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L'intuizionista

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Piccola biblioteca, 311)

3.2
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804511575 | Isbn-13: 9788804511571 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Katia Bagnoli

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nell'ispettorato Ascensori di una grande metropoli, arriva Lila Watson, prima ispettrice donna e di colore. Lila è la più celebre e affidabile esponente della scuola degli «intuizionisti». Invece di ispezionarli con attrezzi e con l'aiuto di manuali, gli intuizionisti «sentono» gli ascensori. Quando un ascensore controllato da Lila precipita, per la scuola avversaria degli «empiristi» si tratta di una ghiotta occasione. Ma Lila, che non ha mai sbagliato un collaudo, è sicura di essere vittima di un sabotaggio. Inizia così ad indagare sull'incidente, fino a scoprire un segreto sconvolgente, capace di rimettere in discussione la sua vita e il futuro dell'intera metropoli.
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  • 1

    Abbandonato a pagina 70. Noioso, non quaglia, e poi l'ho trovato eccessivamente abbondante di descrizioni di contorno e dettagli che, invece di arricchire e contestualizzare le vicende, hanno solo finito per distrarmi. Peccato perchè dalla sinossi sembrava potesse essere interessante, ma forse mi ...continua

    Abbandonato a pagina 70. Noioso, non quaglia, e poi l'ho trovato eccessivamente abbondante di descrizioni di contorno e dettagli che, invece di arricchire e contestualizzare le vicende, hanno solo finito per distrarmi. Peccato perchè dalla sinossi sembrava potesse essere interessante, ma forse mi sono abituata male con Asimov.

    ha scritto il 

  • 4

    Chissà se Philip Roth lo ha letto?

    E si perchè l'Intuizionista è uscito l'anno prima de La macchia umana, e qualcosa lega le due storie.
    Ma non voglio spoilerare troppo.


    L'Intuizionista è uscito anche 2 anni prima del 11 settembre a New York ( e questo non s'entra nulla con la trama) e io dopo quegli schianti mi ero persuas ...continua

    E si perchè l'Intuizionista è uscito l'anno prima de La macchia umana, e qualcosa lega le due storie. Ma non voglio spoilerare troppo.

    L'Intuizionista è uscito anche 2 anni prima del 11 settembre a New York ( e questo non s'entra nulla con la trama) e io dopo quegli schianti mi ero persuaso che non si sarebbero costruiti più grattacieli, ma per fortuna non è stato così, io amo i grattacieli!

    La Verticalizzazione è continuata e così la necessità di ascensori sempre più sicuri e veloci.

    Sarei veramente curioso di sapere da dove sia venuta l'idea a Whitehead di costruire un intero mondo parallelo al nostro con una sua cultura e quasi religione basata sugli ascensori, l'ho trovato geniale. Così' come il trattamento acuto del problema razziale.

    Strano che a un certo punto molti dei nuovi scrittori americani trovino la necessità di scrivere una storia basata sulla nostra realtà, ma in forme e modi diversi invece fantastica. L'ha fatto qui Whitehead, ma anche Chaubon con i suoi poliziotti ebrei in Alaska, Lethem con la sua donna astronauta in Chronic City, Wallace con Infinite jest. Questi autori americani quasi giovani o stanno in un altro-quando di loro scelta, o si rintanano nel ventre asfissiante della Famiglia, Frenzen su tutti.

    Nella realtà comune, fatta di high e low, di vicende personali e sociali sembrano incapaci di vivere, peccato.

    Comunque un buon libro, a tratti ottimo.

    Colonna sonora: Vabbè dai....Aerosmith - Love in an elevator!

    ha scritto il 

  • 0

    Quale ascensore arriverà

    dire originale è banalizzarlo, cerca di dare una prospettiva diversa a un momento comune a noi occidentali: aspettare un ascensore in un edifico in cui ve ne sono a almeno due. Da leggere

    ha scritto il 

  • 3

    Su e giù tra i grattacieli

    Romanzo sicuramente originale ma non astratto, fantasioso ma concreto. Non c'è un tempo in cui questo racconto si svolge, potrebbe essere il futuro ma forse è il passato. Il mondo comunque è sempre quello e ci sono edifici e altezze da superare. La divisione, nel clan degli ispettori degli ascens ...continua

    Romanzo sicuramente originale ma non astratto, fantasioso ma concreto. Non c'è un tempo in cui questo racconto si svolge, potrebbe essere il futuro ma forse è il passato. Il mondo comunque è sempre quello e ci sono edifici e altezze da superare. La divisione, nel clan degli ispettori degli ascensori, tra empiristi ed intuizionisti, corrisponde alla classica divisione tra chi difende il proprio quieto vivere e chi vuole andare oltre. Tra le due visioni si dipana la Storia e questo libro ce la racconta in maniera onesta ma anche con un'ottica del tutto inusuale, che inasprisce ed evidenza le contraddizioni del mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    È stato il mio libro delle vacanze.
    È stata un'impresa.


