno" dello scrittore tedesco H.E. Ewers), Topor ci racconta una fiaba crudele e inquietante di paranoia, infestazione psichica e scambio di personalità. Roman Polansky nel suo bel film omonimo ne accentuerà le componenti psicologiche e horror, smorzando leggermente le tonalità assurde e antirealistiche molto forti nel testo e la possibile interpretazione in chiave soprannaturale.

    ha scritto il 

  • 5

    Psicopatologia della vita condominiale

    Wikipedia ci ricorda che Roland Topor non è stato solo illustratore (meriterebbe di essere ricordato per sempre solo per i disegni del film Il Pianeta Selvaggio) ma anche paroliere, drammaturgo, scrit ...continua

    Wikipedia ci ricorda che Roland Topor non è stato solo illustratore (meriterebbe di essere ricordato per sempre solo per i disegni del film Il Pianeta Selvaggio) ma anche paroliere, drammaturgo, scrittore, sceneggiatore ed attore. Se almeno questa, fra le opere del Topor scrittore, è ancora facilmente reperibile in italiano, lo si deve al bellissimo adattamento cinematografico di Polanski, ma se avete apprezzato quel film sappiate che una buona parte del merito va al romanzo dal quale è tratto fedelmente, fin nei minimi dettagli. E' attraverso i dettagli che cresce questa tragedia dell'assurdo, il cui protagonista è un signore qualunque, mite e pavido, che tanto ricorda gli omini grigi che Topor, in certe sue crudeli vignette, sottoponeva a tremende deformità e mutilazioni.
    Trelkovsky ha urgente bisogno di traslocare e trova in un anonimo quartiere di Parigi un appartamento in affitto alla portata dei suoi guadagni di semplice impiegato, c'è solo da aspettare che muoia l'inquilina precedente, che si è gettata dalla finestra solo pochi giorni prima ed ora si trova in fin di vita in ospedale. Malgrado sia una persona timorosa del prossimo e desiderosa soprattutto di non avere grane, Trelkovsky comincia ad essere vessato dai vicini che lo trovano troppo rumoroso e dal padrone di casa che minaccia di cacciarlo. Lentamente la sua paura si trasforma in ossessione, paranoia, allucinazione. E' convinto che gli altri cospirino per fargli fare la stessa fine dell'inquilina suicida; la sua è una personalità così vuota ed incolore da venir facilmente “divorata” da quella di Simonetta Choule e questo lo porterà ad una fine drammatica e paradossale.
    Un romanzo breve, agghiacciante e perfetto nella sua semplicità; lo si può facilmente interpretare, al pari delle vignette, come un'allegoria violentemente anti-borghese ed anticonformista. L'ho letto in un solo giorno negli interminabili tempi morti di un viaggio, fra treno, autobus, aeroporto...
    Di artisti come Roland Topor io ho proprio bisogno. Mi servono lo humour nero e la lente deformante del grottesco per affrontare la vita, necessito di un po' di “surrealtà” per guardare in faccia alla realtà.

    ha scritto il 

  • 2

    Modesto romanzo angosciante

    Tra l'horror, il distopico ed il kafkiano, non è opera particolarmente degna di ricordo. Poca suspence (che in libri come questi conta assai) e finale prevedibile.

    ha scritto il 

  • 3

    un racconto grottesco e surreale

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo g ...continua

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo granché. Godibile come racconto kafkiano considerando anche che è stato scritto nel 1964

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo dal sapore kafkiano, "L'Inquilino del Terzo Piano" è un assoluto capolavoro del grottesco e dell'assurdo. Le paranoie e l'angoscia del protagonista, un giovane scapolo di nome Trelkovsky, acco ...continua

    Romanzo dal sapore kafkiano, "L'Inquilino del Terzo Piano" è un assoluto capolavoro del grottesco e dell'assurdo. Le paranoie e l'angoscia del protagonista, un giovane scapolo di nome Trelkovsky, accompagnano il lettore durante tutto il libro, per sfociare poi nella follia vera e propria. L'enigmatico finale contribuisce poi a rendere ancora più misteriosa un'opera imprescindibile per tutti gli amanti della letteratura fantastica e onirica. Da qui la bellissima pellicola di Polanski del 1976.

    ha scritto il