    Arrivavo da mesi di Murakami, dal suo modo (o quello dei suoi traduttori) così semplice e diretto di raccontare persone, luoghi e il lento succedersi degli eventi che questo testabianca mi ha complicato un po' le cose. All'inizio mi ...continua

    È stato il mio libro delle vacanze. È stata un'impresa.

    Arrivavo da mesi di Murakami, dal suo modo (o quello dei suoi traduttori) così semplice e diretto di raccontare persone, luoghi e il lento succedersi degli eventi che questo testabianca mi ha complicato un po' le cose. All'inizio mi infastidivano tutte quelle descrizioni di eventi e personaggi che non riuscivo a collocare nè temporalmente nè emotivamente all'interno dello svolgersi del romanzo, poi l'intreccio è venuto a galla e la storia ha iniziato a coinvolgermi. È stato in quel momento che ho capito che mr.treccioline mi stava bellamente prendendo per il culo: lo scopo del gioco non è la trama, non sono i personaggi, non sono i luoghi. È il messaggio. Quello cosa astratta che ricorda un po' la morale delle favole di Esopo e che non si trova più da nessuna parte. Lo scopo del gioco è portare il lettore a vedere il mondo da un'altra prospettiva. Ecco perchè quelle descrizioni.

    Insomma, romanzo difficile, ma immancabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gran bel romanzo, a metà fra S/F, noir, giallo, e romanzo sociale, ambientato in una New York futuribile e inquietante, dove tutto ruota attorno a una fantomatica guerra di potere a sul dominio degli ascensori, in un'epoca che assomiglia tantissimo agli anni '50.


    Romanzo avvincente, vis ...continua

    Un gran bel romanzo, a metà fra S/F, noir, giallo, e romanzo sociale, ambientato in una New York futuribile e inquietante, dove tutto ruota attorno a una fantomatica guerra di potere a sul dominio degli ascensori, in un'epoca che assomiglia tantissimo agli anni '50.

    Romanzo avvincente, visionario, e pieno di metafore.

    ha scritto il 

  • 3

    Up & Down

    "E l'odore di pioggia adesso è più forte. Lo scellerato problema dei suoi giorni di scuola: che aspetto ha l'ascensore perfetto, quello che ci porterà lontano dalle città che ci opprimono, queste basse baraccopoli? Non lo sappiamo, perchè non possiamo guardare dentro, è qualcosa che non possiamo ...continua

    "E l'odore di pioggia adesso è più forte. Lo scellerato problema dei suoi giorni di scuola: che aspetto ha l'ascensore perfetto, quello che ci porterà lontano dalle città che ci opprimono, queste basse baraccopoli? Non lo sappiamo, perchè non possiamo guardare dentro, è qualcosa che non possiamo immaginare, come il sesso degli angeli.
    E' la scatola nera."

    Avvincente un libro che parla di ascensori? Sì.
    Profonde le riflessioni che riguardano la Seconda Verticalizzazione? Sì.
    Non è semplice, in effetti, eppure Whitehead ci riesce: costruisce una storia che richiama un pò Ballard, con questa città, questo mondo, che potrebbe essere appena sopravvissuta a qualcosa di molto brutto, o forse ci sta rotolando contro.
    Gli Ascensori non sono solo macchine, sono entità, sono un qualcosa che eleva l'uomo non soltanto fisicamente, sono il simbolo della fuga, della via, della riuscita.
    Lila Mae Watson è particolare per molti motivi: di lavoro ispeziona gli ascensori e, udite udite, è donna in un mondo di maschi, e per di più di colore.
    E' un'emarginata, una donna che si è esercitata per anni pe trovare "la faccia", quell'espressione che può indossare di fronte a chicchessia e che dice: "Io non ti temo".
    Ed è lei l'Intuizionista. Gli ascensori li "sente".
    Elezioni, partiti, gli Empiristi che sembrano volerla incastrare, il progetto per l'ascensore perfetto, maestri con zone d'ombra, amori - forse - appena accennati.
    Sì, Whitehead, per quello che mi riguarda, ci riesce: offre una riflessione sull'essere soli, sul cercare la verità, sul perdere sè stessi, sull'alienazione della società.
    E pensare che si parla di scatole piene di bottoni che fanno un pò di "su e giù".

    ha scritto il